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domenica 20 febbraio 2022

Recensione: Sei una di noi di J.Reed

Buongiorno lettori! 
Come state? Io mi sto riprendendo abbastanza bene dall'incidente, e vedrò di recuperare anche un po' di letture. Non sto nemmeno partecipando ad eventi, attualmente. Oggi però voglio recuperare una recensione di un libro dark fantasy che ho letto a gennaio, Sei una di noi di J. Reed, un dark fantasy molto carino, adatto principalmente alla fascia d'età adolescenziale. 

Volete sapere cosa ne penso? Scopritelo più avanti!
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Titolo: Sei una di noi
Autore: J. Reed 
Casa editrice: Dark Abyss Edizioni
Data di uscita: 3 dicembre 2021
Pagine: 259 
Prezzo: 13 euro

Trama: Halloween si avvicina e una strana nebbia cala sul villaggio di Hammefalls, senza però velare l'entusiasmo di Gemma e delle sue amiche, alle prese con i primi amori e con la splendida festa che stanno organizzando; tuttavia, qualcosa turba la loro serenità: se Rose, detta "il mostro", in realtà è perfettamente normale, cosa sta accadendo a Priscilla? Frequenta cattive compagnie o ha scoperto segreti inquietanti in un misterioso libretto? E perché le loro notti sono disturbate dal medesimo incubo, legato all'antico cimitero del paese? Tra equivoci, baci, balli, nuove amicizie e sparizioni le ragazze sono destinate a scoprire i misteri di Hammerfalls e anche se stesse.
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Sei una di noi è un libro perfetto per chi ama Halloween e le storie  ambientate in questo periodo tetro e scuro, ma anche per chi crede nel valore dell'amicizia e della sorellanza. Sono sicura che se avessi letto questa storia quando andavo al liceo l'avrei adorata, purtroppo però sono un po' cresciuta da allora, e non ho potuto non notare un po' di cose che mi hanno fatto storcere il naso.
Ma di questo parleremo dopo, in generale ho trovato che Sei una di noi raccontasse una bella storia di amicizia, con un tocco Halloweeniano che non guasta mai. 
La protagonista della storia è Gemma, una ragazza di quasi sedici anni, che insieme alla sua migliore amica, Priscilla, sta organizzando per Halloween una bellissima festa a tema. Le cose nella sua vita sono abbastanza chiare: loro sono le buone, mentre Rose, la ragazza che vive in quella strana casa sulla collina, è un mostro. Ne sono una conferma i capelli bianchi e gli occhi che a volte diventano rossi. 
Quando però sua sorella, Mary Ann, dà confidenza a Rose mentre stanno andando a scuola, Gemma si rende conto che Rose non è per nulla un mostro, come pensavano, ma è soltanto affetta da albinismo, e decide di diventare sua amica, pentendosi molto degli scherzi stupidi e pericolosi che le aveva fatto. Mentre Gemma diventa amica di Rose, però, Priscilla si allontana e inizia a frequentare strane compagnie, e ruba un libro molto particolare dal fienile della casa di Rose, dove hanno deciso di organizzare la festa. 
I preparativi comunque iniziano ad andare avanti, ma le ragazze iniziano ad avere sogni strani, e la nebbia diventa sempre più fitta...

Se da una parte ho trovato molto carino Sei una di noi, dall'altra l'ho trovato troppo lontano dai miei gusti principalmente per lo stile di scrittura. Mentre la narrazione è fatta molto bene, i dialoghi dei personaggi mi sono sembrati davvero molto elementari, tanto da darmi talvolta fastidio, e in generale ho trovato molto deludente la parte sovrannaturale, che si presenta solamente alla fine. In generale il cattivo della storia non mi è parso molto realistico, e avrei preferito che ci fossero dati più indizi o comunque se ne parlasse di più in precedenza. 
Avrei voluto che fosse spiegato tutto meglio e che la parte sovrannaturale fosse più presente nel libro, ma ci tengo a precisare, che, ovviamente, sono solamente gusti personali. 
Sono sicura che se avessi letto al liceo Sei una di noi sarebbe stata la lettura perfetta: tra amicizie e primi amori, mi sarei davvero appassionata!
 
