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venerdì 4 dicembre 2020

Review Party: "Ravensong" di T.J.Klune

 


Buonasera lettori!
Scusate il grande ritardo con cui posto questa recensione. Purtroppo, come scoprirete anche leggendo la recensione, non è stato facile (e non so perché!) leggere questo libro. Ma finalmente la recensione è qui e spero scoprirete con me il secondo libro della saga di Green Creek, in cui questa volta i protagonisti sono Gordo e Mark!

Buona lettura e mi raccomando, non leggete se non avete letto Wolfsong perché ci saranno degli spoiler!

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Titolo: Ravensong- Il canto del corvo
(Green Creek #2)
Autore: T. J. Klune
Casa editrice: Triskell
Collana: Rainbow
Data di uscita: 25 novembre 2020
Pagine: 657
Prezzo: 13 euro

Voto: 4/5

Trama: Gordo Livingstone non ha mai dimenticato le lezioni incise sulla sua pelle. Temprato dal tradimento di un branco che lo ha abbandonato, ha cercato conforto in un’officina nella piccola città di montagna in cui vive, giurando di non lasciarsi più coinvolgere dagli affari dei lupi. Avrebbe dovuto bastargli. E gli è bastato, finché i lupi non sono tornati, e con loro anche Mark Bennett. Alla fine, hanno affrontato la bestia insieme, come un branco… e hanno vinto. Un anno dopo, Gordo si ritrova ancora una volta a essere lo stregone del branco dei Bennett. Green Creek ha trovato un equilibrio dopo la morte di Richard Collins, e con difficoltà Gordo cerca di ignorare Mark e il canto che ulula tra loro. Ma il tempo stringe. Qualcosa è in arrivo. E questa volta striscia da dentro.
Alcuni legami, non importa quanto forti, sono fatti per essere spezzati.
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Per me è difficile giudicare questo romanzo, perché se da una parte mi è piaciuto davvero tanto, e dopo la fine del precedente ero così curiosa e desiderosa di continuare la serie, ho fatto davvero fatica a leggerlo, perché era pesante e talvolta noioso. 
Credo sia la prima volta che desidererei un libro interamente fatto di relazioni amorose, perché mentre la trama procedeva io desideravo solamente che si parlasse dei personaggi e delle loro relazioni, perché sono la cosa che ho preferito in assoluto. 

Ritorniamo un attimo al principio: il volume precedente si era concluso con la trasformazione di Ox in lupo e in Alfa e nell'unione tra i due branchi. Richard Collins, il mostro che aveva rapito Joe da bambino e ucciso Thomas Bennett, è morto, ma gli Omega continuano ad essere attratti da Green Creek e continuano ad arrivare. Ma c'è di peggio, sembra che alcuni Omega siano infettati e possano attaccare questa malattia. Il libro è narrato dal punto di vista di Gordo, lo stregone del branco dei Bennett, che ricorda la sua infanzia, quando il padre insieme ad Abel Bennett (il padre di Thomas), gli aveva inferto i tatuaggi sulle braccia per rendere la sua magia più potente. Gordo è legato al branco dei Bennett, soprattutto a Thomas, che diventerà il suo alpha, ma poi c'è Mark. Mark che gli regala un corvo intagliato nel legno, che lo segue come uno stalker per proteggerlo e gli dice che profuma di terra e foglie. Tutta la vita di Gordo però viene sconvolta quando la madre muore per mano di suo padre, impazzito. Persi i genitori, poco dopo viene anche abbandonato dal branco dei Bennett, spezzando il suo legame con Mark. 
Si ritorna poi al presente, il branco dei Bennet è unito con i suoi due alfa, ma una minaccia sta incombendo: il clan dei King, cacciatori di lupi, sta tornando. 

Amo lo stile di Klune, il modo in cui è capace di rendere i pensieri dei lupi e il loro stato emotivo, la capacità di descrivere i dialoghi e le emozioni. Si tratta di una scrittura particolare, non adatta a tutti i lettori, ma per me estremamente innovativa. Mentre da una parte il libro mi piaceva, c'era qualcosa che invece me lo faceva trovare pesante, difficile da leggere e mi dispiace molto. Ho trovato che forse molte cose potessero essere trattate in modo più breve, che la storia potesse essere riassunta meglio, e soprattutto ci fossero passaggi molto ripetitivi. Gli stessi personaggi ripetono le stesse frasi come se fossero dei mantra, e dopo un po', ok, lo sappiamo che il padre di Ox gli avrebbe detto che sarebbe stato preso a calci in culo per tutta la vita o che la madre di Gordo gli ha detto che non doveva fidarsi dei lupi perché lo stavano usando. 
Penso di aver preferito, per quanto riguarda la trama, il primo romanzo, che avevo letto con maggiore interesse e scorrevolezza, ma per quanto riguarda la coppia protagonista, Gordo e Mark mi sono piaciuto molto ma molto di più di Ox e Joe, la relazione era più tormentata e ho scoperto che mi piace davvero molto l'angst, a quanto pare. Il loro rapporto infatti, anche se ormai Gordo è lo stregone dei Bennett, e Mark secondo di Ox, non si rinsalda subito. Gordo è ancora arrabbiato con Mark, ferito di essere stato abbandonato tanti anni prima, ma quando la malattia degli Omega sembra colpire anche Mark, Gordo non può più resistere al richiamo del suo compagno.

