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martedì 24 marzo 2020

Recensione: Il viaggio degli eroi - Le oscure profezie





Titolo: Il viaggio degli eroi #2 - Le Oscure Profezie
Autore: Cristian Taiani 

Anno edizione: 2019
Pagine: 434

Prezzo di copertina: 10, 50


Voto: 3/5

(Ringrazio l'autore, Cristian Taiani,che mi ha inviato una copia ebook del libro per ricevere una mia recensione onesta e sincera)

Le Oscure Profezie è il secondo romanzo dello scrittore italiano Cristian Taiani e narra le avventure dei protagonisti de Il Giuramento dieci anni dopo gli avvenimenti del primo volume. 
Ritroviamo così i personaggi che abbiamo imparato ad amare nel romanzo precedente: il guerriero Adalomonte, che ha abbandonato gli amici per scoprire chi è davvero e da dove proviene; la mezzelfa Rhevi, che si è allenata tutti questi anni in attesa del ritorno del suo vero amore; e infine il mago Talun, ormai maestro all'accademia di magia della capitale del regno, Radigast.
Ne Il Giuramento i tre eroi erano riusciti a sconfiggere Zetroc, il dio lupo, pensando di aver liberato così il regno di Inglor dal male, ma quello che non sanno è che in questo modo hanno liberato senza volerlo un male addirittura peggiore, che rischia di distruggere il mondo come lo conoscono. 
A causa della caduta di Zetroc infatti si è risvegliato il Senza Nome, una creatura forgiata alchemicamente per avere i poteri di un dio e che i popoli del passato erano riusciti ad imprigionare e ad esiliare. 
In questo modo i salvatori di Inglor si riuniscono nuovamente e insieme ai loro vecchi amici cercano di combattere il male assoluto, che sembra però ben al di sopra delle loro forze. 

In questo romanzo lo scrittore cerca di superare se stesso con una trama sempre più intricata e ricca di colpi di scena, talvolta assolutamente inaspettati, una trama resa talvolta complicata soprattutto dall'entrata in scena dei viaggi nel tempo, che aumentano la confusione del lettore. Talvolta, infatti, la successione degli eventi non è molto chiara e mi sono trovata a dover rileggere alcune parti che non erano ben spiegate per riuscire a capire la situazione. Nonostante ciò, però, sono davvero colpita dalla fantasia dell'autore e dalla sua capacità inventiva, alcune scene mi hanno colpita molto e mi hanno lasciato senza parole, come per esempio l'episodio in cui si scopre come è nato il malefico e invincibile gnomo Creep.
Il libro avrebbe sicuramente meritato di più per la trama, che nonostante ricordi quella di molti fantasy classici, è innovativa per molti punti di vista, ma ci sono alcune cose che purtroppo, secondo la mia opinione, hanno rovinato la lettura.
Prima di tutto, non apprezzo particolarmente le descrizioni dei personaggi femminili, perché fatte da quello che si vede essere uno sguardo prettamente maschile. Le donne infatti sono irrealisticamente sempre bellissime, formose e dal seno incredibilmente prosperoso, e onestamente dopo un po' questo sguardo iper-sessualizzato ha iniziato a darmi fastidio. 
Successivamente,e questo è il difetto peggiore, il libro non ha nessunissima forma di correzione nè di editing e per questo è pieno di errori su cui purtroppo l'occhio non può fare a meno di cadere, e questo ha rovinato molto il mio piacere della lettura. L'autore infatti utilizza molto spesso le virgole a sproposito, rendendo difficile capire la forma delle frasi, e ci sono anche evidenti errori di distrazione che ad una rilettura attenta sarebbero potuti essere evitati.

