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mercoledì 13 ottobre 2021

Recensione: "Bianco intorno" di Stéphane Fert e Wilfrid Lupano

 

Buongiorno lettori!

Come state? Oggi sono l'ultima partecipante all'evento di Bianco intorno, una graphic novel tratta liberamente da eventi realmente accaduti. Potente, un-apologetic, leggete la recensione per scoprire tanto altro ancora. 

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio della graphic novel.
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Titolo: Bianco intorno. La vera storia di Prudence Crandall e Sarah Harris
Autori: Wilfrid Lupano e Stéphane Fert
Casa editrice: Tunué
Collana: Ariel
Data di uscita: 26 agosto 2021
Pagine: 144

Trama: "Bianco intorno, la vera storia di Prudence Crandall e Sarah Harris" è il nuovo graphic novel di Wilfrid Lupano e Stéphane Fert. Siamo in Connecticut, trent'anni prima dell'abolizione della schiavitù, una giovane insegnante apre le porte della sua scuola alla prima alunna afroamericana: Sarah Harris. Per reagire al malcontento locale, in un gesto insieme di rivolta e volontà, Prudence Crandall apre la sua scuola a tutte le giovani donne afroamericane della città. La storia della piccola scuola femminile diventa un pretesto per parlare, ancora una volta, dei principi di eguaglianza e fratellanza su cui dovrebbe basarsi la società. Un graphic novel che ci spinge ad interrogarci su temi ancora attuali e sulla responsabilità di scelta del singolo nei confronti di comunità spesso sorde ad ogni cambiamento. L'opera si regge su due assiomi fondamentali: il rifiuto di ogni discriminazione razziale ed il riconoscimento del diritto all'istruzione. Le piccole allieve della giovane istitutrice del Connecticut diventano simbolo di tutte quelle minoranze che, negli anni passati e presenti, pagano a prezzo spropositato un'eguaglianza che dovrebbe essere garantita. La storia della giovane istitutrice porta l'attenzione sul ruolo chiave che l'istruzione ricopre nella scoperta, lotta e ripresa dei propri diritti. La battaglia al diritto di istruzione si fa scontro contro ogni forma di discriminazione e razzismo.
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La storia di Bianco intorno è ambientata nel 1832 a Canterbury, una pacifica cittadina del Connecticut. Siamo ancora prima dell'abolizione della schiavitù e anche se nel nord degli Stati Uniti i neri vengono considerati "liberi", in verità vengono ancora discriminati e derisi; i bianchi non si sentono a loro agio con loro e li apprezzano più come servi e selvaggi. 
In questo equilibrio ancora di servo/padrone, tutto cambia quando Sarah, una ragazza di colore, chiede a Prudence Crandall, la direttrice di una scuola per ragazze, di poter frequentare anche lei le lezioni. 
Prudence, donna coraggiosa, non solo accetta, ma quando la sua decisione viene attaccata dagli abitanti della cittadina, ne prende una ancora più drastica: insegnerà solo alle ragazze di colore. 
Qui inizia il pericolo, la paura, ma anche la forza. 
Nonostante questa scuola e le studentesse vengono combattute a suon di violenza, Prudence e le sue allieve non cedono mai, fiere nel loro operato. 

La storia di Prudence e Sarah si intreccia anche a quella di Nat Turner, uno schiavo che liberatosi ha dato vita a una rivolta in cui è riuscito ad uccidere i suoi oppressori. Nel bosco vicino alla scuola vive infatti un piccolo selvaggio di cui non si conosce il nome, ma che vive in simbiosi con la natura e narra a chi lo vuole sentire le violenze inaudite di Nat Turner. 

Questo ragazzino, seppur disprezzato, viene comunque abbastanza accettato dagli abitanti che non vedono in lui un pericolo, al contrato delle ragazze della scuola che invece sfidano le leggi della natura, che vogliono addirittura compararsi ai bianchi. 

Tra femminismo, razzismo, violenza e coraggio ancora una volta una graphic novel disegnata da Stéphane Fert riesce a sorprendermi. Non sono temi da lui ignorati, infatti anche Morgana e Pelle di mille bestie recriminavano la condizione inferiore e sottomessa delle donne, ma in questo caso si aggiunge il discrimine del razzismo, della finta accettazione delle persone. 
La storia infatti è ambientata nel 1800, ma i pensieri che sfigurano gli abitanti del villaggio sono così diversi da quelli che scorrono nella mente dei nostri vicini di casa? dei nostri concittadini? 