Green Creek si conferma una bellissima serie, si vede la passione e lo studio sui licantropi dell'autore, i dettagli ben curati e le descrizioni ben fatte. Mi dispiace che, onestamente, fossi più interessata a sapere se Mark e Gordo sarebbe riusciti a superare il passato e mettersi insieme, piuttosto che scoprire se il branco sarebbe riuscito a sconfiggere il clan dei King e la malattia degli Omega. 
Detto questo, la trama si infittisce sempre di più e nuovi nemici (anche insospettabili) spuntano per distruggere il branco, un branco unico, formato da lupi e umani, e un Alfa nato umano, un branco in grado di superare l'impossibile. 

Spero che la mia recensione vi sia piaciuta e continuerete la vostra lettura della serie di Green Creek, o meglio conosciuta come la "saga dei licantropi gay", anche se effettivamente la sessualità dei lupi è fluida. 
Se vi è piaciuta la recensione lasciate un commento, mi farebbe molto felice!
Grazie mille e buona lettura. 

martedì 1 dicembre 2020

Review Party: "A caccia del Diavolo" di Kerri Maniscalco

 


Buongiorno lettori e buon primo dicembre!
Siamo arrivati alla fine del nostro viaggio con la saga di Sulle tracce di Jack lo Squartatore di Kerri Maniscalco. 
Come sapete i primi libri non mi avevano completamente convinta del tutto, ma questo ultimo libro mi è piaciuto un sacco e ha superato le mie aspettative. 
Buona lettura!
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Titolo: A caccia del diavolo (Stalking Jack the Ripper #4)
Autore: Kerri Maniscalco
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar fantastica
Data di uscita: 10 novembre 2020
Pagine: 480
Prezzo: 20 euro

Voto: 4/5

Trama: Audrey Rose Wadsworth e Thomas Cresswell sono giunti in America, una terra audace, sfrontata, brulicante di vita. Ma, proprio come la loro Londra adorata, anche la città di Chicago nasconde oscuri segreti. Quando i due si recano alla spettacolare Esposizione internazionale, scoprono una verità sconcertante: l'evento epocale è minacciato da denunce di persone scomparse e omicidi irrisolti. Audrey Rose e Thomas iniziano a indagare, per trovarsi faccia a faccia con un assassino come non ne hanno mai incontrati prima. Scoprire chi sia è una cosa, ben altra faccenda è catturarlo, soprattutto all'interno del famigerato Castello degli Orrori che ha costruito lui stesso, un covo di torture labirintico e terrificante. Riuscirà Audrey Rose, insieme al suo grande amore, a porre la parola "fine" anche a questo caso? O soccomberà, preda del più subdolo avversario che abbia mai incontrato?
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Mai mi sarei aspettata di apprezzare A caccia del diavolo di Kerri Maniscalco così tanto. Non so comprendere cosa sia cambiato rispetto ai libri precedenti, ma la scrittura mi ha intrattenuto maggiormente e anche i personaggi, soprattutto Audrey Rose, mi sono piaciuti di più. 
In generale, se da una parte presenta le stesse caratteristiche dei primi tre volumi, per il resto l'ho trovato migliore e sono davvero felice di questo miglioramento. 

In questo romanzo ci troviamo in America e Audrey Rose e Thomas, ormai fidanzati, devono ancora lottare con un assassino che credevano morto per sempre: Jack lo Squartatore. Il modus operandi di alcuni crimini scellerati perpetuati su delle giovani donne infatti richiamano gli omicidi di Londra, e da i taccuini di Nathaniel la giovane coppia scopre una notizia terribile: Jack aveva un complice, o forse Nathaniel era semplicemente la "creatura" di un omicida molto più scellerato. 
La pista li porta successivamente a Chicago, dove si sta tenendo la meravigliosa Fiera Mondiale Colombiana. Nonostante il disinteresse della polizia, decine di donne sono scomparse senza lasciare traccia, e Audrey Rose vuole trovare l'assassino e il suo terribile Castello degli orrori.  
Nemmeno il fidanzamento è tutto rose e fiori, il giorno delle nozze infatti i due sposi ricevono un'amara sorpresa, che potrebbe rovinare tutto...

Come ho già detto, tutto in questo romanzo, dalla trama allo stile, mi è piaciuto molto di più. Non ho riscontrato infatti i soliti difetti che vi ho elencato nei romanzi precedenti, come per esempio un'eccessiva descrizione dei dettagli o scrittura pesante ed eccessiva. Audrey Rose in questo romanzo è finalmente unita a Thomas e sembra liberarsi dai freni inibitori che prima la trattenevano. Il loro rapporto in questo romanzo mi è piaciuto moltissimo e mi sono innamorata di Thomas, che si aggiunge alla lunga lista di fidanzati letterari. Mi sono piaciuti molto i colpi di scena e la trama, come anche la scelta di ricollegarsi al primo libro con gli omicidi di Jack lo Squartatore. Mentre nei romanzi precedenti, ovviamente escluso lo Squartatore, gli assassini erano personaggi inventati dall'autrice, in questo caso Kerri Maniscalco si rivolge alla storia americana, riprendendo la figura del primo assassino seriale di quegli anni H.H. Holmes, che lei ritiene anche colpevole dei delitti di Londra. 
Il cattivo e il suo modus operandi mi sono piaciuti moltissimo, ho trovato tutto stranamente molto sensato, oltre che ben descritto, quindi ne sono stata davvero ben felice. 
Una cosa che ho sempre apprezzato di questa serie è l'abilità dell'autrice di unire la storia contemporanea agli eventi e di modificare le date e gli avvenimenti a suo vantaggio. Non mi dà fastidio infatti che la storia venga manipolata a suo vantaggio, se ne viene fuori un bel romanzo di fantasia. 