Ringrazio moltissimo Rosa del blog Gli occhi del lupo per aver organizzato l'evento e la Dark Abyss edizioni per avermi permesso di leggere il loro libro in anteprima. 
Grazie! ♡


giovedì 30 dicembre 2021

Recensione: The Furry Thing di Kamwei Fong


 Buongiorno lettori!
Come avete passato le vacanze di Natale? Spero bene. 
Io mi sto rilassando, prima di iniziare lo stage a gennaio. E ho avuto il bellissimo piacere di leggere un libro dedicato ad un artista fantastico: Kamwei Fong. 
La Becco Giallo, casa editrice molto preparata, ha pubblicato infatti questo libro artistico molto particolare, che racconta la storia di Kamwei Fong e dei suoi gatti. 
Ma scopriamo tutto nella recensione! 

Buona lettura!
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Titolo: The Furry Thing
Autore: Fong Kamwei
Casa editrice: Becco Giallo
Data di uscita: 9 dicembre 2021
Pagine: 128
Prezzo: 23 euro

Trama: In The Furry Thing c'è tutto l'universo dei gatti, tranne le bocche dei protagonisti. Senza bocche, le loro emozioni vengono trasmesse dagli occhi espressivi e luminosi, dalle orecchie vigili e dalle code grandi e cespugliose e, naturalmente, dal pelo più o meno folto (o meglio, folto, molto folto o foltissimo).

Nato nel 2009, The Furry Thing è il progetto artistico dell'illustratore, scultore e designer di Kuala Lumpur, Kamwei Fong. Utilizzando solo inchiostro nero a micro pigmenti e delle fitte trame di piccoli, brevi, segni, Fong ha creato centinaia di illustrazioni oniriche e fantasiose di gatti di ogni genere e taglia. Nonostante lo stile uniforme, quasi matematico nella sua progettazione e lavorazione, ogni gatto di The Furry Thing mostra una personalità unica: ci sono i gatti arruffati, panciuti e goffi, ci sono gatti sinuosi, eleganti e fieri, altri ancora hanno occhi curiosi, o diffidenti, o ruffiani. Alcuni hanno code enormi che puntano il cielo, altri sono arrotolati su loro stessi a formare un cerchio talmente perfetto da risultare magnetico. Ci sono poi quelli dal muso schiacciato o dal pelo striato, le code elettriche o le orecchie asimmetriche, gli sguardi assonnati o le movenze sinuose.
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Per quanto mi piaccia l'arte, non sono solita commentare e recensire libri su artisti contemporanei, ma ho voluto fare un'eccezione per The Furry Thing libro/catalogo che ci racconta l'esperienza artistica dell'artista di Kuala Lampur Kamwei Fong e in particolare il suo progetto artistico chiamato The Furry Thing, nato nel 2009. Si tratta di gatti, semplicemente, e io amo i gatti. 
Quello che mi ha colpito in particolar modo è stato come questo artista sia riuscito a rappresentarli: senza baffi e senza bocca, sono i loro occhi a mostrare i vari caratteri e la bellezza che questi animali riescono a dare all'animo umano. 
Sono forme indistinte, sinuose o curve, a volte semplicemente dei cerchi, ma sempre adorabili. 

Il libro, scritto sia in italiano che in inglese, ci racconta come il progetto sia nato e spiega la tecnica di questo artista, fatta di precisione e di ripetizione. Le forme feline e il loro bellissimo pelo, che ti fa venir voglia di passarci le mani attraverso, infatti, viene creato grazie alla sovrapposizione di linee sottilissime, variando la densità dei segni per creare volume. La vaporosità del pelo, irresistibile, è proprio un marchio di fabbrica dell'artista. 

Nella sua lista infinita di gattini, ho apprezzato soprattutto In the Wonderfurryland, una serie di luoghi onirici abitati dai gatti, dove ogni cosa, dalla luna alle montagne, ha la forma di un fatto. 


In generale, ho amato tutti questi bellissimi disegni. Da amante dei gatti, anche se come lo stesso autore sono vissuta per tutta la vita senza, non potevo non apprezzare un'opera che li elogia in ogni loro forma e dimensione. 
A volte i disegni sono anche uniti da una frase che spiega il momento e la situazione, ma la maggior parte sono solo gatti neri, che ti colpiscono con il loro pelo e i loro occhi magnetici. 

