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lunedì 22 novembre 2021

Recensione: "Darius, va tutto bene (forse)" di Adib Khorram


 Buongiorno lettori!
Come state? Io ormai sto entrando nella modalità natalizia e ho scaricato sul mio e-reader un sacco di commedie romantiche natalizie. 
Imbarazzante. 
Comunque oggi vi parlo di un libro che commedia romantica non è, ma un romanzo coming of age tra Iran e America, la storia di un ragazzo che cerca di capire in che luogo appartiene. 
Buona lettura!

[Ringrazio Franci di Coffee and Books per aver organizzato l'evento e la Rizzoli per la copia cartacea e digitale del romanzo]
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Titolo: Darius, va tutto bene (forse) 
Titolo originale: Darius the Great is not okay
Autore: Adib Khorram
Traduttore: Paolo Maria Bonora
Casa editrice: Rizzoli
Collana: Narrativa Ragazzi
Data di uscita: 16 novembre 2021
Pagine: 352
Prezzo: 17 euro

Trama: Darius Kellner ha sedici anni, vive a Portland ed è mezzo persiano da parte di madre, ma sa più il klingon di Star Trek che il farsi, e conosce meglio le usanze degli Hobbit che quelle persiane. Ora, il suo primo viaggio in Iran sta per rivoluzionargli la vita.

Darius non è esattamente quello che si dice un ragazzo popolare a scuola: farsi accettare per quello che è non è mai stato semplice ed è convinto che in Iran sarà lo stesso. Ma quando abbraccia per la prima volta la nonna e incontra Sohrab, il ragazzo della porta accanto, tutto cambia. I due cominciano a trascorrere insieme le giornate giocando a calcio, mangiando faludeh e parlando per ore su un tetto, il loro posto segreto con vista sulla città di Yazd. Sohrab e la sua famiglia persiana lo chiamano Dariush, e lui non si è mai sentito se stesso come in quel momento: per la prima volta nella vita sente che forse, forse, le cose dopotutto potrebbero davvero andare bene per lui...

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È difficile, per me, recensire questo libro. 
Darius, va tutto bene (forse) infatti non è, parlando oggettivamente, il libro perfetto, ma ha altre qualità, più profonde.
Mi sono riconosciuta così tanto in Darius e in molti dei suoi dilemmi morali, che per me questo libro era davvero perfetto: mi sono commossa, ho riso, ho pianto, mi sono arrabbiata... insomma sono entrata in modo profondo dentro questo libro e non ne sono più uscita, ho portato Darius con me nel cuore, e penso che questo libro sia uno di quelli che mi porterò nel cuore ancora per molto tempo. 

Darius è un ragazzo mezzo americano e mezzo persiano, ma sa pochissime parole in farsi e non è mai stato in Iran. Soffre di depressione, viene preso di mira dai bulli, ha un rapporto complicato con suo padre, che sembra essere deluso da ogni cosa che fa, adora il the ed è un nerd sfegatato: ama Star Trek e Il signore degli anelli. 
Un giorno i suoi genitori gli comunicano che andranno per la prima volta in Iran: infatti suo nonno materno ha un tumore al cervello. 
Questo viaggio per Darius sarà un momento di crescita, vedrà per la prima volta la sua famiglia e incontrerà Sorhab, il suo primo vero amico. 

Il libro, come dicevo, non può essere considerato perfetto, ma credo che le imperfezioni che lo contraddistinguono rendano però perfettamente il personaggio narrante, Darius. Darius soffre di depressione, e si sa, alla depressione seguono sempre ansia e tanti altri problemi, e ogni sua frase è ripetitiva, ossessiva. 
Ogni volta ripete le stesse cose: che ama il the, che non sapendo il farsi non si sente persiano, ecc... ma chi ha una malattia mentale o conosce qualcuno che ce l'ha, sa che i nostri pensieri possono diventare ripetitivi fino all'ossessione. Ci concentriamo su una cosa e ci riflettiamo ossessivamente, ogni cosa che le persone dicono la analizziamo e di solito anche se è una frase normalissima pensiamo che nasconda qualcosa contro di noi. 
Per questo ho detto che mi sono riconosciuta molto in Darius: riconoscevo la sua sofferenza, i suoi pensieri, e in ogni situazione soffrivo con lui e gioivo con lui. 

