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giovedì 15 luglio 2021

Recensione: Harrow La Nona di Tamsyn Muir

 


Buongiorno lettori!
Come state? 
Io sono stata in vacanza in un villaggio in Salento, e sarò in vacanza almeno fino a settembre. Mi godo questo lungo periodo di pausa!
Oggi vi porto la recensione di Harrow la Nona di Tamsyn Muir, il seguito di Gideon la Nona, di cui trovate la recensione qui.
Volete sapere la mia opinione? 
Trovate la mia recensione dopo la scheda libro!
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Titolo: Harrow la Nona
Autrice: Tamsyn Muir
Traduttrice: Francesca Crescentini
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar Fantastica
Data di uscita: 6 luglio 2021
Pagine: 540
Prezzo:
22 euro

Trama: Harrowhark Nonagesimus, l'ultima necromante della Nona Casa, è stata ingaggiata dall'Imperatore per combattere una guerra che non si può vincere. Fianco a fianco con la rivale che più detesta, Harrow deve perfezionare le sue arti e diventare un angelo della non-morte. Ma si sente sempre peggio, la sua spada le dà la nausea e persino la mente minaccia di tradirla. Chiusa nell'atmosfera gotica del Mithraeum dell'Imperatore con tre insegnanti poco amichevoli, inseguita dai fantasmi pazzi di un pianeta assassinato, Harrow deve affrontare due scomodi interrogativi: c'è qualcuno che sta provando a ucciderla? E, qualora ci riuscisse, l'universo sarebbe un posto migliore senza di lei?
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Harrow la Nona per me è il libro decisivo per capire cosa fare con la serie The Locked Tomb. Il primo libro, Gideon la Nona, non mi aveva convinto pienamente, ma aveva le carte in regola per essere un buon libro e soprattutto era qualcosa di assolutamente nuovo nel panorama della fantascienza e del fantasy: negromanti nello spazio! Suonava incredibile, no?
Ecco, purtroppo Harrow per me significa la fine del mio rapporto con questa serie, infatti non so se continuerò con l'ultimo libro della trilogia, perché per me questo libro è stata una grande delusione. Probabilmente se vi era piaciuto Gideon vi piacerà anche Harrow, ma purtroppo per me questo libro ha preso i tratti peggiori di Gideon amplificandoli. Se Gideon la Nona aveva un senso logico, una trama che seguiva in modo lineare, e nonostante le difficoltà dello stile ero riuscita ad apprezzarlo; Harrow non ha nulla di tutto questo. Le prima 400 pagine sono puro non-sense, totale non-sense. Questo non-sense alla fine ha uno scopo? Sì. Dovete continuare nella lettura, ma il problema è che quando alla fine sembra esserci finalmente un senso, quando inizi a capirci qualcosa, si riparte di nuovo con il non-sense totale. Fino a un epilogo che avrò letto duecento volte e duecento volte non l'ho capito. 
Detto questo, mi dispiace dover essere così critica, ma sono delusa perché per me questo libro è scritto in una maniera originale e innovativa, ma purtroppo ha anche molte mancanze nella trama e nella narrazione. 
Vorrei che tutto fosse stato spiegato meglio, descritto meglio, che ci fossero state date dall'autrice maggiori indicazioni su questo mondo, giusto per capirci qualcosa. Mi sembra che metà delle affermazioni del libro non avessero senso o che il lettore non avesse abbastanza basi per comprenderle, e per il resto non avessero un senso e basta. Tantissime cose aggiunte, interessanti, che poi restavano un mistero o venivano spiegate: male. 
Vi do un consiglio: rileggetevi Gideon prima di riprendere in mano questo romanzo, vi servirà!
Per il resto, Harrow aveva una buona idea di base, una trama molto interessante: la nostra negromante preferita, infatti, si trova ad affrontare il littorato insieme a Ianthe, ma nella sua mente qualcosa non funziona: vede cose che non esistono e soprattutto, il suo passaggio al littorato non ha funzionato, perché non ha la forza di affrontare il pericolo che sta per colpire Dio. 
La parte di Dio e dei littori mi è piaciuta moltissimo, e anche se le 400 pagine iniziali all'inizio non hanno un senso, capisco perché è così. Credo che quello che abbia davvero rovinato tutto per me sia stato il finale: ma davvero non voglio aggiungere altro!
Sono ancora molto confusa riguardo a questo libro perché ne vedo le potenzialità, ma ne ho visto anche i difetti. 
Insomma: se avete amato il lato pazzo e non-sense di Gideon, aprite Harrow senza pericolo, ma se invece volete che un libro abbia senso, che si capisca tutto e che tutto venga spiegato, se non vi piace rimanere confusi, allora aprite Harrow con coraggio!

