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sabato 15 ottobre 2022

Recensione: Foundryside di Robert Jackson Bennett

 Buongiorno lettori!

Come state? Io ho buone notizie in campo lavorativo, e anche per quanto riguarda le letture sono molto soddisfatta.
Oggi vi porto la recensione di un libro uscito da poco per Oscar Vault, Foundryside di Robert Jackson Bennett. Cosa ne penso? Lo saprete dopo la scheda del libro!

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Titolo: Foundryside. The Founders vol. 1
Autore: Robert Jackson Bennett
Traduttore: Lia Tomasich
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar fantastica
Data di uscita: 4 ottobre 2022
Pagine: 600
Prezzo: 19 euro 

Trama: 
Sancia Grado è una ladra, e una ladra tremendamente brava. Il suo ultimo obiettivo, un magazzino sorvegliatissimo sul molo di Tevanne, non sembra per niente fuori della sua portata. Ciò che Sancia non sa è che quello che le hanno chiesto di rubare è un manufatto dal potere inimmaginabile, che potrebbe rivoluzionare la tecnologia magica delle istoriazioni. Le compagnie mercantili che controllano questo potere – l'arte di usare speciali segni per far diventare gli oggetti quotidiani senzienti – l'hanno già usato per trasformare Tevanne in una spietata macchina capitalista. E se dovessero riuscire a decifrare i segreti del manufatto, riscriverebbero il mondo stesso per adattarlo ai loro scopi. Nemici potenti vogliono Sancia morta e il manufatto per sé. E nella città di Tevanne non c'è nessuno che possa fermarli. Per avere una possibilità di sopravvivere e di fermare il letale processo che si è messo in moto, la ragazza dovrà schierare alleati improbabili, imparare a sfruttare il potere del manufatto e, soprattutto, dovrà trasformarsi in qualcosa che non avrebbe mai immaginato.
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Per me è difficile dire cosa penso esattamente di questo libro, perché l'ho iniziato con le aspettative sbagliate. 
Prima di leggerlo, infatti, avevo letto davvero di sfuggita la trama e la copertina mi dava emozioni e vibes completamente differenti da quelle che poi mi sarei trovata di fronte. 

La storia è raccontata dal punto di vista di Sancia Grado, una giovane ragazza dallo strano potere di poter toccare un oggetto e conoscerne la sua storia. Vive a Tevanne, una città in cui regnano le compagnie mercantili e il tutto ricorda effettivamente, dai nomi alla descrizione, a una città medievale italiana. Sancia, grazie ai suoi poteri, è una ladra incredibile, molto apprezzata, e all'inizio del libro deve compiere un grande furto. Un furto che le permetterà di poter scappare da quel posto. 

Con una grande critica sociale, infatti le Compagnie mercantili sono incredibilmente ricche e procurano ricchezza, ma solo per chi vive al loro interno. Tutti quelli che vivono a Foundryside, luogo di nessuno, vivono nella povertà e nel degrado, cercando di sopravvivere giorno per giorno. 
Ed è lì che vive Sancia. 

"Ogni innovazione che dà più poteri agli individui 
finisce inevitabilmente per dare molto, molti 
più poteri ai potenti". 

Se devo scegliere la parte che mi è piaciuta di più del libro, direi che la critica al potere e alla ricchezza sono le parti fatte meglio, che colpiscono il lettore e gli lasciano molto su cui pensare. 

Foundryside è un fantasy. Ma non è il fantasy che mi aspettavo, non è basato sulla magia, ma direi più sulla scienza, è questa è stata la prima cosa che non mi aspettavo. 
Il "sistema magico" di questo mondo infatti sono le istoriazioni, delle stringhe di scrittura che applicate sugli oggetti ne modificano la realtà. Così possono convincere le ruote a muoversi da sole o le pietre a essere più solide. 
Un'idea molto carina e originale, ma che non credo lo scrittore sia riuscito a spiegare benissimo o a rendere molto chiaro al lettore. 

In generale questa lettura, almeno per me, non dava molto né di fantasy né di libro per adulti. Per la prima critica, ammetto che magari partivo io dalle aspettative sbagliate, per la seconda critica, purtroppo è colpa dello stile di scrittura, che ho trovato eccessivamente semplice. 
La protagonista, Sancia, non è specificato quanti anni abbia, ma è molto giovane, ed essendo il libro narrato dal suo punto di vista, anch'esso sembra molto più young adult di quanto pensavo e non ero assolutamente pronta a questo. 

Mi aspettavo un epic fantasy adult, e questo non lo è. 
Ma per quello che è, è un romanzo interessante che si legge molto velocemente e con un sistema di "magia" molto interessante e innovativo. 
Sono seicento pagine, ma lo stile semplice e molto contemporaneo, lo rendono molto veloce da leggere. 

Non ho molto da dire nemmeno sui personaggi, perché nessuno mi ha colpito, e sebbene fossero presenti per molte pagine non li ho trovati descritti in qualche modo preciso, ma piuttosto lasciati crescere da soli dall'autore.

Il mio voto finale sarebbe un 3.5 su 5, con diciamo un po' di dispiacere per le mie aspettative deluse. Alla fine il libro è carino, molto interessante, ma per me personalmente non ha brillato. 

Vi ringrazio di aver letto la mia recensione!
Buona lettura!



giovedì 4 novembre 2021

Recensione: " Mexican Gothic" di Silvia Moreno-Garcia

 

Buongiorno lettori!
Oggi a Milano finalmente è spuntato un bel sole, anche se il mio stato d'animo oggi continua a non essere dei migliori.
Oggi vi porto la recensione di un libro appena uscito per Oscar Vault, ringrazio la Mondadori per avermi fornito il file ParanormalBooksLover per aver organizzato l'evento e aver creato queste bellissime grafiche.