Nonostante questo difetto, che secondo me influisce molto sul libro, sono curiosa di sapere come la trilogia si concluderà, soprattutto dopo che in questo libro sono stati svelati nuovi misteri da scoprire e sono stati presentati nuovi personaggi, che avranno sicuramente un ruolo fondamentale nel li volume finale, che si prospetta davvero sbalorditivo!

venerdì 20 marzo 2020

Recensione: Aristotle and Dante Discover the Secrets of the Universe



Titolo: Aristotle and Dante Discover the Secrets of the Universe
Autore: Benjamin Alire Saenz
Casa editrice: Simon & Schuster
Anno edizione: 2013
Pagine: 368
Prezzo di copertina: 10,07

Voto: 5/5

Aristotle and Dante Discover the Secrets of the Universe è un romanzo potente che parla di amicizia, di amore, di sessualità, di famiglia, di identità nazionale, di cosa significa crescere e cosa significa essere uomini; è un romanzo unico nel suo genere, che con un linguaggio poetico ci racconta la formazione di due adolescent, Aristotle e Dante, entrambi nati negli Stati Uniti ma di origine messicana, che un giorno come un altro di un'estate infinita si incontrano in piscina e iniziano a parlare.
Ari è arrabbiato, sempre arrabbiato, e ama restare da solo a riflettere su i misteri dell'universo, ma in particolare pensa a suo fratello Bernardo, che quando aveva quindici anni è finito in prigione, che adesso nessuno in casa nomina, come se fosse morto. 
Dante invece è un ragazzo aperto e solare, con un cuore d'oro, che ama i suoi genitori e ama nuotare.
I due si incontrano e da quel giorno nulla sarà come prima, la loro amicizia e il rapporto profondo che si creerà tra di loro li trasformerà e li unirà per sempre. Cosa dire di questo romanzo? Già dalla prima volta che l'ho letto mi ha colpito profondamente, facendomi innamorare dello stile di scrittura dell'autore, molto poetico, alcuni dicono forse eccessivamente poetico, ricco di frasi che potresti tatuarti quanto sono belle e significative. 
Il libro è narrato in prima persona dal punto di vista di Ari, di cui quindi leggiamo i pensieri e i dubbi esistenziali, e scopriamo la sua crescita man mano che andiamo avanti con le pagine del libro. 
In questo romanzo ho molto apprezzato i personaggi, che, anche se descritti dal protagonista, risultano completi e ben caratterizzati; e in particolare ho apprezzato le figure dei genitori di Ari perché, nonostante la sofferenza subita a causa del figlio maggiore in prigione e nel caso del padre anche per la partecipazione alla guerra del Vietnam (il romanzo infatti è ambientato nel 1987) sono molto comprensivi e sostengono in tutto e per tutto il figlio, che amano incondizionatamente. Servirebbero proprio più genitori così comprensivi nei romanzi per ragazzi.
Ho apprezzato, inoltre, come viene trattata la tematica LGBT all'interno del romanzo. Dante, infatti, rivela ad Ari la sua omosessualità, successivamente subisce un attacco omofobico, e quando i suoi genitori lo scoprono viene accettato senza problemi. 
La vera protagonista del romanzo, però, è l'amicizia profonda che lega i due ragazzi e soprattutto la loro crescita, che si conclude solamente alla fine del romanzo con la scoperta di se stessi e di tutti i segreti dell'universo. 
Vi consiglio questo libro se amate i romanzi introspettivi, le opere poetiche e le descrizioni di rapporti profondi che stanno in bilico tra l'amicizia e l'amore. 


giovedì 19 marzo 2020

Recensione: Sei di Corvi




Titolo: Sei di Corvi 
Autore: Leigh Bardugo
Casa editrice: Mondadori
Anno edizione: 2019 
Pagine: 408
Prezzo di copertina: 17,90

Voto: 5/5

Primo libro dell'acclamata duologia di Leigh Bardugo, Sei di Corvi è un viaggio straordinario nell'universo del GrishaVerse e racconta la storia di sei fuorilegge che non hanno nulla da perdere e che vengono assunti da un mercante di Ketterdam (un vivace centro di scambi commerciali che ricorda nella sua struttura la nostra Amsterdam) per un colpo che tutti ritengono impossibile: penetrare nella Fortezza di Ghiaggio a Fjerda e liberare un prigioniero tenuto in massima sicurezza.
Capo di questo gruppo è Kaz Brekker, chiamato Manisporche, cresciuto nei vicoli bui del Barile, la zona più malfamata della città, e che nonostante la sua  giovane età tutti hanno imparato a temere e rispettare. 
Verrà accompagnato in questa folle impresa da altri cinque compagni: Inej, chiamata lo "Spettro", Jesper, un tiratore scelto, Wylan, Nina, una grisha, cioè una persona dotata di poteri magici e infine Matthias, un soldato fjerdano che cerca un modo di riabilitare il suo nome. 

