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martedì 17 novembre 2020

Review Party: "Alice nel Paese delle Meraviglie" e "Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò" di Lewis Carroll

 

Finalmente siamo arrivati all'ultima recensione di oggi, e direi che finiamo proprio con il botto!
Questo Oscar draghi contiene le storie dei tre più grandi autori dell'infanzia mai vissuti, che hanno fatto appassionare alla lettura e hanno affascinato migliaia di bambini e adulti con le loro storie fantastiche. 
Cosa accomuna questi libri? Ovviamente delle protagoniste indomite, coraggiose, delle bambine non comuni, che viaggiano allontanandosi dalla loro noiosa vita per arrivare in luoghi meravigliosi.

Oggi vi porto la recensione dei due famosissimi libri di Lewis Carroll con protagonista la meravigliosa Alice Liddell, libri da cui sono stati tratti film e spettacoli teatrali.
Buona lettura!

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Titolo: Alice, Dorothy & Wendy
Autori: Lewis Carroll, L. Frank Baum, James Matthew Barrie
Casa editrice: Mondadori
Curatore: Massimo Scorsone
Collana: Oscar draghi
Data di uscita: 17 novembre 2020
Pagine: 540
Prezzo: 25 euro

Trama: Tre ragazzine curiose e audaci, al centro di tre grandi classici che, ciascuno a suo modo, hanno saputo celare sotto le spoglie del racconto di fantasia messaggi e metafore della vita.
Alice e le sue avventure nel favoloso Paese delle Meraviglie, di là e di qua dallo specchio. Wendy, l’amica di Peter Pan che per molti lettori è la vera eroina dei romanzi con il bambino che non vuole crescere. Infine Dorothy, la piccola protagonista portata da un tornado nel fantastico mondo di Oz. Tre ragazzine curiose e audaci, al centro di tre grandi classici che, ciascuno a suo modo, hanno saputo celare sotto le spoglie del racconto di fantasia messaggi e metafore della vita. Questo libro è l’occasione per rileggere i tre romanzi – Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, Peter Pan e Il Mago di Oz –, cogliendone la grande modernità.
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Sembrerebbe impossibile poter recensire dei classici della letteratura, così chiacchierati e così conosciuti, ormai analizzati dai più grandi studiosi della letteratura inglese. Chi sono io, per poterli recensire? Per poter dire cosa ne penso? 
Nonostante ciò mi trovo in questa incresciosa situazione, quindi mi metterò addosso i panni di un critico più maturo e intelligente di quanto sono io e ci proverò. 

Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie venne scritto da Lewis Carroll (pseudonimo di Charles Lutwidge Dodgson) nel 1865 e dedicato alla giovane figlia di un suo amico, Alice Liddell. 
Questo romanzo e il suo diretto seguito, Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò, pubblicato nel 1871, sono esempi di romanzi nonsense, dato che quello che accade al loro interno non segue il minimo senso logico, e la trama dovrebbe rappresentare proprio la discontinuità e il nonsense dei sogni. In entrambi i romanzi infatti Alice sembrerebbe aver sognato i suoi viaggi in questo meraviglioso mondo fantastico, anche se il dubbio che il Paese delle Meraviglie resti un luogo reale rimane sempre. 
All'inizio del primo libro Alice si trova nel prato vicino a casa sua insieme alla sorella, si sta parecchio annoiando quando vede un coniglio bianco correre in fretta e furia con un orologio in mano, che si infila poi in una buca. Alice, bambina curiosa e testarda, decide allora di seguirlo e finisce in questo posto assurdo in cui gli animali parlano, il cibo ti fa crescere o restringere, e nessuna cosa ha il minimo senso. 

Credo che per poter leggere e apprezzare completamente questi romanzi bisognerebbe essere inglesi o almeno avere una padronanza tale della lingua inglese da poter leggere il romanzo in originale. Non voglio assolutamente sminuire i grandi traduttori che con il tempo hanno provato a dare vita in italiano a questi romanzi, ma dati i giochi di parole, i riferimenti, le canzoni e le filastrocche che Carroll ha inserito all'interno, per i traduttori di ogni paese tradurre queste opere è una sfida non indifferente. 
I romanzi sembrano infatti essere caratterizzati dall'uso di canzoni e filastrocche molto famose, che però per ai lettori italiani risultano abbastanza sconosciute. 
Questo accade soprattutto nel secondo romanzo, in cui troviamo personaggi come Humpty Dumpty o Tweedledum e Tweedledee che vengono proprio da delle filastrocche già ben conosciute, mentre alcune filastrocche inventate appositamente da Carroll sono diventate poi tanto famose da avere una vita propria, come quella che Alice trova appena attraversato lo specchio che la porta per la seconda volta a Wonderland, intitolata Jabberwocky e meglio conosciuta in Italia come Ciciarampa o il Ciarlestrone.

In entrambi i romanzi Carroll sembrerebbe prendere come spunto due giochi da tavolo: nel primo romanzo le carte da gioco, mentre nel secondo gli scacchi. 
In Alice nel Paese delle Meraviglie infatti dopo varie avventure e aver incontrato il Cappellaio Matto, la Lepre Marzolina, la Duchessa e il Gatto del Cheshire; Alice si ritrova nel giardino della Regina e del Re di Cuori, i cui sudditi sono tutte carte da gioco. In Attraverso lo specchio invece Alice incontra la Regina Rossa e la Regina Bianca e affronta un percorso a caselle, illustrato da Carroll a inizio libro, che la porta a diventare a sua volta regina. 

Passiamo a questo punto ai pareri personali: con Alice nel Paese delle Meraviglie ho un rapporto molto contrastante. Da una parte apprezzo la grande creatività di Carroll, sono una fan del nonsense, serve sempre leggere qualcosa che non ha il minimo senso, di tanto in tanto, per conservare la sanità mentale; e potete capire quanto apprezzo Carroll anche dal nome del blog (davvero! Il nome "Di Corvi e Scrivanie" è stato preso proprio da Alice nel Paese delle Meraviglie, il Cappellaio Matto infatti appena vede Alice le pone un quesito: cosa differenzia un corvo da una scrivania? E vi assicuro molti hanno provato a rispondere a questa domanda! Provateci anche voi!). Detto questo, il libro a volte è eccessivamente nonsense e provoca un po' di fastidio, inoltre molto spesso non sopporto neanche il comportamento della stessa Alice, che trovo essere una bambina piuttosto saccente e maleducata. 
Ci sono quindi cose che apprezzo molto, e altre che invece non mi piacciono. Quindi il mio rapporto con Carroll è piuttosto ambivalente. 