I disegni di Fert sono la ciliegina sulla torta, con la loro potenza grafica, la loro capacità di esprimere il dolore e i sentimenti, la violenza e la sofferenza, ad una storia cruda ma che dona speranza, che dona coraggio. Perché, se c'è la speranza, si può ancora vincere. 

Ringrazio Valeria di @
_aplaceforustoread per aver organizzato l'evento ♡

E grazie a voi, di aver letto i miei pensieri ♡


Silvia

domenica 14 febbraio 2021

Recensione: Avatar. The Last Airbender: La ricerca

Buongiorno lettori!
Come state? 

Finalmente è uscito per Tunuè il secondo fumetto di Avatar The Last Airbender, serie animata di Nickelodeon super premiata e scritta da Bryan Konietzo e Michael Dante DiMartino. 
Insieme a Gene Luen Yang e al team artistico Gurihiru, gli autori hanno creato una serie di fumetti che rispondono all'esigenza dei fan di scoprire cosa è successo dopo la fine della serie animata. Zuko adesso è il Signore del Fuoco, ma che fine ha fatto sua madre, Ursa? Finalmente in questo volume avremo la risposta alle nostre domande!
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Titolo: Avatar the Last Airbender. La ricerca
Autore: Gene Luen Yang
Casa editrice: Tunué
Collana: Tipitondi
Data di uscita: 11 febbraio 2021
Prezzo: 16,90 euro

Voto: 5/5

Trama: Che fine ha fatto Ursa, la madre di Zuko? Quando trova finalmente un'indizio circa la sua sorte, il Signore del Fuoco Zuko - con l'aiuto dell'Avatar Aang, il suo gruppo di amici dominatori degli elementi e la più improbabile delle alleate - si mette in marcia per cercare la verità e scoprire il più grande segreto della sua vita. 
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Non so neanche più da quanto tempo aspettassi che questo titolo uscisse, ed ora che l'ho letto sono proprio soddisfatta perché è ancora più bello di quanto mi aspettassi!

Il primo titolo, "La promessa", era un fumetto molto carino e si legava bene al finale della serie, ma onestamente c'erano stati dei dettagli che purtroppo non mi avevano convinto del tutto: per prima cosa il comportamento che il gruppo aveva con Zuko, perché non ero riuscita a ritrovare lo spirito di amicizia che li univa nella serie, anzi vedevo ancora da parte dei personaggi delle incertezze su Zuko ed il suo ruolo come Signore del Fuoco, ed in secondo luogo il personaggio di Aang non mi era sembrato in character, aveva dei comportamenti che non pensavo Aang potesse avere. 

Questo secondo volume, invece, mi ha convinto moltissimo. Ha una storia molto più interessante ed accattivante e risolve il grande mistero su chi fosse Ursa e cosa le sia successo dopo che ha abbandonato Zuko e Azula. 
Zuko infatti sente molto su di sé il peso del trono e del suo retaggio familiare e vorrebbe, in primo luogo, ritrovare sua madre. Per fare questo chiede aiuto a sua sorella Azula, e i due stringono un patto. 
Zuko chiede poi ad Aang e al resto del gruppo di accompagliarli in questa avventura, soprattutto per tenere sotto controllo Azula, impazzita dopo il finale della serie tv e tormentata dal fantasma della madre, che non l'ha mai amata abbastanza. 

Mentre seguiamo il percorso di Zuko e Azula per giungere alla verità, osserviamo in parallelo la storia di Ursa, da come fosse una giovane attrice innamorata di un suo collega, e poi costretta al matrimonio con il principe Ozai, che la allontana dalla sua famiglia e dal suo grande amore. 
Queste parti mi sono piaciute davvero tantissimo e leggendo la storia dolceamara di Ursa mi sono molto commossa. 

Un motivo per cui questo fumetto mi è piaciuto così tanto è stato perché ho trovato al suo interno un'affinità maggiore con la serie animata originale, dal momento che vengono ricordati fatti e eventi successi nella serie e che si ricollegano la trama del volume. 