Ringrazio tantissimo Erika di Il Confine dei libri e la Mondadori per avermi dato la possibilità di leggerlo, e grazie a voi che avete letto la mia recensione! Lasciate un commento!

domenica 23 maggio 2021

Recensione: Poet X di Elizabeth Acevedo

 


Buongiorno lettori!
Mi spiace moltissimo che, a causa dei miei impegni, stia scrivendo pochissimo sul blog e postando poche foto su Instagram. 
Purtroppo è un periodo molto complicato, e fra poco con le vacanze lo sarà ancora di più. 

Grazie a Sperling & Kupfer, però, sono riuscita a leggere per voi un libro la cui uscita mi attirava tantissimo, Poet X di Elizabeth Acevedo, una autrice latina che vive negli Stati Uniti, diventata celebre proprio grazie a questo romanzo in versi, per cui ha vinto il National Book Award per la letteratura per ragazzi

Volete scoprire il libro insieme a me? 
Buona lettura!

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Titolo: Poet X (The Poet X)
Autore: Elizabeth Acevedo
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Traduttori: Simona Bambrini, Anna Rusconi
Collana: Pandora
Data di uscita: 27 aprile 2021
Pagine: 355
Prezzo: 16,90

Trama: Avere quindici anni non è mai facile, men che meno se hai un corpo dalle curve prorompenti che non passa inosservato e che sembra raccontare tutto di te prima ancora che tu apra bocca. Xiomara se ne rende conto in fretta, mentre cammina per le strade di Harlem, inseguita da fischi e commenti lascivi, perciò impara a difendersi come può, con la lingua tagliente e i pugni levati. Non si concede mai di abbassare la guardia, se non quando appunta i suoi pensieri su un quaderno con la copertina di pelle, in cui scrive d'amore, di passione, del difficile rapporto con la madre, tradizionalista e molto religiosa, che mai e poi mai deve venire a conoscenza dei suoi tumulti interiori, dei suoi desideri più reconditi. E che la metterebbe in punizione, se venisse a sapere che la figlia si è iscritta al club di poetry slam della scuola, dove ha la possibilità di interpretare le sue poesie. Xiomara è consapevole di rischiare grosso, ma una volta assaporata la libertà di raccontare ad alta voce il suo mondo, come può accettare di tornare al silenzio?
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Poet X è un romanzo innovativo, scritto come una sessione di poetry slam ed è dedicato alle ragazze, alle adolescenti che stanno scoprendo il loro corpo, la loro forza, la loro voce. 

Xiomara è la protagonista della storia: un'adolescente appassionata di poesia, che scrive versi riguardo alla sua vita, parla di suo fratello gemello Xavier, timido e debole, che lei difende fin da piccola a suon di cazzotti, parla della sua famiglia, del suo papi sempre assente e soprattutto di sua mami, devota religiosa, che impone regole rigide e severe ai figli. 
Xiomara non è come sua madre: è piena di dubbi sulla religione, su Eva, sul ruolo della donna. Il suo corpo ha iniziato a sbocciare e sente su di sé gli sguardi lascivi degli uomini, dei ragazzi. Nessuno la difende, e quindi si difende da sola, con le parole e talvolta con i pugni. 
Nella sua vita tutto cambia quando incontra Aman. Per lui infrange le regole imposte da sua madre, e scopre quanto può essere bello il primo amore. 

Fondamentale all'interno di questo libro però è la poesia, la poetry slam, una forma poetica popolare che nasce dalla strada e dal rap.
Non so se il romanzo, tradotto in italiano, riesce a colpire allo stesso modo. Sicuramente non deve essere stato facile tradurre i pensieri in versi di Xiomara in italiano, e nonostante abbia apprezzato comunque il libro, penso che quando ne avrò l'occasione lo rileggerò in lingua, per poter apprezzare meglio le rime, il ritmo e la scelta del lessico.

Posso comprendere che per questo motivo il libro non sia per tutti, ma a me ha colpito la sua forza, la sua potenza, tutti i temi che tratta. Xiomara è una protagonista autentica, una ragazza che ha appena scoperto cosa significa vivere, ma si vede tarpare le ali dalla famiglia, dal bigottismo religioso che le impone di nascondere il suo corpo, di non amare, di non parlare. E lei accetta e china la testa, perché è solo una ragazza di quindici anni, ma fino ad un certo punto. 
Grazie soprattutto alla sua insegnante di inglese, che fonda un gruppo di poesia, Xiomara inizia ad avere fiducia in se stessa, e nei suoi dubbi sulla religione e nel suo rapporto con la madre viene aiutata dal prete della parrocchia, Padre Sean. 

Nonostante in italiano non credo colpisca allo stesso modo, il libro mi è piaciuto molto, anche se alcuni passaggi mi sono sembrati un po' frettolosi. Poet X è qualcosa di innovativo nel panorama italiano, forse troppo orientato al mondo latino degli Stati Uniti per il nostro pubblico, ma comunque potente, che può parlare ad ogni ragazza di ogni nazione. 
Sono davvero felice la casa editrice abbia preso coraggio e abbia tradotto questo libro, che consiglio a tutti di leggere per la modalità innovativa con cui la storia viene raccontata. 