Un altro motivo per cui si possono apprezzare questi romanzi però è sicuramente la velata critica alla società che si nasconde sotto la superficie. Ho sempre considerato Alice nel Paese delle Meraviglie un "finto" romanzo per bambini, ma più una favola per adulti.
Non farei mai leggere questo libro a un bambino perché per prima cosa credo che probabilmente lo troverebbe troppo difficile e non lo apprezzerebbe appieno, e anche nel caso lo apprezzasse, non credo ne comprenderebbe tutti i significati nascosti, dato che nemmeno io ci riesco completamente! Credo sia una di quelle opere che puoi apprezzare completamente solo da adulto. 

Quando penso ad Alice nel Paese delle Meraviglie ovviamente il mio primo pensiero va al cartone di Walt Disney, diretto nel 1951. Questo cartone, che ammetto di aver visto molte e molte volte quando ero piccola, posso dire che mi abbia quasi formata, riprende abbastanza fedelmente la storia del libro e credo rispetti benissimo anche il non sense che Carroll voleva dare alle sue opere. Dopo aver riletto i libri, mi sono accorta comunque che il cartone, sebbene riprenda come storia principalmente il primo romanzo, ne elimina le parti più incomprensibili, mentre aggiunge diversi episodi di Attraverso lo specchio, creando un'opera incredibile e assolutamente perfetta. Il cartone infatti credo sia il vero modo per avvicinare i bambini alle opere di Carroll, perché pur mantenendo il suo nonsense ha una trama facilmente comprensibile, inoltre le canzoni hanno un accompagnamento visivo e musicale che intrattengono molto più facilmente. 

Alice nel Paese delle Meraviglie ha ispirato anche Tim Burton, che si è basato, molto lontanamente, su questo romanzo per creare i suoi film, in cui troviamo una Alice ormai cresciuta, che ha dimenticato Wonderland, riportata lì dal Bianconiglio per salvarli tutti dal dominio della Regina Rossa, che prende le caratteristiche anche della Regina di Cuori. 

Voi cosa mi raccontate? Avete letto Alice nel Paese delle Meraviglie e il suo seguito? Avete visto qualche sua trasposizione?
Fatemi sapere in un commento!
Grazie di aver letto la mia recensione e grazie alla Mondadori per la copia digitale della raccolta. 
Buona lettura!

Review Party: Cheshire Crossing di Andy Weir e Sarah Andersen

 


Eccoci qui con la seconda recensione! 
Oggi è la giornata dedicata ai tre libri più famosi della letteratura per l'infanzia! Alice nel Paese delle Meraviglie, Il meraviglioso mago di Oz e Peter Pan infatti hanno formato lettori e lettrici in tutto il mondo, e per celebrarli la Oscar Vault ha deciso di far uscire oggi 17 novembre un bellissimo drago che contiene tutte le loro avventure. 
Insieme, però, ha pubblicato anche questa graphic novel che vede protagoniste le nostre amate bambine ormai adolescenti! Avrà rispettato le aspettative?
Buona lettura! 

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Titolo: Cheshire Crossing, Alice + Dorothy + Wendy
Autore: Andy Weir (storia), Sarah Andersen (disegni)
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar Ink
Data di uscita: 17 novembre 2020
Pagine: 128
Prezzo: 18 euro

Voto: 3/5

Trama: Sono passati anni da quando Alice, Dorothy e Wendy hanno compiuto i loro favolosi viaggi nel Paese delle Meraviglie, a Oz e sull'Isola-che-non-c'è. Ora eccole qui, ormai adolescenti, a Cheshire Crossing: una scuola molto speciale dove impareranno a gestire le loro straordinarie esperienze e il loro dono di attraversare mondi magici. Ma proprio non sanno starsene buone buone sedute al banco, e iniziano di nuovo ad attraversare le dimensioni, lasciandosi dietro una scia di caos completo. E se fosse solo un po' di confusione il problema, poco male. Il fatto è che, senza volerlo, fanno incontrare la malvagia Strega dell'Ovest e Capitan Uncino, unito ora in una coppia davvero diabolica. Per fermarli le tre ragazze dovranno fare ricorso a tutti i loro poteri e mettere insieme una squadra di improbabili alleati da tutto il multiverso! Cheshire Crossing è un viaggio vertiginoso, divertentissimo e sconfinato attraverso i classici della letteratura e i loro mondi fantastici come non avete mai osato immaginarli.
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Andy Weir, autore del famoso romanzo di fantascienza L'uomo di Marte, è un grande appassionato di fumetti e graphic novel, e ha scritto questa storia molto prima di diventare famoso, caricandola sul suo sito internet. Grazie al successo, degli editori l'hanno scoperta e hanno deciso di pubblicarla, chiedendo a Sarah Andersen, famosa per le vignette di Sarah's Scribbles (e autrice da poco di un suo fumetto, Zanne) di disegnarlo. 
Sembrerebbe un mix perfetto: un autore di successo, una disegnatrice giovane e appassionata, e le tre più grandi protagoniste femminili dei romanzi per bambini. 

La domanda che si è posto Andy Weir è stata questa: e se Alice, Dorothy e Wendy non fossero arrivate nei rispettivi mondi fantastici per pura casualità, ma perché esse stesse sono dotate della straordinaria abilità di viaggiare tra i mondi? E se, dopo anni in cui sono state considerate pazze, qualcuno le credesse e decidesse di portarle in una scuola per persone come loro, la Cheshire Crossing? (Cogliamo l'ispirazione a X Men, per favore). 
La graphic novel risponde alla domanda di cosa potrebbe succedere, e la risposta è: un caos assurdo. 
I tre mondi: L'Isola che non c'è, il magico mondo di Oz e Il paese delle Meraviglie si incontreranno, i personaggi verranno trascinati da un posto all'altro, il fante di cuori e il cappellaio matto si ritroveranno a Oz, la potente strega dell'Ovest nell'Isola che non c'è e Peter Pan nel Paese delle meraviglie. 

L'idea di questa storia è meravigliosa, ma non posso dire che sia originale. Molti, credo, hanno da sempre immaginato che questi mondi potessero incontrarsi, che questi narratori avessero rappresentato dei mondi in cui viaggiare con la fantasia e fuggire dalla realtà, ma in questo caso le figure principali della storia sono le protagoniste: Alice, Dorothy e Wendy, che sono ormai cresciute; i viaggi che hanno affrontato le hanno cambiate e sono diverse dalle bambine dei loro racconti. Loro, con la loro forza e l'intelligenza, e l'aiuto di qualche amico, riescono ad affrontare i cattivi della loro infanzia e finalmente a sconfiggerli. 

