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mercoledì 31 marzo 2021

Recensione: Heartstopper vol. 3 di Alice Oseman

 


Buongiorno lettori!
Come state? Cosa state leggendo ultimamente? 

Oggi vi parlo del terzo volume della graphic novel a tematica lgbtq+ Heartstopper di Alice Oseman. Questa giovane autrice, classe 1994, è una scrittrice e una disegnatrice inglese super inclusiva! Nelle sue opere potete trovare spesso tematiche molto importanti come la depressione, l'ansia ecc... temi che sicuramente sono molto attuali per la nostra generazion; e soprattutto potete trovare molti personaggi lgbtq+! 

Io amo questa serie, e spero che valga lo stesso per voi!
Ma non indugiamo oltre e passiamo alla scheda del libro e alla mia recensione. 
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Titolo: Heartstopper vol. 3
Autore: Alice Oseman
Traduttore: Francesco Matteuzzi
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar Ink
Data di uscita: 2 marzo 2021
Pagine: 384, ill.
Prezzo: 19 euro

Trama: Heartstopper parla di amicizia, amore, lealtà, salute mentale. Unendo le storie private di Nick e Charlie, finisce per parlarci di qualcosa di più grande, che interessa tutti noi.
Charlie non avrebbe mai pensato che Nick potesse ricambiare il suo sentimento, ma ora sono ufficialmente fidanzati, e Nick ha anche trovato il coraggio di dirlo a sua madre. Ma ora deve dirlo anche agli altri; e la vita non è sempre semplice, anche se hai accanto qualcuno che ti ama. 
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Nei primi due volumi di Heartstopper abbiamo esplorato l'amicizia tra Nick e Charlie, due compagni di scuola che, diventati migliori amici, scoprono che quello che li lega è molto più di una semplice amicizia. 
Charlie è out and proud, ma ha subito brutti atti di bullismo l'anno precedente, Nick invece sembrerebbe l'etero perfetto: sportivo, virile ecc...
Alla fine del primo volume, i due ragazzi si sono baciati, rivelando i sentimenti che provavano l'uno per l'altro. Questa esperienza è stata sicuramente uno shock per Nick, che ha dovuto riflettere sulla sua sessualità e lavorare su se stesso.

Nonostante i dubbi di Nick, però, i due ragazzi sono felicemente insieme, anche se per adesso lo sanno solamente i parenti e gli amici più cari e in questo volume si preparano per una gita scolastica a Parigi, la città dell'amore, il primo viaggio insieme.
Ovviamente nulla però è rose e fiori.

Heartstopper vol. 3 mi è piaciuto davvero tanto. 
Nick e Charlie sono due protagonisti bellissimi, si vede quanto ci tengano l'uno all'altro e quanto si amano, anche se forse per chi non ama il romanticismo le loro effusioni potrebbero sembrare troppo sdolcinate. In questo volume, però, iniziano ad affacciarsi tematiche molto importanti che iniziano ad adombrare la gioia che invece pervadeva le opere precedenti: Nick infatti si rende conto che qualcosa non va con Charlie, e sicuramente il problema che qui comincia ad essere trattato, dovrà essere trattato nei prossimi volumi. Si perde insomma la spensieratezza che caratterizzava inizialmente Heartstopper, che sembrava solo una storia d'amore. 

In questo volume ho apprezzato anche l'importanza che vengono dati agli altri personaggi, agli amici di Nick e Charlie che durante la gita a Parigi impariamo a conoscere: ovviamente una folla di pazzi e adorabili personaggi di cui non ci si può non innamorare. Troviamo infatti Tara e Darcy, due adorabili fidanzate; Elle, ragazza trans di cui è innamorato Tao, il migliore amico di Charlie; ed infine il timido Aled. Un gruppo eterogeneo, ma altamente adorabile. 
Il cambio di setting aiuta moltissimo la storia, che inizia quindi a muoversi in una nuova direzione, e ci permette di scoprire nuovi lati dei due protagonisti. 

Insomma, Alice Oseman si dimostra nuovamente un'autrice impressionante. Ha scritto e disegnato lei stessa la storia, e riesce sempre ad inserire tematiche importanti e non sempre allegre in una storia che però scalda gli animi. 