Sono davvero molto felice di come il tutto si sia concluso: non avrei mai pensato di apprezzare alla fine Audrey Rose, ma beh, eccoci qua. Questo finale mi ha proprio alzato le aspettative non solo sull'autrice e sui suoi futuri romanzi che non vedo l'ora di leggere, ma anche sulla stessa serie. All'inizio pensavo che fosse carina ma non abbastanza bella da conservarla sullo scaffale, potrebbe questo ultimo volume aver cambiato le cose? Beh, lo spero. Sono comunque triste di dover abbandonare Audrey Rose e Thomas, ma sono sicura che continueranno ad investigare e a divertirsi anche senza di noi. 
Ci risentiremo sicuramente per Kingdom of the Wicked in uscita il prossimo anno!

Ringrazio Nia per aver organizzato l'evento e la Mondadori per averci fornito la copia ebook e cartacea del romanzo. 
Se la mia recensione vi è piaciuta, o volete farmi sapere la vostra opinione del romanzo, scrivetemi pure un commento, ne sarei molto felice!
Vi auguro buona lettura e vi consiglio di scopre gli approfondimento e le recensioni anche delle mie colleghe, non ve ne pentirete!







lunedì 30 novembre 2020

Blog Tour: "A caccia del Diavolo" - L'autrice: Kerri Maniscalco

 


Buongiorno lettori!
Pronti a scoprire l'ultimo libro della quadrilogia di Kerri Maniscalco? La recensione del libro arriverà domani, io oggi vi parlo invece dell'autrice. Chi è Kerri Maniscalco? Cosa ha scritto? 
Qui sotto scoprirete tutto!
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Titolo: A caccia del diavolo (Stalking Jack the Ripper #4)
Autore: Kerri Maniscalco
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar fantastica
Data di uscita: 10 novembre 2020
Pagine: 480
Prezzo: 20 euro

Trama: Audrey Rose Wadsworth e Thomas Cresswell sono giunti in America, una terra audace, sfrontata, brulicante di vita. Ma, proprio come la loro Londra adorata, anche la città di Chicago nasconde oscuri segreti. Quando i due si recano alla spettacolare Esposizione internazionale, scoprono una verità sconcertante: l'evento epocale è minacciato da denunce di persone scomparse e omicidi irrisolti. Audrey Rose e Thomas iniziano a indagare, per trovarsi faccia a faccia con un assassino come non ne hanno mai incontrati prima. Scoprire chi sia è una cosa, ben altra faccenda è catturarlo, soprattutto all'interno del famigerato Castello degli Orrori che ha costruito lui stesso, un covo di torture labirintico e terrificante. Riuscirà Audrey Rose, insieme al suo grande amore, a porre la parola "fine" anche a questo caso? O soccomberà, preda del più subdolo avversario che abbia mai incontrato?
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Kerri Maniscalco, autrice della serie Stalking Jack the Ripper, è nata a Newbourgh, New York, da un padre siciliano e da una madre di origini irlandesi. Il padre è un chiropratico e in casa erano quindi presenti diversi libri di anatomia e diversi modellini ben dettagliati, e ciò ha portato l'autrice ad interessarsi fin da adolescente alle scienze forensi e alla creazione della protagonista, Audrey Rose. 
Le atmosfere gotiche, invece, sono state ispirate dalla loro stessa casa, che la Maniscalco definiva stregata. 
La passione per la lettura le è nata grazie alla nonna, che, malata, ha insegnato alle sue nipoti ad utilizzare i libri per viaggiare con la fantasia, quando era impossibile con il corpo. Questa passione è stata poi alimentata dagli stessi genitori, che portavano le figlie ogni week end in libreria, e avevano la tradizione ogni Natale di regalare un libro rilegato in pelle. 
Appassionata di arte, Kerri Maniscalco ha studiato in college Arte, per poi spostarsi prima a Design della Comunicazione al F.I.T. e infine in Scienze penali, criminologiche e investigative. Ha abbandonato tutto alla fine per dedicarsi alla scrittura: la serie di Stalking Jack the Ripper è la sua prima opera. 
Quando non scrive, ama cucinare per i suoi amici e famigliari, e adora parlare con i suoi gatti. Adora poi passare del tempo nel negozio di vestiti di sua sorella, Dogwood Lane Boutique (che sorpresa, potete trovare anche nelle pagine del libro!) e insieme a lei ha creato nel maggio del 2019 una serie di oggetti dedicati alla serie che potete acquistare qui: Dogwood Lane Boutique.

Il suo romanzo d'esordio, Stalking Jack the Ripper, è stato pubblicato nel 2016 dalla casa editrice Hachette Book Group. Durante il tour dedicato al libro la Maniscalco ha scoperto di avere una malattia "invisibile", la Malattia di Lyme, una malattia cronica di cui parla molto apertamente ed è una delle ragioni per cui Audrey Rose ha una ferita debilitante, affinché i lettori che hanno disabilità o malattie croniche possano immedesimarsi con gli eroi della storia. 

L'ultimo libro scritto da Kerri Maniscalco è Kingdom of the Wicked, ambientato nell'Italia del diciannovesimo. La protagonista è una strega che cerca di scoprire chi ha ucciso la sua amata sorella, mentre un principe dei demoni sta cercando una sposa per il suo padrone. Il libro è stato appena pubblicato in America e verrà pubblicato anche in Italia grazie ad Oscar Vault. 