Mi è piaciuto osservare questo aspetto nuovo delle protagoniste, la più caratteristica è sicuramente Alice, ma il mio cuore è stato conquistato da Wendy (il che è ironico, perché nel cartone è il personaggio che sopporto meno). 
Penso che però da una graphic novel che intreccia così tanti mondi e tanti personaggi si poteva creare una trama molto più complessa, 120 pagine sono davvero poche per una storia. Se hai in mano i tre mondi fantastici più amati e sognati del mondo, le tre protagoniste più amate dai bambini e una miriade di personaggi secondari, credo che potrebbe venire una serie con i controfiocchi, riusciresti a ricavarne trame su trame, ed il mio problema con questa storia è proprio questo: resta al livello di racconto scritto da un autore per se stesso da tenere al pc, non un racconto da pubblicazione. Cheshire Crossing è davvero qualcosa di troppo semplice, nonostante svolga benissimo la sua funzione di intrattenere.
Dato il finale aperto mi aspetto che ci sia almeno un seguito, perché mi dispiacerebbe abbandonare subito la storia. 
Vorrei che venissero approfondite un sacco di cose: la scuola e il suo direttore, per esempio, che vengono appena presentati, la figura della tata (che non viene esplicitamente dichiarato, ma si capisce di che figura si tratti) ecc... Insomma sono rimaste aperte un sacco di porte che dovrebbero assolutamente essere esplorate, un sacco di trame da recuperare... alla fine il volume ha scalfito appena le potenzialità che poteva avere, e me ne dispiaccio. 

I disegni invece sono carini, ma forse troppo semplici, poco dettagliati. Ognuno poi ha la propria preferenza, c'è chi se ama la storia riesce a superare anche uno stile di disegno che non lo convince e chi invece deve amare i disegni. Nel mio caso penso che potessero essere più dettagliati, mi immaginavo a come sarebbe stato bello vedere questi mondi con un altro stile di disegno. Io adoro Sarah Andersen, ma non penso fosse la persona giusta per disegnare e colorare questa graphic novel, che si sarebbe potuta riprendere un po' se avesse avuto dei disegni spettacolari. 

Detto questo, mi sono divertita molto leggendo questa graphic novel e scoprendo questo incredibile multiverso, ed è stato interessante veder interagire questi personaggi assurdi (e poi parleremo di quanto è bella la coppia Strega dell'Ovest e Capitano Uncino). 
Non sarà stata la lettura perfetta, è vero, ma è stata comunque molto piacevole e mi ha dato tanta nostalgia e amore per le protagoniste e i libri da cui provengono. 

Vi ringrazio di aver letto la mia recensione e ringrazio la Mondadori per la copia digitale della graphic novel. 
Buona lettura!

 



Review Party: Tenebre e Ossa di Leigh Bardugo

 


Buongiorno lettori!
Oggi è una giornata piena di recensioni! Ci stiamo avvicinando sempre di più all'inverno, quindi perché non leggere Tenebre e Ossa, ambientato in una Russia fantastica? Vi assicuro non ve ne pentirete!

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Titolo: Tenebre e ossa (The Shadow and Bone Trilogy #1)
Autore: Leigh Bardugo
Casa editrice: Mondadori
Collana: Fantastica
Data di uscita: 3 novembre 2020
Pagine: 240
Prezzo: 17,90

Voto: 4.5/5

Trama: L’orfana Alina Starkov non ha grandi ambizioni nella vita, le basterebbe fare al meglio il suo lavoro di apprendista cartografa nell’esercito di Ravka, un tempo nazione potente e ora regno circondato dai nemici, e poter stare accanto al suo buon amico Mal, il ragazzo con cui è cresciuta e di cui è innamorata da molto tempo. Ma il destino ha in serbo ben altro per lei. Quando il loro reggimento attraversa la Faglia d’Ombra, la striscia di oscurità quasi impenetrabile che taglia letteralmente in due il regno di Ravka, lei e i suoi compagni vengono attaccati dagli esseri spaventosi e affamati che lì dimorano. E proprio nel momento in cui Alina si lancia in soccorso dell’amico Mal ferito gravemente, in lei si risveglia un potere enorme, come una luce improvvisa e intensa in grado di riempirle la testa, accecarla e sommergerla completamente. Subito viene arruolata dai Grisha, l’élite di creature magiche che, al comando dell’Oscuro, l’uomo più potente di Ravka dopo il re, manovra l’intera corte. Alina, infatti, è l’unica tra loro in grado di evocare una forza talmente potente da distruggere la Faglia e riunire di nuovo il regno, dilaniato dalla guerra, riportandovi finalmente pace e prosperità. Ma al sontuoso palazzo dove viene condotta per affinare il suo potere, niente è ciò che sembra e Alina si ritroverà presto ad affrontare sia le ombre che minacciano il regno, sia quelle che insidiano il suo cuore.
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Dopo Sei di Corvi e Il regno corrotto ritorniamo finalmente a Ravka e al Grishaverse, alla trilogia da cui tutto è iniziato. La Mondadori infatti aveva fatto la strana scelta di pubblicare prima la duologia di Sei di Corvi, che se avete letto sapete essere spettacolare, ma per quanto riguarda la cronologia degli eventi viene dopo la trilogia di Shadow and Bone, portando magari alcune persone a scoprire cose accadute precedentemente in quei libri.
Finalmente però anche Tenebre e ossa è disponibile in Italia in una nuova bellissima veste, il seguito ci aspetta il 19 gennaio e io non vedo l'ora di continuarla. 

Rispetto a Sei di Corvi, in questo libro si vede maggiormente l'ingenuità dell'autrice, e se comunque il romanzo è molto buono e supera di gran lunga i libri del suo genere, presenta diversi tratti stereotipati e altri elementi che comunque non lo rendono allo stesso livello della duologia successiva. 

