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giovedì 4 novembre 2021

Recensione: " Mexican Gothic" di Silvia Moreno-Garcia

 

Buongiorno lettori!
Oggi a Milano finalmente è spuntato un bel sole, anche se il mio stato d'animo oggi continua a non essere dei migliori.
Oggi vi porto la recensione di un libro appena uscito per Oscar Vault, ringrazio la Mondadori per avermi fornito il file ParanormalBooksLover per aver organizzato l'evento e aver creato queste bellissime grafiche.

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Titolo: Mexican Gothic
Autrice: Silvia Moreno-Garcia
Casa editrice: Mondadori
Traduttrice: Giovanna Scocchera
Collana: Oscar fantastica
Data di uscita: 2 novembre 2021
Pagine: 348 
Prezzo: 18 euro 

Trama: Noemí Taboada riceve una lettera angosciata e delirante da sua cugina Catalina, che ha appena sposato un inglese altolocato e che implora il suo aiuto. E così si reca a High Place, una tetra dimora sperduta tra le montagne del Messico. Noemí è poco credibile nei panni della crocerossina: è una raffinata debuttante, più adatta ai cocktail party che alle indagini poliziesche, ma è anche caparbia, sveglia, e non si lascia intimorire facilmente: certo non dal marito di Catalina, uno sconosciuto dall'aria sinistra ma intrigante; né dal padre, l'anziano patriarca che sembra particolarmente attratto da lei; e neppure dalla casa, che inizia a invadere i suoi sogni con visioni di sangue e sventure. Il suo unico alleato in questo luogo inospitale è il più giovane membro della famiglia. Ma forse anche lui ha un oscuro segreto da nascondere. Mentre dal passato riemergono storie di violenza e follia, Noemí viene lentamente risucchiata in un mondo terrificante e seducente al tempo stesso. Un mondo dal quale potrebbe essere impossibile fuggire.
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Difficile. Questa è la parola che userei per descrivere come mi sento adesso. È molto difficile scrivere una recensione per questo romanzo.
Mexican Gothic è una storia dalle tinte fosche, ambientata in un palazzo all'inglese, High Place, dove la famiglia Doyle e i domestici vivono isolati e praticamente in simbiosi.
Siamo durante gli anni '50: Noemì Taboada, la protagonista della storia, è una ragazza chiassosa, divertente, che ama la vita e divertirsi, ma quando il padre le fa leggere una preoccupante lettera di Catalina, sua cugina, da poco sposatasi con Virgil Doyle, la preoccupazione familiare prende il sopravvento e Noemì parte per aiutare la cugina.

La ragazza si trova così rinchiusa in una casa ormai malridotta, costretta al silezione alle regole ferree imposte dal patriarca, Howard, un vecchio ormai in punto di morte, che obbliga il resto della famiglia a curarlo e a restare in quella casa. Virgil è un bugiardo e un calcolatore, Florence rigida e senz'anima, Catilina malata e ormai l'ombra di se stessa: parla di fantasmi e di voci che le parlano tra i muri.
Depressa, Noemì ha il solo supporto del giovane Francis, figlio di Florence, che si affeziona a lei e la implora di scappare da quella casa.

Per quanto volubile però Noemì ha anche una volontà ferrea: vuole scoprire cosa succede in quella casa, cosa significano gli incubi che fa ogni notte; e soprattutto non vuole lasciare Catalina in mano a quelle persone. 
 
Mexican Gothic è un libro ricco di mistero, che non si regge tanto sulla trama quanto sulle atmosfere che lo circondando. La dicitura "Mexican" del titolo è molto fuorviante, perchè sebbene ci si trovi in Messico, ben poco viene mostrato della cultura locale e gran parte della storia è ambientata a High Place, questa casa creata all'inglese creata dalla famiglia Doyle, che molti anni prima si era trasferita per arricchirsi con le miniere di argento. Adesso la casa è in rovina, ma ovunque Noemì è circondata dall'oroburu, il serpente che si morde la coda, simbolo di casa Doyle. 
Pian piano che si va avanti nella storia, Noemì si accorge che qualcosa non quadra in casa e che forse Catalina non è pazza: è casa Doyle che è maledetta.

Ho amato lo stile del racconto, narrato in prima persona da Noemì: questa narrazione è perfetta soprattutto quando si tratta di raccontae i sogni inquietanti di cui la protagonista soffre, fino ad arrivare ormai a un momento in cui non si riesce più a distinguere il sogno dalla realtà.

La trama non era quella che mi aspettavo, e devo dire che non è perfetta: ci sono cose che non ho capito e che potevano essere spiegate molto meglio, ma alla fine tutto ha un senso e il colpo di scena l'ho trovato davvero molto originale. 
Quello che per me è stata la parte più bella della storia sono stati i personaggi: Noemì potrebbe sembrare la solita ragazza viziata che pensa solo all'aspetto fisico e a divertirsi, ma invece è forte, attaccata alla famiglia e coraggiosa, un monito di non giudicare mai dalle apparenze, e gli altri personaggi della storia sono descritti perfettamente, tanto che danno l'inquetudine necessaria alla trama.

Il mio personaggio preferito è stato sicuramente Francis, un ragazzo dolce e timido, che viene oppresso dalla famiglia ma che ha la forza per affrontarla. Ho adorato il suo rapporto con Noemì e penso che entra subito di diritto nella lista dei miei bookish boyfriends preferiti!
 
Il libro, oltre ad essere un horror gotico, nasconde sotto di sè tante altre tematiche: il femminismo e il razzismo. I Doyle infatti sono una famiglia dalla struttura patriarcale dove il capofamiglia prende tutte le decisioni e dove le donne, considerate solo come mogli e madri, sono sottomesse ai mariti. Howard Doyle inoltre è molto esperto di genetica e considera la sua famiglia e ovviamente tutta la razza bianca "superiore" a quella degli abitanti "rozzi" del Messico. Noemì ovviamente rappresenta tutto il contrario e lotta contro questa famiglia per difendere se stessa e sua cugina.

Mexican Gothic è una storia affascinante, ricca di mistero, a cui mi sono appassionata moltissimo e che spero possa colpire anche voi come ha fatto breccia nel mio cuore.
Ringrazio chi ha letto la recensione e vi suggerisco di passare anche dalle altre ragazze del Review Party!
Buona lettura!
 






mercoledì 3 novembre 2021

Recensione: "Ponte di anime" di Victoria Schwab

 


Buongiorno lettori!
Come state?
Qui a Milano c'è una pioggia fortissima ed è una giornata proprio tetra.
Però è il mio onomastico!
Comunque, non è perfetto leggere una storia di fantasmi con questo buio? Magari con una tazza di té e una calda copertina...