In questo volume mi sono piaciuti molto anche i personaggi dei due professori che accompagnano i ragazzi a Parigi: adorabili!

Insomma, Heartstopper offre ogni cosa che possiamo desiderare: disegni bellissimi, personaggi interessanti, tematica lgbt... 
Sono molto curiosa di come verrà affrontato il problema di Charlie, ma sono felice che la Oseman non abbia voluto ignorare i problemi di depressione che molti giovani soffrono, soprattutto nella comunità lgbt. 

Spero che la mia recensione vi sia piaciuta, fatemi sapere se leggerete Heartstopper, o, nel caso l'abbiate letto, se vi sia piaciuto quanto a me e ci vediamo alla prossima recensione! Bye! ♡





 

giovedì 25 marzo 2021

Recensione: Il regno di rame di S. A. Chakraborty

 


Buongiorno lettori!
Non sapete quanto sono felice di poter parlare oggi di questo romanzo. 

La città di Ottone (trovate qui la recensione) è stato uno dei miei libri preferiti del 2020, quindi non vedevo l'ora di avere tra le mani il seguito, come sempre pubblicato in un'edizione spettacolare della Oscar Vault. 
Se volete sapere se il romanzo mi è piaciuto quanto il primo, vi aspetto più avanti con la mia recensione!
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Titolo: La città di rame (The Daevabad Trilogy #2)
Autrice: S. A. Chakraborty
Traduttrice: Lia Desotgiu
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar fantastica
Data di uscita: 2 marzo 2021
Pagine: 648 
Prezzo: 24 euro 

Trama: La vita di Nahri è cambiata per sempre nel momento in cui ha accidentalmente evocato Dara, un misterioso jinn. Fuggita dalla sua casa al Cairo, si è ritrovata nell'abbagliante corte reale di Daevabad, immersa nelle cupe conseguenze di una battaglia devastante, e lì ha scoperto di aver bisogno di tutto il suo istinto truffaldino per sopravvivere. Anche se accetta il suo ruolo ereditario, sa di essere intrappolata in una gabbia dorata, controllata da un sovrano che governa dal trono che una volta apparteneva alla sua famiglia: basterà un passo falso per far condannare la sua tribù. Nel frattempo, Ali è stato esiliato per aver osato sfidare suo padre. Braccato dagli assassini, è costretto a fare affidamento sui poteri spaventosi che gli hanno donato i marid. Così facendo, però, minaccia di portare alla luce un terribile segreto che la sua famiglia ha tenuto nascosto a lungo. Intanto, nel desolato nord, si sta sviluppando una minaccia invisibile. È una forza capace di portare una tempesta di fuoco proprio alle porte della città. Un potere che richiede l'intervento di un guerriero combattuto tra un feroce dovere a cui non potrà mai sottrarsi e una pace che teme di non meritare mai.
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Sono passati cinque anni da gli eventi de La città di Ottone. 
Nahri è praticamente prigioniera nel palazzo dei suoi avi, sposata con Munthadir, il figlio maggiore di Ghassan Al-Qahtani; Dara è stato riportato in vita da Manizeh, la madre di Nahri, creduta morta; ed infine Ali è stato esiliato ed ha vissuto in un piccolo villaggio ad Am Gezira, la patria dei geziri.
A Daevabad, la meravigliosa città di ottone, intanto la situazione peggiora di giorno in giorno, la popolazione diventa sempre più povera e le casse del governo diminuiscono. Si sta però avvicinando Navasteem, in ricordo della Liberazione di Solimano, una grande festa per il popolo dei jinn e dei daeva. Questa celebrazione sarà un'occasione fondamentale per i personaggi: Nahri vorrà ricostruire il vecchio ospedale Nahid e collaborare con gli shafit; Ali sarà costretto a ritornare in patria ed affrontare la situazione che ha lasciato cinque anni prima e soprattutto dovrà affrontare gli strani poteri che gli ha lasciato l'incontro con i marid, mentre Dara e Manizeh organizzeranno un colpo di stato. 