Spero che la mia recensione vi sia piaciuta e se volete lasciate un commento!
Alla prossima!

mercoledì 19 maggio 2021

The Poet X: Donne di colore che hanno fatto la differenza.



Non è facile essere una donna nel mondo di oggi, e soprattutto non è facile essere una donna di colore. Ne è consapevole Xiomara, la protagonista di Poet X di Elizabeth Acevedo. 
Figlia di genitori immigrati e super cattolici, Xiomara, adolescente, sfoga i suoi malumori, la sua ansia e le sua energie nelle pagine del suo diario, in cui scrive poesie che ricordano la musica rap. 

Il suo nome significa "illustre in battaglia" e Xiomara, le cui curve provocanti attirano sguardi lascivi, ha imparato a lottare a parole e a pugni fin da giovane. 

Ma ogni donna non conforme alla norma, dalle donne ispaniche a quelle afroamericane, ha capito subito che deve lottare il doppio, il triplo delle donne bianche; e grazie alla loro tenacia molte sono riuscite a superare i confini in cui il loro genere e la loro provenienza sociale le avrebbe rinchiuse e a brillare nel mondo.

Una delle donne afroamericane più conosciute al mondo, a cui sono state dedicate vie, libri e film è stata sicuramente Rosa Parks che con il suo rifiuto di alzarsi dall'autobus per cedere il suo posto a un uomo bianco, è passata alla storia come figura simbolo del movimento per i diritti civili. 

Dai tempi di Rosa Parks, la segregazione razziale negli Stati Uniti è stata soppressa, ma la situazione all'interno del paese (e anche nel mondo) per le donne di colore non è cambiata poi così tanto; per fortuna, però, ci sono donne che sono riuscite a diventare famose, importanti e leader nel loro campo, o addirittura, leader politici. 

Non voglio parlarvi di Rosa Parks o di Angela Davis. Io voglio parlavi di loro: le eroine del presente.

Il mondo cambia lentamente, ma per fortuna cambia. Pochi anni or sono sarebbe stato impossibile pensare a una donna vicepresidente degli Stati Uniti, invece Kamala Harris, nata da madre indiana e padre giamaicano, non solo è una donna, ma anche la prima afro-asioamericana ad essere eletta, prima al Senato e poi alla Casa Bianca; ed è sicuramente una di quelle donne che avranno sentito milioni di volte che "dovrebbero abbassare la voce" o "non essere così polemiche". 

Sicuramente una donna in politica pericolosa, odiata dagli uomini di destra, è Alexandria Ocasio-Cortez. Giovanissima (è nata nel 1989), forte, che sicuramente "non sta zitta", ha vinto sorprendendo tutti contro Joseph Crowley alle primarie democratiche del 2018 nel Quattordicesimo Distretto di New York ed è stata eletta al Congresso statunitense diventando, a ventinove anni, la donna più giovane eletta alla carica parlamentare nella storia statunitense. 

Sempre in politica, pensiamo a Debra Haaland, che è stata scelta dal nuovo presidente degli Stati Uniti d'America, Joe Biden, come Ministro dell'Interno. Figlia di una nativa americana della tribù Pueblo, è la prima esponente di una etnia nativa a ricoprire questo incarico. Come segretario degli Interni, Debra si occuperà della gestione delle risorse naturali, del patrimonio forestale, dei parchi nazionali e delle riserve, e infine anche delle minoranze etniche. 
Lei è sicuramente una tosta: ha frequentato 13 scuole prima di diplomarsi, per pagarsi il college vendeva torte e da ragazza madre ha ottenuto una laurea in giurisprudenza.

Le donne di colore sono riuscite a diventare leader mondiali anche in altri campi come per esempio lo sport: pensiamo a Venus e Serena Williams, due delle più grandi tenniste al mondo, oppure a Simone Biles, che con 19 medaglie d'oro è la ginnasta ad aver vinto più titoli mondiali in assoluto e con 25 medaglie vinte è la ginnasta più decorata della storia. 

Oprah Winfrey, semplicemente conosciuta come Oprah, soprannominata "La regina di tutti i media", è considerata tra le donne più potenti al mondo e la persona afroamericana più ricca del XXI secolo. Non solo ha condotto uno dei talk show più famosi della storia, che ha vinto 18 Emmy Awards, ma ha recitato e prodotto numerosi film come Il colore viola che le sono valsi candidature ai premi Oscar e ai Golden Globes. Proprietaria della rete televisiva on-demand Oprah Winfrey Network, ha fondato il The Oprah Magazine... Insomma, grazie ai suoi infiniti investimenti ha un patrimonio stimato di 2,7 miliardi di dollari!
Oprah però ha combattuto per ottenere quello che ha adesso! Fin dagli anni '80 ha lottato per garantire alle lavoratrici donne all'interno dei suoi programmi lo stesso stipendio degli uomini; nel 2018 nel suo discorso di accettazione al Golden Globes alla carriera ha mostrato sostegno alle donne che hanno portato alla luce il caso di Harvey Wenstein. Si è inoltre impegnata all'interno della comunità afroamericana e latinoamericana, esponendosi a una maggiore circolazione della cultura latinoamericana, incrementando all'interno dei suoi programmi televisivi la partecipazione di autori latinos. 