Scopriamo il libro di oggi! Il terzo della trilogia di Cassidy Blake!
Attenzione, potrebbero esserci spoiler dei libri precedenti. 
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Titolo: Ponte di anime (Cassidy Blake #3)
Autrice: Victoria Schwab 
Traduttrice: Marina Calvaresi
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar fantastica
Data di uscita: 26 ottobre 2021
Pagine: 352
Prezzo: 15 euro

Trama: Sia come sia, Cass potrebbe avere un talento per scovare gli spiriti inquieti. Insieme a Jacob, il suo migliore amico fantasma, è sopravvissuta a due città infestate mentre era in viaggio per il programma televisivo dei suoi genitori. Tuttavia nulla potrebbe prepararla a quel che la attende a New Orleans, un luogo che pullula di antiche magie, società segrete e terrificanti sedute spiritiche. Ma la sorpresa più terribile è un nemico che Cass non avrebbe mai sospettato di dover affrontare: un messaggero della Morte in persona. Sarà all'altezza della sfida? E a cosa dovrà rinunciare per vincerla?
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Sono molto triste che la mia avventura con la trilogia di Cassidy Blake si concluda con questo ultimo volume, Ponte di anime. 
Questi libri infatti, seppur middlegrade, sono stati una bellissima compagnia e ho adorato leggere le avventure di Cassidy, Jacob e Lara, contentissima soprattutto che quest'ultimo personaggio abbia continuato ad apparire dopo il primo volume. 

Alla fine di Tunnel di Ossa Cassidy ha avuto una lugubre visione: una figura vagamente umana con una maschera a forma di teschio, che come un Dissennatore di Harry Potter l'ha spaventata a morte, facendola svenire terrorizzata.
Il ricordo di quella visione la tormenta anche a New Orleans, la città successiva dei Fantadetective: i suoi genitori infatti stanno filmando una serie tv in cui parlano delle città più infestate del mondo, e l'ultima tappa è proprio la multietnica New Orleans, patria del voodoo e del jazz. 
In contatto con la sua amica Lara, Cassidy scopre che quella figura così terrificante non è altro che un emissario della Morte, che vuole riportare l'equilibrio. Cassidy infatti sopravvivendo alla Morte, l'ha truffata e ingannata, e la Morte vuole riprendersi quello che le spetta. 

Come gli altri volumi della trilogia, Ponte di anime si conferma un romanzo gradevole, ben scritto e dalla trama molto interessante, con ricchi colpi di scena.
Essendo ambientato a New Orleans, ed essendo super fan de La principessa e il ranocchio, classico d'animazione della Disney, avrei però preferito che la trama fosse maggiormente incentrata sul voodoo, un tipo di magia e conoscenza molto pericolosa e che mi affascina terribilmente. 
Perché scegliere proprio New Orleans se poi non sfrutti il voodoo? Onestamente a parte qualche riferimento culturale, questo volume poteva essere ambientato in qualsiasi altra città del mondo, ed in questo senso sono rimasta abbastanza delusa. 

Non era la trama che mi aspettavo, ma la scrittura così gradevole e i personaggi che adoro mi hanno comunque conquistata. 

Consiglio davvero a tutti di leggere la trilogia di Cassidy Blake durante Halloween. Si tratta infatti di romanzi molto brevi che si leggono velocemente, ma allo stesso tempo molto molto belli che vi accompagneranno in una "fantasmatica" avventura!
Non lasciatevi dissuadere dal fatto che sono per bambini, perché non hanno nulla da invidiare a molte altre storie che ci sono sul mercato.

Vi auguro una buona lettura!
Alla prossima recensione!


Silvia


venerdì 29 ottobre 2021

Recensione: "Cemetery boys" di Aiden Thomas

 


Buongiorno lettori e lettrici!
Come state? Io in questo periodo ho sempre sonno *sbadiglia*, non sono proprio fatta per svegliarmi presto la mattina. 
Sono così contenta che grazie all'evento organizzato da Paranormalbookslover, che ha realizzato anche queste fantastiche grafiche, ho potuto leggere un libro per me tanto atteso, Cemetery Boys di Aiden Thomas. 
Vi aspetto poco più giù con la mia recensione! 
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Titolo: Cemetery Boys
Autore: Aiden Thomas
Casa editrice: Mondadori
Traduttrice: Martina Del Romano
Collana: Oscar fantastica
Pagine: 408 pagine
Data di uscita: 26 ottobre 2021
Prezzo: 20 euro 

Trama: 
Yadriel è un ragazzo trans, ma i suoi – una famiglia latinx molto tradizionalista – faticano ad accettarlo. Lui, però, è determinato a dimostrare loro di essere un vero brujo e con l'aiuto di Maritza, sua cugina­ nonché migliore amica, decide di celebrare da solo il rituale dei quinces, ritrovare il fantasma di suo cugino Miguel, morto assassinato, e liberarlo nell'aldilà. Ma il fantasma che evoca è quello di Julian Diaz, il bello e dannato della scuola, il quale non ha alcuna intenzione di tornarsene buono buono tra i morti. Anzi è ben deciso a scoprire cosa gli è successo e a chiarire alcune questioni lasciate in sospeso. Yadriel, che d'altronde non ha molta scelta, accetta di aiutare Julian, in modo che entrambi possano ottenere ciò che desiderano. Solo che, più tempo passa con lui, meno ha voglia di lasciarlo andare…
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Poche volte ho letto un libro tutto d'un fiato, come ho fatto con Cemetery Boys. La storia infatti ha un bel ritmo, mai troppo lento e mai troppo veloce, interessante e che ti lascia l'ansia di proseguire. 

In poco tempo mi sono innamorata dei personaggi, che secondo me sono il punto di forza del romanzo, perché anche con pochi tratti sono tutti sempre chiari e ben descritti, si capisce subito la loro storia e il loro carattere, ed è davvero incredibile. Mi sono innamorata soprattutto dei tre protagonisti: Yadriel, un ragazzo trans timido e dolce, ma anche fiero e coraggioso, che cerca di dimostrare chi è in un mondo che non è ancora pronto ad accettarlo; Maritza, sua cugina, avventata e orgogliosa, pronta a fare di tutto per la sua famiglia; e infine Julian, lo spirito che Yadriel richiama, un ragazzo che sembra dall'aspetto un duro senza cuore, ma che invece poi si rivela la persona più protettiva e dal cuore d'oro di tutte. 
La cosa che mi ha sorpreso è che anche gli altri personaggi, anche se compaiono per poco tempo, sono descritti così bene da sembrare reali: non è una capacità che hanno tutti gli scrittori e Aiden Thomas ha davvero un talento nel creare i personaggi e soprattutto nel farti affezionare a loro e alla loro storia. 