Tenebre e ossa racconta la storia di Alina Starkov, una ragazza che, orfana, si trova a servire il Primo Esercito di Ravka come cartografa. L'esercito si sta muovendo verso ovest e sta per affrontare la Faglia d'Ombra, un orribile territorio immerso nel buio e abitato da mostri terrificanti. Questa faglia, chiamata anche "non-mare", era stata creata dall'Eretico Nero, un Grisha molto potente ma anche avido di potere, che aveva perso il controllo sul suo esperimento. Il suo attuale discendente, l'Oscuro, è il Grisha attualmente al comando del Secondo Esercito. 
Ma chi sono i Grisha? Se avete letto il mio approfondimento precedente, ormai saprete tutto, ma i Grisha sono persone dotate di abilita straordinarie, capaci di controllare le molecole della materia secondo il principio "il simile chiama il simile". Loro negano di essere stregoni o maghi, perché la loro non è magia, ma una scienza, appunto la "piccola scienza". 
Il primo e il secondo esercito stanno cercando di attraversare questa Faglia, che separa Ravka dalla parte ovest del suo territorio e dai suoi porti marittimi, rendendo in questo modo il paese molto debole e indifeso. Mentre Alina sta attraversando la Faglia, la velesabbia su cui viaggia viene attaccata dai volcra, mostri mangiatori di uomini, e Mal, il suo migliore amico, viene ferito per difenderla. Alina in questo modo, in un momento di totale disperazione, scopre un potere che non sapeva di possedere, sa evocare la luce. Il suo potere è raro e inestimabile: è l'unica cosa che potrebbe riuscire a distruggere la Faglia, per questo viene subito portata alla capitale, Os Alta, per essere protetta dai nemici della nazione e dei Grisha, e imparare a controllare il suo potere. 

Il libro, come ho scritto, presenta delle ingenuità perché ricade in alcuni schemi classici e tratti stereotipati: troviamo il tema del prescelto, l'unico che è in grado di compiere la missione e distruggere il cattivo, una protagonista femminile che non entra nei soliti classici canoni di bellezza, personaggi femminili secondari che sembrano odiare la protagonista e manca un po' di diversità tra i personaggi, ecc... insomma, ci sono ancora alcuni tratti che non mi convincono, ma avendo letto Sei di Corvi so benissimo che sono cose da imputare probabilmente al fatto che fosse l'opera prima dell'autrice e anche al periodo in cui è stato scritto.

Nonostante alcune piccole cose che non mi sono piaciute, Tenebre e ossa è davvero scritto splendidamente, Leigh Bardugo è un'autrice con un talento straordinario e sa creare personaggi interessanti e ben costruiti, il romanzo riesce infatti a superare, e di gran lunga, altri fantasy sia del periodo ma anche attuali. 
Alina è un bellissimo personaggio femminile, Mal, il suo migliore amico e interesse amoroso, è un po' invece la nota dolente perché lo reputo un po' scialbo e poco interessante, non molto in sintonia con la protagonista. 
La rivelazione di questo romanzo, per me, è ovviamente il cattivo. L'Oscuro - perdonatemi, io onestamente preferisco il nome inglese di Darkling - è un personaggio meraviglioso, scritto benissimo, l'apice di ogni cattivo di cui una ragazza può innamorarsi. Manipolatore, sarcastico, ma anche profondamente umano, è la creazione migliore di questo libro. Potrei stare ore a parlare di quanto lo amo e di quanto apprezzi il legame così forte e potente che lo lega con la protagonista.
Sappiate solo che, ecco, se amate i cattivi ben costruiti, questo è il libro che fa per voi. 

La storia è molto originale, così come la creazione dei Grisha e la loro "piccola scienza". L'ispirazione per l'ambientazione è stata data sicuramente dalla Russia zarista, e mi è piaciuta molto questa ambientazione invernale e innevata, mi è sembrata una lettura perfetta per questo periodo dell'anno. 
La scrittura della Bardugo è chiara, scorrevole, molto piacevole e la traduzione è molto buona; ho potuto anche vedere l'autrice in alcune interviste ed è una persona davvero molto piacevole, una scrittrice che sono contenta di seguire. 
Non vedo l'ora di poter mettere le mani sul secondo libro per scoprire come la storia continuerà, e vedere Alina poter risplendere grazie al suo potere. Mi sembra che tutti i personaggi della storia infatti vogliano imbrigliare il suo potere, invece io voglio che Alina diventi potente e si renda conto della sua forza, diventando più sicura e la protagonista forte femminile che so benissimo lei potrebbe essere. 
Il motivo principale per cui non mi è piaciuto Mal in questo primo capitolo è che sembra "disprezzare" il potere di Alina, mi sembra che voglia vederla ancora come la ragazza triste che reprimeva quel potere, non so se per possesso o per paura, ma in generale vederlo temere il potere di Alina e il suo cercare di limitarlo non mi sono piaciuti. 
Per il resto sono molto curiosa di scoprire cosa accadrà a molti dei personaggi, tra cui per esempio Genya, che è uno dei personaggi più belli di questo primo romanzo, una plasmaforme considerata una Grishadi secondo ordine, ma con un carattere forte e una grande grinta. 

Penso che questa serie non sarà mai per me allo stesso livello, stilistico ma anche personale, di Sei di Corvi, ma resta un libro molto molto bello, grazie al quale ho trovato una nuova ossessione e un nuovo villain preferito. 
Grazie a tutti voi di aver letto la mia recensione, spero vi sia piaciuta e come al solito ringrazio la Mondadori per la copia del libro, offertami per una recensione onesta e sincera. 
Buona lettura!











lunedì 9 novembre 2020

Blog Tour: Tenebre e ossa di Leigh Bardugo - L'universo Grisha

 


Buongiorno lettori e buon inizio settimana!
In questi giorni devo ricevere una notizia molto importante e sono parecchio in ansia, però ho passato il week end leggendo Tenebre e Ossa di Leigh Bardugo e vi dico che mi sono proprio goduta la lettura. 
Un libro fantastico! Per la mia recensione però dovete aspettare il 17 novembre, oggi vi racconto un po' l'universo del libro. 
Prima di tutto, però, la scheda!
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Titolo: Tenebre e ossa (Shadow and Bone #1)
Autore: Leigh Bardugo
Casa editrice: Mondadori 
Collana: Fantastica
Data di uscita: 3 novembre 2020
Pagine: 240
Prezzo: 17, 90 euro