Sempre in ambito televisivo troviamo Shonda Rhimes, sceneggiatrice e produttrice televisiva statunitense. Grazie al successo ottenuto grazie a Grey's Anatomy, Scandal e How to Get Away With Murder secondo il Time è una delle persone più influenti del mondo e ha creato anche una sua casa di produzione: ShondaLand. Nel 2017 ha firmato un patto di esclusiva con Netflix per 150 milioni e la prima serie nata dalla collaborazione è stata Bridgerton una delle serie tv Netflix più viste di sempre. 

Il futuro, però, è in mano ai giovani. E se lo lasciamo in mano alle giovani attiviste che si stanno movimentando sui social in questo ultimo periodo, il futuro sarà bellissimo!
Non c'è solo Greta Thunberg! Pensiamo a Malala Yousafzai, attivista pakistana nota per le sue battaglie in favore dell'istruzione delle bambine e per i diritti civili, la più giovane vincitrice del premio Nobel per la pace. 
Poi c'è Emma Gonzalez che, dopo essere sfuggita al massacro di Parkland nel 2018, dove sono state uccise 17 persone, ha iniziato una battaglia chiamata "March for our lives" per chiedere il controllo delle armi negli Stati Uniti. 
Il Canada invece ha Autumn Peltier, una water defender che fin da quando aveva 8 anni lotta per il diritto all'acqua potabile delle tribù native canadesi. 

Insomma, si potrebbe parlare di molti giovani donne che in un mondo bianco e patriarcale girano a testa alta, senza vergogna, fiere delle loro radici e che vogliono cambiare il mondo, poco per volta. 
Xiomara, la protagonista del romanzo di Elizabeth Acevedo, sente su di sé la pressione di essere donna, di essere diversa, di essere inascoltata. 

Se anche voi vi sentite così, spero che l'esempio di queste donne e la voce potente e impenitente di Xiomara e della sua poetry slam vi sia d'aiuto e vi dia la forza di alzare la testa e urlare: posso farcela. 



venerdì 16 aprile 2021

Recensione: Rovina e Ascesa di Leigh Bardugo

 


Buongiorno lettori, come state? 

Come stanno andando le letture di aprile?
Finalmente in Italia si è conclusa la trilogia di Tenebre e Ossa di Leigh Bardugo. 
Mi sarà piaciuto questo volume conclusivo? Scopriamolo insieme!

Come al solito vi raccomando di leggere la mia recensione solamente se avete letto i libri precedenti, per evitare possibili spoiler
Buona lettura!

Trovate qui la recensione di Tenebre e Ossa, mentre qui quella di Assedio e Tempesta.
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Titolo: Rovina e Ascesa (Grishaverse #3)
Autore: Leigh Bardugo
Casa editrice: Mondadori
Collana: Fantastica
Traduttore: Roberta Verde
Data di uscita: 30 marzo 2021
Pagine: 288
Prezzo: 18,90 euro

Trama: L'Oscuro ha ormai esteso il suo dominio su Ravka grazie al suo esercito di creature mostruose. Per completare i suoi piani, gli manca solo avere nuovamente al suo fianco Alina, la sua Evocaluce. La giovane Grisha, anche se indebolita e costretta ad accettare la protezione dell'Apparat e di fanatici che la venerano come una Santa, non ha perso però le speranze: non tutto è perduto, sempre che un certo principe, sfacciato e fuorilegge, sia sopravvissuto, e che lei riesca a trovare la leggendaria creatura alata di Morozova, la chiave per liberare l'unico potere in grado di sconfiggere l'Oscuro e distruggere la Faglia. Per riuscirci, la potente Grisha dovrà tessere nuove alleanze e mettere da parte le vecchie rivalità. Nel farlo, verrà a conoscenza di alcuni segreti del passato dell'Oscuro che getteranno finalmente luce sulla natura del legame che li unisce e del potere che l'uomo esercita su di lei. Con una nuova guerra alle porte, Alina si avvia verso il compimento del proprio destino, consapevole che opporsi all'ondata di crescente oscurità che lambisce il suo paese potrebbe costarle proprio quel futuro per cui combatte da sempre.
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Quando le persone vogliono leggere il Grishaverse, il primo consiglio che viene dato è sempre quello di iniziare con Sei di Corvi, la duologia sequel con protagonisti una banda di ladri, gli Scarti, capitanati da Kaz Brekker. 
Si tralascia invece la trilogia da cui è nato tutto, l'opera d'esordio di Leigh Bardugo, che in effetti dovrebbe essere letta prima, per comprendere l'universo creato dall'autrice.
Come mai? Probabilmente perché la trama è più debole, i personaggi meno incisivi. Tenebre e Ossa infatti presenta i difetti del "primo scritto" e può effettivamente dissuadere i lettori dal continuare la serie, ma già con Assedio e Tempesta, il secondo libro, lo stile migliora, così come la scrittura. I personaggi assumono spessore e la trama si intrica e diventa appassionante. 