Non conoscevo questo autore prima, ma sono molto grata alla Becco Giallo che mi ha permesso di scoprirlo. 
Questo progetto mi ha colpito moltissimo, non soltanto per il soggetto, ma anche per la tecnica e la precisione con cui Kamwei Fong costruisce ogni disegno. 
Verso la fine vengono anche mostrati dei disegni che l'artista ha realizzato su richiesta di committenti e i loro bellissimi gatti, con le fotografie dei modelli che apprezzano il lavoro svolto. 
Quando sarebbe bello poter chiedere un disegno personalizzato del proprio gatto?

Ringrazio la Becco Giallo per la copia omaggio, e per il lavoro incredibile che hanno compiuto nel realizzare questo catalogo/saggio che con tono ironico e divertente ci racconta la storia di un progetto realizzato per gioco, ma adesso un vero cult tra i giovani. 
Pensate che anche la marca di abbigliamento giapponese Uniqlo ha realizzato delle magliette con questi disegni. 

Il mio consiglio è quello di dirvi di recuperare i tanti gatti di questo fantastico artista, perché ognuno di questi ha una propria personalità e una propria storia. Sono tutti unici e inimitabili!

Vi ringrazio di aver letto la mia recensione!
Miao!




mercoledì 1 dicembre 2021

Recensione: Le guerriere dal sangue d'oro di Namina Forna

 

 

Buongiorno lettori!
Come state? Ieri ho ricevuto una bella notizia, almeno l'inizio di quella che spero si rivelerà una bella notizia.
Oggi però vi parlo di un libro fantasy, la traduzione dell'acclamato The Gilded Ones di Namina Forna.
Era un libro che aspettavo tanto di leggere e sono contenta sia stato portato in Italia.
Ma mi sarà piaciuto? Scopriamolo insieme!

Ringrazio la Mondadori per la copia digitale del romanzo, la mia recensione resta onesta e sincera.
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Titolo: Le guerriere dal sangue d'oro
Autrice: Namina Forna
Casa editrice: Mondadori
Collana: Fantastica
Data di uscita: 30 novembre 2021
Prezzo: 18,90 euro
Pagine: 288

Trama:
Deka conosce bene l'importanza del rituale della purezza. Sa che da esso dipenderà se potrà o meno diventare membro a tutti gli effetti del suo villaggio ed essere finalmente parte di qualcosa, proprio lei che si è sempre sentita diversa e fuori posto. Ma il giorno della cerimonia, il suo sangue si rivela d'oro, il colore della non purezza. Le conseguenze, Deka lo sa bene, potrebbero essere peggiori della morte. Per questo, quando una misteriosa donna va a trovarla nel luogo in cui è imprigionata e le propone di andarsene dal villaggio per entrare a far parte di un esercito composto da ragazze esattamente come lei, le alaki, non ha dubbi. Pur comprendendo i pericoli che la aspettano, Deka decide di abbandonare la vita che ha sempre conosciuto. Ma già nel viaggio che la conduce alla capitale del regno, e alla più grande battaglia della sua vita, scoprirà presto che la grande città serba molte sorprese. E che niente è davvero come sembra, nemmeno lei.
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Le guerriere dal sangue d'oro è un romanzo fantasy young adult, dalle tinte femministe, in cui si esplorano temi fondamentali come la guerra, la sofferenza e la violenza, la paura del diverso e la sopraffazione.
Nella società in cui vive la protagonista, Deka, gli uomini hanno il mano il potere, le donne non possono lavorare e sono talmente sottomesse che non possono nemmeno mostrare il loro volto, che deve essere coperto da una maschera per volontà del Dio Oyono.
Ma l'apice del patriarcato, il momento più brutto e significativo nella vita di una donna è la cerimonia della purezza. Se il sangue della fanciulla non è rosso, ma oro, vuol dire che non è pura, che è un demone e deve essere uccisa.
Il giorno della sua cerimonia, Deka scopre di non essere pura nel modo peggiore possibile: abbandonata dal padre, viene costantemente uccisa (le alaki, così vengono chiamate queste fanciulle, infatti, possono non morire diverse volte) finchè non viene salvata da una misteriosa donna che lei chiama Mani Bianche.
Verrà portata in un campo di combattimento, istruita ad uccidere i Gridamorte, orribili creature che invadono il regno, e qui incontrerà le sue compagne, le sue sorelle di sangue, e il suo uruni (compagno guerriero), Keita.
 