La trama del libro è interessante, ma il suo svolgimento forse è la parte che lascia più a desiderare. Infatti, almeno personalmente, ho capito subito chi fosse il colpevole del mistero, quindi non è stata una grande sorpresa, e parlandone un po' in giro ho capito che era una cosa abbastanza comune. 
Come mi hanno detto, però, e io concordo, non penso proprio che il mistero sia la parte più importante di questo romanzo: la parte più importante è la crescita personale di Yadriel, il suo rapporto con la famiglia e con Julian, la sua trasformazione. 
Yadriel, come anche Aiden Thomas, l'autore, è un ragazzo trans, ed è stata una boccata d'aria fresca leggere finalmente una storia own voices, perché non c'erano stereotipi, non c'erano cose assurde scritte da persone cis che non conoscono e non possono capire cosa significa essere trans (e nemmeno io da ragazza cis lo posso capire), ma ogni esperienza di Yadriel era vera e onesta. 
Escludere l'identità di genere da questo romanzo sarebbe quindi assolutamente sbagliato. 

Non si tratta quindi del romanzo perfetto, ma è una storia che ti colpisce al cuore, il rapporto tra Yadriel e Julian si sviluppa in maniera naturale, senza affettazioni, ed è stata proprio la parte più bella del romanzo vedere questi due ragazzi conoscersi e scoprirsi, tra le cose belle e le cose brutte. 

Vi consiglio quindi di recuperare questo romanzo così dolce, ma anche così reale.

Grazie di aver letto la mia recensione e grazie a Mondadori per aver organizzato l'evento. 
Buona lettura!



giovedì 14 ottobre 2021

Recensione: "Tunnel di ossa" di Victoria Schwab

 

Buongiorno lettori!
Come state?
Oggi si continua il review party di una trilogia middle grade dai toni horror e spooky.
Trovate qui la recensione del primo romanzo, Città di spettri, che avevo trovato un romanzo molto carino e un ottimo punto di partenza.
Come sarà stato invece Tunnel di ossa
Continuate a leggere per scoprirlo!
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Titolo: Città di spettri (Cassidy Blake #2)
Autrice: Victoria Schwab
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar fantastica
Data di uscita: 28 settembre 2021
Prezzo: 15 euro
Pagine: 352

Trama:
Cass è nei guai. Ancora più del solito. Insieme a Jacob, il suo migliore amico fantasma, Cass si trova a Parigi, dove i suoi genitori stanno girando il loro programma televisivo sulle città più infestate del mondo. Certo, mangiare croissant e visitare la Tour Eiffel è un vero spasso, ma sotto Parigi, nelle raccapriccianti Catacombe, c'è in agguato un pericolo spettrale. Quando Cass risveglia un poltergeist terribilmente potente, deve affidarsi alle sue abilità di cacciatrice di spettri, ancora tutte da dimostrare, e chiedere l'aiuto di amici vecchi e nuovi per svelare un mistero. Se fallirà, le forze che ha ridestato potrebbero rimanere a infestare la città per sempre.
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Inizio subito con il dire una cosa: Tunnel di ossa ha ampiamente soddisfatto le mie aspettattive, anzi mi è piaciuto molto di più, per quanto riguarda la trama e lo stile, rispetto al primo, che però vinceva per l'ambientazione.
Edimburgo infatti, in cui è ambientato il primo romanzo, mi sembrava un luogo molto più magico, più spettrale, davvero adatto ad una storia di fantasmi molto più di Parigi, di cui non avrei mai immaginato un lato spettrale.
Questa è sicuramente colpa mia, perché non avevo idea esistessero le Catacombe, un enorme tumulo sotterraneo che si estende sotto i piedi dei parigini e che contiene migliaia e migliaia di ossa.
È qui che Cass incontra lo spettro che la perseguiterà e che metterà in pericolo non soltanto la sua vita e quella dei suoi famigliari, ma anche di tutta Parigi.
 
La trama, come ho accennato sopra, mi è piaciuta molto di più, più intrigante, più adulta, più emotiva. Non vi voglio rivelare di più, ma si tratta di una trama molto più profonda, almeno secondo me.
Non soltanto per quanto riguarda lo spettro (o meglio poltergeist) che infesta le Catacombe, ma anche per quanto riguarda gli stessi personaggi, che crescono e sviluppano più sentimenti ed emozioni.
Sono arrivata ad affezionarmi profondamente a Cass e a Jacob, il suo migliore amico fantasma, e ho adorato soprattutto come si sviluppa in positivio il loro rapporto in questo volume. 

Come al solito è bellissimo esplorare la città con Cass e i suoi genitori, però non siate ingannati, è comunque un middle grade.
Cass a volte può sembrare immatura o adolescenziale e all'inizio c'è quella cosa fastidiosa che odio di ricordare all'interno della storia cosa è successo nel precedente volume.

Tunnel di ossa conferma così le mie aspettative su questa trilogia e si conferma anche più bello del precedente, facendomi nascere tantissima aspettativa sul volume conclusivo! 


Se avete letto il romanzo e volete lasciare un commento mi farebbe molto piacere!
Per il resto vi ringrazio di aver letto e ci sentiamo prossimamente con una nuova recensione ♡

 Silvia



giovedì 30 settembre 2021

Recensione: "Unravel the dusk" di Elizaebeth Lim

Buongiorno lettori!
Come state? Oggi il sonno sembra non volermi lasciare, sogno il mio bel lettuccio caldo.
Vi ricordate Spin the Dawn? (qui la recensione), beh oggi parliamo del suo seguito: Unravel the Dusk.
Questo seguito e ultimo libro della dilogia mi sarà piaciuto?
Scopriamolo insieme!
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Titolo: Unravel the dusk (Il sangue delle stelle #2) 
Autore: Elizabeth Lim 
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar fantastica
Data di uscita: 31 agosto 2021
Prezzo: 20 euro
Pagine: 348

Trama:
Maia Tamarin ha già dimostrato di essere la più abile sarta del paese. Ha sbaragliato gli altri concorrenti nella gara con cui l'imperatore ha scelto il nuovo sarto imperiale. Ha viaggiato fino ai confini del mondo per procurarsi la risata del sole, le lacrime della luna e il sangue delle stelle. E con questi tesori ha cucito tre abiti magici, ciascuno degno di una dea. Ma le prove per lei non sono ancora terminate. Al ritorno dal suo viaggio, il regno è sull'orlo della guerra e Edan, il ragazzo che ama, è sparito. Forse per sempre. La guerra che impazza non è niente a confronto della battaglia che Maia combatte contro se stessa. Da quando è stata marchiata dal demone Bandur non è più la stessa... La posta in gioco è più alta che mai, ed è solo questione di tempo prima che Maia si perda completamente. Ma non si fermerà davanti a nulla pur di ritrovare Edan, proteggere la sua famiglia e garantire al suo paese una pace duratura.
 