Nel libro precedente Alina aveva cercato di uccidere l'Oscuro, sacrificando se stessa. Il suo martirio però non ha effetto, la ragazza ormai sul punto di morte viene salvata e portata nelle gallerie sotterranee dell'Apparat. I suoi capelli sono diventati bianchi e nelle buie gallerie non riesce più ad evocare la luce. Debole, sa che deve trovare l'ultimo amplificatore di Morozova per sconfiggere l'Oscuro, che ormai governa Ravka. Alina in questo libro dovrà lottare, comprendere chi sono i suoi veri alleati, i suoi veri amici, e cosa sarà disposta a sacrificare per il potere. 

Questo libro è molto breve, nemmeno 300 pagine, il che è sorprendente per un finale di una saga fantasy; ma nonostante questo nessun elemento, nessun particolare viene lasciatp al caso e tutto viene concluso in modo convincente.

Avevo molti dubbi su questo finale, non ero sicura che mi sarebbe piaciuto sul serio, ma devo ammettere che ogni scelta fatta dall'autrice mi ha soddisfatto, anzi, ho apprezzato alcune cose molto più di quanto mi aspettavo. 
Pensiamo per esempio al personaggio di Mal, che secondo me era il personaggio peggiore della serie, soprattutto per come si era comportato con Alina nel secondo volume. La scrittrice è riuscita a farmelo piacere, lo ha descritto pentito per il suo comportamento, affezionato ad Alina, coraggioso e pronto a sacrificarsi e anche a tirarsi indietro, nonostante il suo amore per lei. Non pensavo mai nella vita che avrei tifato per Mal, ma qui è successo, incredibile!

Mi è piaciuto davvero tutto: il personaggio dell'Oscuro, la sua particolarità di essere malvagio, ma così umano nello stesso momento, la sua debolezza per Alina... resta il mio personaggio preferito. 
Alina è cresciuta molto, deve affrontare il suo ruolo di Santa e l'importanza che assume per i Grisha in tutta Ravka, ma forse sono un po' insicura sul suo finale, ma ovviamente non voglio dirvi di più, sappiate che è molto diverso da quello che mi aspettavo e volevo. 

Questa trilogia purtroppo non sarà mai a livello di Sei di Corvi, perché credo che la duologia rimarrà  il capolavoro di Leigh Bardugo, ma per il resto, trovo comunque la trilogia di Tenebre e Ossa molto bella, ben scritta e sicuramente superiore alla media rispetto ai soliti young adult, soprattutto se si pensa che l'ultimo libro è uscito nel 2014!
Nonostante sia una serie "anziana" funziona ancora molto bene, non è invecchiata e penso abbia ancora molto da insegnare. 

Non voglio dirvi oltre, perché il rischio di spoilerarvi qualcosa è davvero molto alto, ma questo libro è davvero bello, ricco di colpi di scena e momenti ricchi di avventura ed emozione. 

Spero che vi sia piaciuta la mia recensione e se avete letto il libro mi piacerebbe sapere i vostri commenti. 
Grazie mille e buona lettura ♡





venerdì 9 aprile 2021

Recensione: Il rintocco di Neal Shusterman

 


Buongiorno lettori! Come state?
La trilogia della Falce si è conclusa, e sono molto triste di dover dire addio a Citra e Rowan. 
Non nego che questo libro ha avuto diverse critiche negative, ma volete sapere cosa ne penso io? Non vi resta che andare avanti a leggere!