Onestamente ho amato le tinte femministe di questo romanzo e soprattutto ho amato il colpo di scena, anche se ampiamente telefonato. In generale credo che il libro trattasse di molti temi importanti, ma purtroppo non lo ritengo riuscito in pieno dal momento che ci sono diversi difetti e cose che non mi sono molto piaciute.
In primo luogo i personaggi hanno dei cambiamenti troppo repentini nei loro atteggiamenti, a partire da Deka fino a Keita, che sembra un guerriero crudele in una pagina, e in quella subito dopo si affeziona a Deka senza nessun dilemma morale sul suo stato di alaki.
Le spiegazioni nel libro vengono poi date in modo troppo sbrigativo, sembra che tutto il libro e il suo senso si concentrino solo alla fine e in alcune frasi molto brevi. Mi sono ritrovata molto confusa su certi aspetti, chi fosse chi e cosa, perchè sembrava che dovessi già saperlo. Poi troppi nomi e poche descrizioni per ricordare i personaggi... insomma, molto bello ma troppo confuso. 

Purtroppo mi spiace non condividere l'hype che ho visto in giro per questo romanzo, ma nonostante la trama fosse molto interessante non gli attribuisco nessuna originalità, mi ha ricordato molto, per esempio, Figli di sangue e ossa di Tomi Adeyemi, e lo stile e i dialoghi non mi hanno pienamente convinto.
Ritengo quindi Le guerriere dal sangue d'oro un libro abbastanza nella media, perchè i temi incredibili che lo caratterizzano poi non mi sembrano realizzati efficacemente.
Alcuni di questi temi però li ho molto apprezzati, anche se molto pesanti: la violenza inaudita che viene usata contro le alaki, per esempio, è molto descrittiva, ma fondamentale nel senso della storia, per far svegliare Deka e le altre ragazze, ancora ancorate al concetto di purezza, e farle realizzare di non essere mostri, ma dee, e che devono lottare perchè il mondo è sbagliato e non dovrebbe andare in questo modo.

Nonostante io sia rimasta delusa da alcuni aspetti, lo ritengo comunque un buon romanzo e ve lo consiglio.
Sono curiosa di come continuerà, ci sono sicuramente diversi spunti, ma credo avrebbe funzionato bene anche come uno standalone.

Vi ringrazio di aver letto la mia recensione, spero vi sia piaciuta e se volete lasciate un commento ♡








lunedì 29 novembre 2021

Recensione: L'inferno è femmina di Arianna Petracin

 

 Buongiorno lettori!
Come state?
Oggi partecipo, con mio grande piacere, nuovamente ad un evento per la casa editrice Dark Abyss Edizioni.
Avevo apprezzato moltissimo Drepanum di Alessia Piemonte, quindi quando Patrizia di In Punta di Carta mi ha contattato per l'evento di "L'inferno è femmina" di Arianna Petracin ho subito accettato.
Si tratta di un dark romance, genere che volevo tantissimo leggere in questo periodo visto che ne avevo molta voglia, quindi quale occasione migliore?
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Titolo: L'inferno è femmina
Autrice: Arianna Petracin 
Casa editrice: Dark Abyss Edizioni 
Collana: Ursula Kemp
Pagine: 250
Prezzo: 13 euro
Data di uscita: 27 novembre 2021 

Trama: Becca sta per compiere diciannove anni, ha degli occhi eccezionalmente chiari e un carattere eccezionalmente forte. Alla vigilia della sua festa, le viene svelato un segreto che nemmeno lei sapeva di celare. Così inizia la sua nuova vita in un mondo che le è congeniale, perché la perfezione non è umana, ma divina. Oppure… “L’inferno è femmina” è un dark fantasy ironico, ambientato in un inferno colorato e barocco, estremo come la giovinezza. Tra demoni spietati e giocosi, angeli algidi e licantropi fedeli si dipana la vicenda di Becca, che di quel mondo è la quintessenza al femminile