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Titolo: Mexican Gothic
Autrice: Silvia Moreno-Garcia
Casa editrice: Mondadori
Traduttrice: Giovanna Scocchera
Collana: Oscar fantastica
Data di uscita: 2 novembre 2021
Pagine: 348 
Prezzo: 18 euro 

Trama: Noemí Taboada riceve una lettera angosciata e delirante da sua cugina Catalina, che ha appena sposato un inglese altolocato e che implora il suo aiuto. E così si reca a High Place, una tetra dimora sperduta tra le montagne del Messico. Noemí è poco credibile nei panni della crocerossina: è una raffinata debuttante, più adatta ai cocktail party che alle indagini poliziesche, ma è anche caparbia, sveglia, e non si lascia intimorire facilmente: certo non dal marito di Catalina, uno sconosciuto dall'aria sinistra ma intrigante; né dal padre, l'anziano patriarca che sembra particolarmente attratto da lei; e neppure dalla casa, che inizia a invadere i suoi sogni con visioni di sangue e sventure. Il suo unico alleato in questo luogo inospitale è il più giovane membro della famiglia. Ma forse anche lui ha un oscuro segreto da nascondere. Mentre dal passato riemergono storie di violenza e follia, Noemí viene lentamente risucchiata in un mondo terrificante e seducente al tempo stesso. Un mondo dal quale potrebbe essere impossibile fuggire.
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Difficile. Questa è la parola che userei per descrivere come mi sento adesso. È molto difficile scrivere una recensione per questo romanzo.
Mexican Gothic è una storia dalle tinte fosche, ambientata in un palazzo all'inglese, High Place, dove la famiglia Doyle e i domestici vivono isolati e praticamente in simbiosi.
Siamo durante gli anni '50: Noemì Taboada, la protagonista della storia, è una ragazza chiassosa, divertente, che ama la vita e divertirsi, ma quando il padre le fa leggere una preoccupante lettera di Catalina, sua cugina, da poco sposatasi con Virgil Doyle, la preoccupazione familiare prende il sopravvento e Noemì parte per aiutare la cugina.

La ragazza si trova così rinchiusa in una casa ormai malridotta, costretta al silezione alle regole ferree imposte dal patriarca, Howard, un vecchio ormai in punto di morte, che obbliga il resto della famiglia a curarlo e a restare in quella casa. Virgil è un bugiardo e un calcolatore, Florence rigida e senz'anima, Catilina malata e ormai l'ombra di se stessa: parla di fantasmi e di voci che le parlano tra i muri.
Depressa, Noemì ha il solo supporto del giovane Francis, figlio di Florence, che si affeziona a lei e la implora di scappare da quella casa.

Per quanto volubile però Noemì ha anche una volontà ferrea: vuole scoprire cosa succede in quella casa, cosa significano gli incubi che fa ogni notte; e soprattutto non vuole lasciare Catalina in mano a quelle persone. 
 
Mexican Gothic è un libro ricco di mistero, che non si regge tanto sulla trama quanto sulle atmosfere che lo circondando. La dicitura "Mexican" del titolo è molto fuorviante, perchè sebbene ci si trovi in Messico, ben poco viene mostrato della cultura locale e gran parte della storia è ambientata a High Place, questa casa creata all'inglese creata dalla famiglia Doyle, che molti anni prima si era trasferita per arricchirsi con le miniere di argento. Adesso la casa è in rovina, ma ovunque Noemì è circondata dall'oroburu, il serpente che si morde la coda, simbolo di casa Doyle. 
Pian piano che si va avanti nella storia, Noemì si accorge che qualcosa non quadra in casa e che forse Catalina non è pazza: è casa Doyle che è maledetta.

Ho amato lo stile del racconto, narrato in prima persona da Noemì: questa narrazione è perfetta soprattutto quando si tratta di raccontae i sogni inquietanti di cui la protagonista soffre, fino ad arrivare ormai a un momento in cui non si riesce più a distinguere il sogno dalla realtà.

La trama non era quella che mi aspettavo, e devo dire che non è perfetta: ci sono cose che non ho capito e che potevano essere spiegate molto meglio, ma alla fine tutto ha un senso e il colpo di scena l'ho trovato davvero molto originale. 
Quello che per me è stata la parte più bella della storia sono stati i personaggi: Noemì potrebbe sembrare la solita ragazza viziata che pensa solo all'aspetto fisico e a divertirsi, ma invece è forte, attaccata alla famiglia e coraggiosa, un monito di non giudicare mai dalle apparenze, e gli altri personaggi della storia sono descritti perfettamente, tanto che danno l'inquetudine necessaria alla trama.

Il mio personaggio preferito è stato sicuramente Francis, un ragazzo dolce e timido, che viene oppresso dalla famiglia ma che ha la forza per affrontarla. Ho adorato il suo rapporto con Noemì e penso che entra subito di diritto nella lista dei miei bookish boyfriends preferiti!
 
Il libro, oltre ad essere un horror gotico, nasconde sotto di sè tante altre tematiche: il femminismo e il razzismo. I Doyle infatti sono una famiglia dalla struttura patriarcale dove il capofamiglia prende tutte le decisioni e dove le donne, considerate solo come mogli e madri, sono sottomesse ai mariti. Howard Doyle inoltre è molto esperto di genetica e considera la sua famiglia e ovviamente tutta la razza bianca "superiore" a quella degli abitanti "rozzi" del Messico. Noemì ovviamente rappresenta tutto il contrario e lotta contro questa famiglia per difendere se stessa e sua cugina.

Mexican Gothic è una storia affascinante, ricca di mistero, a cui mi sono appassionata moltissimo e che spero possa colpire anche voi come ha fatto breccia nel mio cuore.
Ringrazio chi ha letto la recensione e vi suggerisco di passare anche dalle altre ragazze del Review Party!
Buona lettura!
 






giovedì 15 luglio 2021

Recensione: Harrow La Nona di Tamsyn Muir

 


Buongiorno lettori!
Come state? 
Io sono stata in vacanza in un villaggio in Salento, e sarò in vacanza almeno fino a settembre. Mi godo questo lungo periodo di pausa!
Oggi vi porto la recensione di Harrow la Nona di Tamsyn Muir, il seguito di Gideon la Nona, di cui trovate la recensione qui.
Volete sapere la mia opinione? 
Trovate la mia recensione dopo la scheda libro!
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Titolo: Harrow la Nona
Autrice: Tamsyn Muir
Traduttrice: Francesca Crescentini
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar Fantastica
Data di uscita: 6 luglio 2021
Pagine: 540
Prezzo:
22 euro