Come al solito, vi raccomando di non leggere questa recensione se non avere recuperato i capitoli precedenti, perché potrebbero esserci spoiler!
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Titolo:
Il rintocco (Trilogia della Falce #3)
Autore: Neal Shusterman
Traduttore: Lia Tomasich
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar Fantastica
Data di uscita: 30 marzo 2021
Pagine: 492
Prezzo: 22 euro

Trama: Da tre anni Citra e Rowan sono scomparsi: da quando cioè la falce Goddard ha assunto il potere e il Thunderhead si è chiuso in un silenzio che solo Greyson Tolliver riesce a infrangere. La città-isola di Endura, il "cuore pulsante" della Compagnia delle falci, è perduta, affondata per sempre nelle acque dell'oceano, e con lei le Grandi falci. Davvero sembra che ormai nulla possa impedire il dominio assoluto di Goddard, nominato Suprema Roncola della MidMerica. E, mentre gli echi della Grande Risonanza scuotono ancora il cuore della Terra, la domanda è una sola: c'è ancora qualcuno in grado di fermare il tiranno? Gli unici a saperlo sono la Tonalità, il Rintocco e il Tuono.
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Dopo il finale sconvolgente di Thunderhead, non vedevo l'ora di poter concludere questa trilogia e leggerne l'ultimo capitolo, che ci mostra cosa è successo nei tre anni successivi l'affondamento di Endura, la città sede della Compagnia delle Falci, e dalla "grande risonanza" del Thunderhead, l'intelligenza artificiale che governa l'umanità. 

Il Thunderhead, infatti, dopo l'affondamento di Endura, ha punito l'intera umanità classificandola come losca, interrompendo così tutte le comunicazioni con lei. Il cibo, le cure, tutto viene sempre fornito, ma le persone non sentiranno più la voce benevola del Thunderhead che li consiglia e li guida. L'unica persona con cui il cloud comunica è Greyson Tolliver, ormai conosciuto come Il Rintocco (in inglese c'è un gioco di parole: "The toll" è infatti l'inizio del cognome del personaggio). 
Il Rintocco è diventato l'unico filo che lega l'umanità al filo, ed è diventato una leggenda vivente. 

Intanto, uccise tutte le Grandi Falci, Maestro Goddard ha preso il pieno potere, diventando Suprema Roncola del Nord America, modificando le leggi che avevano garantito la moralità della compagnia. 
Per questo è ancora più necessario che Maestro Faraday riesca nel suo intento e scopri il piano b della Compagnia delle Falci, nascosto in una piccola isola, a cui il Thunderhead non può accedere. 

Le avventure di Citra e Rowan si legano a quelle di nuove personaggi, per un finale sorprendente. 

Ho letto che per molte persone questo libro è stata una grande delusione, o in generale il libro meno bello della trilogia. Onestamente io l'ho amato. Ammetto che abbia dei difetti, il più importante dei quali è che le cose procedano con molta più lentezza, ma io l'ho trovato una perfetta conclusione. 
Ci sono cose che ancora non mi sono molto chiare, ma altre che invece ho amato moltissimo. I personaggi mi sono piaciuti molto e credo che l'unica pecca sia stata la descrizione di Maestro Goddard, perché mentre nei primi due volumi mi era apparso come una persona malvagia, ma comunque intelligente e calcolatrice, ne Il rintocco prende le decisioni in modo impulsivo, commette degli errori, sembrava molto "stereotipato" nei suoi atteggiamenti e risultava ridicolo. 
Per il resto appunto, bellissimi i personaggi, anche se i protagonisti della prima trilogia, Citra e Rowan, risultano dei personaggi secondari in quella che dovrebbe essere la loro saga. 

La trama comunque mi è piaciuta moltissimo: si scopre come mai le esplorazione spaziali non hanno avuto successo in passato, si parla di come il potere può corrompere e l'animo umano è mostrato in ogni suo minimo aspetto, e soprattutto anche il Thunderhead viene mostrato quasi umano con la sua affezione per Greyson. 
Io amo le intelligenze artificiali, vorrei che ce ne fossero molte di più nei libri, e il Thunderhead con i suoi pensieri mi è piaciuto davvero molto. 

Credo ci fossero tante strade che Neal Shusterman poteva intraprendere per concludere la trilogia, e nonostante questa non fosse quella che mi aspettavo, sono felice e sorpresa, perché secondo me è riuscito a creare un bellissimo finale e un bel libro. 

Mi mancherà molto questo mondo e sono molto felice che questa serie sia stata portata in Italia. 

Vi ringrazio di aver letto la mia recensione, 
Buona lettura ♡

mercoledì 31 marzo 2021

Recensione: Heartstopper vol. 3 di Alice Oseman

 


Buongiorno lettori!
Come state? Cosa state leggendo ultimamente? 

Oggi vi parlo del terzo volume della graphic novel a tematica lgbtq+ Heartstopper di Alice Oseman. Questa giovane autrice, classe 1994, è una scrittrice e una disegnatrice inglese super inclusiva! Nelle sue opere potete trovare spesso tematiche molto importanti come la depressione, l'ansia ecc... temi che sicuramente sono molto attuali per la nostra generazion; e soprattutto potete trovare molti personaggi lgbtq+! 