Un altro difetto è che ho trovato la sua amicizia con Sohrab realizzata abbastanza frettolosamente. Credo potesse essere descritta meglio, ma allo stesso modo è riuscita a farmi emozionare. 

Per questi motivi, non credo di essere la persona giusta per essere assolutamente obbiettiva su questo romanzo. Nonostante i difetti è riuscito a toccarmi il cuore, che nei libri è la cosa più importante, e non mi è importato molto del resto. 
Se non vi riconoscerete in Darius potreste trovare difficoltà a leggere questo libro e anzi potreste arrivare a trovarlo insopportabile, e vi comprendo perfettamente; se invece una volta nella vita siete stati bullizzati, se avete pensato di non essere abbastanza e di non appartenere in nessun posto: questo è il libro giusto per voi. 

Il libro, però, ha sicuramente un punto di forza: la cultura persiana.
Il viaggio in Iran infatti ci permette di scoprire questo mondo, le sue festività e il suo cibo. Un tripudio di odori e sapori e suoni.
Oltre alla descrizione perfetta della depressione di Darius, questa è stata sicuramente la mia parte preferita del libro.

Grazie di aver letto la mia recensione; 
Buona lettura!







giovedì 22 ottobre 2020

Review Party: I ragazzi della tempesta di Elle Cosimano

 


Buongiorno lettori!
Come state? Io ho avuto dei piccoli giorni no, sia fisicamente che mentalmente, quindi ho proceduto con abbastanza difficoltà con questo libro. 
Più avanti comunque trovate la recensione, in cui ve ne parlo più approfonditamente. 
Buona lettura!
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Titolo: Ragazzi della tempesta
Autore: Elle Cosimano
Casa editrice: Rizzoli
Data di uscita: 20 ottobre 2020
Pagine: 544
Prezzo: 17 euro

Voto: 3/5

Trama: Le leggi di Gaia sono chiare: l’Inverno uccide l’Autunno, l’Autunno uccide l’Estate, l’Estate uccide la Primavera, la Primavera uccide l’Inverno. Questo significa che Jack uccide Amber. Amber uccide Julio. Julio uccide Fleur. E Fleur uccide Jack. Sono tutti addestrati a cacciare e uccidere, e tutti a turno muoiono. Ma quando Jack e Fleur – Inverno e Primavera – sono attratti l’uno dall’altra contro ogni buon senso e regola della natura, la legge spietata che governa le loro vite eterne a un tratto diventa qualcosa di personale e di doloroso. Fleur verrà bandita per sempre, se insieme non troveranno il modo per fermare il ciclo naturale delle cose. Quando le quattro Stagioni si coalizzano, mettendo a rischio la loro immortalità in cambio di amore e libero arbitrio, la loro fuga attraverso il Paese li condurrà in un luogo in cui saranno costretti a difendersi contro un creatore che vuole annientarli.
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Nonostante mi aggiorni spesso sulle uscite straniere, americane e inglesi soprattutto, non avevo mai sentito parlare di Ragazzi della tempesta prima dell'annuncio dell'uscita italiana. 
Questo libro all'inizio mi aveva colpito per la sua originalità: i protagonisti di questa storia infatti sono adolescenti a cui, dopo essere morti, viene offerta la possibilità di diventare delle Stagioni: Inverno, Primavera, Autunno e Estate, ognuno con la propria magia e i propri poteri. In questo modo, i ragazzi potranno vivere per sempre, ma la loro vista sarà sottoposta ad un ciclico dovere, non potranno più avere una vita normale ma vivere nell'Osservatorio per tutto il periodo dell'anno che non è la loro stagione, allora dovranno uscire in superficie nell'area che è stata loro assegnata e dovranno uccidere la stagione precedente. La stagione uccisa verrà trasportata nell'osservatorio nella macchina di stasi, l'unico modo con cui potrà tornare a vivere. Per ripetere questo ciclo ancora e ancora. 
I protagonisti della storia sono Jack, un inverno, e Fleur, una primavera. Questi non sono i loro veri nomi, sono nomi che si sono scelti e richiamano la loro stagione. Fleur uccide Jack da oltre trent'anni, ma entrambi sono innamorati l'una dell'altro, senza avere la possibilità di instaurare un legame. Cronos, il Tempo, ha infatti vietato che le stagioni diverse si incontrino e creino dei legami, perché il fatto che abbiano poteri e temperature diverse li porta ad uccidersi a vicenda, per questo vivono in ale separate e viene subito insegnato loro ad odiarsi. 
Jack però si rende conto che tutto quello che hanno loro insegnato, sulle macchina di stasi, sulla possibilità di ferirsi a vicenda... sono tutte menzogne di Cronos per instaurare un regime dittatoriale, perché ha paura del potere che le Quattro Stagioni potrebbero scatenare insieme...