Trama: Harrowhark Nonagesimus, l'ultima necromante della Nona Casa, è stata ingaggiata dall'Imperatore per combattere una guerra che non si può vincere. Fianco a fianco con la rivale che più detesta, Harrow deve perfezionare le sue arti e diventare un angelo della non-morte. Ma si sente sempre peggio, la sua spada le dà la nausea e persino la mente minaccia di tradirla. Chiusa nell'atmosfera gotica del Mithraeum dell'Imperatore con tre insegnanti poco amichevoli, inseguita dai fantasmi pazzi di un pianeta assassinato, Harrow deve affrontare due scomodi interrogativi: c'è qualcuno che sta provando a ucciderla? E, qualora ci riuscisse, l'universo sarebbe un posto migliore senza di lei?
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Harrow la Nona per me è il libro decisivo per capire cosa fare con la serie The Locked Tomb. Il primo libro, Gideon la Nona, non mi aveva convinto pienamente, ma aveva le carte in regola per essere un buon libro e soprattutto era qualcosa di assolutamente nuovo nel panorama della fantascienza e del fantasy: negromanti nello spazio! Suonava incredibile, no?
Ecco, purtroppo Harrow per me significa la fine del mio rapporto con questa serie, infatti non so se continuerò con l'ultimo libro della trilogia, perché per me questo libro è stata una grande delusione. Probabilmente se vi era piaciuto Gideon vi piacerà anche Harrow, ma purtroppo per me questo libro ha preso i tratti peggiori di Gideon amplificandoli. Se Gideon la Nona aveva un senso logico, una trama che seguiva in modo lineare, e nonostante le difficoltà dello stile ero riuscita ad apprezzarlo; Harrow non ha nulla di tutto questo. Le prima 400 pagine sono puro non-sense, totale non-sense. Questo non-sense alla fine ha uno scopo? Sì. Dovete continuare nella lettura, ma il problema è che quando alla fine sembra esserci finalmente un senso, quando inizi a capirci qualcosa, si riparte di nuovo con il non-sense totale. Fino a un epilogo che avrò letto duecento volte e duecento volte non l'ho capito. 
Detto questo, mi dispiace dover essere così critica, ma sono delusa perché per me questo libro è scritto in una maniera originale e innovativa, ma purtroppo ha anche molte mancanze nella trama e nella narrazione. 
Vorrei che tutto fosse stato spiegato meglio, descritto meglio, che ci fossero state date dall'autrice maggiori indicazioni su questo mondo, giusto per capirci qualcosa. Mi sembra che metà delle affermazioni del libro non avessero senso o che il lettore non avesse abbastanza basi per comprenderle, e per il resto non avessero un senso e basta. Tantissime cose aggiunte, interessanti, che poi restavano un mistero o venivano spiegate: male. 
Vi do un consiglio: rileggetevi Gideon prima di riprendere in mano questo romanzo, vi servirà!
Per il resto, Harrow aveva una buona idea di base, una trama molto interessante: la nostra negromante preferita, infatti, si trova ad affrontare il littorato insieme a Ianthe, ma nella sua mente qualcosa non funziona: vede cose che non esistono e soprattutto, il suo passaggio al littorato non ha funzionato, perché non ha la forza di affrontare il pericolo che sta per colpire Dio. 
La parte di Dio e dei littori mi è piaciuta moltissimo, e anche se le 400 pagine iniziali all'inizio non hanno un senso, capisco perché è così. Credo che quello che abbia davvero rovinato tutto per me sia stato il finale: ma davvero non voglio aggiungere altro!
Sono ancora molto confusa riguardo a questo libro perché ne vedo le potenzialità, ma ne ho visto anche i difetti. 
Insomma: se avete amato il lato pazzo e non-sense di Gideon, aprite Harrow senza pericolo, ma se invece volete che un libro abbia senso, che si capisca tutto e che tutto venga spiegato, se non vi piace rimanere confusi, allora aprite Harrow con coraggio!

Ringrazio tantissimo Erika di Il Confine dei libri e la Mondadori per avermi dato la possibilità di leggerlo, e grazie a voi che avete letto la mia recensione! Lasciate un commento!

venerdì 9 aprile 2021

Recensione: Il rintocco di Neal Shusterman

 


Buongiorno lettori! Come state?
La trilogia della Falce si è conclusa, e sono molto triste di dover dire addio a Citra e Rowan. 
Non nego che questo libro ha avuto diverse critiche negative, ma volete sapere cosa ne penso io? Non vi resta che andare avanti a leggere!

Come al solito, vi raccomando di non leggere questa recensione se non avere recuperato i capitoli precedenti, perché potrebbero esserci spoiler!
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Titolo:
Il rintocco (Trilogia della Falce #3)
Autore: Neal Shusterman
Traduttore: Lia Tomasich
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar Fantastica
Data di uscita: 30 marzo 2021
Pagine: 492
Prezzo: 22 euro

Trama: Da tre anni Citra e Rowan sono scomparsi: da quando cioè la falce Goddard ha assunto il potere e il Thunderhead si è chiuso in un silenzio che solo Greyson Tolliver riesce a infrangere. La città-isola di Endura, il "cuore pulsante" della Compagnia delle falci, è perduta, affondata per sempre nelle acque dell'oceano, e con lei le Grandi falci. Davvero sembra che ormai nulla possa impedire il dominio assoluto di Goddard, nominato Suprema Roncola della MidMerica. E, mentre gli echi della Grande Risonanza scuotono ancora il cuore della Terra, la domanda è una sola: c'è ancora qualcuno in grado di fermare il tiranno? Gli unici a saperlo sono la Tonalità, il Rintocco e il Tuono.
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Dopo il finale sconvolgente di Thunderhead, non vedevo l'ora di poter concludere questa trilogia e leggerne l'ultimo capitolo, che ci mostra cosa è successo nei tre anni successivi l'affondamento di Endura, la città sede della Compagnia delle Falci, e dalla "grande risonanza" del Thunderhead, l'intelligenza artificiale che governa l'umanità. 

Il Thunderhead, infatti, dopo l'affondamento di Endura, ha punito l'intera umanità classificandola come losca, interrompendo così tutte le comunicazioni con lei. Il cibo, le cure, tutto viene sempre fornito, ma le persone non sentiranno più la voce benevola del Thunderhead che li consiglia e li guida. L'unica persona con cui il cloud comunica è Greyson Tolliver, ormai conosciuto come Il Rintocco (in inglese c'è un gioco di parole: "The toll" è infatti l'inizio del cognome del personaggio). 
Il Rintocco è diventato l'unico filo che lega l'umanità al filo, ed è diventato una leggenda vivente. 

Intanto, uccise tutte le Grandi Falci, Maestro Goddard ha preso il pieno potere, diventando Suprema Roncola del Nord America, modificando le leggi che avevano garantito la moralità della compagnia. 
Per questo è ancora più necessario che Maestro Faraday riesca nel suo intento e scopri il piano b della Compagnia delle Falci, nascosto in una piccola isola, a cui il Thunderhead non può accedere. 