Io amo questa serie, e spero che valga lo stesso per voi!
Ma non indugiamo oltre e passiamo alla scheda del libro e alla mia recensione. 
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Titolo: Heartstopper vol. 3
Autore: Alice Oseman
Traduttore: Francesco Matteuzzi
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar Ink
Data di uscita: 2 marzo 2021
Pagine: 384, ill.
Prezzo: 19 euro

Trama: Heartstopper parla di amicizia, amore, lealtà, salute mentale. Unendo le storie private di Nick e Charlie, finisce per parlarci di qualcosa di più grande, che interessa tutti noi.
Charlie non avrebbe mai pensato che Nick potesse ricambiare il suo sentimento, ma ora sono ufficialmente fidanzati, e Nick ha anche trovato il coraggio di dirlo a sua madre. Ma ora deve dirlo anche agli altri; e la vita non è sempre semplice, anche se hai accanto qualcuno che ti ama. 
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Nei primi due volumi di Heartstopper abbiamo esplorato l'amicizia tra Nick e Charlie, due compagni di scuola che, diventati migliori amici, scoprono che quello che li lega è molto più di una semplice amicizia. 
Charlie è out and proud, ma ha subito brutti atti di bullismo l'anno precedente, Nick invece sembrerebbe l'etero perfetto: sportivo, virile ecc...
Alla fine del primo volume, i due ragazzi si sono baciati, rivelando i sentimenti che provavano l'uno per l'altro. Questa esperienza è stata sicuramente uno shock per Nick, che ha dovuto riflettere sulla sua sessualità e lavorare su se stesso.

Nonostante i dubbi di Nick, però, i due ragazzi sono felicemente insieme, anche se per adesso lo sanno solamente i parenti e gli amici più cari e in questo volume si preparano per una gita scolastica a Parigi, la città dell'amore, il primo viaggio insieme.
Ovviamente nulla però è rose e fiori.

Heartstopper vol. 3 mi è piaciuto davvero tanto. 
Nick e Charlie sono due protagonisti bellissimi, si vede quanto ci tengano l'uno all'altro e quanto si amano, anche se forse per chi non ama il romanticismo le loro effusioni potrebbero sembrare troppo sdolcinate. In questo volume, però, iniziano ad affacciarsi tematiche molto importanti che iniziano ad adombrare la gioia che invece pervadeva le opere precedenti: Nick infatti si rende conto che qualcosa non va con Charlie, e sicuramente il problema che qui comincia ad essere trattato, dovrà essere trattato nei prossimi volumi. Si perde insomma la spensieratezza che caratterizzava inizialmente Heartstopper, che sembrava solo una storia d'amore. 

In questo volume ho apprezzato anche l'importanza che vengono dati agli altri personaggi, agli amici di Nick e Charlie che durante la gita a Parigi impariamo a conoscere: ovviamente una folla di pazzi e adorabili personaggi di cui non ci si può non innamorare. Troviamo infatti Tara e Darcy, due adorabili fidanzate; Elle, ragazza trans di cui è innamorato Tao, il migliore amico di Charlie; ed infine il timido Aled. Un gruppo eterogeneo, ma altamente adorabile. 
Il cambio di setting aiuta moltissimo la storia, che inizia quindi a muoversi in una nuova direzione, e ci permette di scoprire nuovi lati dei due protagonisti. 

Insomma, Alice Oseman si dimostra nuovamente un'autrice impressionante. Ha scritto e disegnato lei stessa la storia, e riesce sempre ad inserire tematiche importanti e non sempre allegre in una storia che però scalda gli animi. 

In questo volume mi sono piaciuti molto anche i personaggi dei due professori che accompagnano i ragazzi a Parigi: adorabili!

Insomma, Heartstopper offre ogni cosa che possiamo desiderare: disegni bellissimi, personaggi interessanti, tematica lgbt... 
Sono molto curiosa di come verrà affrontato il problema di Charlie, ma sono felice che la Oseman non abbia voluto ignorare i problemi di depressione che molti giovani soffrono, soprattutto nella comunità lgbt. 

Spero che la mia recensione vi sia piaciuta, fatemi sapere se leggerete Heartstopper, o, nel caso l'abbiate letto, se vi sia piaciuto quanto a me e ci vediamo alla prossima recensione! Bye! ♡





 

giovedì 25 marzo 2021

Recensione: Il regno di rame di S. A. Chakraborty

 


Buongiorno lettori!
Non sapete quanto sono felice di poter parlare oggi di questo romanzo. 