Come ho detto, non avevo mai sentito parlare prima di una storia simile, che prende d'ispirazione le stagioni e il loro corso, e l'ho trovata molto interessante, ma purtroppo alla fine la realizzazione è stata molto simile ad ogni young adult distopico classico che si rispetti. Credo avrei fatto follie per questo libro durante il periodo boom dei distopici, quando sono usciti Hunger Games, Divergent e Delirium. Mi ricorda molto quei libri perché anche qui troviamo dei ragazzi adolescenti (anche se in questo caso sono semplicemente morti a 16 anni e quindi ne mantengono il corpo) che vengono divisi in categorie e costretti ad uccidersi a vicenda, e ovviamente tra due ragazzi che dovrebbero uccidersi scatta l'amore, e questo amore è la scintilla che scatena la ribellione. 
Quindi ecco, se da una parte l'utilizzo di questo tema è abbastanza originale, non ho trovato invece la trama, cioè l'intreccio, molto simile a quello di altri libri, quindi non sono rimasta molto impressionata. 

Tra il fatto che non sono stata bene e purtroppo il poco interesse nel libro, ci ho messo un bel po' a finirlo in prospettiva, ma purtroppo niente mi dava lo slancio a continuare a leggerlo, non mi sono appassionata. 
I personaggi sono interessanti, ma alla fine abbozzati abbastanza lievemente, con pochi tratti che li caratterizzano, e la loro storia d'amore l'ho trovata un po' buttata per aria, più che altro perché poteva essere raccontata meglio, perché appare più come un insta love, e non mi è piaciuto.
Soprattutto all'inizio, iniziando il libro in medias res, non si capisce molto di quello che succede e ti lascia molto confusa. E alla fine su certi aspetti anche dopo averlo finito resto ancora abbastanza confusa, il libro non mi ha appassionato così tanto da togliermi quella "soglia dell'incredulità" per cui avrei voluto più spiegazioni su come è nato Cronos, su chi è esattamente, perché esiste questo sistema, sull'Osservatorio... alla fine so che quando ci si pongono queste domande vuol dire che qualcosa non funziona all'interno del libro. 
Perché di come tutto questo è nato, l'autrice non ci spiega niente.
Detto questo, non sono qui per distruggerlo completamente, perché non è un brutto libro, è interessante, i protagonisti non sono i soliti ragazzini stupidi che fanno cose che mettono in pericolo gli altri, però appaiono anche un po' anonimi. Le storie d'amore ti appassionano, anche se appaiono un po' come se i personaggi fossero messi insieme per forza.
Procedendo con la lettura posso comunque dire che è un libro nella media, con alti e bassi, non è un capolavoro ma non ci sono difetti nella scrittura e sono davvero sicura che se fosse uscito dieci anni fa la me adolescente sarebbe impazzita per questo libro. 

Ringrazio la Rizzoli per la copia del libro, e spero davvero che questo libro vi piaccia. 
Buona lettura!



venerdì 9 ottobre 2020

Review Party: Una storia di magia di Chris Colfer

 


Buon pomeriggio, lettori!
Questa settimana pienissima di eventi sembrerebbe essersi conclusa, almeno, lo spero! Devo dire però che, anche se ho letto fino a sentirmi male, erano tutti libri bellissimi e sono davvero felice di averli letti. 
Oggi vi presento il nuovo libro per bambini di Chris Colfer, attore molto ben conosciuto per Glee (lo vedevate?) e autore di successo, sempre per Rizzoli, con La terra delle storie. 
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Titolo: Una storia di magia
Autore: Chris Colfer
Casa editrice: Rizzoli
Data di uscita: 15 settembre 2020
Pagine: 407
Prezzo: 17 euro 