Le avventure di Citra e Rowan si legano a quelle di nuove personaggi, per un finale sorprendente. 

Ho letto che per molte persone questo libro è stata una grande delusione, o in generale il libro meno bello della trilogia. Onestamente io l'ho amato. Ammetto che abbia dei difetti, il più importante dei quali è che le cose procedano con molta più lentezza, ma io l'ho trovato una perfetta conclusione. 
Ci sono cose che ancora non mi sono molto chiare, ma altre che invece ho amato moltissimo. I personaggi mi sono piaciuti molto e credo che l'unica pecca sia stata la descrizione di Maestro Goddard, perché mentre nei primi due volumi mi era apparso come una persona malvagia, ma comunque intelligente e calcolatrice, ne Il rintocco prende le decisioni in modo impulsivo, commette degli errori, sembrava molto "stereotipato" nei suoi atteggiamenti e risultava ridicolo. 
Per il resto appunto, bellissimi i personaggi, anche se i protagonisti della prima trilogia, Citra e Rowan, risultano dei personaggi secondari in quella che dovrebbe essere la loro saga. 

La trama comunque mi è piaciuta moltissimo: si scopre come mai le esplorazione spaziali non hanno avuto successo in passato, si parla di come il potere può corrompere e l'animo umano è mostrato in ogni suo minimo aspetto, e soprattutto anche il Thunderhead viene mostrato quasi umano con la sua affezione per Greyson. 
Io amo le intelligenze artificiali, vorrei che ce ne fossero molte di più nei libri, e il Thunderhead con i suoi pensieri mi è piaciuto davvero molto. 

Credo ci fossero tante strade che Neal Shusterman poteva intraprendere per concludere la trilogia, e nonostante questa non fosse quella che mi aspettavo, sono felice e sorpresa, perché secondo me è riuscito a creare un bellissimo finale e un bel libro. 

Mi mancherà molto questo mondo e sono molto felice che questa serie sia stata portata in Italia. 

Vi ringrazio di aver letto la mia recensione, 
Buona lettura ♡

giovedì 25 marzo 2021

Recensione: Il regno di rame di S. A. Chakraborty

 


Buongiorno lettori!
Non sapete quanto sono felice di poter parlare oggi di questo romanzo. 

La città di Ottone (trovate qui la recensione) è stato uno dei miei libri preferiti del 2020, quindi non vedevo l'ora di avere tra le mani il seguito, come sempre pubblicato in un'edizione spettacolare della Oscar Vault. 
Se volete sapere se il romanzo mi è piaciuto quanto il primo, vi aspetto più avanti con la mia recensione!
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Titolo: La città di rame (The Daevabad Trilogy #2)
Autrice: S. A. Chakraborty
Traduttrice: Lia Desotgiu
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar fantastica
Data di uscita: 2 marzo 2021
Pagine: 648 
Prezzo: 24 euro 

Trama: La vita di Nahri è cambiata per sempre nel momento in cui ha accidentalmente evocato Dara, un misterioso jinn. Fuggita dalla sua casa al Cairo, si è ritrovata nell'abbagliante corte reale di Daevabad, immersa nelle cupe conseguenze di una battaglia devastante, e lì ha scoperto di aver bisogno di tutto il suo istinto truffaldino per sopravvivere. Anche se accetta il suo ruolo ereditario, sa di essere intrappolata in una gabbia dorata, controllata da un sovrano che governa dal trono che una volta apparteneva alla sua famiglia: basterà un passo falso per far condannare la sua tribù. Nel frattempo, Ali è stato esiliato per aver osato sfidare suo padre. Braccato dagli assassini, è costretto a fare affidamento sui poteri spaventosi che gli hanno donato i marid. Così facendo, però, minaccia di portare alla luce un terribile segreto che la sua famiglia ha tenuto nascosto a lungo. Intanto, nel desolato nord, si sta sviluppando una minaccia invisibile. È una forza capace di portare una tempesta di fuoco proprio alle porte della città. Un potere che richiede l'intervento di un guerriero combattuto tra un feroce dovere a cui non potrà mai sottrarsi e una pace che teme di non meritare mai.
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Sono passati cinque anni da gli eventi de La città di Ottone. 
Nahri è praticamente prigioniera nel palazzo dei suoi avi, sposata con Munthadir, il figlio maggiore di Ghassan Al-Qahtani; Dara è stato riportato in vita da Manizeh, la madre di Nahri, creduta morta; ed infine Ali è stato esiliato ed ha vissuto in un piccolo villaggio ad Am Gezira, la patria dei geziri.
A Daevabad, la meravigliosa città di ottone, intanto la situazione peggiora di giorno in giorno, la popolazione diventa sempre più povera e le casse del governo diminuiscono. Si sta però avvicinando Navasteem, in ricordo della Liberazione di Solimano, una grande festa per il popolo dei jinn e dei daeva. Questa celebrazione sarà un'occasione fondamentale per i personaggi: Nahri vorrà ricostruire il vecchio ospedale Nahid e collaborare con gli shafit; Ali sarà costretto a ritornare in patria ed affrontare la situazione che ha lasciato cinque anni prima e soprattutto dovrà affrontare gli strani poteri che gli ha lasciato l'incontro con i marid, mentre Dara e Manizeh organizzeranno un colpo di stato. 

Il primo libro di questa straordinaria trilogia mi aveva lasciato senza parole. Avevo amato l'ambientazione mediorientale, le descrizioni del palazzo, della città e dei suoi abitanti. Mi sono sentita catapultata in questo mondo incredibile, e con Il regno di rame non è stato diverso. 
Come il precedente, anche questo libro mi è piaciuto tantissimo, ho ritrovato la stessa magia che mi aveva rapito dal primo momento, e sono davvero felice. 
All'inizio ho avuto un po' di difficoltà, perché non mi ricordavo benissimo quello che era successo alla fine del primo romanzo, e non c'è nessun recap all'inizio del libro (una cosa che sarebbe stata molto utile), ma alla fine sono riuscita a rimettere a posto i pezzi del puzzle. La storia continua in una maniera molto coerente, anche se avrei preferito non fossero passati così tanti anni, che sicuramente saranno serviti a far crescere i personaggi. 