Grazie di aver letto il mio approfondimento. 
Se vi è piaciuto lasciate un commento!
Buona lettura!




sabato 28 novembre 2020

Review Party & Blog Tour: "Il libro bianco perduto" di Cassandra Clare e Wesley Chu

 

Buongiorno lettori!
Stasera vi parlo del secondo libro della trilogia The Eldest Curses con protagonisi Alec Lightwood e Magnus Bane, i nostri amati Malec! Il libro è scritto a quattro mani da Cassandra Clare con la collaborazione di Wesley Chu, e se avete bisogno di rispolverare i ricordi del primo libro li trovate qui.
Buona lettura!

(Ah ovviamente ci saranno spoiler del primo volume, se non lo avete letto siete avvisati!)
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Titolo: Il libro bianco perduto (The Eldest Curses #2)
Autore: Cassandra Clare & Wesley Chu
Casa editrice: Mondadori
Collana: Chrysalide
Data di uscita: 24 novembre 2020
Pagine: 360
Prezzo: 19,90 euro

Voto: 3.5/5

Trama: Tutto sembra procedere anche troppo bene per Magnus Bane e Alec Lightwood, quasi sorpresi per la quiete e la felicità che la vita sta regalando loro, freschi genitori di Max, un bambino stregone di nemmeno un anno. Per sgretolare l'idillio, però, è sufficiente che due vecchie conoscenze di Magnus irrompano nottetempo nel loro bellissimo loft newyorchese, feriscano al petto lo stregone con un'insolita arma e rubino il Libro Bianco, la raccolta di incantesimi più potente in circolazione. A quel punto, Magnus e Alec non hanno scelta: sanno che devono tentare il tutto per tutto per riprendersi il prezioso volume. E per farlo saranno costretti a seguire i ladri fino a Shanghai. Prima, però, dovranno chiamare rinforzi e soprattutto... trovare una babysitter. In loro aiuto accorrono subito Clary, Jace, Isabelle e Simon Lovelace, da pochi mesi uno Shadowhunter a tutti gli effetti. Una volta a Shanghai, però, il sestetto si rende subito conto che una minaccia ancora più oscura li sta aspettando. E che, poiché i poteri di Magnus, a causa della ferita subita la notte del furto, stanno diventando sempre più instabili, potrebbero non essere capaci di arrestare l'avanzata dei demoni nella città. E se fosse davvero così, potrebbero essere costretti a seguirli fino al loro luogo d'origine, il regno dei morti. Ce la faranno Magnus, Alec e i loro amici a fermare la minaccia che si sta dispiegando sul mondo? E, soprattutto, riusciranno a tornare a casa prima che Max faccia impazzire la mamma di Alec?
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Mentre ne La mano scarlatta ci trovavamo all'inizio della relazione di Alec e Magnus, qui sono passati ormai tre anni e la coppia nel frattempo ha adottato un bellissimo bambino stregone tutto blu, chiamato Max in onore del fratello di Alec (trovate tutto questo nel volume Le cronache dell'Accademia Shadowhunters). Alec e Magnus hanno trovato una routine domestica e amano la loro famiglia appena formata, finché a rompere l'idillio non ricompare Shinyun alla loro porta, insieme a Ragnor Fell, lo stregone amico di Magnus da tempo ritenuto morto. Sia Shinyun che Ragnor sono diventati fedeli del principe dell'Inferno Samael, che vuole riportare i demoni sulla terra, e rubano da casa di Magnus per aiutarlo il Libro Bianco, un potente libro di incantesimi. Come se non bastasse, Shinyun colpisce Magnus con un'arma particolare mai vista prima, che sembra intaccare la magia dello stregone. 
I due scappano, ma Alec riesce a rintracciarli con la runa della localizzazione e scoprono che si trovano a Shangai. Così, insieme agli amici di sempre (Jace, Clary, Isabelle e il novello shadowhunter Simon) partono per la missione, affidando Max a Maryse. 

Ho trovato il libro meno riuscito rispetto al precedente, forse un pochino più debole, ma per certi versi invece l'ho amato ancora di più. Adoro questo periodo della relazione tra Alec e Magnus, in cui finalmente tutto il passato è stato lasciato alle spalle, in cui Alec non è più geloso e Magnus meno refrattario a condividere informazioni con Alec, amo poi il piccolo Max, il loro bambino stregone. La relazione tra Alec e Magnus è sempre stupenda, anche se volta esageratamente perfetta e idilliaca, un po' irrealistica per dei novelli genitori che dovrebbero essere sotto stress. Ogni piccola cosa viene subito risolta e mi è sembrato irrealistico che tutto venisse subito perdonato, ma è un libro, possiamo almeno qui sognare che le relazioni siano perfette? Poi direi che hanno sofferto abbastanza nei libri precedenti. 
Il libro mi è piaciuto anche perché questa volta non ci sono solamente i protagonisti della trilogia, ma anche tutti gli altri personaggi che abbiamo imparato ad amare, anche se avrei voluto un loro coinvolgimento maggiore, peccato. 
Ho trovato invece fiacco il cattivo della storia, un po' la caricatura di un cattivo, di cui non ho capito nemmeno i comportamenti. 
E' stato bello però che il libro si relazionasse maggiormente con il contesto in cui ci troviamo: la Pace Fredda con le fate e le conseguenze che causa nei rapporti tra gli Shadowhunters e i Nascosti.
Per il resto ho trovato il libro per quanto riguarda lo stile e la trama, appunto, meno riuscito, ma più interessante, e si capisce dove si vuole andare a parare con il terzo, e sono curiosa di scoprire come faranno i nostri personaggi a cavarsela anche questa volta. 
Sono molto felice anche di aver potuto osservare Simon qualche mese dopo la sua ascensione: è spaventato, triste, demoralizzato, ma comunque combatte per chi ama e fa le solite battute terribili. 
Voglio rileggere di nuovo tutto e ritrovare questi personaggi e le storie che ho amato, e scoprire cosa ci riserverà Cassandra Clare in futuro. 