Voto: 4/5

Trama: In una sezione segreta della biblioteca in cui lavora, Brystal trova un libro che le svela un mondo incredibile e una stupefacente verità: è una fata! Ma nel Regno del Sud alle donne è proibito leggere e la magia è illegale, così Brystal viene rinchiusa nel terribile Centro di correzione Altostivale. È solo grazie all'intervento della misteriosa Madame Tempofiero che riesce a scappare e a cominciare una nuova vita in un'accademia di magia! Quando però Madame Tempofiero è costretta a partire per risolvere un problema urgente, Brystal e i suoi compagni di classe si ritroveranno a combattere da soli contro l'oscurità che minaccia il destino del mondo e della magia stessa. Ma ci riusciranno?
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I libri di Chris Colfer mi hanno sempre attirato, per esempio è da anni che voglio recuperare La terra delle storie, così quando Nia di Cronache di lettrici accanite ha proposto questo evento sapevo che non potevo rifiutarmi!
Anche questo libro è per ragazzi, e per certi versi si nota, ma mi ha comunque colpito la profondità con cui l'autore ha affrontato diverse tematiche importanti per raccontarle ai bambini come la sofferenza, la disuguaglianza e la discriminazione. 
La protagonista infatti è una ragazza di quattordici anni chiamata Brystal, che vive nel Regno del Sud. In questo regno le donne non possono leggere e posso aspirare solamente ad essere mogli e madri. Brystal però ama i libri più di ogni altra cosa al mondo, e con un trucco riesce a farsi assumere come donna delle pulizie nella biblioteca della sua città. Qui scopre un luogo segreto dove si trovano i libri banditi, tra cui un libro, "Storia di magia", grazie al quale Brystal scopre di essere una fata, e da quel momento la sua vita non sarà più come prima. 
Messa in prigione e poi portata nel Centro di correzione Altostivale, viene salvata da Madame Tempofiero, una fata molto potente che ha intenzione di fondare una scuola di magia. 

Quando una persona soffre e viene discriminata tutta la vita sviluppa maggiore compassione ed empatia verso gli altri, e leggendo il libro di Chris Colfer so di aver letto qualcosa di estremamente personale e vero. 
Colfer ha più volte parlato dei casi di bullismo che ha subito, ed essendo apertamente omosessuale sono sicura che ancora oggi subisca discriminazioni di vari livelli, e si vede l'empatia che prova anche con gli altri personaggi. In quanto donna, Brystal soffre la sua condizione, perché viene tenuta ignorante in modo che non abbia voce in capitolo o potere decisionale. 
Anche gli altri personaggi a causa della loro condizione e della loro magia, hanno subito discriminazioni tutta la vita, ma il messaggio del libro è stupendo perché insegna ai ragazzi che non sono loro ad avere qualcosa di sbagliato e che soprattutto non devono farsi trasformare dall'odio e dalla rabbia, devono vivere con gioia e con la consapevolezza di essere migliori, in modo di poter combattere per poter salvare le altre persone e vincere. 
Ovviamente questo è un libro per bambini, quindi alla fine del libro le cose si risolvono potremmo dire "a tarallucci e vino", ma nonostante questo nel corso del libro non vengono esclusi momenti anche tragici che in effetti non mi aspettavo di leggere, e la rivelazione finale mi è piaciuta tantissimo, anche se allo stesso tempo mi ha resa un po' triste. 
In questo libro si affiancano momenti di maggior riflessione a momenti più divertenti, creando un buon equilibrio, anche se avrei preferito l'uso di alcuni nomi personali un po' meno ridicoli, ma ripeto, io lo leggo con occhi da adulta. 
In generale, ogni volta che leggo libri che raccontano di una scuola di magia ritorno bambina, perché non ho ancora abbandonato il sogno di poter avere una bacchetta magica e usare incantesimi, e se avessi un figlio o una figlia leggerei loro subito questo libro, per far capire loro l'importanza della compassione e dell'empatia, per insegnarli che devono sempre lottare per i loro sogni e non avere mai paura di essere diversi, perché la loro diversità li rende unici e bellissimi, e troveranno tante persone come loro con cui formare una famiglia e vivere per sempre felici e contenti. 