Oltre all'ambientazione, i personaggi infatti sono sicuramente uno degli elementi che più amo di questa trilogia. La scrittrice è in grado di descrivere personaggi coerenti e molto umani, che amo e apprezzo proprio perché al loro interno convivono luci e ombre. Non esiste un personaggio buono e non esiste un personaggio completamente malvagio. Ogni personaggio ama, odia, prova vendetta, prova gelosia, prova compassione: un mix di emozioni che li rendono perfetti. 
Amo infatti quasi tutti i personaggi, comprendo il loro punto di vista e credo sia proprio questa la forza del romanzo: tifi per tutti e per nessuno, comprendi le ragioni che muovo i daeva come quelle che muovono gli shafit, e non ti senti di recriminare qualcosa né agli uni né agli altri. 
Unico difetto è che forse c'è forse un eccessivo numero di personaggi: avrei gradito magari un elenco dei personaggi e del loro ruolo, per non confondermi. 

Questo secondo libro, quindi, secondo me è sicuramente allo stesso livello de La città di Ottone, se non quasi superiore. Non avrò mai parole per esprimere quanto questa trilogia sia bella e spettacolare, ma non mi sentivo legata ad una storia e ai suoi personaggi in questo modo da tantissimo tempo. 
La trama, le storie dei personaggi, i colpi di scena: tutto ti intrattiene e ti appassiona, ad ogni pagina c'è un nuovo colpo di scena che ti tiene incollato alle pagine, e quando lo finisci non vedi l'ora di avere il prossimo volume tra le mani. 

Buona lettura!



 

martedì 23 febbraio 2021

Review Party: La repubblica dei ladri di Scott Lynch

 

Buongiorno lettori!
Come state? 
Siamo arrivati all'ultima recensione prevista per la saga dei Bastardi Galantuomini, il cui ultimo libro, La repubblica dei ladri, è stato pubblicato nel 2013. Come forse saprete non sarà proprio l'ultimo libro della serie in generale, ma purtroppo dal 2013 ad adesso l'autore non ha fatto uscire nessun nuovo libro di questa incredibile saga e di questo mi dispiaccio molto. 
Se siete curiosi di scoprire le recensioni degli altri due libri le trovate nel blog, e come al solito vi raccomando di non leggere questa recensione se non avete letto i libri precedenti, perché potrebbero esserci spoiler!

Detto questo, vi lascio alla scheda del libro e alla mia recensione. 
Buona lettura!
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Titolo: La repubblica dei ladri (The Gentleman Bastard Sequence #3)
Autore: Scott Lynch
Traduttore: Anna Martini
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar fantastica
Data di uscita: 1 dicembre 2020
Pagine: 732
Prezzo: 18 euro

Trama: Doveva essere il colpo più clamoroso della loro carriera, invece si è rivelato un… clamoroso fiasco. Così Locke e il suo fedele compagno Jean sono riusciti a malapena a salvare la pelle. Almeno, Jean ci è riuscito: Locke sta morendo, avvelenato in modo lento ma inesorabile da una sostanza che nessun alchimista o dottore può combattere. Ma quando la fine sembra ormai vicina, una donna misteriosa offre a Locke un'opportunità che potrà salvarlo, o ucciderlo. Le elezioni del Konseil sono imminenti, e le diverse fazioni hanno bisogno di una pedina da muovere a loro piacimento. Se Locke acconsente a essere quella pedina, con un incantesimo la donna estrarrà il veleno dal suo corpo, anche se l'operazione sarà talmente dolorosa da fargli desiderare la morte. Locke non ci pensa proprio, ma due elementi lo inducono a cambiare idea. Primo, le suppliche di Jean. Secondo, un nome femminile pronunciato dalla maga: Sabetha, l'amore della sua vita, abile e arguta quanto lui, e ora la sua più grande rivale. Locke si è innamorato di Sabetha al primo sguardo, quando era un giovane orfano e apprendista ladro. Ma dopo un corteggiamento tumultuoso, Sabetha se n'è andata. Ora si ritrovano nuovamente uniti in uno scontro. Di fronte all'unica persona che sia in grado di tenergli testa – nel gioco dell'amore e in quello degli inganni – Locke deve scegliere se combattere Sabetha, o sedurla. Una decisione da cui potrebbero dipendere le vite di entrambi.
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Ogni volta che leggo un romanzo di questa saga rimango impressionata da quanto sono enormi. Tutti i libri superano le 600 pagine e non mi capacito mai di come questi autori (George Martin potrebbe essere inserito nella lista) riescano a creare delle serie così lunghe riuscendo a mantenere l'attenzione del lettore e riuscendo a creare una trama ogni volta ben delineata e ricca di colpi di scena. 

Nel primo volume, Gli inganni di Locke Lamora, abbiamo conosciuto per la prima volta i protagonisti della storia, Locke, Jean, Calo e Galdo, membri della banda di ladri dei Bastardi Galantuomini, e sin dall'inizio è aleggiato nell'aria il nome dell'unico membro femminile del gruppo creato da Catena, Sabetha, il grande amore di Locke.
Finalmente questo personaggio nominato più volte nei primi due romanzi ci viene presentato: Sabetha è un'orfana, anche lei acquistata dal Forgialadri. Dalla personalità forte e decisa, lei sente meno l'affezione verso i proprio compagni e soprattutto ha un rapporto conflittuale con Locke, perché se da una parte lo ammira e ne è innamorata, dall'altra si sente sostituita da lui nel gruppo, perché Locke assume subito su di sé il ruolo di capo e ideatore di inganni. 

In questo terzo romanzo, Locke, in compagnia del suo insostituibile compagno Jean, finalmente ri-incontra Sabetha, che li ha abbandonati cinque anni prima, ma il loro incontro non sarà piacevole: essi infatti in questo romanzo sono avversari, in una lotta di voti che mette in contrapposizione due fazioni dei Maghi dell'Alleanza. 

Nel secondo romanzo, infatti, Locke era rimasto avvelenato, ma era riuscito a far cadere l'Arconte di Tal Verrar. Nemici dei Maghi dell'Alleanza, non si aspettano di essere contattati proprio da uno dei loro capi, Pazienza, che non solo è pronta a salvare Locke dal veleno, ma vuole assumerlo per aiutarla affinché la fazione cittadina che lei sostiene vinca le elezioni, avvisandolo però che la sua avversaria sarà proprio Sabetha. 
Locke, intelligente e astuto, in confronto a Sabetha sembra essere sempre secondo e il suo amore per lei lo trasforma: non è più il Locke brillante che siamo abituati a vedere, ma diventa un rammollito che si fa ingannare e non riesce mai ad intuire i suoi piani. 