CHE COS'E' IL LIBRO BIANCO? 

Il Libro Bianco è uno dei più potenti e importanti libri di incantesimi conosciuti, insieme al Libro Grigio. E' un piccolo volume rilegato in oro, e nonostante all'esterno il titolo sia in latino, all'interno è scritto in greco. 
Quando il libro inizia si trova in possesso di Magnus, ma come sappiamo, la sua storia è lunga e tortuosa. Chi ha letto la trilogia The Mortal Instruments sa che Jocelyn era in possesso del libro e ha chiesto aiuto allo stregone Ragnor Fell per aiutarla con un incantesimo che la portasse in un coma profondo, nel caso fosse stata ritrovata da Valentine. Aveva poi nascosto il libro nella casa dei Wayland a Idris, all'interno di un libro da cucina. Clary e Magnus recuperano successivamente il libro per svegliare Clary, ed è da quel momento che Magnus ne diventa di diritto possessore. 
Ma chi ha letto anche The Infernal Devices sa che in verità la sua storia si spinge fino alla Londra vittoriana. Il libro infatti era conservato nell'Istituto di Londra, finché non scomparve misteriosamente. Venne ritrovato dallo stregone John Shade, che lo utilizzava per esperimenti di negromanzia e per perfezionare la sua armata meccanica. Quando morì, il figlio mondano cercò di rivendicarlo come possedimento personale del padre, ma la sua richiesta fu rifiutata e venne riportato all'Istituto.
Non si sa poi cosa ne sia successo, o perché venne in mano di Jocelyn.
Attualmente è conservato dal Labirinto a Spirale, la cosa più simile a un governo che hanno gli stregoni. 

Blog Tour: "La vita invisibile di Addie LaRue" - I personaggi secondari

 


Buongiorno lettori!
Oggi ci saranno due post sul blog: l'approfondimento di Addie e la recensione del Libro bianco perduto, l'ultimo libro della serie di Shadowhunters pubblicato da Cassanda Clare e Wesley Chu. 
Adesso vi parlo dei personaggi secondari che potete incontrare nel bellissimo romanzo La vita invisibile di Addie LaRue di Victoria Schwab. 

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Titolo: La vita invisibile di Addie LaRue
Autore: Victoria Schwab
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar fantastica 
Data di uscita: 24 novembre 2020
Pagine: 492
Prezzo: 24 euro

Voto: 4.5/5

Trama: Nel 1714, Adeline LaRue incontra uno sconosciuto e commette un terribile errore: sceglie l'immortalità senza rendersi conto che si sta condannando alla solitudine eterna. Tre secoli di storia, di storie, di amore, di arte, di guerra, di dolore, della solennità dei grandi momenti e della magia di quelli piccoli. Tre secoli per scegliere, anno dopo anno, di tenersi stretta la propria anima. Fino a quando, in una piccola libreria, Addie trova qualcuno che ricorda il suo nome. Nella tradizione di Vita dopo vita e La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempoLa vita invisibile di Addie LaRue si candida a divenire una pietra miliare nel genere del "romanzo faustiano".
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Così come Addie ha una piccola costellazione di lentiggini sul viso, anche il libro ha una costellazione di personaggi, la cui stella più brillante è sicuramente Addie, la protagonista, il centro gravitazionale della storia attorno a cui ruotano le altre persone. 

Personaggio fondamentale della storia è sicuramente il dio della notte, l'oscuro, il senza nome, o meglio Lucien o Luc, come lo chiama Addie. 
Addie infatti il giorno delle sue nozze va nel bosco per pregare gli antichi dei affinché impediscano il matrimonio combinato, ma il sole tramonta senza che se ne accorga e allora risponde Lucien alla sua chiamata. Addie baratta con lui la sua anima, per vivere una vita immortale, ma Lucien distorce le sue parole e la inganna. Addie infatti ha promesso che il dio avrà la sua anima solo quando lei si sarà stufata di vivere, e per farlo Luc deve rendere la sua vita insopportabile. 
La notte dell'anniversario del patto Luc si incontra con Addie, per chiederle se è pronta, dopo un anno di sofferenza, a smettere di vivere, ma la ragazza rifiuta, così come gli anni successivi. Con il tempo Lucien si affeziona e si innamora di lei, ovviamente in un modo perverso e malato che caratterizza i mostri, la considera una sua possessione e cerca di affascinarla, convincendola che lui sia l'unico che lei abbia, l'unico che la ricorda. 
Essendo un dio, ovviamente Luc ha un grande potere: in ogni epoca uomini destinati alla fama gli donano l'anima, e lui la reclama. E' in grado di manipolare gli esseri umani e di controllarli come se fossero burattini, e ovunque vada ha potere e soldi. 