La storia di amore tra Ursa e il suo promesso sposo, da cui viene brutalmente strappata, mi ha fatto sorgere il desiderio di approfondire in questa recensione le storie d'amore che ci vengono presentate nella serie. 
Avatar è stata prettamente una serie animata per bambini, ma al contrario di quanto può pensare la gente noi che l'abbiamo vista sappiamo quanto l'amore sia importante e come sia la forza che faccia girare il mondo di Aang. Aang infatti è un personaggio che ama con una forza pura, ingenua, ma fedele. Aang è così puro da amare tutte le persone con cui entra in contatto, anche le persone che dovrebbe odiare, e tra lui e Katara osserviamo il crearsi di una storia d'amore che alla fine sboccia e vive all'interno dei fumetti. Quella tra Aang e Katara è la storia di due amici che imparano a conoscersi, si innamorano, ma sono troppo timidi per rivelarlo. Una storia però ancora infantile, che non arde della passione adulta. 
Una delle storie d'amore più tragica, che ha fatto appassionare e soffrire tutti gli appassionati di Avatar è stato il breve ma inteso rapporto creatosi tra Sokka e Yue della tribù dell'acqua del Nord. Yue si sacrifica per riportare l'equilibrio nel mondo, e Sokka non la dimenticherà mai, anche quando troverà un nuovo amore nella guerriera Kyoshi Suki. 
La relazione tra Sokka e Suki la trovo più matura rispetto a quella di Aang e Katara, un po' per l'età dei protagonisti, ma anche perchè Suki fa crescere Sokka, lo sfida e lo migliora. 
Un'altra storia d'amore presente nella serie è quella tra Zuko e Mai, un'amore che vince anche la paura che Mai prova nei confronti di Azula, e nonostante sia stata abbandonata e tradita, aiuta Zuko a salvarsi e combattere. 

Ma l'amore è solo quello romantico? Non credo ci sia davvero legame più bello e forte di quello che lega Aang ad Appa, il suo fedele bisonte volante; o l'amore fraterno tra Sokka e Katara, o, permettetemi, l'amore tra lo Zio Iroh e una bella tazza fumante di tè?
In questo volume infatti, oltre alla storia d'amore tra Ursa e Ikem, viene celebrata l'importanza dell'amore familiare. Quell'amore che Zuko non ha mai provato in vita sua, ma che vorrebbe ristabilire non solo con la madre, ma anche con la sorella, Azula. 

In questo volume tanti misteri dati dalla serie vengono risolti in maniera perfetta. Non avrei potuto davvero chiedere un fumetto migliore per quanto riguarda la trama, i rapporti tra i personaggi e i disegni. É stato sicuramente molto molto più bello rispetto al precedente e spero che i prossimi fumetti mantengano questo livello. 

Vi do poi un consiglio, tenete sotto mano i fazzoletti!
Detto questo, grazie a voi di aver letto la mia recensione e grazie alla Tunuè per avermi donato la copia del fumetto. 

Buona lettura!



venerdì 2 ottobre 2020

Recensione: Avatar. The Last Airbender - La promessa

 Buongiorno lettori!
Oggi è una giornata abbastanza brutta, piove ed il cielo è scuro, quindi anche il mio umore ne risente, ma è comunque una bella giornata se uno può restare in casa e leggere un bel libro con una tazza di the. 
Sono comunque molto felice perché ieri, il primo ottobre, è uscito finalmente in italiano il fumetto che continua la bellissima serie animata di Nickelodeon Avatar. The Last Airbender, un programma splendido che insegna così tanto sulla natura, l'amore e il rispetto. Solo perché è una serie animata, non è da sottovalutare!
Se avete visto la serie animata, vi consiglio di proseguire la lettura per scoprire cosa penso del fumetto, perché sicuramente ci saranno spoiler sul finale della serie, quindi mi raccomando! Se non l'avete vista, il mio consiglio è di chiudere questo blog e andare su Netflix per vedere le prime due stagioni, vi assicuro non ve ne pentirete!
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Titolo: La promessa. Avatar. The last airbender
Autore: Gene Luen Yang (storia), Gurihiru (disegni)
Casa editrice: Tunuè 
Collana: Tipitondi
Data di uscita:  1 ottobre 2020
Pagine: 240
Prezzo: 16,90 euro

Voto: 5/5

Trama: Tratto dalla famosa serie animata di Michael Dante DiMartino e Bryan Konietzko. Una storia di integrazione tra i quattro popoli dell’Aria, Acqua, Terra, Fuoco che compongono il mondo.

Le scelte nella vita sono spesso difficili, ancor più se riguardano le persone a noi care.