Mi è piaciuto incontrare finalmente la famosissima Sabetha, ma non so se mi ha colpito come mi aspettavo: da una parte ho compreso il suo personaggio e le sue motivazioni, ma dall'altra parte l'ho un po' odiata per come si comporta con Locke. 

Per il resto il libro mi è piaciuto, anche se non arriva al livello del primo; dopo un po' infatti ci si annoia a leggere libri così lunghi e intricati, e in questo caso non penso che la trama fosse al livello dei libri precedenti, ma per fortuna dell'autore i due protagonisti riescono sempre a mantenere in piedi la scena. 
Mentre il secondo libro mi era piaciuto maggiormente per la trama, ho amato questo romanzo soprattutto per i flashback, che mi hanno creato tantissima nostalgia. Questi flashback infatti, che mostrano il primo incontro tra Locke e Sabetha e poi il corso della loro storia, hanno dato modo di rivedere alcuni personaggi che ho amato come Calo e Galdo e padre Catena, quindi riportandomi col pensiero al primo romanzo, e queste parti mi sono piaciute davvero davvero molto. 

Non posso dirvi altro per non spoilerarvi, ma alla fine del romanzo ci sono davvero molti colpi di scena che lasciano il lettore con una grande aspettativa, ma forse anche con l'amaro in bocca dato che è dal 2013 che Lynch non pubblica un nuovo romanzo, direi che sono passati anche abbastanza anni, no? 

Con la speranza che fra poco esca il prossimo romanzo, vi ringrazio di aver letto la mia recensione e vi auguro una buona giornata!
Se avete tempo, recuperate anche le altre recensioni dell'evento, non ve ne pentirete!


mercoledì 17 febbraio 2021

Blog Tour: La stirpe della gru - I personaggi

 


Buongiorno lettori!
Dopo che avete letto la mia recensione a La Stirpe della Gru di Joan He (QUI trovate il link), è tempo di fare un approfondimento sul libro, ed in particolare vi parlerò dei personaggi!
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Se avete letto la mia recensione sapete che il libro purtroppo non mi ha fatto impazzire, ma presenta comunque una bellissima ambientazione orientale e soprattutto dei personaggi dalle dinamiche molto interessanti e ben descritti. 

Il primo personaggio di cui vi parlo è sicuramente Hesina, la protagonista della storia, che dopo la morte del padre diventa la regina di Yan. Non essendo convinta della morte naturale del padre, Hesina indice subito un processo per scoprire l'identità dell'assassino. Per scoprirlo, però, ha bisogno dell'aiuto di un indovino, persone dotate della capacità di prevedere il futuro e, si dice, capaci di praticare incantesimi. Gli indovini però a Yan vengono cacciati e condannati a morte, quindi i pochi che ci sono vivono nascosti e in clandestinità. 
Hesina si dimostra subito una principessa anti-convenzionale. Lei infatti è una persona emotiva, dolce ed empatica, che soffre per la condizione degli indovini all'interno del suo regno. Diventata regina infatti si propone di cambiare il pensiero del suo popolo e far ritornare a Yan la pace tanto agognata. Cresciuta per diventare capo dello stato, appena incoronata però si trova a dover affrontare qualcosa più grande di lei. La guerriglia dello stato confinante, la morte del padre e soprattutto la scoperta che i Precetti degli Undici e tutto ciò in cui lei credeva sullo stato, sulle persone intorno a lei e soprattutto sui genitori, è sbagliato. 
Nonostante tutto le sembra andare contro, Hesina non perde la sua forza, la sua vitalità e la sua fiducia verso le persone. 

Hesina ha quattro fratelli. Un fratello "di sangue", Sanjing e due fratelli, gemelli, che sono stati adottati dal re: Cayan e Lilian e infine un fratellastro, avuto dal padre con un'altra donna, Rou, un ragazzo in verità molto buono che vorrebbe creare con Hesina un vero rapporto fraterno. 

Sanjin è di qualche anno più piccolo di Hesina, ma già comanda l'esercito di Yan. Abilissimo guerriero, lui e Hesina hanno un rapporto turbolento perché Sanjing non si fida di Cayan e Lilian e si sente sostituito da loro nel rapporto fraterno con Hesina, con cui litiga molto spesso. Sanjing al contrario della sorella non ha la stessa fiducia per quanto riguarda il territorio nemico che sta cercando di iniziare una guerra con Yan, contrariamente ai Precetti, e soprattutto non crede nella giustizia della corte di Yan, dimostrandosi in questo modo molto più concreto e più saggio della protagonista. 

Cayan e Lilian invece sono di qualche hanno più grandi. 
Cayan è un funzionario devoto del regno, ha superato brillantemente e giovanissimo gli esami e vuole davvero molto bene ad Hesina, che aiuta e consiglia in qualsiasi circostanza. Intelligente, calmo, tranquillo, intransigente, Cayan è mostrato sempre come il perfetto funzionario, sempre in grado di gestire la situazione. 
Lilian al contrario è più turbolenta del fratello e lavora nel reparto delle stoffe, creando per Hesina splendidi abiti e hanfu. Lilian è la spalla di Hesina, la aiuta e la conforta nelle situazioni spiacevoli e come Cayan è sempre dalla sua parte. Lilian però al contrario di Cayan utilizza l'umorismo per cercare di spazzare via la tristezza ed è molto più impulsiva e violenta rispetto al fratello. 

L'ultimo personaggio di cui vi parlo, e sicuramente la figura più misteriosa, è Akira, il prigioniero a cui Hesina chiede di diventare suo rappresentate nel processo per scoprire chi è l'assassino del padre. L'indovina da cui si reca infatti le rivela che riuscirà a scoprire la verità sulla morte del padre grazie ad un prigioniero con un asta. Questo prigioniero è infatti proprio Akira, che si porta dietro questa asta di legno da cui non vuole essere separato. Misterioso, ma assolutamente intelligente, esperto di chimica e di veleni, Akira riesce a vincere sugli intrighi della corte processuale, che indaga e accusa ogni volta le persone sbagliate. Akira è attratto da Hesina, ma il suo passato che ancora lo tormenta, gli impedisce di aprirsi e di fidarsi completamente. 