Il primo libro di questa straordinaria trilogia mi aveva lasciato senza parole. Avevo amato l'ambientazione mediorientale, le descrizioni del palazzo, della città e dei suoi abitanti. Mi sono sentita catapultata in questo mondo incredibile, e con Il regno di rame non è stato diverso. 
Come il precedente, anche questo libro mi è piaciuto tantissimo, ho ritrovato la stessa magia che mi aveva rapito dal primo momento, e sono davvero felice. 
All'inizio ho avuto un po' di difficoltà, perché non mi ricordavo benissimo quello che era successo alla fine del primo romanzo, e non c'è nessun recap all'inizio del libro (una cosa che sarebbe stata molto utile), ma alla fine sono riuscita a rimettere a posto i pezzi del puzzle. La storia continua in una maniera molto coerente, anche se avrei preferito non fossero passati così tanti anni, che sicuramente saranno serviti a far crescere i personaggi. 

Oltre all'ambientazione, i personaggi infatti sono sicuramente uno degli elementi che più amo di questa trilogia. La scrittrice è in grado di descrivere personaggi coerenti e molto umani, che amo e apprezzo proprio perché al loro interno convivono luci e ombre. Non esiste un personaggio buono e non esiste un personaggio completamente malvagio. Ogni personaggio ama, odia, prova vendetta, prova gelosia, prova compassione: un mix di emozioni che li rendono perfetti. 
Amo infatti quasi tutti i personaggi, comprendo il loro punto di vista e credo sia proprio questa la forza del romanzo: tifi per tutti e per nessuno, comprendi le ragioni che muovo i daeva come quelle che muovono gli shafit, e non ti senti di recriminare qualcosa né agli uni né agli altri. 
Unico difetto è che forse c'è forse un eccessivo numero di personaggi: avrei gradito magari un elenco dei personaggi e del loro ruolo, per non confondermi. 

Questo secondo libro, quindi, secondo me è sicuramente allo stesso livello de La città di Ottone, se non quasi superiore. Non avrò mai parole per esprimere quanto questa trilogia sia bella e spettacolare, ma non mi sentivo legata ad una storia e ai suoi personaggi in questo modo da tantissimo tempo. 
La trama, le storie dei personaggi, i colpi di scena: tutto ti intrattiene e ti appassiona, ad ogni pagina c'è un nuovo colpo di scena che ti tiene incollato alle pagine, e quando lo finisci non vedi l'ora di avere il prossimo volume tra le mani. 

Buona lettura!



 

venerdì 19 marzo 2021

Recensione: Aurora Burning di Jay Kristoff e Amie Kaufman

 


Buongiorno lettori!
Scusate se sono stata assente, ma ho avuto un po' di blocco del lettore. 
L'ultima volta vi ho lasciato con l'articolo de La repubblica dei ladri di Scott Lynch, che spero vi sia piaciuto!
Attualmente sto guardando WandaVision su Disney+ e mi sta piacendo tantissimo, sono davvero molto contenta e non vedo l'ora di iniziare anche The Falcon and the Winter Soldier.

Avete letto Aurora Rising di Jay Kristoff e Amie Kaufman? Spero proprio di sì!
Sono molto felice di portarvi qui sul blog, in collaborazione con la Mondadori, la recensione del secondo volume. 
Come al solito, vi raccomando di fare attenzione agli spoiler del primo volume!
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Titolo: Aurora Burning (Aurora Cycle #2)
Autori: Jay Kristoff e Amie Kaufman
Traduttori: Manuela Carozzi, Luca Fusari, Sara Prencipe
Casa editrice: Mondadori
Collana: Fantastica
Data di uscita: 16 marzo 2021
Pagine: 384
Prezzo: 19,90 euro

