martedì 15 dicembre 2015

Recensione: Fiabe lapponi


Titolo: Fiabe Lapponi
Autore: A.A.V.V.
Casa editrice: Iperborea
Anno di pubblicazione: 2014
Prezzo di copertina: 15 

VOTO: 


"Fiabe lapponi" è il primo volume della serie ideata da Bruno Berni, traduttore e esperto di letteratura nordica, che mira a recuperare le fiabe meno conosciute e più interessanti dell'immaginario nordico.
Questa antologia di fiabe riprende precisamente l'immaginario del popolo sami, popolo nomade che ha sempre vissuto ai margini della storia.
La raccolta in questo modo dimostra come anche una minoranza etnica possa avere una propria tradizione e cultura, che era rimasta fino ad oggi inesplorata.
L'attenzione alla fiaba nacque durante il Romanticismo, quando i letterati rivalutarono l'importanza del primitivo e della fanciullezza e iniziarono a mettere per iscritto le favole popolari, che prima erano state tramandate di generazione in generazione soltanto oralmente.

La raccolta contiene 28 fiabe, nelle quali rivivono i miti e le credenze del popolo lappone.
Espressione della saggezza popolare, per questo motivo i racconti mostrano numerose similitudini con le fiabe degli altri paesi europei.
Il buono e l'astuto vengono premiati, mentre l'ingenuo e il malvagio vengono puniti per la loro stoltezza. 
Il lieto fine è raggiunto soltanto dopo sfide e decisioni difficili, mentre è più frequente la cattiva sorte e la conclusione dolce-amara.
Dopotutto si sa, la stessa Disney ha modificato completamente il finale di molte storie per renderle film d'animazione adatte a tutta la famiglia.
Nelle fiabe originali infatti la Sirenetta diventa schiuma di mare, Aurora viene violentata ancora addormentata e le sorellastre di Cenerentola si tagliano i piedi per farli entrare nelle scarpette.
Sembra infatti che solo negli ultimi anni si sia cercato di attenuare la crudeltà e il dolore nelle fiabe, evitando quindi ai bambini la scoperta degli aspetti più crudi della realtà.

Queste fiabe presentano i personaggi caratterizzanti del genere letterario,  come il principe valoroso, il povero senza fortuna, i giganti, gli esseri mutaforma, .. ma anche personaggi caratteristici, come le Gieddegæš, cioè delle vecchie streghe che danno consiglio ai giovani in difficoltà e gli Stallo, orchi umanoidi un po' schiocchi e violenti.

Come è normale, molte storie vedono gli influssi di altre fiabe nordiche, che in quel periodo venivano trascritte dai fratelli Grimm, oppure inventate dal danese Hans Christian Andersen.
Per esempio la trama della fiaba "La ragazza che cercava i suoi fratelli" è molto simile a quella de "I cigni selvatici" di Andersen (anche se derivata forse anch'essa da una fiaba popolare tedesca) ma  presenta in verità una trama ancora più cruda.
La stessa cosa accade con "I tre principi e le tre principesse volanti", che ricorda "Il principe ranocchio", anche questa riportata dai fratelli Grimm.

La sintassi delle favole è semplice, il linguaggio popolare.
Inoltre sono facilmente leggibili, anche perchè gli schemi vengono continuamente ripetuti, e certe frasi riscritte uguali, senza una minima variatio.
Non è una raccolta eccezionale, ma ve la consiglio ugualmente per scoprire storie particolari e diverse dalle solite e sopratutto per entrare in contatto con una nuova cultura di cui difficilmente potremmo leggere altro.

Sperando che la mia recensione vi sia piaciuta e vi sia stata utile...
Vi auguro un buon pomeriggio di ottime letture ;-)















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