Ecco qui i personaggi più importanti del romanzo!
Nella speranza che questo approfondimento vi abbia aiutato a capire se il libro possa essere di vostro interesse, vi lascio una piccola sorpresa. 
questo link potete trovare degli sfondi bellissimi per il telefono ispirati alla Stirpe della Gru e disegnati da Midnight Designs. 

Grazie di aver letto il mio articolo e vi raccomando di seguire tutti gli altri approfondimenti!
Buona lettura!



giovedì 11 febbraio 2021

Review Party: La Stirpe della Gru di Joan He


Buongiorno lettori!
Oggi vi parlo di un libro che ha avuto un accoglienza da parte del pubblicato spaccata a metà: a quanto pare a molti questo libro non è assolutamente piaciuto. 
Volete sapere cosa ne penso io? Continuate a leggere e lo scoprirete!
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Titolo: La Stirpe della Gru
Autore: Joan He
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar fantastica
Data di uscita: 19 gennaio 2021
Pagine: 456
Prezzo: 22 euro

Voto: 3.5/5

Trama: La principessa Hesina di Yan ha sempre desiderato sfuggire alle responsabilità della corona, per vivere nell'anonimato. Ma quando il suo amato padre muore, viene gettata nell'arena dei giochi di potere e diventa all'improvviso sovrana di un regno incredibilmente instabile. Per di più, Hesina è convinta che il re sia stato ucciso, e che l'omicida sia qualcuno che le è molto vicino. La corte è piena di ipocriti e delatori che non vedono l'ora di approfittare della morte del monarca per accrescere la propria influenza: ciascuno di loro potrebbe essere l'assassino. I suoi consiglieri vorrebbero che Hesina accusasse il regno confinante di Kendi'a, il cui governante ha già radunato le truppe per la guerra. Determinata invece a trovare il vero colpevole e con qualche dubbio sulla fedeltà della sua stessa famiglia, Hesina compie un gesto disperato: si rivolge a un'indovina, il Giaggiolo argenteo. Un atto di tradimento, punibile con la morte, poiché la magia nel regno di Yan è da secoli vietata dalla legge. Seguendo le parole della veggente, Hesina chiede aiuto ad Akira, un delinquente patentato dalla mente brillante e acuta, un detenuto che nasconde più di un segreto. Il futuro del regno di Yan è in pericolo: riuscirà Hesina ad avere giustizia per suo padre? O il prezzo da pagare sarà troppo alto?
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Questo libro. Uff. Permettetemi di sbuffare un attimo, perché questo libro aveva delle grosse grosse possibilità. Questo libro poteva essere un capolavoro, ma purtroppo l'autrice non è riuscita a reggere il confronto con l'idea straordinaria che aveva in testa. 
Anche i numerosi punti di forza che il libro possedeva non sono stati sfruttati al meglio, purtroppo. 

Iniziamo con il primo punto: l'ambientazione. Il libro dovrebbe essere ambientato in un paese che ricorda l'Asia e principalmente il sud-ast asiatico. Paesi come la Cina o la Thailandia, per intenderci. Ma io non mi sono sentita catapultata in quei luoghi come è successo con altri libri, non riuscivo ad immaginarmi il luogo e le descrizioni. Alla fine nella mia mente c'erano volti e luoghi indistinti, che potevano essere ambientati in qualsiasi altro territorio. 

I personaggi sono molto interessanti, ma a volte i loro comportamenti non vengono spiegati in una maniera logica, tutto sembra accadere per puro caso, senza una motivazione dietro. E la mancanza di spiegazioni mi ha dato molto fastidio. Facciamo un esempio: all'inizio del libro, per comprendere chi è l'assassinio del re, Hesina, la nostra protagonista, si reca da un'indovina (ricordiamolo, un crimine contro la legge, visto che gli indovini sono considerati dei mostri) che le dice che verrà aiutata da un detenuto con un'asta. Lei allora si reca in prigione e chiede al detenuto di essere il rappresentate al processo. E ora voi vi chiederete, questo detenuto si sarà domandato, "perché scegli proprio me che sono un criminale e non so nulla di leggi?" Beh io me lo sono domandato, ma in verità questo personaggio, Akira, non se lo chiede mai! E onestamente per me era davvero molto irrealistico e fastidioso.

Per il resto in verità più si va avanti e più si scoprono misteri nascosti, e si capisce perché un determinato personaggio ha agito in quel determinato modo. 
Akira per esempio come personaggio per me è stata una mezza delusione: sia per la sua storia sia per i suoi comportamenti, non si capisce né perché decida di aiutare Hesina né cosa lo smuove. Onestamente, bocciato. Salvo invece altri personaggi come Cayan e Lilian, i fratelli gemelli di Hesina, che sono stati molto interessanti e riveleranno delle belle sorprese!

Passiamo a parlare della trama: lenta all'inizio, inesorabile come uno tsunami verso le ultime pagine. Credo che l'autrice abbia avuto un'idea geniale, il mondo che ha creato è interessante, ma l'ho trovato abbastanza incompleto. Non ci racconta nulla se non che prima i monarchi governavano con l'aiuto degli indovini e affamavano il popolo, così gli eroi, gli Undici, sono venuti in loro soccorso uccidendo tutti gli indovini che riuscivano a scovare e il regnante. Per il resto di questo mondo non sappiamo nient'altro e mai a quanto pare lo scopriremo!

Ebbene sì, perché dopo uno dei finali più sconvolgenti della storia (e anche molto molto aperto) Joan He ha annunciato che questo libro è autoconclusivo. Non scriverà un seguito. Onestamente credo sia proprio irrispettoso finire un libro in questo modo, quindi vi avverto che se volete iniziarlo ma non amate le storie interrotte, questo libro non vi piacerà!

Il libro in verità è molto piacevole, Hesina non è un cattivo personaggio, ma non mi ha impressionato particolarmente, e i temi descritti e i colpi di scena sono stati fenomenali. Non sapevo cosa aspettarmi, ma sono rimasta piacevolmente sorpresa. 

Un tema che mi è piaciuto particolarmente, per esempio, è stato proprio il tema del trattamento degli indovini. Hesina infatti sente pena e pietà per gli indovini, e più si procede con la storia più lei simpatizza per loro. Si ragiona infatti dell'ingiustizia degli Undici, che per salvare le persone del popolo ne hanno costrette altre a morire e a nascondersi. L'obbiettivo della protagonista come regina è riuscire a cambiare i pensieri del popolo, che ancora crede che gli indovini siano malvagi e addirittura i colpevoli della morte del re. 