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Nel libro precedente di questa duologia fantastica ambientata in un regno ispirato alla Cina, la protagonista, Maia Tamarin, ha raggiunto il suo obbiettivo di diventare sarto imperiale dell'imperatore, ma ad un prezzo terribile. Nel suo viaggio insieme allo stregone Edan per recuperare la risata del sole, le lacrime della luna e il sangue delle stelle infatti, è riuscita a trovare l'amore della sua vita, ma è stata anche marchiata dal demone Bandur. Con il potere del vestito è riuscita a liberare Edan dal suo vincolo con l'imperatore, ma la sua vita è ormai legata ad un filo: più passa il tempo e più Maia sparirà, per lasciare spazio al suo demone interiore, che prima o poi prenderà il sopravvento. 


La conclusione della duologia per me è stata una boccata di aria fresca: mentre il primo libro pur essendo molto piacevole, non mi aveva entusiasmato per l'ingenuità con cui era stato scritto, ho trovato che Unravel the Dusk fosse invece stato concepito dall'autrice con maggiore maturità. In questo volume infatti Maia è il personaggio principe del romanzo, lei è la protagonista assoluta e colei che brilla nella scena: tutto è narrato dal suo punto di vista, e se in Spin the Dawn ciò non mi aveva fatto impazzire, nel seguito è stato un'espediente molto intelligente perché i pensieri di Maia sono fuorviati da quelli del demone. Tutto il romanzo infatti è incentrato sul dissidio interiore di Maia, che cerca disperatamente di rimandare l'inevitabile, di combattere Bantur e il suo demone interiore, che la spinge ad affidarsi all'odio e alla vendetta.
Se Maia in questo romanzo subisce una evoluzione positiva, non posso dire lo stesso di Edan, che non mi ha fatto impazzire e lo considero il personaggio scritto peggio della serie. Edan dovrebbe rappresentare la saggezza, è vecchio di secoli e quindi esperto e maturo, ma in verità è rappresentato come un adolescente qualsiasi.
C'è poi un enorme buco di trama relativo al personaggio di Edan, che non è un punto a favore dell'autrice.
Sono comunque felice che alcuni personaggi siano stati sviluppati e siano ricomparsi in scena come per esempio Lady Sarnai, ma se non fosse stato per il dissidio interiore di Maia non credo che questo libro mi sarebbe piaciuto.

Cosa penso infine di questa duologia? Credo, francamente, che sia stata molto sopravvalutata, la scrittura è sotto la media e in generale penso sia appena sopra la sufficienza. Un punto a suo favore è sicuramente l'ambientazione e la storia, ma anche quella poteva essere strutturata meglio.
Ho in programma di leggere il nuovo libro della scrittrice, Six Crimson Cranes, sembre di ambientazione cinese fantastica, e anche se non con entusiasmo, voglio leggerlo per capire se questa autrice possa fare per me o no.

Vi ringrazio di aver letto la mia recensione, Nia di Reine des Livres per aver organizzato l'evento e la Mondadori per averci fornito la copia digitale del romanzo per una recensione onesta e sincera.



martedì 28 settembre 2021

Recensione: "I sette mariti di Evelyn Hugo" di Taylor Jenkins Reid

 


Buongiorno lettori! 
Dopo aver letto uno dei libri più belli dell'anno (stiamo parlando di Le streghe in eterno di Alix E. Harrow di cui trovate la recensione qui), settembre avrebbe potuto riservarmi niente di meglio? Beh, incredibilmente sì, perché non avevo ancora considerato I sette mariti di Evelyn Hugo!
Questo libro è stato tanto osannato, e con la mia recensione scoprirete perché!
 
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Titolo: I sette mariti di Evelyn Hugo
Autore: Taylor Jenkins Read
Casa editrice: Mondadori 
Collana: Oscar fantastica 
Data di uscita: 7 settembre 2021
Pagine: 420

Trama: 
Chi è stato il vero amore della sua vita? È quella la madre di tutte le domande. L'esca del libro. Sette mariti. Quale ha amato di più? Qual è stato il suo vero amore?

Dopo anni vissuti lontano dai riflettori, la ex "divina" di Hollywood Evelyn Hugo, autentica icona della storia del cinema, è finalmente pronta a svelare la sua verità. E anche quella sui suoi sette mariti, naturalmente. Per farlo, sceglie Monique Grant, una reporter semisconosciuta. La più stupefatta è proprio Monique: perché proprio lei? E perché proprio adesso? Si dà il caso che per la giornalista non sia proprio un gran momento: dopo pochi mesi dalle nozze il marito l'ha lasciata, e a trentacinque anni la sua vita professionale sembra già arrivata a un punto morto. L'incarico di scrivere la biografia di Evelyn Hugo potrebbe essere l'occasione che aspettava per dare una svolta alla sua carriera. E così, nello splendido appartamento di Manhattan dell'attrice, Monique ascolta affascinata le parole di Evelyn: dagli esordi nella Los Angeles degli anni Cinquanta fino alla decisione di ritirarsi dalle scene trent'anni dopo, passando per i numerosi matrimoni, l'attrice rivela una storia di feroce ambizione, amicizia inattesa, e un grande amore proibito. Monique si sente sempre più vicina alla leggendaria star: a mano a mano che il racconto di Evelyn si avvicina alla conclusione, appare chiaro che le loro vite sono legate in modo drammatico e ineludibile. I sette mariti di Evelyn Hugo è un viaggio affascinante attraverso lo splendore della vecchia Hollywood e le difficoltà del nostro tempo, che mette in scena due indimenticabili figure di donne, alla scoperta di cosa significhi – e di quanto costi – la verità.

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Dopo una full-immersion di lettura di un giorno, mi trovo nella spiacevole situazione di non saper cosa dire di questo libro, perché dopo che un libro ti ha preso così tanto da non riuscire a smettere di leggerlo, quando sei così presa che potresti anche dimenticare di bere e mangiare... come lo commenti? 
I sette mariti di Evelyn Hugo è stato osannato, e secondo me il motivo c'è ed è valido: è un capolavoro. 
Ok, direte non sono parziale, e forse è vero, ma davvero, vi giuro, è tremendamente bello
La prima cosa che ho amato? Lo stile di scrittura. Taylor Jenkins Reid ti trascina in un mondo fatto di diamanti, champagne e dive del cinema. Ti senti catapultato in questo mondo che effettivamente non esiste, perché non è mai esistita una Evelyn Hugo nella storia del cinema, ma la cosa sembra un particolare di poca importanza, perché tutto è descritto in una maniera incredibile, io ero nella storia, ero lì con i capelli cotonati e un abito col corsetto, che ammiravo Evelyn Hugo in tutta la sua bellezza. 
E se il libro funziona è proprio per lei, per Evelyn, assoluta protagonista. Personaggio positivo o negativo? Non importa, anzi non mi interessa, perché per me era diventato molto di più di un nome scritto su un foglio, era lì, vicino a me, la migliore amica e poi mia moglie e poi la donna che odiavo più di ogni cosa al mondo. Ne ero innamorata e ammaliata, perché così realistica da bucare la carta, nella sua forza, nella sua profondità, nella sua crudeltà e nella sua dolcezza. 
Poche volte credo sia riuscito ad un autore o a un'autrice di creare un personaggio così tridimensionale. 