L'inferno è femmina racconta la storia di Rebecca, una ragazza forte e che ama farsi desiderare, che il giorno del suo diciannovesimo compleanno riceve una notizia che le cambierà la vita: lei è la figlia di un demone superiore. Come se avesse sempre vissuto in una reggia, Becca diventa subito la principessa della corte, flirta con gli altri demoni e con lo stesso Lucifero, ma il suo cuore rimane incantato da quello del principe Aidan.
Intanto una guerra sta per arrivare: le streghe si sono unite con i licantropi del sud e con i demoni ribelli per detronizzare Lucifero...


Come vi dicevo sopra, avevo molta voglia di leggere un paranormal dark romance, una storia con demoni, angeli, licantropi e tanta tanta passione.
Ma L'inferno è femmina non ha soddisfatto completamente le mie aspettative, nonostante la trama e la storia fossero molto interessanti.

Prima di tutto quello che forse mi è piaciuto meno è lo stile. Avrei lavorato ancora di più sull'editing perchè era davvero molto scarno, troppo elementare. Se da una parte lo stile era semplice e quindi mi ha permesso di leggere il romanzo anche quando ero stanca o non avevo molta voglia, dall'altra mi ha lasciato un po' con l'amaro in bocca. Qualche descrizione, qualche pensiero, ecco qualcosa in più avrebbe reso più piacevole la lettura.

La trama è molto bella, molto originale: volevo continuamente sapere cosa sarebbe successo dopo. Certo, se volete leggerlo vi ricordo che si tratta di un dark romance e ha dei tropo molto specifici che potrebbero non piacervi: la protagonista, Rebecca, è possessiva, gelosa, adora essere amata e venerata, e tutti si innamorano perdutamente di lei e della sua bellezza, ma il suo cuore è di Aidan, il figlio di Lucifero, e anche se i due fingono di odiarsi, sanno nel profondo che vogliono solo il sangue dell'altro.
Quindi troviamo i diversi trope del romanzo: possessione, gelosia, tutti sono innamorati della stessa ragazza, incesto... che vi potrebbero piacere o meno.
Qui arriviamo alla mia seconda critica per questo romanzo: avrei voluto fosse più piccante, con scene più descrittive e più passionali: era come bramare un bicchier d'acqua e trovarsi con la bottiglia vuota.
Se leggo un dark romance mi aspetto che le scene di sesso siano ben descritte, invece che appena accennate.

L'inferno è femmina, infine, è un libro piacevole da leggere, su cui però avrei lavorato maggiormente nella forma e nei contenuti.
Un romanzo dark romance infatti non credo debba essere per forza "semplice" anche nello stile, come insegnano la Armentrout o la Maas, ma sono sicura che con il sequel, sia la casa editrice sia l'autrice sapranno migliorarsi.

Grazie di aver letto la mia recensione e buona lettura! ♡

Silvia



lunedì 22 novembre 2021

Recensione: "Darius, va tutto bene (forse)" di Adib Khorram


 Buongiorno lettori!
Come state? Io ormai sto entrando nella modalità natalizia e ho scaricato sul mio e-reader un sacco di commedie romantiche natalizie. 
Imbarazzante. 
Comunque oggi vi parlo di un libro che commedia romantica non è, ma un romanzo coming of age tra Iran e America, la storia di un ragazzo che cerca di capire in che luogo appartiene. 
Buona lettura!

[Ringrazio Franci di Coffee and Books per aver organizzato l'evento e la Rizzoli per la copia cartacea e digitale del romanzo]
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Titolo: Darius, va tutto bene (forse) 
Titolo originale: Darius the Great is not okay
Autore: Adib Khorram
Traduttore: Paolo Maria Bonora
Casa editrice: Rizzoli
Collana: Narrativa Ragazzi
Data di uscita: 16 novembre 2021
Pagine: 352
Prezzo: 17 euro

Trama: Darius Kellner ha sedici anni, vive a Portland ed è mezzo persiano da parte di madre, ma sa più il klingon di Star Trek che il farsi, e conosce meglio le usanze degli Hobbit che quelle persiane. Ora, il suo primo viaggio in Iran sta per rivoluzionargli la vita.