Trama: L’orfana Alina Starkov non ha grandi ambizioni nella vita, le basterebbe fare al meglio il suo lavoro di apprendista cartografa nell’esercito di Ravka, un tempo nazione potente e ora regno circondato dai nemici, e poter stare accanto al suo buon amico Mal, il ragazzo con cui è cresciuta e di cui è innamorata da molto tempo. Ma il destino ha in serbo ben altro per lei. Quando il loro reggimento attraversa la Faglia d’Ombra, la striscia di oscurità quasi impenetrabile che taglia letteralmente in due il regno di Ravka, lei e i suoi compagni vengono attaccati dagli esseri spaventosi e affamati che lì dimorano. E proprio nel momento in cui Alina si lancia in soccorso dell’amico Mal ferito gravemente, in lei si risveglia un potere enorme, come una luce improvvisa e intensa in grado di riempirle la testa, accecarla e sommergerla completamente. Subito viene arruolata dai Grisha, l’élite di creature magiche che, al comando dell’Oscuro, l’uomo più potente di Ravka dopo il re, manovra l’intera corte. Alina, infatti, è l’unica tra loro in grado di evocare una forza talmente potente da distruggere la Faglia e riunire di nuovo il regno, dilaniato dalla guerra, riportandovi finalmente pace e prosperità. Ma al sontuoso palazzo dove viene condotta per affinare il suo potere, niente è ciò che sembra e Alina si ritroverà presto ad affrontare sia le ombre che minacciano il regno, sia quelle che insidiano il suo cuore.
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Dopo Sei di Corvi e Il regno corrotto, una duologia successiva agli eventi di Tenebre e ossa, ci troviamo nuovamente e per la terza volta nell'universo del Grishaverse. 
All'inizio questo universo potrebbe sembrare complicato, ma vi assicuro che è, invece, molto semplice. 

Gli avvenimenti di questo nuovo romanzo, che vedono come protagonista Alina Starkov, si svolgo a Ravka, una nazione fantastica ispirata alla Russia zarista del primo '800. I nomi dei personaggi, la lingua parlata e le condizioni ambientali ricordano infatti molto questo paese, così come l'architettura e la politica. Ravka è infatti una monarchia governata dalla famiglia reale dei Latsov, che vivono nella capitale Os Alta nel Grande Palazzo.

L'elemento fantasy, in questo racconto, è dato dalla presenza dei grisha, esseri umani dotati di poteri straordinari, anche se loro non amano essere considerati degli stregoni o dei maghi, visto che la loro "magia", la "piccola scienza", infatti, non è altro che manipolazione della materia elementare a cui i grisha sono affini per natura secondo la teoria "simile al simile". I grisha vivono in tutti gli stati conosciuti, ma solo a Ravka vengono istruiti e ben accettati, anche se in verità la maggior parte della popolazione, superstiziosa, ancora teme il loro potere. 
I grisha formano infatti il Secondo Esercito, mentre il Primo Esercito è formato da ravkiani senza poteri. 
I grisha di tutte le nazioni vengono richiamati a Ravka proprio perché lì possono vivere seranemente, mentre a Fjerda, la nazione che confina a nord con Ravka, vengono uccisi e perseguitati, mentre a Shu Han, la nazione confinante a sud, catturati per farne esperimenti scientifici.
Le usanze di Fjerda e l'aspetto tipico della popolazione ricordano molto la Scandinavia, mentre Shu Han la Mongolia e la Cina, dato che in verità Shu Han fu il vero nome di uno dei Tre Regni che sorsero in Cina verso il 220 d.C.
 
Quando inizia la nostra storia, il territorio di Ravka è diviso da una terribile maledizione, una Faglia d'ombra infatti si staglia al centro del paese e lo divide dalla sua costa. Questa faglia venne creata da un antenato dell'attuale Oscuro, l'attuale grisha leader del Secondo Esercito in grado di manipolare le ombre. In questa faglia vivono dei mostri terribili chiamati Volcra, che uccidono e mangiano le persone, rendendo impossibile attraversare questa striscia se non con grande perdita di vite umane. 

I grisha sono divisi in tre ordini: Corporalki (Ordine dei vivi e dei morti), Etherealki (Ordine degli evocatori) e Materialki (Ordine dei fabrikator). 
Ogni ordine ha una kefta (il vestito tipico dei grisha) di un colore particolare: rosso per i Corporalki, blu per gli Etherealki e viola per i Materialki. L'Oscuro è invece l'unico che indossa una kefta nera, anche se il suo Ordine sarebbe questo degli evocatori. 
Il colore dei polsini della kefta, poi, divide in altre categorie i membri dell'ordine in base al potere che li caratterizza. I Corporalki infatti si dividono in Spaccacuore, i grisha che sono in grado di utilizzare i loro poteri per danneggiare gli organi interni delle persone, che hanno i risvolti neri; Guaritori, che al contrario usano il loro potere per curare, con i bordi grigi e infine i Plasmaforme, che hanno l'abilità di cambiare l'aspetto di una persona, anche se l'unica che esiste nel primo libro è Genya Safin. I plasmaforme vengono considerati grisha di livello inferiore e per questo Genya indossa i colori oro e bianco dei servitori di palazzo. 
Gli Etherealki, che abbiamo detto indossano una kefta blu, sono divisi tra: Chiamatempeste, che manipolano l'aria e il vento e hanno i polsini argento, Inferni, che possono manipolare il fuoco utilizzando le molecole dell'aria, anche se hanno bisogno di una scintilla per farlo, e hanno i polsini rossi; e infine gli Scuotiacqua, che appunto controllano le acque e  hanno i polsini blu. 
Anche gli Ordini hanno una gerarchia, i Corporalki vengono considerati più importanti, mentre i Materialki i meno importanti. 
Questi ultimi sono in grado di modellare i materiali come i metalli e i tessuti e si dividono in Tempratori, che possono modificare qualsiasi cosa sia solido, e hanno i polsini grigi, e gli Alchemi, con i bordi rossi.
Sono sicuramente l'Ordine di cui si parla meno all'interno della trilogia, e gli stessi grisha non comprendono pienamente la differenza tra Tempratori e Alchemi. 
I grisha, inoltre, possono utilizzare degli strumenti, chiamati Amplificatori, per rendere molto più forte il loro potere. Normalmente si tratta di ossa o denti di animali rari che devono essere uccisi da chi vuole ottenere l'amplificatore, dal momento che è un oggetto potente che deve essere guadagnato. Nel primo libro solamente le persone fidate dell'Oscuro ne possono avere uno e la regola è che una persona possa avere un solo amplificatore. In verità l'Oscuro è lui stesso un amplificatore. 

 I grisha, come abbiamo detto, formano il Secondo Esercito, che difende Ravka nelle costanti guerre con i paesi confinanti, e sono perciò tenuti molto in considerazione dal re, che ha offerto il suo Piccolo Palazzo in modo che sia una scuola e un rifugio per i grisha, dove vengono seriviti e riveriti; ed essendo rari, i grisha vengono ricercati fin da molto piccoli in tutto il regno e testati per vedere se sono in grado di manifestare queste abilità. 