Il libro poi funziona per i personaggi, profondi, e i legami che si creano tra di loro. Ciò che mi ha convinto di più non sono solo state le storie d'amore, infatti. Ma le amicizie: l'amicizia che lega Evelyn al suo migliore amico, produttore e poi marito, Harry Cameron, è un rapporto che va oltre a una banale amicizia. La Reid infatti esplora un concetto che io adoro e in cui credo moltissimo: la tua anima gemella non deve essere per forza la persona che ami in senso romantico, la tua famiglia non devono essere per forza i tuoi genitori. Le amicizie vere, gli amori veri, superano tutto il resto. 

Per il resto, il filtro Hollywood con cui questo libro è narrato mi ha portato un sacco di nostalgia per un periodo storico in cui non sono vissuta e di cui non sapevo neanche di provare la mancanza. 

Vorrei parlare molto più in profondità del personaggio di Evelyn e della storia, ma non voglio rischiare di spoilerarvi nulla. 
Sono soltanto così felice di averlo letto, di aver scoperto Taylor Jenkins Reid e il suo talento. 
C'è soprattutto una sotto(?)trama LGBTQ+ trattata divinamente: se siete come me ed è un elemento che vi sta a cuore vi consiglio ancora di più di prendere in mano questo libro. 

Non penso di trovare molti altri che mi porterò nel cuore come I sette mariti di Evelyn Hugo, e mi auguro che piacerà tanto anche a voi ♡


 Silvia


mercoledì 22 settembre 2021

Recensione: Città di spettri di Victoria Schwab

 

 

Buongiorno, come state? ♡
Oggi arriva sul blog la recensione di un piccolo oscar blink, molto carino e dal formato molto particolare!
Victoria Schwab non ha bisogno di presentazioni, vi ho già portato sul blog la recensione de La vita invisibile di Addie LaRue (qui il link), ma in questo caso ci addentriamo in un middle grade dalle tinte spooky, perfetto per l'autunno, che inizia proprio oggi, a proposito! (Inizia a fare proprio freschetto, brr). 

Andate più avanti per leggere i miei pensieri sul libro!  

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Titolo: Città di spettri (#1)
Autore: Victoria Schwab
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar fantastica
Data di uscita: 31 agosto 2021
Pagine: 320

Trama: Da quando Cass è quasi annegata (sì, va bene, è veramente annegata, ma non le piace ripensarci), è in grado di attraversare il Velo che separa i vivi dai morti… e accedere al mondo degli spiriti. Persino il suo migliore amico è un fantasma. Insomma, la faccenda è già piuttosto strana. Ma sta per farsi ancora più strana. Quando i suoi genitori vengono ingaggiati per girare un programma televisivo dedicato alle città infestate, tutta la famiglia si trasferisce a Edimburgo, in Scozia. Dove cimiteri, castelli e vicoli sotterranei pullulano di fantasmi irrequieti. E quando Cass incontra un'altra ragazza che condivide il suo stesso "dono", si accorge di avere ancora molto da imparare sul Velo, e su se stessa.
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Città di spettri è un middle grade dalle tinte spooky, una lettura semplice che si può fare in poche ore, ma comunque molto bella e adorabile.
La protagonista è Cassidy Blake, una ragazza che ha avuto un'esperienza di pre-morte e da quel momento è stata in grado di attraversare il Velo che divide i vivi e i morti. Il suo migliore amico è appunto un fantasma, Jacob, che vive con lei e l'assiste nei suoi viaggi nel Velo, dove Cassidy con la sua macchina fotografica cerca di catturare brandelli delle vite dei fantasmi, che rivivono gli ultimi momenti di vita in una sorta di loop.
Cassidy spera di poter passare le vacanze estive al mare, lontano dai fantasmi, ma i suoi genitori, i Fantadetective, stanno per girare una serie tv ad Edimburgo, una delle città più infestate del mondo.
I suoi genitori, infatti, sono famosissimi scrittori di storie di fantasmi, anche se non riescono a vedere nemmeno Jacob, che vive in casa loro. Ironico, no?

Cassidy si considera diversa da tutti, dai suoi compagni e dalle altre ragazze, e questo normalmente è un difetto tipico delle protagoniste degli young adult, ma Cassidy è davvero unica, l'unica che vede i fantasmi, l'unica che può attraversare il Velo. Si sente diversa e effettivamente, se fossimo nella sua situazione, con un fantasma come unico amico, non lo penseremmo anche noi?

Ad Edimburgo Cass dovrà affrontare nuove avventure, fantasmi spaventosi e molto più potenti, e scoprirà qual è il suo scopo, il motivo per cui può attraversare il Velo.

Un romanzo davvero molto breve, ma con il pregio di avere un ritmo molto veloce, in cui non ci si annoia mai. Cassidy mi è piaciuta davvero molto come protagonista: ha i difetti della sua età ma è intelligente, intraprendente e coraggiosa. I personaggi secondari probabilmente si perdono un po', ma Jacob è un bel personaggio, e il mistero che circonda la sua morte lo rende ancora più affascinante.
La storia mi è piaciuta molto, soprattutto avendo letto la prima parte in inglese, ho apprezzato moltissimo la semplicità dello stile e la resa del dialetto scozzese e delle varianti tra inglese britannico e inglese americano, un particolare linguistico che mi è piaciuto molto e che si perde nella traduzione italiana.
Bellissima poi l'ambientazione! Non ho mai visto, sfortunatamente, Edimburgo, ma leggendo la descrizione dei luoghi che Cass e i suoi genitori visitano mi sono innamorata; si tratta di una città medievale, ricca di elementi gotici e spettrali, bellissima!

Vi consiglio la lettura sotto Halloween, e di prendere questo romanzo per quello che è: un middle grade molto engaging, che riesce a raccontare una storia interessante e ben strutturata in pochissime pagine. Onestamente non riesco ad imputargli un difetto, ma vi deve piacere sicuramente il genere.

Vi ringrazio di aver letto la mia recensione, se vi va lasciate un commento! ♡

Silvia





mercoledì 15 settembre 2021

Recensione: Le streghe in eterno di Alix E. Harrow

 

Buongiorno lettori!
Oggi sono contentissima, perchè vi porto la recensione di un libro meraviglioso di cui mi sono innamorata.
Con la speranza di potervi trasmettere anche solo una briciola dell'amore che ho provato per lui, vi auguro buona lettura!