Darius non è esattamente quello che si dice un ragazzo popolare a scuola: farsi accettare per quello che è non è mai stato semplice ed è convinto che in Iran sarà lo stesso. Ma quando abbraccia per la prima volta la nonna e incontra Sohrab, il ragazzo della porta accanto, tutto cambia. I due cominciano a trascorrere insieme le giornate giocando a calcio, mangiando faludeh e parlando per ore su un tetto, il loro posto segreto con vista sulla città di Yazd. Sohrab e la sua famiglia persiana lo chiamano Dariush, e lui non si è mai sentito se stesso come in quel momento: per la prima volta nella vita sente che forse, forse, le cose dopotutto potrebbero davvero andare bene per lui...

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È difficile, per me, recensire questo libro. 
Darius, va tutto bene (forse) infatti non è, parlando oggettivamente, il libro perfetto, ma ha altre qualità, più profonde.
Mi sono riconosciuta così tanto in Darius e in molti dei suoi dilemmi morali, che per me questo libro era davvero perfetto: mi sono commossa, ho riso, ho pianto, mi sono arrabbiata... insomma sono entrata in modo profondo dentro questo libro e non ne sono più uscita, ho portato Darius con me nel cuore, e penso che questo libro sia uno di quelli che mi porterò nel cuore ancora per molto tempo. 

Darius è un ragazzo mezzo americano e mezzo persiano, ma sa pochissime parole in farsi e non è mai stato in Iran. Soffre di depressione, viene preso di mira dai bulli, ha un rapporto complicato con suo padre, che sembra essere deluso da ogni cosa che fa, adora il the ed è un nerd sfegatato: ama Star Trek e Il signore degli anelli. 
Un giorno i suoi genitori gli comunicano che andranno per la prima volta in Iran: infatti suo nonno materno ha un tumore al cervello. 
Questo viaggio per Darius sarà un momento di crescita, vedrà per la prima volta la sua famiglia e incontrerà Sorhab, il suo primo vero amico. 

Il libro, come dicevo, non può essere considerato perfetto, ma credo che le imperfezioni che lo contraddistinguono rendano però perfettamente il personaggio narrante, Darius. Darius soffre di depressione, e si sa, alla depressione seguono sempre ansia e tanti altri problemi, e ogni sua frase è ripetitiva, ossessiva. 
Ogni volta ripete le stesse cose: che ama il the, che non sapendo il farsi non si sente persiano, ecc... ma chi ha una malattia mentale o conosce qualcuno che ce l'ha, sa che i nostri pensieri possono diventare ripetitivi fino all'ossessione. Ci concentriamo su una cosa e ci riflettiamo ossessivamente, ogni cosa che le persone dicono la analizziamo e di solito anche se è una frase normalissima pensiamo che nasconda qualcosa contro di noi. 
Per questo ho detto che mi sono riconosciuta molto in Darius: riconoscevo la sua sofferenza, i suoi pensieri, e in ogni situazione soffrivo con lui e gioivo con lui. 

Un altro difetto è che ho trovato la sua amicizia con Sohrab realizzata abbastanza frettolosamente. Credo potesse essere descritta meglio, ma allo stesso modo è riuscita a farmi emozionare. 

Per questi motivi, non credo di essere la persona giusta per essere assolutamente obbiettiva su questo romanzo. Nonostante i difetti è riuscito a toccarmi il cuore, che nei libri è la cosa più importante, e non mi è importato molto del resto. 
Se non vi riconoscerete in Darius potreste trovare difficoltà a leggere questo libro e anzi potreste arrivare a trovarlo insopportabile, e vi comprendo perfettamente; se invece una volta nella vita siete stati bullizzati, se avete pensato di non essere abbastanza e di non appartenere in nessun posto: questo è il libro giusto per voi. 

