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giovedì 11 giugno 2020

Recensione: La Città di Ottone


Titolo: La Città di Ottone
Autore: S. A. Chakraborty
Casa Editrice: Mondadori
Data di uscita: 16 giugno 2020
Pagine: 528
Prezzo: 22 euro

Voto: 5/5

[Ringrazio la Mondadori per avermi permesso di poter leggere il romanzo in anteprima]

Egitto, XVIII secolo. Nahri non ha mai creduto davvero nella magia, anche se millanta poteri straordinari, legge il destino scritto nelle mani, sostiene di essere un'abile guaritrice e di saper condurre l'antico rito della zar. Ma è solo una piccola truffatrice di talento: i suoi sono tutti giochetti per spillare soldi ai nobili ottomani, un modo come un altro per sbarcare il lunario in attesa di tempi migliori. Quando però la sua strada si incrocia accidentalmente con quella di Dara, un misterioso jinn guerriero, la ragazza deve rivedere le sue convinzioni. Costretta a fuggire dal Cairo, insieme a Dara attraversa sabbie calde e spazzate dal vento che pullulano di creature di fuoco, fiumi in cui dormono i mitici marid, rovine di città un tempo maestose e montagne popolate di uccelli rapaci che non sono ciò che sembrano. Oltre tutto ciò si trova Daevabad, la leggendaria città di ottone. Nahri non lo sa ancora, ma il suo destino è indissolubilmente legato a quello di Daevabad, una città in cui, all'interno di mura metalliche intrise di incantesimi, il sangue può essere pericoloso come la più potente magia. Dietro le Porte delle sei tribù di jinn, vecchi risentimenti ribollono in profondità e attendono solo di poter emergere. L'arrivo di Nahri in questo mondo rischia di scatenare una guerra che era stata tenuta a freno per molti secoli.

Quando ho saputo che questo romanzo sarebbe stato portato in Italia dalla Mondadori, il mio cuore ha urlato di gioia. Amo le ambientazioni arabe e medio-orientali e avevo sentito parlare così bene di questo romanzo che non vedevo l'ora di poterlo avere tra le mani. Fin da bambina, infatti, il mondo arabo mi ha sempre affascinato e non vedevo l'ora di poter leggere uno young adult che mi potesse riportare in quel mondo. E beh, non posso dire di essere rimasta delusa, anzi, credo sia uno dei libri più belli che ho letto quest'anno. 

La storia è narrata attraverso due punti di vista. La protagonista è Nahri, una giovane ragazza che vive al Cairo e che per sopravvivere ruba in giro e inganna le persone. Nahri sembrerebbe la solita ragazza orfana che vive nei sobborghi e che cerca in tutti i modi di mettere in bocca un pezzo di pane, ma, come Aladdin, anche lei nasconde qualcosa di speciale: è in grado di guarire magicamente, sia se stessa che gli altri. 
La ragazza, nonostante questi straordinari poteri, non ha mai creduto nella magia e soprattutto non ha mai creduto nei jinn. Questo, almeno, finché per puro caso non invoca Dara, un potente jinn che nasconde un misterioso passato. Accortosi che Nahri non è umana come sembra, Dara cerca di portare la ragazza nella favolosa città di Daevabad, la patria dei jinn, per salvarla dagli ifrit, dei demoni che la stanno cercando e vogliono ucciderla. 
In questa città regna la famiglia al Qahtani, che secoli or sono riuscì a togliere il potere ai Nahid, e la storia di questa famiglia ci viene narrata attraverso il punto di vista di Ali, il figlio minore del re, che ha una grande simpatia per gli shafit, la popolazione metà umana e metà jinn, cittadini di serie b che non possiedono gli stessi diritti dei jinn purosangue.

Sia Nahri che Ali sono i protagonisti della storia e, inizialmente nemici, iniziano a fare amicizia nel corso del romanzo. Entrambi credono in diversi punti di vista e fanno parte di due diverse tribù jinn, ma l'autrice è in grado di descriverli a trecentosessanta gradi. Tutti i personaggi del romanzo, infatti, non sono nè buoni nè cattivi, ma nascondono al loro interno una grande profondità. 
Il romanzo infatti mette in scena situazioni complesse che ricordano la situazione attuale del razzismo: gli shafit vengono normalmente strappati dalla famiglia fin da bambini e cresciuti come schiavi, non hanno possibilità di far carriera o di avere posizioni lavorative di rilievo, e soprattutto, non possono lasciare la città. Una situazione purtroppo piuttosto attuale che viene narrata con molta intelligenza dall'autrice, che descrive in modo perfetto il personaggio di Ali, che è diviso fra il dovere verso la famiglia, che cerca in tutti i modi di mantenere questo delicato equilibrio, e l'alleanza con il Tanzeem, l'organizzazione segreta che cerca di migliorare le condizioni sociali degli shafit, se necessario anche con la violenza. 

Il libro infatti è ricco, come Daevabad, di misteri e cose non dette, che portano a colpi di scena incredibili, che lasciano il lettore a bocca aperta. 
Il romanzo poi è ricchissimo di particolari: l'autrice infatti descrive in modo incredibile questa città magica e i suoi misteri, ma le mie parti preferite del libro sono state sicuramente gli intrighi di palazzo, che hanno reso il romanzo così affascinante. 
Le lotte sociali, gli intrighi e i misteri sono davvero tanti, ma ben uniti nella trama. Il lettore non si sente mai sopraffatto da essi, ma rimane sempre padrone della situazione, una cosa che ho apprezzato notevolmente. 

Non so neanche dire cosa NON mi è piaciuto di questo libro: il ritmo è incalzante ma mai troppo veloce, i personaggi sono realistici, le situazioni sempre interessanti, le descrizioni precise ma mai troppo eccessive... questo libro è scritto bene, non posso farci nulla. 
Ho amato l'ambientazione orientale, la trama, i dilemmi morali dei protagonisti, le lotte sociali, come viene affrontato il tema della guerra, l'uso della magia...
Dara, il jinn che protegge Nahri, è sicuramente il personaggio più interessante della storia e quello sicuramente più controverso, non vi dico di più per non farvi spoiler, ma il suo passato è stato segnato dalla violenza e, per tutti questi motivi, più che un romanzo per giovani adulti, potrebbe essere benissimo un libro per adulti, dal momento che non nasconde e non addolcisce nessun dettaglio. 


Se volete leggere un fantasy affascinante e ben scritto questo è esattamente il libro che fa per voi!


Spero che la mia recensione vi sia piaciuta e, nel caso, vi consiglio di recuperare anche quelle degli altri blogger che partecipano all'evento. 




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