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Titolo: Le streghe in eterno (The Once and Future Witches)
Autrice: Alix E. Harrow
Traduttore: Alice Casarini, Barbara Ronca
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar Fantastica
Data di uscita: 7 settembre 2021
Pagine: 576
 

Trama: Nel 1893 non esistono streghe. Un tempo sì, c'erano, negli oscuri giorni selvaggi prima che iniziassero i roghi, ma adesso la stregoneria è solo una questione di graziosi incantesimi e filastrocche e vecchi racconti per bambini. Se le donne vogliono avere una qualsivoglia forma di potere, devono cercarla nell'urna elettorale. Ma quando le sorelle Eastwood – James Juniper, Agnes Amaranth e Beatrice Belladonna – entrano nell'Associazione per le Donne di New Salem, iniziano a chiedersi se, recuperando antiche parole dimenticate, non sia possibile trasformare quello delle suffragette da un movimento di donne a un movimento di streghe. Inseguite da ombre e morbi, perseguitate da forze che vogliono impedire a una strega di votare – e forse persino di vivere –, le sorelle dovranno immergersi nell'antica magia, tessere nuove alleanze e recuperare il legame che le unisce. Perché le streghe non esistono, ma esisteranno. Le streghe in eterno è un racconto potente che parla di sfide, sorellanza, e del diritto di voto.

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Quando ho saputo che Alix E. Harrow, l'autrice di uno dei miei libri preferiti dello scorso annol, Le diecimila porte di January (trovate qui la recensione), se non uno dei miei libri preferiti di sempre, sarebbe tornata in Italia con un nuovo romanzo, il mio cuore è scoppiato di gioia e, se è possibile, ho amato Le streghe in eterno ancora di più. 

In questo libro infatti ho sentito la voce delle mie antenate, delle donne che hanno combattutto, delle streghe che sono state bruciate e di quelle che sono sopravvissute, delle persone che sono stanche di subire suprusi, che sono stanche di chinare la testa. Questo libro ha cantato per me, facendomi rinascere, pronta a lottare e a gridare e a denunciare.

Se vi aspettate un libro sulla stregoneria in senso lato, una storia horror con le streghe, rimarrete delusi. Questo è un libro femminista, è un libro di denuncia sociale, di lotta e di lacrime, è il libro che dovrebbero leggere tutte le donne per ricordare quello che è successo, per poter onorare quelle streghe cattive che sono state uccise perchè noi potessimo vendicarle. Se siete come me vi lascerà un fuoco dentro, un bisogno impellente di prendere le armi, oppure di stringere i pugni e piangere lacrime di rabbia e sale.

Le streghe in eterno inizia come tutte le favole: "C'erano una volta tre sorelle...", tre sorelle che si sono tradite, che sono fuggite e si sono separate, finché la magia non le farà rincontrare.
James Juniper è la Fanciulla: ribelle, libera, selvaggia e irrequieta; Beatrice Belladonna è la Vecchia: una bibliotecaria, timida e quieta, la saggia; Agnes Amaranth è la Madre, quella forte, che si sacrifica. 

In un mondo in cui la magia è esistita, ma è andata perduta, dove rimangono sono piccoli incantesimi per curare la casa e crescere i figli tramandati come filastrocche, le sorelle Eastwood non ci stanno più al dominio dell'uomo, a dover vivere nella paura e nell'ingiustizia, vogliono far rivivere le steghe e ritrovare la Via Perduta di Avalon, proprio mentre le suffragette iniziano le prime marce per il diritto di voto. 

In questo libro in cui il femminismo e la lotta al patriarcato sono gli assoluti protagonisti, Alix E. Harrow ci fa innamorare, ci fa sognare di poter essere di nuovo delle streghe, di poter avere il potere, di non essere deboli o indifese. E lo fa con un libro scritto con uno stile magistrale ma al contempo essenziale, in cui la voce delle tre protagoniste si fonde ma è comunque profondamente ben distinta, im cui si riesce subito a riconoscere chi parla, perchè ogni sorella ha dei tratti distintivi, ma mai stereotipati, mai banali.

Le streghe in eterno è un libro che resterà per sempre nel mio cuore, per la sua potenza e la sua forza, ma anche per la maestria con cui è scritto e con cui la storia viene narrata.
Ormai Alix E. Harrow per me è una garanzia e aspetterò con trepidante attesa ogni libro che sfornerà.

Vi ringrazio di aver letto la mia recensione, spero che il libro vi piacerà e se vi va lasciate un commento! ♡

Silvia


(Ringrazio la Mondadori per la e-arc del libro)

martedì 14 settembre 2021

Recensione: Spin the Dawn di Elizabeth Lim


Buongiorno lettori!
Oggi esce la recensione di un'uscita di punta della Mondadori, Spin the Dawn di Elizabeth Lim. 
Siete curiosi di sapere cosa ne penso? Superate la scheda libro e leggete i miei pensieri!
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Titolo: Spin the Dawn 
Autrice: Elizabeth Lim
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar fantastica
Traduttrice: Laura Miccoli
Data di uscita: 31 agosto 2021
Prezzo: 20 euro

Trama: Maia Tamarin lavora come cucitrice nella bottega del padre, un tempo rinomato sarto. Ciò che desidera è diventare la migliore sarta del paese, ma sa che come donna il massimo cui può ambire è un buon matrimonio. Quando un messaggero reale convoca a corte il padre, gravemente malato, Maia finge di essere suo figlio e si reca al Palazzo d'Estate al suo posto. Sa che perderebbe la vita se venisse scoperta, ma correrà il rischio per salvare la famiglia dalla rovina e diventare sarta imperiale. C'è però un problema: Maia è solo una dei dodici che aspirano all'incarico. E nulla avrebbe mai potuto prepararla alla sfida che la attende: cucire tre abiti magici per la promessa sposa dell'imperatore, uno intessuto con la risata del sole, uno ricamato con le lacrime della luna e uno dipinto con il sangue delle stelle. In compagnia di Edan, il misterioso stregone di corte, i cui occhi penetranti sembrano vedere oltre il suo travestimento, Maia intraprenderà un viaggio che la porterà fino agli estremi confini del regno, alla ricerca del sole, della luna e delle stelle. Ma troverà qualcosa che non avrebbe potuto mai immaginare…
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Dopo una lunga guerra, la pace è stata ripristinata nel regno di Alandi grazie alla promessa di un matrimonio tra l'imperatore e la figlia dello shansen, Lady Sarnai. 