Mi sembra di avervi detto tutto riguardo al territorio di Ravka e alle particolarità dei Grisha! Scoprirete sicuramente molto di più acquistando il libro e leggendolo, vi assicuro che non ve ne pentirete!
Ringrazio Nia di Cronache di lettrici accanite per aver organizzato l'evento e la Mondadori per averci offerto la copia digitale del romanzo per una recensione onesta e sincera. 
Grazie mille di aver letto il mio articolo, buona giornata!

giovedì 5 novembre 2020

Recensione: Eternal War - Gli eserciti dei santi di Livio Gambarini

 Buongiorno lettori!
Oggi per me è una giornata molto importante, una giornata che molto probabilmente potrebbe determinare il mio futuro (wow, che pathos!), ma neanche oggi vi abbandono, infatti vi presento la recensione di un fantasy storico di un autore italiano Livio Gambarini classe 1986, nato a Bergamo, scrittore e filologo. 
Eternal war - Gli eserciti dei santi è il primo di una quadrilogia, il cui ultimo libro è in uscita proprio oggi, e per festeggiarne l'uscita cosa c'è di meglio di una recensione? 

Se siete appassionati alla Firenze del XIII secolo e alle lotte tra guelfi e ghibellini, questo è il libro perfetto per voi!

[Ringrazio la casa editrice, Acheron Books, per avermi dato la possibilità di leggere questo libro inviandomi una copia ebook omaggio, ovviamente la mia recensione è onesta e sincera]
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Titolo: Eternal War - Gli eserciti dei santi 
Autore: Livio Gambarini
Casa editrice: Acheron Books
Uscita: 2015
Pagine: 242
Prezzo: 12 euro

Voto: 3.75/5

Trama: Firenze, tredicesimo secolo. La guerra tra Guelfi e Ghibellini distrugge intere famiglie. Tutta la Toscana è sconvolta, ma le due fazioni non sanno che la loro guerra è solo il pallido riflesso di uno scontro che dura da secoli tra i misteriosi abitanti delle lande dello Spirito. Con ogni mezzo a sua disposizione, Kabal, spirito guida della famiglia Cavalcanti, trama per non soccombere e conquistare il potere. Ha un asso nella manica: il suo nuovo capofamiglia umano, il guerriero e poeta Guido Cavalcanti. Per salvare la sua città e coronare il suo sogno d'amore, Guido dovrà inseguire il miraggio di una pace impossibile, e in questo lo aiuterà un giovane e timidissimo poeta, di nome Dante Alighieri... Guerra, tradimenti, intrighi e magia in perfetto equilibrio tra la ricostruzione storica e il fascino di ciò che si cela dietro le quinte dell'umanità, con la cornice fiorentina della Divina Commedia!
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Quando la casa editrice, la Acheron Books, mi ha scritto un'email proponendomi un romanzo da leggere e recensire ovviamente ne sono stata molto onorata, ma la trama del libro in questione mi aveva suscitato parecchi dubbi. A primo impatto, infatti, sembrerebbe un'eresia scegliere come protagonisti i due più grandi esponenti dello Stilv Novo: Guido Cavalcanti e Dante Alighieri, e farli comparire in un romanzo fantastico, che ovviamente riprende gli eventi storici, in parte modificandoli. 
Mi sono tranquillizzata però dopo aver letto il nome dell'autore: Livio Gambarini è un filologo, quindi ero sicura avrebbe dato onore a questi due personaggi senza scadere nel trash e nel ridicolo.
Ovviamente un po' di inventiva c'è sempre, qualche modifica alla storia della letteratura che mi ha fatto un po' storcere il naso, d'altra parte essendo anche io una "filologa" (uso le virgolette perché dopo essermi laureata ho completamente abbandonato quel campo) allo stesso tempo però ho apprezzato diverse scelte, soprattutto quella di citare diverse lasse poetiche all'inizio di ogni capitolo. 

La scelta azzardata di Livio Gambarini non è stata solamente quella di scegliere dei personaggi storici molto amati e molto conosciuti come protagonisti, ma di farli diventare gli eroi di una saga fantasy. 
In questo libro infatti le azioni dei pater familias e dei membri delle più antiche famiglie fiorentine sono guidate da degli spiriti chiamati "ancestrarchi". Sono loro che detengono davvero il controllo della situazione, delle decisioni che vengono prese, e sono loro che manovrano questa guerra per ottenere il potere. 
L'ancestrarca della famiglia Cavalcanti, la famiglia protagonista, si chiama Kabal ed è, come i membri della sua famiglia, più un commerciante e un affarista che un guerriero. Seppur guelfo arriva molte volte a spingersi vicino alla blasfemia, e ormai da generazioni ancestrarca dei Cavalcanti, ha deciso di imporre tutta la sua fiducia e i suoi sforzi nel piccolo figlio di Cavalcante de Cavalcanti, Guido, che nasce pieno di Virtù ( letteralmente, gli ancestrarchi infatti hanno come strumento la Virtù, che ottengono grazie alle vittorie e alla fama, e possono utilizzarla per favorire le gravidanze e dare potere ai membri della famiglia). 

Dopo la battaglia di Montaperti, vinta dai ghibellini, la famiglia Cavalcanti è caduta in rovina e non è più riuscita a rialzarsi. Passano allora vent'anni, Guido da essere un bambino diventa un uomo e sarà grazie a lui che Kabal spererà di riavere il potere all'interno della città di Firenze. Guido però si è (ironicamente) innamorato della figlia dell'acerrimo nemico del padre e del nonno, Farinata degli Uberti, e Kabal si renderà conto che Guido è nato troppo potente e lui non è in grado di controllarlo. 

Il libro è raccontato attraverso due piani differenti, una scelta che all'inizio potrebbe far confondere il lettore. Mentre infatti l'autore ci racconta del piano della Materia, dove troviamo protagonisti gli umani, dall'altro lato si svolgono le azioni e i piani degli spiriti delle famiglie guelfe e ghibelline. A un'azione nel mondo spirituale si riflette sempre un'azione nel mondo materiale. 
Il protagonista in questo lato della materia è appunto Kabal, un ancestrarca opportunista, che farebbe di tutto per favorire i Cavalcanti, anche mentire e uccidere. Gli ancestrarchi dopo la sconfitta a Montaperti si sono resi conto che ciò che li ha indeboliti è stata una mancanza di fede e perciò Don, il capo, ha deciso di tentare un'impresa folle e impossibile: andare a Roma, che è circondata da mostri pericolosissimi, per invocare l'aiuto di San Pietro in persona. 