Si può infrangere una promessa? L'avatar Aang e il re del fuoco Zuko si alleano per aiutare il Re della Terra e riportare l'armonia nel mondo, sconfiggendo le colonie della Nazione del Fuoco. Presto però le tensioni si intensificano, perché la volontà di ripristinare l'armonia separando i regni dell'Acqua, dell'Aria, del Fuoco e della Terra è in realtà solo un'illusione, che avrebbe conseguenze ancora più terribili. Le scelte nella vita spesso sono difficili, ancor più se riguardano le persone a noi care.
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Wow. Leggere questo fumetto mi ha riportato, no meglio, catapultato così in profondità nel mondo di Avatar che posso piangere. Non ho parole per esprimere quanto questa serie sia importante per me e quanto io l'abbia amata, ma il fumetto è una degna continuazione, ti sembra proprio di star vedendo la serie dal momento che lo spirito di Avatar, i disegni, i personaggi... tutto viene mantenuto ed è tutto perfetto.
 
Il finale della serie tv aveva lasciato i personaggi "felici e contenti". 
Aang è riuscito a sconfiggere il signore del fuoco Ozai senza doverlo uccidere, ma togliendoli semplicemente il dominio del fuoco; Zuko è diventato il nuovo signore del fuoco e sembra aver trovato la felicità con suo zio e i suoi nuovi amici; Katara e Aang si sono messi finalmente insieme.
È tempo però di riportare l'equilibrio fra le quattro Nazioni, ma l'armonia, come ci mostra il fumetto, non è facile da ottenere o realizzare. 
Il signore del fuoco Zuko e il Re della Terra hanno instaurato un movimento per la restaurazione dell'armonia, che prevede l'eliminazione delle colonie della Nazione del fuoco sul territorio del Regno della terra, ma questa fragile pace crolla quando Zuko si rende conto che ormai i suoi cittadini in quelle colonie hanno instaurato una vita felice, sposando e diventando amici con i dominatori della terra, creando un territorio misto che appartiene ad entrambe le Nazioni. 
Aang inizialmente non comprende questa nuova condizione, legato ancora ad una concezione di Regni divisi l'uno dall'altro, con le proprie tradizioni, e quindi dà il suo supporto al re della Terra, anche se Katara comprende il disagio delle colonie e cerca di fargli capire cos'è la cosa giusta da fare. 
Zuko intanto, solo nel palazzo, sente su di sé la pressione di essere Signore del Fuoco e inizia a dialogare con suo padre, Ozai, che gli dà consigli su come essere re di una nazione. 
Il fumetto si intitola "La promessa" proprio perché Zuko, temendo di diventare come suo padre, aveva chiesto ad Aang di ucciderlo se avesse dimostrato la stessa follia e crudeltà. 
In questo fumetto infatti i personaggi sono in conflitto con se stessi, Aang non sa se mantenere la promessa e non sa come riportare la pace, mentre Zuko non riesce a reggere la pressione, vuole riportare la pace ma nello stesso momento non vuole andare contro il benessere della sua stessa gente. 
Nel frattempo, per stemperare questi temi più importanti, ci viene raccontata la storia di Toph, che essendo riuscita nella serie tv ad imparare a dominare il metallo, decide di aprire una scuola per dominatori del metallo, ma i suoi allievi, come li definisce lei, sono degli "smidollati" che non riescono neanche a spostare una monetina. 
Alla fine i protagonisti di questa storia sono proprio Aang e Zuko, mentre il resto dei personaggi viene un po' relegato sullo sfondo. 
Una delle poche cose che mi ha fatto storcere il naso è come viene mostrato il rapporto tra Zuko e la Gaang, perché dopo un anno di distanza l'amicizia e il rapporto di fiducia che avevano instaurato sembra sgretolarsi, e tutti sono pronti ad uccidere Zuko o a toglierli il trono al primo errore, senza neanche dargli la possibilità di spiegarsi. 

Avatar è sempre stato in prima linea nei temi più importanti: femminismo, razzismo, immigrazione... e questo fumetto non è da meno. Ti fa comprendere come, dopo un secolo di guerre e di risentimento, è difficile arrivare alla pace, e che soprattutto dopo un centinaio di anni in cui le persone di regni diversi sono convissute insieme, è impossibile far tornare le cose come erano prima. 

Vorrei che più persone avessero visto Avater e leggessero questo fumetto, perché è davvero ben fatto, non a caso dietro ci sono i creatori di Avatar Bryan Konietzko e Michael Dante DiMartino e spero tanto che la Tunuè decida di continuare a portare il resto dei fumetti in Italia, perché non sono ancora pronta ad abbandonare il mondo di Avatar. 