Maia Tamarin, però, a causa di questa guerra ha perso due fratelli maggiori, mentre il più piccolo è tornato a casa senza l'uso delle gambe. Sarta di grandissimo talento, Maia sente su di sè la pressione di dover mantenere la famiglia, ma la sua forza d'animo e il suo orgoglio la spingono a rifiutare la proposta di matrimonio del fornaio, grazie alla quale potrebbe fare una vita dignitosa.
Un giorno, però, un funzionario dell'imperatore richiede che un uomo della famiglia Tamarin venga a palazzo per diventare sarto imperiale. Il padre di Maia ormai è troppo vecchio per compiere il viaggio, mentre il fratello non è mai stato in grado di cucire neppure un punto. La vera sarta della famiglia è Maia, ma dato che è donna non può diventare sarto imperiale. Nella notte così si taglia i capelli, si traveste come suo fratello e parte per il palazzo. Qui dovrà affrontare una lunga e difficile prova, sfidando altri sarti, per diventare il sarto ufficiale di Lady Sarnai. La donna, figlia di suo padre, è dura e crudele, non vuole sposare l'imperatore e fa di tutto per rendere difficile la vita dei sarti e di Maia, fino a richiedere gli abiti stessi della dea Amani, realizzati con la risata del sole, le lacrime della luna e il sangue delle stelle. 
Maia però per fortuna non è da sola: in suo aiuto viene Edan, lo stregone dell'imperatore, che capisce subito il suo segreto e la aiuta ad affrontare questa difficile impresa. 

Spin the Dawn è l'incontro tra Mulan e Project Runaway, la storia di una sfida sartoriale che omaggia la magia e le leggende orientali. 
Il libro è una lettura piacevole, sono sempre molto felice di leggere storie ambientate in luoghi fantastici ispirati all'oriente (vi ho già parlato abbastanza di quanto ormai sia stufa di storie ambientate in occidente) e mi sono piaciuti molto i riferimenti ad alcune storie che ho amato da bambina come Mulan o anche Aladdin (questo soprattutto nella seconda parte).
Nonostante il libro sia appunto di facile lettura, molto appassionante e si legga molto velocemente, purtroppo non l'ho apprezzato a pieno a causa di alcuni difetti che si porta dietro, probabilmente dovuti al fatto che si tratti della prima opera dell'autrice, Elizabeth Lim. 
In primo luogo ho trovato lo stile forse troppo semplice, abbastanza piatto e non abbastanza descrittivo per i miei gusti. Avrei voluto che il mondo e numerosi altri aspetti venissero descritti con maggiore precisione. 
Il secondo aspetto che non mi è piaciuto del romanzo sono stati i personaggi: il loro carattere, il loro aspetto, le loro emozioni... tutto molto abbozzato. C'erano alcuni personaggi che avrebbero meritato un'attenzione molto più approfondita, come per esempio Lady Sarnai, a cui purtroppo vengono fatte dire alcune frasi molto potenti che però poi non vengono analizzate e non hanno riscontro nel resto del romanzo nei suoi comportamenti. 
Un'altra cosa che non ho molto apprezzato nel romanzo è stato l'instalove tra Edan, lo stregone dell'imperatore, e Maia. Il loro rapporto mi è sembrato scritto molto frettolosamente e la loro relazione in generale non mi ha emozionata. 

In generale però Spin the Dawn è un buon romanzo, la trama è davvero molto interessante, e ho adorato che il tema principale fosse la sartoria, con un tocco di magia che non guasta mai. 
Ultimo difetto che però devo attribuirgli è che i fatti e gli eventi si svolgono davvero molto velocemente. Insomma, quello che posso dire alla fine è che si tratta di un romanzo abbastanza carino, molto interessante e ricco di avventure, che purtroppo non brilla come dovrebbe a causa di alcuni difetti della scrittura. 
Credo per questo che sarà uno di quei romanzi che dimenticherò presto di aver letto, perché nonostante sia semplice e dalla lettura scorrevole, alla fine non lascia nulla al lettore.
Sono però fiduciosa per il seguito, che spero mi colpirà positivamente.

Vi ringrazio di aver letto la mia recensione. 
Avete letto il libro? Vi è piaciuto? Fatemi sapere in un commento. 


giovedì 15 luglio 2021

Recensione: Harrow La Nona di Tamsyn Muir

 


Buongiorno lettori!
Come state? 
Io sono stata in vacanza in un villaggio in Salento, e sarò in vacanza almeno fino a settembre. Mi godo questo lungo periodo di pausa!
Oggi vi porto la recensione di Harrow la Nona di Tamsyn Muir, il seguito di Gideon la Nona, di cui trovate la recensione qui.
Volete sapere la mia opinione? 
Trovate la mia recensione dopo la scheda libro!
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Titolo: Harrow la Nona
Autrice: Tamsyn Muir
Traduttrice: Francesca Crescentini
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar Fantastica
Data di uscita: 6 luglio 2021
Pagine: 540
Prezzo:
22 euro

Trama: Harrowhark Nonagesimus, l'ultima necromante della Nona Casa, è stata ingaggiata dall'Imperatore per combattere una guerra che non si può vincere. Fianco a fianco con la rivale che più detesta, Harrow deve perfezionare le sue arti e diventare un angelo della non-morte. Ma si sente sempre peggio, la sua spada le dà la nausea e persino la mente minaccia di tradirla. Chiusa nell'atmosfera gotica del Mithraeum dell'Imperatore con tre insegnanti poco amichevoli, inseguita dai fantasmi pazzi di un pianeta assassinato, Harrow deve affrontare due scomodi interrogativi: c'è qualcuno che sta provando a ucciderla? E, qualora ci riuscisse, l'universo sarebbe un posto migliore senza di lei?
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Harrow la Nona per me è il libro decisivo per capire cosa fare con la serie The Locked Tomb. Il primo libro, Gideon la Nona, non mi aveva convinto pienamente, ma aveva le carte in regola per essere un buon libro e soprattutto era qualcosa di assolutamente nuovo nel panorama della fantascienza e del fantasy: negromanti nello spazio! Suonava incredibile, no?
Ecco, purtroppo Harrow per me significa la fine del mio rapporto con questa serie, infatti non so se continuerò con l'ultimo libro della trilogia, perché per me questo libro è stata una grande delusione. Probabilmente se vi era piaciuto Gideon vi piacerà anche Harrow, ma purtroppo per me questo libro ha preso i tratti peggiori di Gideon amplificandoli. Se Gideon la Nona aveva un senso logico, una trama che seguiva in modo lineare, e nonostante le difficoltà dello stile ero riuscita ad apprezzarlo; Harrow non ha nulla di tutto questo. Le prima 400 pagine sono puro non-sense, totale non-sense. Questo non-sense alla fine ha uno scopo? Sì. Dovete continuare nella lettura, ma il problema è che quando alla fine sembra esserci finalmente un senso, quando inizi a capirci qualcosa, si riparte di nuovo con il non-sense totale. Fino a un epilogo che avrò letto duecento volte e duecento volte non l'ho capito. 
Detto questo, mi dispiace dover essere così critica, ma sono delusa perché per me questo libro è scritto in una maniera originale e innovativa, ma purtroppo ha anche molte mancanze nella trama e nella narrazione. 
Vorrei che tutto fosse stato spiegato meglio, descritto meglio, che ci fossero state date dall'autrice maggiori indicazioni su questo mondo, giusto per capirci qualcosa. Mi sembra che metà delle affermazioni del libro non avessero senso o che il lettore non avesse abbastanza basi per comprenderle, e per il resto non avessero un senso e basta. Tantissime cose aggiunte, interessanti, che poi restavano un mistero o venivano spiegate: male. 
Vi do un consiglio: rileggetevi Gideon prima di riprendere in mano questo romanzo, vi servirà!
Per il resto, Harrow aveva una buona idea di base, una trama molto interessante: la nostra negromante preferita, infatti, si trova ad affrontare il littorato insieme a Ianthe, ma nella sua mente qualcosa non funziona: vede cose che non esistono e soprattutto, il suo passaggio al littorato non ha funzionato, perché non ha la forza di affrontare il pericolo che sta per colpire Dio. 
La parte di Dio e dei littori mi è piaciuta moltissimo, e anche se le 400 pagine iniziali all'inizio non hanno un senso, capisco perché è così. Credo che quello che abbia davvero rovinato tutto per me sia stato il finale: ma davvero non voglio aggiungere altro!
Sono ancora molto confusa riguardo a questo libro perché ne vedo le potenzialità, ma ne ho visto anche i difetti. 
Insomma: se avete amato il lato pazzo e non-sense di Gideon, aprite Harrow senza pericolo, ma se invece volete che un libro abbia senso, che si capisca tutto e che tutto venga spiegato, se non vi piace rimanere confusi, allora aprite Harrow con coraggio!