Eternal war - Gli eserciti dei santi ha sicuramente superato le mie aspettative iniziali. Si tratta infatti di un romanzo ben scritto, dallo stile lineare e ben comprensibile, sicuramente maggiormente apprezzabile da qualcuno che ha studiato letteratura italiana e può ben comprendere i riferimenti alle poesie citate all'inizio dei capitoli e soprattutto agli avvenimenti all'interno della storia. 
L'idea iniziale, che all'inizio mi aveva spaventata, l'ho trovata una scelta di trama molto originale e ben descritta. È stato molto bello leggere di questi due piani, la Materia e lo Spirito, che si intrecciano e si confondono a vicenda, anche se ammetto che all'inizio, dato che il romanzo inizia in medias res, sono rimasta abbastanza confusa e non capivo chi fosse Kabal o cosa stesse facendo; ma dopo le prime pagine tutto diventa più chiaro. 
Kabal è sicuramente il personaggio protagonista di questa avventura, la sua prorompenza e il suo carattere scavalcano un po' il personaggio di Guido che appare più sottotono, e fanno di Kabal sicuramente il personaggio più interessante della storia. 
Dal momento che volevo essere maggiormente informata sulla figura degli ancestrarchi ho cercato informazioni a riguardo e sul sito dello stesso autore ne viene data una spiegazione, che ricopio qui: 

Un Ancestrarca è un essere nascosto. Un plurisecolare burattinaio di anime, legato a una specifica famiglia umana. Dalle Lande dello Spirito questo “custode” manovra per i propri scopi gli uomini e le donne della sua stirpe, che non si rendono conto né della sua esistenza né tantomeno di esserne manipolati. Gli Ancestrarchi discendono dai Penati della mitologia romana e sono i responsabili degli schemi di comportamento ereditari, dei vizi e delle virtù famigliari, di tutti quei traumi che superano il confine di una generazione e obbligano i figli a ripetere le stesse azioni e gli stessi errori dei genitori. 
 Ma alla fin fine, perché vi consiglio di leggere questo romanzo?
Nella mia modesta opinione, ve lo consiglio per due motivi: da una parte perché c'è la figura di un giovane Dante Alighieri molto interessante, così diversa da quella che siamo abituati a vedere normalmente, ancora ragazzino, con i tipici comportamenti di un adolescente (ho adorato davvero tanto questa figura) dall'altra non solo perché si tratta di un'idea originale e ben scritta, ma perché è un'idea originale e ben scritta che ripercorre la nostra storia!
Direi che non possiamo negare che la letteratura anglosassone e americana ormai sia predominante nella nostra cultura e editoria, ma per fortuna ci sono ancora case editrici, come la Acheron, che cercano giovani scrittori italiani di talento per dargli una grande opportunità!
Livio Gambarini non è solo un autore di notevole talento, ci riporta in una maniera mai vista la nostra storia, e penso che per questo dovremmo ringraziarlo. 

Il libro è molto corto, il prezzo è contenuto. Non è il solito fantasy che sono abituata a leggere, ma sono contenta di aver potuto espandere i miei orizzonti, anche se purtroppo non mi sento di dire che questa lettura mi abbia avvinghiato a sè come altri libri sono riusciti a fare. 
Il mio voto è comunque molto buono e se le premesse vi attirano direi che potete dare una chance a questo romanzo!



martedì 3 novembre 2020

Review Party: Così si perde la guerra del tempo di Max Gladstone e Amal El-Mohtar

 


Buongiorno lettori, come state? 
Mi scuso molto che la recensione sia uscita più tardi del previsto, ma sono stata poco bene ieri e oggi. Sono molto stanca, potrei dormire ogni minuto del giorno e stare in piedi o fare qualsiasi cosa mi provoca sofferenza. 
Detto questo, il libro di cui vi parlo oggi è piccolo, si legge in poche ore, ma mi sarà piaciuto? 
Leggete e lo scoprirete!
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Titolo: Così si perde la guerra del tempo
Autori: Max Gladstone & Amal El-Mohtar
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar fantastica
Data di uscita: 3 novembre 2020
Pagine: 216
Prezzo: 14 euro

Voto: 3.5/5

Trama: Tra le ceneri di un mondo in rovina, un agente del comandamento trova una lettera: "bruciare prima di leggere". Inizia così la strana corrispondenza tra due agenti rivali, Rossa e Blu, emissarie di due fazioni in lotta, ciascuna desiderosa di controllare il passato per dominare il futuro. Ma quella che è iniziata come una sfida a distanza presto si trasforma in qualcosa di diverso, presto si trasforma in qualcosa di diverso. Qualcosa di epico. Qualcosa di romantico... qualcosa che potrebbe farle uccidere. Perché in fine dei conti c'è una guerra in corso. E qualcuno deve vincerla. Non è così che funziona?
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Avevo letto e sentito pareri molto diversi riguardo questo piccolo romanzo breve scritto a quattro mani. Ammetto che non è stato facile da leggere, e non solo perché sono stata poco bene. 
Si tratta infatti di un racconto pregno, ricco, formulato con uno stile talvolta pesante, con termini specifici talvolta così desueti che mi hanno sorpreso. 
Ma andiamo per ordine. 

La storia è in gran parte un racconto epistolare, intervallato da brevi episodi. Le protagoniste sono Rossa e Blu, due agenti che combattono per due compagnie avversario, l'Agenzia e il Giardino, e che viaggiano nel tempo per vincere una guerra. Quale guerra? Non si sa. Tutto quello che sappiamo di Rossa e Blu lo scopriamo in queste lettere. 
Rossa infatti si trova su un campo di battaglia, dove il suo intervento ha causato la morte di due eserciti opposti, e trova dove non ci dovrebbe essere una lettera di Blu con su scritto "bruciare prima di leggere". Non si sa se questo tentativo di Blu per connettersi con Rossa all'inizio dovesse essere una trappola, ma entrambe le donne si ammirano a vicenda, entrambe infatti sono brave nel loro lavoro allo stesso modo e Blu nella lettera ringrazia Rossa perché la obbliga a essere più scaltra, più furba, a non dormire sugli allori. 
Rossa sa che potrebbe essere una trappola, un tentativo di Blu di portarla dalla sua parte, ma nonostante i rischi che sa di correre risponde. 
Inizia in questo modo un rapporto epistolare in cui Blu e Rossa si parlano attraverso mondi e tempi diversi, mandandosi lettere nei modi più assurdi possibili (per esempio attraverso un merluzzo ingoiato da una foca o attraverso gli anelli degli alberi). Blu racconta a Rossa del Giardino, di come è stata creata, parlano di cibo, di libri, e succede l'impensabile: si innamorano. 