Il libro, però, ha sicuramente un punto di forza: la cultura persiana.
Il viaggio in Iran infatti ci permette di scoprire questo mondo, le sue festività e il suo cibo. Un tripudio di odori e sapori e suoni.
Oltre alla descrizione perfetta della depressione di Darius, questa è stata sicuramente la mia parte preferita del libro.

Grazie di aver letto la mia recensione; 
Buona lettura!







sabato 6 novembre 2021

Recensione: "Drepanum. La falce insanguinata" di Alessia Piemonte

 


Buongiorno lettori! 
Come state? Io sono reduce da due ore di fila di tennis, sto morendo. Ma mi consolo che è sabato sera e probabilmente andrò al cinema a vedere Freaks Out.
Oggi, dopo il Blog Tour dedicato al romanzo Drepanum. La falce insanguinata di Alessia Piemonte, io vi avevo parlato dei personaggi, oggi tocca alla recensione. Finalmente saprete cosa penso di questo giallo ambientato a Trapani. 

Buona lettura!
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Titolo: Drepanum. La falce insanguinata
Autore: Alessia Piemonte
Casa editrice: Dark Abyss
Collana: Madre Shipton
Data di uscita: 31 ottobre 2021
Pagine: 378
Prezzo: 13,50 euro

Trama: Trapani, la città dei due mari, la città delle panelle, delle busiate al pesto… la città della Mano Nera.A Mano Niura, così il commissario Alberto Baldarotta ha chiamato lo spietato killer che da
anni imperversa in città, mietendo vittime. L’omicidio della giovane Letizia Gandolfo si intreccia con la scomparsa del cronista Cesare Bonanno, e le indagini portano dritto alla Mano Nera Sarà solo l’inizio di un incubo che stringerà gli investigatori nella spirale mortale del crudele assassino. Ogni tessera del puzzle chiede, però, un tributo di sangue; le prede cadono in trappola, una
dopo l’altra. Il Commissario e la sua squadra scaveranno nella malavita di Trapani, fra i dedali sordidi e nefandi di una città che respira il mare mentre è ferita senza tregua dalla bestiale malvagità dell’uomo. Baldarotta, investigatore tenace e testardo, padre affettuoso e amico sincero, non si arrenderà fino a quando non sarà certo che A Mano Niura non potrà più nuocere.
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Devo ammettere che, a parte qualche classico di Agatha Christie, non leggo moltissimi gialli, anche se è sicuramente un genere che voglio recuperare. Per questo ho chiesto di partecipare all'evento dedicato a questo libro, che si prospettava un giallo dalle tinte molto dark ambientato in una città siciliana dalle tinte gotiche. 
Le aspettative sul libro sono state ampiamente ben riposte: Alessia Piemonte con il suo stile molto particolare, poetico ma mai eccessivo, riesce a trasportarti a Trapani, in questa città che io non ho mai visto ma in cui mi è sembrato di essere sempre vissuta, o almeno di conoscerla bene. Sentivo il sapore del mare, del sale... e del sangue. 

In questo libro infatti si commettono atroci omicidi e non mancano descrizioni dettagliate dei particolari sanguinolenti, e l'ispettore Baldarotta, un uomo ormai di età avanzata ma coraggioso e pronto all'azione, si deve destreggiare nella mente di un criminale come non si sono mai visti nel paese siciliano. Quando poi anche i sospettati iniziano a morire, la confusione comincia a regnare sovrana: chi è A mano niura?

Ho adorato come il caso viene risolto, non voglio dirvi oltre perché ovviamente scoprire l'assassino è il clou del racconto, ma ho adorato come nella parte finale fino alla fine ci viene precluso il suo nome, e viviamo con l'ansia perché tutti l'hanno capito, tranne noi. 

Come dicevo: lo stile è barocco, come l'architettura della città siciliana, ma mai eccessivo. Alessia Piemonte ha davvero un dono e a parte qualche ingenuità in qualche passo, in cui ci sono dei passaggi un po' più deboli, ci sono anche descrizioni meravigliose. 
Il dialetto siciliano è molto spesso trascritto, e io avrei avuto bisogno di una traduzione in certi punti, ma mi è piaciuto da matti leggere questa lingua così melodica per le mie orecchie. 