Vi ringrazio se avete letto la mia recensione!
Ringrazio anche la Rizzoli per la copia del libro e vi assicuro che dovete vederla dal vivo perché la copertina e il libro in se stesso sono spettacolari. 
Buona giornata!



mercoledì 29 luglio 2020

Recensione: Mary. La ragazza che creò Frankenstein


Titolo: Mary. La ragazza che creò Frankenstein 
Autrice: Linda Bailey
Traduttrice: Eleonora Dorenti
Illustratrice: Jùlia Sardà
Casa editrice: Rizzoli
Data di uscita: 14 luglio 2020
Pagine: 50
Prezzo: 18 euro


Voto: 4/5

Mary è una sognatrice. Immagina cose mai esistite, costruisce castelli in aria. Questa è la sua storia: la storia di come nasce una scrittrice e di come si dà vita a una leggenda.Un racconto da brividi, un antico castello, una creatura senza vita, incredibili scoperte scientifiche e una notte di tempesta. Sono questi gli elementi che Mary, a soli diciotto anni, cuce insieme con ago e filo per dare vita a un personaggio indimenticabile e a uno dei più grandi romanzi di tutti i tempi… Frankenstein.

Mary è una ragazzina che sogna ad occhi aperti e inventa continuamente storie per passare il tempo. Mary è figlia di Mary Wollstonecraft, una donna straordinaria, una delle primi scrittrici femministe, che ha scritto La rivendicazione dei diritti della donna.
Mary non è una ragazza come le altre: è impulsiva, libera, intelligente. A 16 anni scappa con il poeta Percy Bysshe Shelley e percorre l'Europa insieme a lui, finché una sera, quando Mary ha 18 anni, si ritrovano insieme al grande poeta Lord Byron e al medico Polidori in una casa sul lago, durante una notte di tempesta. Lord Byron legge delle storie dell'orrore e alla fine della serata nasce una sfida: dovranno scrivere loro stessi un racconto dell'orrore e decretare il migliore.
Mary all'inizio non ha idee, finché una nuova scoperta scientifica non le fa venire in sogno l'immagine di un uomo composto da pezzi di diversi cadaveri e riportato in vita con l'elettricità. 
La sua storia dell'orrore così prende vita e nove mesi dopo nasce Frankenstein, il romanzo che portò Mary Shelley a diventare famosa. 

In questo libretto illustrato la storia di Mary Shelley e la creazione del mostro di Frankenstein viene narrata attraverso dei disegni meravigliosi, che esprimono perfettamente il sentimento gotico che pervade la storia. 
Ho davvero amato in modo assurdo questi disegni, che rendono perfetto questo piccolo albo illustrato basato sulla prefazione che la stessa Mary scrisse tredici anni dopo l'uscita del libro. 

Mary infatti era una donna unica, figlia di una donna altrettanto unica, che purtroppo morì undici giorni dopo aver dato alla luce la bambina, che non smise mai però di amare e venerare la madre. 


Nonostante sia un libro davvero corto, appena 50 pagine, mi sono davvero innamorata e ringrazio la Rizzoli che ci ha dato la possibilità di leggerlo. Non vedo l'ora di poterlo avere tra le mani e ammirare dal vivo questi disegni, che ti riportano dentro un sogno o una fiaba.

Consiglierei questo piccolo albo a tutti gli amanti di Mary Shelley e della sua storia, ma soprattutto a chi ha dei bambini, per far conoscere loro la storia di una grande donna, che però ha iniziato come molti di noi: solo come una bambina un po' problematica e sognatrice, che si perdeva nelle pagine dei libri. 

Volete leggere altre recensioni? Qui trovate tutti i partecipanti all'evento! Non perdeteveli!


mercoledì 10 giugno 2020

Recensione: Figli di Virtù e Vendetta



Titolo: Figli di Virtù e Vendetta
Autore: Tomi Adeyemi
Casa editrice: Rizzoli
Data di uscita: 9 giugno 2020
Pagine: 432
Prezzo: 18 euro


Voto: 4/5


Dopo aver combattuto contro l'impossibile, Zélie e Amari sono finalmente riuscite a far rivivere la magia a Orïsha. Ma il rituale per risvegliarla si è rivelato più forte di quanto avrebbero potuto immaginare, e ha riportato alla luce non solo i poteri dei maji, ma anche quelli dei nobili che avevano della magia nel loro sangue. Ora Zélie deve lottare per unire i maji in una terra dove il nemico è potente quanto loro. Quando reali ed esercito stringono una mortale alleanza, Zélie deve tornare a combattere per assicurare ad Amari il trono e per proteggere i nuovi maji dall'ira della monarchia. Ma con la minaccia di una guerra civile all'orizzonte, Zélie si trova a un punto critico: dovrà trovare un modo per riunire il regno oppure lasciare che Orïsha venga distrutta da se stessa.