Come stavo dicendo all'inizio, lo stile di questa piccola novella non è semplice: si tratta di frasi pesanti, aggrovigliate, poste in un discorso più ampio di cui non sappiamo nulla. Gli autori non ci hanno dato modo di sapere né dove siamo né quando siamo, nemmeno chi sono davvero Rossa e Blu. Ammetto di aver sofferto questa mancanza di spiegazioni, non mi piace quando l'universo in cui l'opera è ambientata non viene spiegato, ma la storia mi ha comunque assorbito. Le lettere erano interessanti, ma ammetto che molte volte faticavo a trovare un senso in quello che leggevo. 
Se quindi avete preso in mano questo libro perché corto, pensando di aver davanti un racconto semplice e veloce, sono qui per avvertirvi che non sarà semplice: vi troverete davanti a discorsi insensati e complessi, a una storia che non è basata sulle classiche tecniche di scrittura. 

Devo ancora digerire completamente questa storia, leggerla è stato come viaggiare in un trip mentale causato dalla droga. Non posso dirvi che sia un libro facile, e sicuramente non è una storia che può piacere subito a tutti, davvero troppo troppo particolare, ma penso che proprio la particolarità dello stile e della trama siano i motivi per cui dobbiate provare a prendere in mano questo libro, per conoscere la storia di Blu e Rossa, potrete trovare anche piccole citazioni che vi faranno sorridere, come per esempio a Super Mario o alla musica pop anni '90. 

Vi ringrazio di aver letto la mia recensione!
Ringrazio la Mondadori per avermi inviato la copia del romanzo e vi consiglio di recuperare le recensioni delle mie colleghe per avere altri pareri su questo libro!
Alla prossima!



sabato 31 ottobre 2020

Review Party: Pumpkinheads di Rainbow Rowell


 Buongiorno lettori!
Eccoci qui con la seconda recensione del giorno, a tema Halloweeniano e autunnale, quindi perfetta per oggi!
Sono molto contenta di averla letta, ma saprete tutti i miei pensieri continuando a leggere, adesso scheda del libro e trama!
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Titolo: Pumpkingeads
Autore: Rainbow Rowell (storia), Faith Erin Hicks (disegni)
Casa editrice: Mondadori 
Collana: Oscar Ink
Data di uscita: 20 ottobre 2020
Pagine: 224
Prezzo: 20 euro 

Voto: 4/5 

Trama: L'amata scrittrice Rainbow Rowell e l'artista vincitrice dell'Eisner Award Faith Erin Hicks si sono unite per creare questa storia tenera e divertente su due adolescenti che imparano cosa significhi dire addio a un posto – e a una persona – senza rimpianti.
Josiah è pronto a passare tutta la notte crogiolandosi nella malinconia (è un tipo malinconico). Ma Deja ha un piano: e se, invece che deprimersi, e invece della solita zuppa di fagioli alla Casetta del Mais e Fagioli, facessero il botto? Potrebbero visitare tutti gli stand della fiera. Assaggiare tutto. E forse Josiah potrebbe perfino parlare con quella ragazza carina su cui fantastica da tre anni...
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Cosa dire di questa bellissima graphic novel? Inizio con il dire che è in verità una storia molto classica: ragazzo conosce ragazza ma non le ha mai parlato, viene spinto dalla migliore amica a cercarla, dato che quella è l'ultima occasione che avrà mai per conoscerla, ma ogni volta la ragazza che cercano è sparita... tutto questo però in una deliziosa fiera autunnale. 

Josiah e Deja lavorano ogni ottobre in una bellissima fiera dedicata ad Halloween e all'autunno, ci sono campi di zucche, trattori che ti portano in giro, labirinti di mais, stand con ogni dolce e cibo autunnale che uno può immaginare... insomma un paradiso! 
Josiah anni fa ha conosciuto, il primo giorno, Marcy, che lavora nello stand dei dolci. Ne è innamorato perso, ma non le ha mai neanche parlato. La sua migliore amica, Deja, decide che quello è il momento di prendere in mano le redini della situazione e non aspettare che il destino se ne occupi e spinge Josiah a parlare con Marcy, ma al chiosco dei dolci la ragazza non c'è. 
Inizia così una missione, un'avventura che ci porta pian piano a scoprire gli spettacoli e le delizie della fiera, ma anche i due protagonisti: scopriamo per esempio che Josiah è un ragazzo timido che ama questa fiera più di ogni altra cosa, mentre Deja è una ragazza spigliata ed estroversa, che conosce tutti ed è uscita con ragazzi e ragazze del campo, anche se il suo cuore probabilmente è in mano all'unica persona che sembra non notarla...

L'ambientazione è sicuramente la cosa che ho preferito di questa graphic novel. Io amo l'autunno, amo Halloween e le zucche... lavorare in quel posto per me sarebbe stato un sogno! Invidio un sacco gli americani perché ritengo che negli USA il sentimento festivo venga sentito molto di più che da noi, e in Italia sarebbe impossibile immaginare una fiera del genere. 
La graphic novel è quindi ricca di colori autunnali, soprattutto il giallo e arancione, dà una sensazione di calma e tranquillità. Si vede assolutamente che dietro c'è il tocco di Rainbow Rowell perché si tratta proprio di una storia che ti dà un calore dolce come il pane appena sfornato, ti riporta a vecchi sentimenti, quando eri ancora così giovane e ingenuo da credere che il vero amore potesse esistere e che non ci fosse nessuna preoccupazione al mondo. 

La storia come ho detto è molto semplice, la sua impostazione è classica, ma mi ha dato comunque molta gioia leggerla, nonostante sapessi come sarebbe andata a finire. Ti insegna molte cose sull'amore e l'amicizia, ti insegna che non bisogna aspettare che le cose accadano, ma che invece devi prendere tu in mano il tuo destino, sei tu l'unica persona che può decidere per il tuo futuro. 

Questa graphic novel è stata dolce, divertente, ironica, ricca anche di diversità, i disegni erano molto carini e i colori cosi caldi fenomenali! 
Sono davvero contenta di averla letta perché mi ha scaldato il cuore; davvero la lettura perfetta per il periodo autunnale. 

Spero che la mia recensione vi sia piaciuta! Come al solito ringrazio la Mondadori per avermi dato una copia ebook del romanzo per una recensione onesta e sincera. 
Vi raccomando di recuperare le altre recensioni dell'evento e vi ringrazio di aver letto la mia opinione. 
Buona lettura!