Secondo co-protagonista maschile della storia, Henry Strauss è tutto l'opposto dell'oscuro: buono, dolce, sensibile, umile. Henry fin dall'infanzia si sente diverso, sente troppo rispetto agli altri, come se ci fosse qualcosa che non va nel suo cuore. Ovviamente soffre di depressione, e attualmente a ventinove anni la sua vita non sembra andare da nessuna parte: ha lasciato la scuola di teologia, anzi lo hanno cacciato, è la delusione dei suoi genitori e lavora in una piccola libreria. Henry vorrebbe solamente essere amato, e alla fine incontra Addie. 
Nella sua vita ha due amici fantastici, Bea e Robbie, che ci sono sempre per lui. Bea studia arte, Robbie è un attore ed è anche il suo ex ragazzo. 

Tra i personaggi secondari più importanti ci sono ovviamente i genitori di Addie: la madre, una donna dura e severa, e il padre, che è un falegname e ama la figlia sopra ogni cosa. Nel piccolo villaggio vivono anche l'amica di infanzia di Addie, Isabel, che sogna di sposarsi e avere una famiglia, e la vecchia Estele, personaggio fondamentale nella vita di Addie, dal momento che sarà lei ad insegnare alla ragazza l'esistenza degli antichi dei. Estele è un punto di riferimento per Addie: amica, mentore... la donna diventa modello di vita per la ragazza, che sogna di diventare vecchia nel villaggio libera da legami proprio come Estele. 
Alla fine, la ragazza esaudirà il desiderio della donna di venire sepolta sotto l'ombra di un albero per riposare per sempre. 






venerdì 27 novembre 2020

Review Party: "La vita invisibile di Addie La Rue" di Victoria Schwab

 


Buongiorno lettori!
Come state? 
Io sono felice, sono stata ammessa ad un master universitario e non vedo l'ora di cominciare il mio nuovo percorso. 
Per questo motivo penso che il prossimo anno parteciperò a meno eventi di libri, anche se spero di riuscire a gestire entrambe le cose senza problemi. 
Prima di cominciare, ringrazio Nia di Cronache di Lettrici Accanite per aver organizzato l'evento e la Mondadori per avermi fornito la copia ebook del volume.
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Titolo: La vita invisibile di Addie LaRue
Autore: Victoria Schwab
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar fantastica 
Data di uscita: 24 novembre 2020
Pagine: 492
Prezzo: 24 euro

Voto: 4.5/5

Trama: Nel 1714, Adeline LaRue incontra uno sconosciuto e commette un terribile errore: sceglie l'immortalità senza rendersi conto che si sta condannando alla solitudine eterna. Tre secoli di storia, di storie, di amore, di arte, di guerra, di dolore, della solennità dei grandi momenti e della magia di quelli piccoli. Tre secoli per scegliere, anno dopo anno, di tenersi stretta la propria anima. Fino a quando, in una piccola libreria, Addie trova qualcuno che ricorda il suo nome. Nella tradizione di Vita dopo vita e La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempoLa vita invisibile di Addie LaRue si candida a divenire una pietra miliare nel genere del "romanzo faustiano".
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Gli antichi dei saranno pure grandiosi, ma non sono clementi né magnanimi. Sono capricciosi, mutevoli come il riflesso della luna sull'acqua, o come ombre nel cuore di una tempesta. Se ti ostini a invocarli, fa' attenzione: bada bene alle tue richieste, sii pronta a pagarne il prezzo. E per quanto impaziente e disperata, non pregare mai gli dei che sono in ascolto dopo il tramonto. 

 

La vita invisibile di Addie LaRue si potrebbe benissimo considerare il romanzo fantasy dell'anno, e dal momento del suo annuncio è stato uno dei libri che più ho atteso di leggere. 
L'autrice, Victoria Schwab, è ovviamente ben conosciuta nel panorama fantasy e young adult internazionale, avendo scritto diversi romanzi di successo come la trilogia di A darker shade of magic, pubblicato in Italia da Newton Compton con il titolo Magic, oppure la duologia This Savage Song pubblicata in Italia da Giunti. 
La vita invisibile di Addie LaRue è il suo primo romanzo uscito con Mondadori, ed è un romanzo a cui l'autrice tiene tantissimo, dal momento che ha impiegato dieci anni per scriverlo. 

La protagonista è Addie LaRue una ragazza con sette lentiggini sul viso, la sua personale costellazione. Nata su finire del '600 in un piccolo villaggio della Francia, Villon, fin da bambina capisce che non vuole vivere la vita che le è destinata come donna in quel luogo e in quel periodo storico; vuole essere libera, viaggiare, scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo e sogna nuove storie, raccontatele dall'uomo immaginario che ossessiona i suoi pensieri.
 Al villaggio, la vecchia Estele le confida il potere degli antichi dei, che in cambio di un pegno esaudiscono i desideri. Addie riesce ad arrivare fino a ventitré anni senza sposarsi, libera come un albero, ma alla fine il villaggio la reclama e i genitori la promettono in sposa. Addie prega ancora gli dei, ma nessuno la ascolta; Addie scappa e invoca l'ultimo dio che rimane, quello che non si dovrebbe mai invocare. Addie è disperata e stringe un patto con l'oscuro, ma in poco tempo capisce il suo errore: ha chiesto di essere libera e di vivere per sempre, ma quello che il dio le ha dato è una maledizione, sarà anche immortale, ma sarà destinata ad essere dimenticata da chiunque la veda e la conosce. 