Ringrazio tantissimo Erika di Il Confine dei libri e la Mondadori per avermi dato la possibilità di leggerlo, e grazie a voi che avete letto la mia recensione! Lasciate un commento!

venerdì 9 aprile 2021

Recensione: Il rintocco di Neal Shusterman

 


Buongiorno lettori! Come state?
La trilogia della Falce si è conclusa, e sono molto triste di dover dire addio a Citra e Rowan. 
Non nego che questo libro ha avuto diverse critiche negative, ma volete sapere cosa ne penso io? Non vi resta che andare avanti a leggere!

Come al solito, vi raccomando di non leggere questa recensione se non avere recuperato i capitoli precedenti, perché potrebbero esserci spoiler!
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Titolo:
Il rintocco (Trilogia della Falce #3)
Autore: Neal Shusterman
Traduttore: Lia Tomasich
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar Fantastica
Data di uscita: 30 marzo 2021
Pagine: 492
Prezzo: 22 euro

Trama: Da tre anni Citra e Rowan sono scomparsi: da quando cioè la falce Goddard ha assunto il potere e il Thunderhead si è chiuso in un silenzio che solo Greyson Tolliver riesce a infrangere. La città-isola di Endura, il "cuore pulsante" della Compagnia delle falci, è perduta, affondata per sempre nelle acque dell'oceano, e con lei le Grandi falci. Davvero sembra che ormai nulla possa impedire il dominio assoluto di Goddard, nominato Suprema Roncola della MidMerica. E, mentre gli echi della Grande Risonanza scuotono ancora il cuore della Terra, la domanda è una sola: c'è ancora qualcuno in grado di fermare il tiranno? Gli unici a saperlo sono la Tonalità, il Rintocco e il Tuono.
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Dopo il finale sconvolgente di Thunderhead, non vedevo l'ora di poter concludere questa trilogia e leggerne l'ultimo capitolo, che ci mostra cosa è successo nei tre anni successivi l'affondamento di Endura, la città sede della Compagnia delle Falci, e dalla "grande risonanza" del Thunderhead, l'intelligenza artificiale che governa l'umanità. 

Il Thunderhead, infatti, dopo l'affondamento di Endura, ha punito l'intera umanità classificandola come losca, interrompendo così tutte le comunicazioni con lei. Il cibo, le cure, tutto viene sempre fornito, ma le persone non sentiranno più la voce benevola del Thunderhead che li consiglia e li guida. L'unica persona con cui il cloud comunica è Greyson Tolliver, ormai conosciuto come Il Rintocco (in inglese c'è un gioco di parole: "The toll" è infatti l'inizio del cognome del personaggio). 
Il Rintocco è diventato l'unico filo che lega l'umanità al filo, ed è diventato una leggenda vivente. 

Intanto, uccise tutte le Grandi Falci, Maestro Goddard ha preso il pieno potere, diventando Suprema Roncola del Nord America, modificando le leggi che avevano garantito la moralità della compagnia. 
Per questo è ancora più necessario che Maestro Faraday riesca nel suo intento e scopri il piano b della Compagnia delle Falci, nascosto in una piccola isola, a cui il Thunderhead non può accedere. 

Le avventure di Citra e Rowan si legano a quelle di nuove personaggi, per un finale sorprendente. 

Ho letto che per molte persone questo libro è stata una grande delusione, o in generale il libro meno bello della trilogia. Onestamente io l'ho amato. Ammetto che abbia dei difetti, il più importante dei quali è che le cose procedano con molta più lentezza, ma io l'ho trovato una perfetta conclusione. 
Ci sono cose che ancora non mi sono molto chiare, ma altre che invece ho amato moltissimo. I personaggi mi sono piaciuti molto e credo che l'unica pecca sia stata la descrizione di Maestro Goddard, perché mentre nei primi due volumi mi era apparso come una persona malvagia, ma comunque intelligente e calcolatrice, ne Il rintocco prende le decisioni in modo impulsivo, commette degli errori, sembrava molto "stereotipato" nei suoi atteggiamenti e risultava ridicolo. 
Per il resto appunto, bellissimi i personaggi, anche se i protagonisti della prima trilogia, Citra e Rowan, risultano dei personaggi secondari in quella che dovrebbe essere la loro saga. 

La trama comunque mi è piaciuta moltissimo: si scopre come mai le esplorazione spaziali non hanno avuto successo in passato, si parla di come il potere può corrompere e l'animo umano è mostrato in ogni suo minimo aspetto, e soprattutto anche il Thunderhead viene mostrato quasi umano con la sua affezione per Greyson. 
Io amo le intelligenze artificiali, vorrei che ce ne fossero molte di più nei libri, e il Thunderhead con i suoi pensieri mi è piaciuto davvero molto. 

Credo ci fossero tante strade che Neal Shusterman poteva intraprendere per concludere la trilogia, e nonostante questa non fosse quella che mi aspettavo, sono felice e sorpresa, perché secondo me è riuscito a creare un bellissimo finale e un bel libro. 

Mi mancherà molto questo mondo e sono molto felice che questa serie sia stata portata in Italia. 

Vi ringrazio di aver letto la mia recensione, 
Buona lettura ♡