Grazie di aver letto la mia recensione, se vi è piaciuta lasciate un commento!
Come al solito ringrazio la Tunuè per la copia fornitami per una recensione onesta e sincera, mentre qui sotto vi lascio gli altri profili che partecipano all'evento.







giovedì 25 giugno 2020

Recensione: "Momo" di Jonathan Garnier e Rony Hotin



Titolo: Momo
Autori: Jonathan Garnier (sceneggiatura) e Rony Hotin (disegni e colori)
Casa editrice: Tunuè
Collana: Tipitondi
Data di uscita: 25 giugno 2020
Pagine: 176
Prezzo: 16,90


Voto: 5/5
Momo è una bambina di 5 anni, vive con la nonna in un piccolo villaggio portuale della Normandia. Di tanto in tanto la bambina va sul ponte per riuscire a vedere la barca del padre, marinaio d’altura obbligato dal lavoro a passare lunghi periodi in mare. Alla morte della nonna il pescivendolo del paese si rifiuta di affidare la piccola ai servizi sociali e si offre di ospitarla a casa sua fino al ritorno del padre. Questa esperienza la porterà a misurarsi con il mondo esterno.
Con Momo, Jonathan Garnier e Rony Hotin ricompongono l’indimenticabile fragranza dell’infanzia. Il tempo degli amici, le scoperte, le piccole sciocchezze, la grande felicità e il dolore. Il tempo anche di una costante meraviglia che a volte vanifica le realtà del mondo degli adulti.

Quando ho chiesto alla Tunuè di poter organizzare l'evento per Momo, una graphic novel pluripremiata in Francia, ero stata attirata dal disegno di copertina e dalla trama, ma non mi aspettavo di innamorami così tanto di quest'opera. 
Momo infatti è una graphic novel splendida e di una sensibilità unica, che riesce ad unire il mondo dell'infanzia, così puro nella sua magia, con il mondo adulto ed esterno, fondendo le due realtà in maniera unica e speciale. 

Momo, la protagonista, è una bambina di 5 anni che vive con la nonna. La madre sembra averla abbandonata, mentre il padre lavora come pescatore d'altura, e per questo passa molti periodi in mare. Momo, seppur piccola, sente dentro di sé questo abbandono, anche se ama il padre e la nonna più di ogni altra cosa al mondo. La presenza della sola nonna però non sembra abbastanza, e Momo cresce indipendente e abbastanza "selvatica", come ogni bambina di 5 anni che esplora il mondo esterno. 
La nonna, unica àncora di Momo, però, all'improvviso viene a mancare e la bambina rimane sola, senza nessuno che possa prendersi cura di lei. Il pescivendolo della città, vecchio amico del padre, decide allora di tenerla con sé fino al suo ritorno, e la bambina, che aveva sempre visto quest'uomo come un vecchio cattivo che odia i gatti, scopre che non tutto è come sembra: l'uomo è in realtà una persona molto dolce, che si prende cura del senzatetto della città e che vive con moltissimi gatti in casa, un uomo buono che conserva i disegni che Momo gli ha fatto in negozio per pagare il pesce e che di nascosto è in verità molto affezionato alla piccola. 
Momo infatti è speciale e tutti sembrano affezionarsi a lei.

Nella storia, infatti, la bambina diventa amica di tanti personaggi diversi tra cui per esempio troviamo Françoise, una ragazza adolescente di città che deve passare l'estate in compagnia dei nonni e che si affeziona molto a Momo. La ragazza infatti la difende quando pensa che la bambina stia venendo attaccata da Tristan e la sua banda, ma in verità anche Tristan, che si atteggia da duro, si rivela un ragazzo molto dolce e i due giovani inizieranno a frequentarsi e ad apprezzare la compagnia reciproca. 

Questa graphic novel è davvero speciale, al suo interno ho ritrovato quella stessa atmosfera magica che ho riscontrato solo nei film dello Studio Ghibli, dato che solo i giapponesi riescono a mescolare umorismo, gravità e momenti contemplativi all'interno di una stessa opera. 
Effettivamente, però, Jonathan Garnier per Momo si è ispirato proprio alle fotografie di una bambina giapponese, Mirai-chan, soggetto di una serie di fotografie di Katari Kawashima e molti riferimenti all'interno della graphic novel vengono da film od opere giapponesi. 

Quest'opera mi ha davvero colpito in profondità come non succedeva da tanto tempo, i vari temi che la percorrono sono profondi ma raccontanti in modo leggero. Il rapporto con la nonna, i personaggi, l'ambientazione normanna... tutto viene a creare un mix di cui sono sicura non potrete far altro che innamorarvi. 