Se una persona è incapace di lasciare un segno, esiste veramente?
Il racconto si divide in due rami: da una parte continuiamo a scoprire la storia di Addie dopo la maledizione, nella Francia del 1700, scopriamo la dura lotta per la sopravvivenza che la attende, la sofferenza e la fame che patirà, mentre dall'altra scopriamo il suo presente, a New York. 
Addie sopravvive giorno per giorno, mai pentita della scelta che ha fatto trecento anni prima, ma si tratta comunque di un'esistenza solitaria, finché un giorno incontra un ragazzo, Henry, che si ricorderà di lei, qualcosa che non era mai successa e che cambierà la sua vita. 

"Raccontami delle serate danzanti a Parigi."
"Raccontami delle vele spiegate sull'oceano."
"Raccontami tutto."

Questo romanzo ha soddisfatto pienamente ogni mia aspettativa: si tratta di un tipico patto faustiano, ma la storia rimane originale e ben scritta. Lo stile è magico, sognante, mi sono innamorata di ogni frase che leggevo, e soprattutto mi sono innamorata di Addie. 
Addie è un personaggio di cui è difficile non innamorarsi, femminista antelitteram scappa da un matrimonio e da una vita che la distruggerebbe per vivere libera, per scoprire ogni giorno una nuova meraviglia. Anche se la sua vita è maledetta, è una vita degna di essere vissuta, che le ha permesso di viaggiare, di vivere momenti storici fondamentali, di imparare le lingue, di incontrare ogni giorno nuove persone. Addie vive questa vita costretta a essere dimenticata, ma questo non la abbatte mai, continua ogni giorno ad andare avanti, nonostante l'oscuro, Luc, l'abbia messa alle strette. Il loro è un rapporto complicato: un ballo, una sfida. Luc è affascinato come tutti da questa donna che nonostante la vita sembra schiacciarla, riesce sempre a trovare qualcosa di bello, che valga la pena, che non si arrende. 
Addie è luce, Addie è meraviglia, è gioia, coraggio, forza, gioventù, è la musa di poeti e pittori. 
Addie è quella persona che vorresti incontrare o almeno essere: divertente, bella, spontanea, intelligente, tenace. Che pensa prima agli altri che a se stessa. 

L'oscuro, Luc, è un antico dio e come tutti gli dei scostante, misterioso, lunatico. Il suo personaggio mi è piaciuto moltissimo, perché ho un debole per i morally grey charachters ben costruiti. Luc appare con le sembianze e con il nome del ragazzo immaginario di Addie e così la tormenta negli anni, ritornando la notte del loro "anniversario" a trovarla e a chiederle se è pronta ad arrendersi, ma nel tempo lui si innamora di lei, un amore malato, una possessione. Da un certo punto di vista mi ha ricordato molto il Darkling di Tenebre e Ossa, perchè nella sua malvagità e nella sua mostruosità, ha degli sprazzi di umanità, di debolezza, che mi hanno permesso di innamorarmi di lui. 

Henry infine è l'ultimo protagonista della storia, un ragazzo che soffre di depressione e che cerca di trovare una strada nel mondo, che vuole solamente essere amato e apprezzato per quello che è, non per quello che la gente vuole che sia. Lavora in una piccola libreria, ed è lì che Addie lo incontra per la prima volta. Con il tempo scopriamo anche la storia di Henry, ma avrei voluto molto di più su di lui. Un ragazzo dolce, sensibile, pansessuale, in cui mi sono riconosciuta molto. 

Mi sono innamorata di questa storia grazie al tono romantico con cui questa è narrata: il linguaggio lirico e ipnotico, la dolcezza delle parole e la sensualità delle frasi. A volte aveva la tendenza ad essere noioso, dal momento che non succedeva molto, ma in quelle parti erano il linguaggio e Addie ad essere assoluti protagonisti. 
Mi è piaciuto anche il viaggio che mi ha permesso di affrontare: mi sono ritrovata prima in Francia e poi a New York, e mi sembrava di esserci vissuta, di vivere lì e di essere accompagnata in nuovi luoghi che non conoscevo, luoghi magici persi nel tempo e nello spazio. 
Ho adorato anche l'apertura del romanzo, sia Addie che Henry sono stati sia con uomini e con donne, ma la cosa viene nominata con molta normalità e se ne parla senza problemi; davvero una boccata d'aria fresca. 

In un modo o nell'altro, sono sicura che questo romanzo vi stupirà e vi rimarrà impresso. E spero lo amerete anche voi come l'ho amato io, pregi e difetti. 
Buona lettura!

mercoledì 25 novembre 2020

Review Party: "Film Pop Anni '80" di Matteo Marino e Simone Stefanini



Non importa se siete nati nel 1970 o negli anni 2000, gli anni '80 sono uno state of mind, il cui spirito è ormai entrato nei cuori di migliaia di appassionati. Non c'è ragazz* sulla Terra infatti che non abbia visto uno di quei film cult, che non abbia riso con un meme con protagonista uno di quei personaggi, o semplicemente non abbia ripetuto una delle battute più iconiche!
Come celebrare quegli anni se non con un libro che parla di quel periodo e di quei capolavori cinematografici? 
Leggete la mia recensione e immergetevi di nuovo in quegli anni che potrete aver vissuto o semplicemente sognato milioni di volte, e ricordate, se qualcuno vi chiede se siete un dio, voi dovete dire sì!
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Titolo: Film pop anni '80
Autori: Matteo Marino & Simone Stefanini
Casa editrice: Becco Giallo
Data di uscita: 19 novembre 2020
Pagine: 416 
Prezzo: 19 euro