Trama: Ci sono due notizie, una buona e una cattiva. Quella cattiva è che una forza oscura e antica sta per essere liberata nella galassia minacciando la sopravvivenza di ogni razza senziente che vive al suo interno. Qual è la buona? Ty e gli altri membri della Squadra 312 sono pronti a intervenire nuovamente per salvare la situazione. Tutto bene, se non fosse che incappano in una serie di tante piccole distrazioni che minacciano di distoglierli dalla missione, tipo il branco di gremp che li sta inseguendo per catturarli e accaparrarsi così la taglia messa sulla loro testa. O il gruppo di agenti AIG con inquietanti fiori argento per pupille pronti a tutto pur di mettere le mani su Auri. O, ancora, la sorella di Kal, ricomparsa dopo una lunga assenza, che non pare esattamente felice di rivedere il fratellino e che per di più ha un esercito syldrathi dalla sua. Con metà della galassia sulle sue tracce, la Squadra 312 non si è mai sentita così tanto desiderata. Quando Ty e i suoi scoprono che l' Hadfield è stata recuperata, per loro è tempo di uscire allo scoperto. Duecento anni prima, la nave-colonia era svanita, lasciando Auri come unica sopravvissuta. E ora nella scatola nera del vascello potrebbero essere contenute informazioni fondamentali per la salvezza di tutti. Ma il tempo è tiranno e, se Auri non sarà in grado di imparare a gestire in fretta il suo potere, la squadra e tutti i suoi sostenitori rischieranno seriamente di ritrovarsi più morti del Grande Ultrasauro di Abraaxis IV. Preparatevi a leggere di rivelazioni scioccanti, colpi in banca impossibili, doni misteriosi, e un'epica battaglia finale che segnerà il destino degli eroi più improbabili (e indimenticabili) di tutta la Legione Aurora, e forse dell'intera galassia.
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Aurora Burning mi ha tenuto incollata alle pagine, e non solo perché ero molto in ritardo per la recensione che doveva uscire per forza oggi, ma anche perché il romanzo è ricco di colpi di scena che ti trascinano e ti trasportano nel mondo di Aurora. 

Questo libro, quindi, sicuramente non soffre della "malattia" del secondo libro, che di solito infatti per preparare agli eventi del finale non racconta nulla di che ed è noioso. 
In questo seguito si scoprono un sacco di cose interessanti e come lettrice mi sono sentita piacevolmente intrattenuta, inoltre sono rimasta colpita dai numerosi colpi di scena che non ero riuscita ad intravedere e vi assicuro, incredibile!
Il primo romanzo non mi aveva lasciato particolarmente stupita: era molto carino, faceva il suo lavoro di intrattenimento, ma ero rimasta un po' confusa dallo stile, che a tratti voleva essere ironico e divertente, ma non riusciva nell'intento. 
In questo caso mi sembra che lo stile fosse molto più fluido, riuscivo ad entrare nei pensieri dei personaggi ed erano tutti ben distinguibili tra di loro. La loro storia continua e si intreccia con quella di nuovi personaggi, come la sorella di Kal, Saedii. Iniziamo poi a conoscere meglio il passato di Zila, appena accennato nel romanzo precedente, e soprattutto scopriamo molto di più su Kal, sul Boia Stellare e sull'antica razza degli Evarshen, che aiuteranno Aurora a diventare il Grilletto che tutti si aspettano. 

Alla fine del primo libro ci eravamo lasciati con un grave lutto, e temevo che le conseguenze non sarebbero mai state tirate fuori, invece mi è piaciuto vedere la caratterizzazione dei personaggi e il loro percorso. Mi dispiace solamente perché mi pare che il personaggio di Finian non sia stato gestito bene come gli altri, ma spero che nel prossimo romanzo si racconti qualcosa in più dei due. 

Sono davvero contenta che questo romanzo mi sia piaciuto, perché non ero convintissima di questa saga, ma adesso sono pienamente convinta e mi piace ogni sua parte. Il finale poi mi ha lasciato con il fiato sospeso. Credo sia assolutamente illegale finire un libro in questo modo, soprattutto senza sapere quando uscirà il terzo, ma io sono pronta, non vedo l'ora di capire cosa è successo, scoprire il mistero che circonda questa improbabile squadra e scoprire se Aurora riuscirà nel suo intento di sconfiggere la più grande minaccia dell'universo. 
Tanto di cappello a Kristoff e Kaufamann, perché scrivere un secondo libro così bello e appassionante non è sicuramente un'impresa facile, ma loro sono riusciti ad unire azione ed emozione in una sintesi perfetta, mi sono innamorata e spero che il prossimo libro mi faccia sentire nello stesso modo. 

Sicuramente non sto dicendo che sia un libro perfetto, perché lo stile secondo me è ancora un pochino infantile e i personaggi potrebbero essere approfonditi meglio, ma vi assicuro andiamo vicino ad un ottimo libro e spero sia piaciuto o piaccia a voi quanto è piaciuto a me. 

Buona lettura! ♡