Parlando poi del fumetto in sè, i disegni sono molto belli, i colori dolci e tendenti al crepuscolare, che creano proprio un atmosfera di sogno, in cui sembra di sentire una vecchia ninna-nanna francese in lontananza. 

Non posso che consigliarvi, infine, di prendere Momo ed amarlo quanto l'ho amato io, affezionandovi a tutti i personaggi, ma in particolare a quella bambina così forte e coraggiosa che è Momo. 







lunedì 25 maggio 2020

Recensione: Morgana di Simon Kansara e Stéphane Fert


Titolo: Morgana
Autori: Simon Kansara e Stéphane Fert
Casa editrice: Tunuè
Anno edizione: 2019
Pagine: 144
Link IBS

Voto: 3.75/5


Morgana, nella leggenda, è sempre stata un personaggio negativo: la maga malvagia che trama contro il regno perfetto di re Artù e che viene spinta solamente dalla vendetta verso il suo fratellastro.  
In questa graphic novel, che ribalta la storia della famosa maga, comprendiamo il motivo di questo odio feroce che inquina l'animo della protagonista, ma osserviamo anche un mondo cavalleresco molto differente da quello che siamo soliti osservare. 

Morgana, figlia del re di Tintagel, è molto amata dal padre, che nonostante sia nata donna, vede in lei il suo degno erede al trono e per questo motivo la allena all'arte della spada e le lascia la sovraintendenza del regno quando lui non c'è. Ma per le sue scelte, e soprattutto per la sua magia, Morgana non è amata dal popolo che la guarda con estrema diffidenza. 
I guai di Morgana sono causati principalmente da Merlino: quel mago che siamo abituati ad amare fin da bambini e che immaginiamo con un bel cappello azzurro e una buffa barba bianca, come ne La spada nella roccia, in verità è un essere mostruoso, nato per creare il caos e che si allea con Uther Pendragon per distruggere e conquistare il regno di Tintagel. 
Da quel momento, Morgana diventa allieva, contro la sua volontà, di mago Merlino, e più la ragazza cresce più lui si innamora di lei e della sua bellezza sensuale. 
Non lasciatevi infatti ingannare, questa graphic novel non è assolutamente per bambini, dal momento che descrive in modo particolareggiato scene cruente di sesso e violenza. 
Morgana in questo modo cresce forte e potente, ma non dimentica l'oltraggio subito e aspetta, in attesa di poter rivendicare il trono di Tintagel. 
Ho apprezzato moltissimo il messaggio femminista che questa graphic novel desidera lanciare: in un mondo medievale, gli uomini, maschilisti, egocentrici e arroganti, portano solamente caos e distruzione, depredando i villaggi e stuprando le donne, le quali, deboli, vengono sottomesse. 
Morgana ribalterà in questo modo la loro condizione, riabilitando il loro desiderio di riscatto. Lei infatti si ergerà contro Merlino e contro Artù, tramando in silenzio per anni per raggiungere lo scopo desiderato. 

La trama infatti, che avanza tra flashback di quando Morgana era giovane e il presente, è intrigante e appassionante, e il personaggio di Morgana molto affascinante, dal momento che non si comprende fino alla fine se considerarlo un personaggio positivo o un personaggio negativo, dal momento che il suo desiderio legittimo di vendicarsi la porta a fare delle scelte che vanno contro la morale. 
La scrittura è molto affascinante: i dialoghi riprendono le opere degli autori che hanno ispirato i due fumettisti nel raccontare la storia di Morgana come per esempio William Shakespeare o Charles Baudelaire; ma se devo scegliere il punto di forza di questa graphic novel direi che sono sicuramente i disegni, dominati da colori che io amo molto come il nero, il bianco, il verde e il viola. 
Talvolta forse approssimativo, il tratto è sorprendente ed è in grado di rappresentare perfettamente le varie emozioni che suscitano le scene, che talvolta ricordano dipinti di grandi artisti, come per esempio Klimt. 
Questa graphic novel è quindi un piccolo gioiellino, da leggere se amate i libri che narrano di magia e vendetta, e soprattutto se siete affascinati da un personaggio che in letteratura è stato solamente bistrattato, ma che in quest'opera ha il riscatto che finalmente merita. 
Vi è piaciuta la mia recensione? Non perdetevi le recensioni delle altre ragazze che partecipano al review party!