martedì 13 ottobre 2015

Recensione: Le nebbie di Avalon


Titolo: Le Nebbie di Avalon
Autrice: Marion Zimmer Bradley
Casa editrice: Tea
Anno di pubblicazione: 1993
Prezzo di copertina: 8,50 

VOTO: 

"Le nebbie di Avalon" è un  romanzo fantasy e mitologico che venne pubblicato da Marion Zimmer Bradley per la prima volta nel 1982 e che vinse nel 1984 il Premio Locus per il Miglior Romanzo fantasy.
Ho letto questo libro nella speranza che ne rimanessi folgorata, avendo sentito molto ben parlare del così detto ciclo di Avalon (ad ora composto di 7 romanzi), ma purtroppo le mie speranze sono state infrante, facendomi dare meno stelle di quante avrei voluto.

Il libro narra la storia del grande re Artù dal punto di vista di Lady Morgana, sua sorella e amante. Questa prospettiva innovativa ha permesso all'autrice di focalizzare la sua attenzione su temi e argomenti che vengono normalmente messi in disparte dal racconto tradizionale.
Viene posto lo sguardo sulla sacra isola di Avalon, luogo di culto e venerazione della Dea, che con l'avvento del Cristianesimo rischia di scomparire nella nebbia.
Merlino e la Dama del Lago, Viviana, cercheranno di ideare un piano per salvare Avalon e porre sul trono un re che possa essere seguito dai cristiani e dai pagani: Artù.
Mentre il giovane cresce destinato a diventare il Grande Re, Morgana, la sua sorellastra, viene educata ad Avalon come sacerdotessa, facendo parte anche lei del piano costruito per far incoronare Artù e renderlo fedele alla vecchia religione.

Ammetto di non conoscere molto bene il ciclo arturiano, ma ho trovato che il libro della Bradley si sia purtroppo allontanato troppo dai quei caratteri tradizionali che rendono interessante e conosciuta la storia, modificando anche molti fatti e personaggi per le sue finalità.
Il punto di vista religioso, l'opposizione violenta fra la vecchia e la nuova religione, modifica infatti il corso della narrazione, per mostrarci il tradimento di Artù e la triste sorte della povera Morgana, in un capovolgimento totale rispetto alla storia classica.

All'inizio il libro mi stava piacendo, infatti è scritto con uno stile limpido e scorrevole, che mi ha permesso di finire la lettura anche quando stavo iniziando a perdere interesse verso la trama, ma purtroppo il resto del libro non mi ha lasciato così entusiasta.
Già dopo il primo capitolo si iniziavano a vedere elementi che non quadravano: prima di tutto la descrizione personaggi, che prima sono presentati in un modo e poi in un altro, cambiando le proprie caratteristiche e le proprie opinioni in mezzo secondo.
Igraine, la madre di Artù e Morgana, in un momento apprezza la gentilezza del vecchio marito Gorlois, poi nella frase successiva dice di odiarlo; da ragazza pratica le arti magiche di Avalon e nella vacchiaia diventa una pia cristiana, modificando completamente la sua natura, e la stessa cosa accade con tutti i personaggi, che non rimangono mai fedeli a se stessi.
Ovviamente i personaggi sono della scrittrice, ma ella non può modificarli a piacere solo perchè la loro funzione nella storia è cambiata.

I personaggi, oltre ad avere lo spessore di un cucchiaino, risultano poi per la maggior parte insopportabili, così mutati dal mito di cui fanno parte.
La scrittrice, in un accentuato odio verso il cristianesimo, ha posto in una visione negativa ogni personaggio cristiano, modificando la descrizione classica.
I ruoli sono invertiti, alcuni personaggi sono modificati totalmente, e se da una parte questa è un'idea del tutto nuova, stona un po' con tutto quanto visto o letto prima.
La meravigliosa storia tormentata dell'amore proibito tra Ginevra e Lancillotto si risolve in un gioco fra una fanciulla pudica e timorosa di Dio e un giovane cavaliere che non vorrebbe mai tradire il suo re, perdendo tutta quella passione che ha ispirato i grandi poeti.
Ricordiamoci che questo amore per Dante avrebbe spinto Francesca nelle braccia di Paolo, ma vi giuro, se avessero letto di questo amore non si sarebbero neppure sfiorati!
Lo stesso succede con Morgana, che dovrebbe essere il personaggio più interessante del libro, e che poveretta, oltre a essere descritta male, subisce anche di tutto e di più.

Insomma, la descrizione e la rappresentazione dei personaggi non fanno per la Bradley, ma nemmeno continuare una storia fino alla fine.
La trama comprende un arco temporale forse troppo lungo da tenere in piedi, e difatti la trama che inizia in modo fluido e con uno stile narrativo continuo, una volta arrivati a metà libro inizia a declinare, raccontando episodi per blocchi staccati.
Alla fine non si capisce quanto tempo passi, cosa succede e soprattutto perché succede.
Sembra quasi che la stessa autrice si fosse stancata di narrare la trama e avesse deciso di scrivere senza descrizione gli avvenimenti che aveva in mente, senza cercare di trovarci un senso logico d'insieme.
Infatti se io adesso ci penso so benissimo cosa accade all'inizio, ma, con una sorta di ironia, le ultime cose che ho letto sono più confuse e avvolte nella nebbia.
Il libro alla fine non l'ho voluto abbandonare, non era così brutto da portarmi all'estrema decisione, ma non so se darò un occasione anche agli altri libri della Bradley del ciclo di Avalon, dopotutto mi manca il mito reale, l'Artù bello e coraggioso consigliato dal fedele Merlino, Ginevra e Lancillotto uniti dalla passione d'amore, la narrazione delle imprese dei cavalieri della Tavola Rotonda...
Questo punto di vista però era interessante, era bello per una volta vedere Morgana come una sacerdotessa e non come maga e nemica di Artù, ed era anche notevole far vedere il Cristianesimo come un nemico e oppressore nella sua espansione che ha portato alla distruzione degli antichi riti pagani.
Era un punto di vista nuovo e mi sento di salvarlo e di considerarlo come uno dei pochi punti a favore del libro, anche se lo fa allontanare dalla trama classica a me amatissima.
E se pensate che sotto sotto ci sia l'influenza del Merlin della BBC... beh, avete ragione! ;)

Sperando che la mia recensione vi sia utile, enjoy! :-)

                                                                            

                                                                              (Silvia)

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