Quando lessi Figli di Sangue e Ossa, il primo romanzo di questa saga, il mio pensiero fu: "è okay, carino, ma solo okay". Il libro infatti aveva i soliti difetti che contraddistinguono un romanzo d'esordio: uno stile di scrittura incerto, personaggi con dei tratti specifici e poco analizzati, una trama abbastanza lineare... ma era comunque carino, e il finale mi aveva lasciato con il fiato sospeso. Insomma, mi aveva comunque abbastanza conquistato da voler continuare a leggere anche il seguito, e devo dire che ho fatto proprio bene, perché questo libro si trova una spanna sopra rispetto al suo precedente. 
Sono molto contenta di essermi di nuovo immersa nel mondo di Orïsha; è bellissimo infatti leggere romanzi ambientati in Africa, dal momento che ce ne sono così pochi, ed è stato molto interessante anche scoprire tutti i nuovi lati inerenti la magia e la mitologia del territorio. 

Nel libro precedente avevamo lasciato Amari e Zélie dopo che quest'ultima era riuscita a compiere il rito per riportare indietro la magia, un rito che forse ha funzionato anche troppo bene, perché, come scopriamo dopo, ha ridato la magia anche ai nobili che l'avevano persa in passato e che vengono spregiativamente definiti "titan". 
I maji si trovano così in pericolo ancora una volta, questa volta spaventati e colpiti dalla stessa magia che la monarchia ha cercato per anni di distruggere, ma che adesso utilizza per conquistare il potere. La regina Nehanda, la madre di Amari e Inan, in particolare, è una titan molto potente, quasi imbattibile, e la vittoria dei maji sembra farsi in questo modo ancora più lontana. 
Per potere avere una speranza, alcuni maji si raccolgono in un gruppo segreto terroristico, che prende d'assalto la capitale del regno. In una lotta senza fine tra la monarchia e i maji, i personaggi dovranno capire quanto sono disposti a spingersi per avere la vittoria e il potere, a comprendere quanto costa combattere. 

Il mio personaggio preferito del libro è stata sicuramente Amari, un personaggio che commette diversi errori in questo romanzo, che combatte per riavere il trono che le spetta come diritto, arrivando talvolta a spingersi oltre il lecito. La ragazzina indifesa del primo romanzo infatti è quasi sparita: ci troviamo di fronte ad una ragazza che sa quello che vuole, a una titan molto potente. La lotta che c'è nel cuore di Amari si riflette anche in Zèlie. Mentre Amari vuole combattere e fare tutto il possibile perché Orisha sia unita, la maji ha perso ormai troppe persone care per voler continuare a lottare, vuole fuggire, vuole dimenticare, ma questo non le viene concesso. Come "soldatessa della morte" (è così infatti che viene chiamata tra i maji) è suo compito guidare i maji che ancora sono rimasti e vogliono riprendersi quello che gli spetta.
I personaggi quindi sono molto più analizzati rispetto al primo romanzo, hanno momenti di luce e momenti di buio, non sono puri e perfetti, e secondo me questo è il loro punto di forza. 

Ho trovato poi lo stile di scrittura molto più fluido rispetto al primo libro e, come in quello, ho apprezzato l'utilizzo di capitoli corti, che ti permettono di andare più veloce nella lettura. 
Se c'è forse qualcosa che non ho apprezzato è che alcune cose riguardanti la magia e i vari poteri non vengono spiegate molto bene e che alcuni interventi magici sembrano essere inventati sul momento per risolvere la situazione tragica dei maji. 
Il romanzo però è molto potente e l'ho trovato molto più interessante e scritto molto meglio rispetto al primo, che secondo me si dilungava troppo. 
I temi affrontati in questo romanzo, la descrizione dei personaggi... tutto sembra mostrare un miglioramento nella scrittura dell'autrice. 
Ho stranamente apprezzato in questo romanzo anche le storie d'amore, che nel primo romanzo mi avevano lasciato abbastanza indifferente. 

Il romanzo, in generale, è un ottimo libro e un ottimo seguito. Continua perfettamente la storia precedente e lascia, con un finale a sorpresa e un cliffhanger da paura, spazio per il prossimo libro, che non vedo l'ora di leggere e avere tra le mani. 

Spero che la mia recensione vi abbia incuriosito e spinti ad acquistare il libro se eravate indecisi. 
In tal caso, buona lettura!