L'unica cosa negativa è che nella mia copia (ma era un arc, quindi probabilmente questi errori sono stati risolti) c'erano degli errori nell'uso delle virgole in alcuni passi: tipo virgole interposte tra soggetto e verbo. Non so se fosse una scelta stilistica dell'autrice ma trovavo rovinassero un po' il filo del discorso. Come ho detto, però, potrebbero essere state tolte nell'ultimo editing. 

Per il resto sono davvero contenta di aver dato una chance a questa autrice e al suo libro. Si vede l'influsso di Montalbano, ma è un rimando piacevole: da degna allieva a maestro. 

Non vedo l'ora di vedere cosa questa autrice scriverà con altra pratica alle spalle.  

Voto: ☆☆☆☆/5

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Grazie di aver letto la mia recensione, grazie a Marika Vangone di Libri riflessi per aver organizzato l'evento e, mi raccomando, passate dalle mie colleghe!
Buona lettura!

Silvia


giovedì 4 novembre 2021

Blog Tour "Drepanum. La falce insanguinata": I personaggi

 


Buongiorno lettori!
Oggi finalmente parliamo di nuovo di Drepanum. La falce insanguinata il primissimo romanzo in uscita per la nuova casa editrice Dark Abyss! Nella presentazione del blog tour, che trovate qui, vi avevo anticipato che avrei parlato dei personaggi che vivono nelle pagine di questo romanzo, ambientato a Trapani. 

Il romanzo, un thriller dalle tinte fosche e oscure, è popolato da un numero incredibile di personaggi, a partire dai membri della polizia, che indagano sugli omicidi e la misteriosa figura di A mano niura. 
Il protagonista è Alberto Baldarotta, un cinquantaseienne originario di Trapani che viene descritto come un uomo di media altezza dal fisico tarchiato, con i capelli radi e una costante barbetta sale e pepe, un viso tondo e occhi verdi. 
Baldarotta è il commissario di polizia, e su di lui cade tutto il peso di acciuffare il criminale che sta compiendo a Trapani indicibili crimini. Nonostante sia il capo della polizia, Baldarotta tende ad avere spesso attacchi di rabbia e aggressività, causati dall'ansia dei crimini, ma si dimostra spesso anche molto generoso e comprensivo verso i sospettati. 
Ha perso sua moglie da molti anni, ma non si è mai risposato e non ha mai smesso di amarla e di pensare a lei, ai bei tempi quando suo figlio Alessio era piccolo e erano ancora una famiglia felice. 
Alessio è un giornalista di bell'aspetto, fidanzato con il medico forense Valeria Crespi, che viene più volte descritta non solo per la sua bellezza, ma anche per la sua bravura nel campo e intelligenza. 

Il migliore amico e collega da molti anni di Alberto è il pm Ettore Lo Cicero, un uomo sui cinquant'anni originario di Palermo, di media statura, con i capelli brizzolati, ricci e corti, "posti su una fronte sporgente e perennemente corrugata". Lo Cicero non ha un buon rapporto con suo figlio Marco, giornalista anch'egli e amico di Alessio, libertino e sconsiderato, che si ritrova invischiato nel caso per essere stato l'ultima persona ad aver visto viva Letizia Gandolfo, la vittima più recente, si pensa, di A mano niura, uno spietato assassino. 

Baldarotta, nelle indagini è affiancato da due fedeli poliziotti: il trapanese Cristiano Aleccia, un fascinoso uomo di quarantacinque anni, alto e dal fisico atletico, con i tratti tipici di un uomo del sud; ed Elia D'Arbenzio, originario di Eboli, un ragazzo di vent'otto anni con le fattezze da modello di Dolce & Gabbana ma timido e riservato.

Più si va avanti, più la vita di Letizia viene messa sul tavolo e si scoprono il marito, Diego Sanacore, con cui gestisce un jazz club, il padre di lui Maurizio Sanacore, che possiede una ditta di idrocarburi, il fratellastro di Marurizio, Jerry Moceri, un malavitoso, e infine l'amante di Letizia Angelo Cannizzaro: tutti sospettati della sua morte. 

Chi sarà però davvero A mano niura? Lo scoprirete solo leggendo il romanzo!
Buona lettura!