Il libro bilancia quindi equamente lati positivi e negativi. Alla fine sono comunque felice di aver recuperato questo titolo e ringrazio la Mondadori per avermi dato la possibilità di leggerlo. 
Ringrazio poi Nia di Reine de Livres per aver creato l'evento. 
Spero che la mia recensione vi sia piaciuta e vi abbia fatto comprendere se questo libro può essere o no nei vostri gusti.
Purtroppo non posso parlarvi del finale, che è stata sicuramente la parte che mi è piaciuta di più. 

Detto questo, grazie di aver letto e buona lettura!




 

mercoledì 3 febbraio 2021

Review Party: Sorcery of Thorns di Margaret Rogerson

 


Buongiorno lettori!
Come state? 
Oggi trovate nel blog la recensione di un libro autoconclusivo molto interessante. Se avete letto il mio approfondimento, sapete già di cosa parla, ma se siete interessati, ecco qui la scheda editoriale e la trama!
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Titolo: Sorcery of Thorns
Autore: Margaret Rogerson
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar fantastica
Data di uscita: 19 gennaio 2021
Pagine: 444
Prezzo: 22 euro

Voto: 3.5/5

Trama: Trovatella allevata in una delle Grandi Biblioteche di Austermeer, è cresciuta in mezzo agli strumenti della stregoneria: grimori magici che sussurrano e sferragliano catene. Se provocati, si trasformano in mostri inquietanti di cuoio e di inchiostro. Ciò cui Elisabeth ambisce è diventare una guardiana, incaricata di proteggere il regno dalle minacce della magia. Il suo disperato tentativo di impedire l'atto di sabotaggio che libera il grimorio più pericoloso della biblioteca finisce per ritorcersi contro di lei: ritenuta coinvolta nel crimine, viene condotta nella capitale, in attesa di interrogatorio. L'unica persona su cui può fare affidamento è il suo nemico di sempre, il Magister Nathaniel Thorn, con il suo misterioso servitore; ma tutto sembra intrappolarla in una congiura secolare, che potrebbe radere al suolo non solo le Grandi Biblioteche, ma anche il mondo intero. A mano a mano che la sua alleanza con Nathaniel si rafforza, Elisabeth inizia a mettere in discussione tutto quello che le hanno insegnato sui maghi, sulle biblioteche che ama così tanto, e soprattutto su se stessa. Perché Elisabeth ha un potere che non avrebbe mai sospettato, e un destino che non avrebbe mai potuto immaginare.
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Sorcery of Thorns è un libro che parla di magia, di grandi biblioteche, di libri che hanno un'anima, di mostri e di demoni. Un libro dall'ambientazione fenomenale, che avrebbe meritato da sola un voto altissimo. Mi sono infatti innamorata delle Grandi Biblioteche, di questi luoghi ricchi di libri e di grimori, libri che sono in grado di muoversi, di pensare e addirittura di parlare. 

Elizabeth lavora in questa biblioteca, anzi ci è cresciuta, accolta fin da neonata dalla direttrice, e le hanno sempre detto che la magia è malvagia, e la prova di ciò sono i mostruosi grimori raccolti nei sotterranei della biblioteca, chiusi in catene e circondati dal sale, pericolosi e normalmente creati con sacrifici umani. 
Una notte, mentre tutti dormono, Elizabeth trova la direttrice uccisa da un Malefict (un grimorio che è stato danneggiato e si è trasformato in un essere mostruoso). La protagonista prende coraggio, afferra Squartademoni, la spada della direttrice, e lo uccide prima che arrivi al villaggio vicino. Quando viene trovata svenuta però nessuno la accoglie come una salvatrice: messa in prigione, viene portata nella capitale per un processo. Viene accompagnata da un giovane mago, Nathaniel Thorn, e dal suo servitore Silas. Nathaniel è l'ultimo discendente di Baltasar Thorn, un famoso magister esperto di necromanzia. 
Il rapporto tra i due giovani è complicato, Elizabeth è spaventata, vuole scappare e non si fida di lui, ritenendolo malvagio, pronto ad ucciderla; mentre Nathaniel ha un passato tormentato alle spalle, che non lo lascia mai in pace e lo porta ad allontanarsi dalle altre persone. 

Il libro onestamente mi è piaciuto davvero molto, perché chi ama la lettura non può non immedesimarsi nella protagonista; poi l'idea del romanzo è davvero molto interessante. 
Mi sono poi innamorata dei personaggi: Elizabeth è molto diversa dalle solite protagoniste, l'ho trovata più realistica e ben costruita, Nathaniel invece rientra maggiormente nello stereotipo del co-protagonista del genere young adult: tenebroso e con una storia tragica alle spalle... Silas sarebbe stato un personaggio strepitoso se fosse stato gestito meglio, secondo me, e capirete leggendo cosa intendo, ma il rapporto tra la sua natura umana e la sua natura demoniaca non penso sia stato ben scritto perché troppo frettoloso. 

Nel mio cuore ho amato questo libro perché mi ha intrattenuta, l'ho letto velocemente e mi ha appassionato, ma non posso soprassedere a numerosi difetti, e anche a qualche buco di trama, che l'autrice si è persa qua e là. Alcuni passaggi mi sono sembrati altamente irrealistici, altri un po' inutili... insomma c'era qualcosa che non quadrava leggendo la storia, e la scrittura in alcuni punti era davvero troppo semplicistica, come anche nelle descrizioni. Nonostante sia un romanzo abbastanza lungo, avrei apprezzato qualche pagina in più di descrizione e di spiegazione, perché un'ambientazione così bella, con una storia di background così interessante avrebbe certamente meritato di più invece di questo semplice abbozzo. Si viene infatti catapultati in questo nuovo mondo senza nessuna spiegazione di come funzioni, e io onestamente ne avrei volute molte di più. 

A causa di questa frettolosità nel raccontare la storia, non posso in cuor mio dare un voto molto più alto al libro, che però rimarrà lo stesso nel mio cuore perché ricco di elementi che mi hanno appassionata.
Sorcery of Thorns è un libro davvero piacevole da leggere e se amate i libri che raccontano di misteriose biblioteche e di un complotto per distruggere il mondo... beh, io ve lo consiglio!

Ringrazio la Mondadori per la copia omaggio del libro e Nia di Reine Des Livres per aver organizzato l'evento. 
Buona lettura!