La città di Ottone (trovate qui la recensione) è stato uno dei miei libri preferiti del 2020, quindi non vedevo l'ora di avere tra le mani il seguito, come sempre pubblicato in un'edizione spettacolare della Oscar Vault. 
Se volete sapere se il romanzo mi è piaciuto quanto il primo, vi aspetto più avanti con la mia recensione!
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Titolo: La città di rame (The Daevabad Trilogy #2)
Autrice: S. A. Chakraborty
Traduttrice: Lia Desotgiu
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar fantastica
Data di uscita: 2 marzo 2021
Pagine: 648 
Prezzo: 24 euro 

Trama: La vita di Nahri è cambiata per sempre nel momento in cui ha accidentalmente evocato Dara, un misterioso jinn. Fuggita dalla sua casa al Cairo, si è ritrovata nell'abbagliante corte reale di Daevabad, immersa nelle cupe conseguenze di una battaglia devastante, e lì ha scoperto di aver bisogno di tutto il suo istinto truffaldino per sopravvivere. Anche se accetta il suo ruolo ereditario, sa di essere intrappolata in una gabbia dorata, controllata da un sovrano che governa dal trono che una volta apparteneva alla sua famiglia: basterà un passo falso per far condannare la sua tribù. Nel frattempo, Ali è stato esiliato per aver osato sfidare suo padre. Braccato dagli assassini, è costretto a fare affidamento sui poteri spaventosi che gli hanno donato i marid. Così facendo, però, minaccia di portare alla luce un terribile segreto che la sua famiglia ha tenuto nascosto a lungo. Intanto, nel desolato nord, si sta sviluppando una minaccia invisibile. È una forza capace di portare una tempesta di fuoco proprio alle porte della città. Un potere che richiede l'intervento di un guerriero combattuto tra un feroce dovere a cui non potrà mai sottrarsi e una pace che teme di non meritare mai.
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Sono passati cinque anni da gli eventi de La città di Ottone. 
Nahri è praticamente prigioniera nel palazzo dei suoi avi, sposata con Munthadir, il figlio maggiore di Ghassan Al-Qahtani; Dara è stato riportato in vita da Manizeh, la madre di Nahri, creduta morta; ed infine Ali è stato esiliato ed ha vissuto in un piccolo villaggio ad Am Gezira, la patria dei geziri.
A Daevabad, la meravigliosa città di ottone, intanto la situazione peggiora di giorno in giorno, la popolazione diventa sempre più povera e le casse del governo diminuiscono. Si sta però avvicinando Navasteem, in ricordo della Liberazione di Solimano, una grande festa per il popolo dei jinn e dei daeva. Questa celebrazione sarà un'occasione fondamentale per i personaggi: Nahri vorrà ricostruire il vecchio ospedale Nahid e collaborare con gli shafit; Ali sarà costretto a ritornare in patria ed affrontare la situazione che ha lasciato cinque anni prima e soprattutto dovrà affrontare gli strani poteri che gli ha lasciato l'incontro con i marid, mentre Dara e Manizeh organizzeranno un colpo di stato. 

Il primo libro di questa straordinaria trilogia mi aveva lasciato senza parole. Avevo amato l'ambientazione mediorientale, le descrizioni del palazzo, della città e dei suoi abitanti. Mi sono sentita catapultata in questo mondo incredibile, e con Il regno di rame non è stato diverso. 
Come il precedente, anche questo libro mi è piaciuto tantissimo, ho ritrovato la stessa magia che mi aveva rapito dal primo momento, e sono davvero felice. 
All'inizio ho avuto un po' di difficoltà, perché non mi ricordavo benissimo quello che era successo alla fine del primo romanzo, e non c'è nessun recap all'inizio del libro (una cosa che sarebbe stata molto utile), ma alla fine sono riuscita a rimettere a posto i pezzi del puzzle. La storia continua in una maniera molto coerente, anche se avrei preferito non fossero passati così tanti anni, che sicuramente saranno serviti a far crescere i personaggi. 

Oltre all'ambientazione, i personaggi infatti sono sicuramente uno degli elementi che più amo di questa trilogia. La scrittrice è in grado di descrivere personaggi coerenti e molto umani, che amo e apprezzo proprio perché al loro interno convivono luci e ombre. Non esiste un personaggio buono e non esiste un personaggio completamente malvagio. Ogni personaggio ama, odia, prova vendetta, prova gelosia, prova compassione: un mix di emozioni che li rendono perfetti. 
Amo infatti quasi tutti i personaggi, comprendo il loro punto di vista e credo sia proprio questa la forza del romanzo: tifi per tutti e per nessuno, comprendi le ragioni che muovo i daeva come quelle che muovono gli shafit, e non ti senti di recriminare qualcosa né agli uni né agli altri. 
Unico difetto è che forse c'è forse un eccessivo numero di personaggi: avrei gradito magari un elenco dei personaggi e del loro ruolo, per non confondermi. 

Questo secondo libro, quindi, secondo me è sicuramente allo stesso livello de La città di Ottone, se non quasi superiore. Non avrò mai parole per esprimere quanto questa trilogia sia bella e spettacolare, ma non mi sentivo legata ad una storia e ai suoi personaggi in questo modo da tantissimo tempo. 
La trama, le storie dei personaggi, i colpi di scena: tutto ti intrattiene e ti appassiona, ad ogni pagina c'è un nuovo colpo di scena che ti tiene incollato alle pagine, e quando lo finisci non vedi l'ora di avere il prossimo volume tra le mani. 

Buona lettura!