Trama: Una guida schietta ai film che ci hanno cambiato la vita e che ci hanno salvato, ancora una volta, quando stavamo chiusi in casa. Basta chiacchiere: è tempo di raggiungere le 88 miglia orarie!
Per molti i film pop degli anni '80 sono indissolubilmente legati ai ricordi, a una stagione irripetibile della vita. Ma quei film con i quali molti di noi sono cresciuti non hanno a che fare solo con la nostalgia: hanno colonizzato l'immaginario contemporaneo e ce li ritroviamo citati, omaggiati, saccheggiati e perpetuati nelle opere di oggi, nei meme e nei modi di dire. Matteo Marino e Simone Stefanini prendono in esame 30 film pop + 1 usciti tra il 1980 e il 1989 e, come se guidassero la DeLorean per viaggiare nel tempo, riescono a tornare bambini, in sala, coi popcorn in mano. Ma si mettono anche nei panni di chi vede quei film con gli occhi di oggi, magari per la prima volta o all'ennesimo rewatch. Storia, tecnica, musica, icone, frasi memorabili, segreti venuti fuori dopo anni, mappa delle location, interpretazioni inedite, ma soprattutto aneddoti e cuore, per raccontare con schiettezza e passione i film che ci hanno cambiato la vita e che ci hanno salvato, ancora una volta, quando stavamo chiusi in casa.
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Io purtroppo sono figlia degli anni '90 e ho vissuto gli anni '2000, o insomma quelli che potrebbero essere considerati gli anni più brutti per quanto riguarda la moda: tra jeans a vita bassa e sopracciglia a gabbiano... ma non divaghiamo. 
Non ho potuto vivere gli anni '80, ma mi sono sempre sembrati un bellissimo sogno, sogno che grazie a Stranger Things ultimamente ho potuto rivivere. Sono cresciuta immaginando di combattere sith malvagi nello spazio o di poter visitare il futuro con una DeLorean, era il mio sogno americano fatto di bulli e pupe, di balli sfrenati e libertà. 
Sono quindi stata molto felice di poter leggere questo libro, che è un po' una guida ai film cult degli anni '80 e un po' ricordi personali dei due autori, Matteo Marino e Simone Stefanini. 
Questi due "ragazzi" infatti hanno vissuto gli anni '80 e ricordano il periodo in cui in sala o con una vhs (quanto erano belle!) hanno avuto modo di vedere questi film, e nel libro parlano molto apertamente delle loro considerazioni ed esperienze personali. 
Nel film sono descritti all'incirca 30 film in modo preciso, ma per non escluderne nessuno alla fine di ogni anno c'è una sezione intitolata "In Italia uscirono anche..." davvero molto utile per scoprire tutti i film che l'Italia ha conosciuto in quel periodo. 
Ogni film, inoltre, è diviso in sette utili sezioni: buoni e cattivi, in cui si parla dei personaggi e del loro ruolo all'interno del film, cuore, in cui si cerca di individuare ed esplorare il nucleo del film, icona pop, tutto ciò che è diventato oggetto di culto e riprodotto ovunque, ormai conosciuto anche dai non appassionati, playlist, la musica e le colonne sonore, rewatch, in cui si considera il film "al presente", e infine la mappa, i luoghi del film!

Ho riletto alcune sezioni dei miei film preferiti e mi sono piaciute tutte, ho rivisto la passione e l'amore per quegli anni, che io purtroppo ho solo potuto conoscere in modo indiretto, e soprattutto è stato bello leggere le esperienze personali di persone che erano bambine in quegli anni, a cui non interessavano tanto le trame quanto poter vedere Luke che utilizzava la Forza insieme a quel piccolo ometto verde tutto grinzoso che parlava al contrario, oppure vedere gli Acchiappafantasmi all'opera. 

Cosa ha reso così belli gli anni '80? Difficile da capire, erano anni d'oro nell'economia, le persone stavano bene e c'era ancora il sogno americano. I film avevano dei pessimi effetti speciali, ma erano fatti con il cuore, i bambini imparavano a conoscere i videogiochi della Nintendo e si creavano giocattoli dei film apposta per l'oro. E' lì che è partita la passione per i film e le serie tv di fantascienza, in un modo che prima non si poteva capire, nacque il nerd, il geek che era fiero di esserlo. 
E gli anni '80 sono stati il rifugio, con il loro surplus di cultura nerd, per milioni di appassionati in tutto il mondo. Si pensi per esempio anche al libro (successivamente film per Spielberg, regista d'oro degli anni '80) Ready Player One, qui addirittura gli anni '80 hanno formato la cultura del futuro!

Per non dimenticare neppure la cinematografia italiana, che sicuramente non sarà stata di culto per gli altri paesi, ma ha formato la nostra generazione, a fine libro c'è una sezione apposita dei film pop italiani. 
In fondo in fondo al volume c'è poi una sezione da aprire solo alla vigilia di Natale che contiene, beh... no, non si spoilera!


Vi consiglio di comprare il libro e scoprire tutti i film che hanno formato la cultura nerd attuale e hanno aiutato migliaia di bambini in tutto il mondo, magari un po' sfigatelli e con l'apparecchio ai denti, a credere in se stessi, a pensare di poter salvare l'umanità, anche solo viaggiando con la fantasia.