Scritto da Leigh Bardugo nel 2015 ma arrivato in Italia solo l'anno scorso, nel 2019, Sei di Corvi è ambientato nello stesso universo della trilogia di Shadow and Bone, trilogia che dovrebbe essere tradotta tra poco da Mondadori e che è ambientata precedentemente.
Quando ho iniziato a leggerlo, ammetto che l'ansia e le aspettative erano molto alte, dal momento che molti lettori avevano amato questo libro e ne avevano tessuto numerose lodi, ma, dopo averlo letto, le mie aspettative non sono state deluse. 
Il libro è scritto con uno stile straordinario, scorrevole e ben comprensibile, e ho apprezzato in particolar modo la sua struttura, in cui ogni capitolo è il racconto degli avvenimenti dal punto di vista di un personaggio diverso. 
I personaggi infatti sono senza ombra di dubbio il punto di forza del romanzo, ognuno di loro è ben caratterizzato e ben descritto, tanto che mi sono innamorata di tutti loro e delle  relazioni reciproche.  
La trama è molto interessante è ricca di colpi di scena, anche se questi talvolta forse troppo irrealistici, così come l'età dei personaggi, che anagraficamente potrebbero sembrare troppo giovani, se consideriamo i loro comportamenti e gli avvenimenti all'interno della storia. 
Nonostante questi piccoli difetti, non posso non dare un voto pieno a questo romanzo che mi ha tenuto con il fiato sospeso e mi ha fatto innamorare della sua storia e dei suoi personaggi come non mi capitava da molto tempo, e consiglio a tutti voi di provare a leggere questa storia se amate le libri con ambientazioni fantasy ben curate e descritte e personaggi complessi e interessanti.   


sabato 29 febbraio 2020

Le uscite di marzo che non vedo l'ora di leggere!


Buongiorno lettori!
Oggi voglio parlarvi dei libri che usciranno a marzo e che non vedo l'ora di leggere! Per questo motivo voglio specificare che non sarà un post che vi mostrerà le uscite di marzo di tutte le case editrici e tutti i libri che usciranno in quel mese, ma solo i libri che mi interessano in modo particolare. 
Direi di iniziare dall'ordine di uscita!


3 MARZO 2020



 Il 3 marzo escono, presso la casa editrice Mondadori, tre libri assolutamente da non perdere:
- La Saga di Terramare, edizione a colori per la Oscar Draghi. L'autrice, Ursula K. Le Guin è una figura importantissima del panorama fantasy mondiale, e sono molto curiosa di vedere i fantastici disegni che ci saranno all'interno. 
- La Catena d'Oro, nuovo libro della saga urban-fantasy di Cassandra Clare e sequel de Le Origini (The Infernal Devices). Questa serie si chiamerà The Last Hours e seguirà le vicende dei figli di Tessa e Will Herondale.
- Loki, il giovane dio dell'inganno di Mackenzi Lee, ambientato nella Londra del diciannovesimo secolo, durante gli ineffabili omicidi di Jack lo squartatore.


10 MARZO 2020




 Il 10 marzo, sempre in uscita dalla Mondadori, collana Crysalide, troviamo Aurora Rising, quarta collaborazione dei due autori australiani Jay Kristoff e Amie Kaufman dopo la trilogia Illuminae, di cui ho letto il primo libro e che ho amato moltissimo. Un'altra serie di fantascienza che non vedo l'ora di leggere!

17 MARZO 2020


Marzo è una serie di grande uscite per la Mondadori! Il 17 esce un libro davvero molto atteso: La nona casa di Leigh Bardugo, autrice best-selling della trilogia di Shadow and Bone e della duologia di Six of Crows, tra poco una serie su Netflix. Questo libro è un fantasy per adulti, ambientato in un campus universitario dove succedono cose strane e pericolose a causa della magia.

23 MARZO 2020



 Il 23 marzo escono, per la Fanucci editore, I fiumi di Londra di Ben Aaeonovitch e il suo seguito, La luna su Soho
Dopo aver abbandonato la serie precedentemente, la Fanucci ha deciso di ripubblicare il primo libro e in contemporanea il suo seguito. 
Il libro è un urban-fantasy molto particolare, ambientato in una delle mie città preferite al mondo. 

24 MARZO 2020






Anche il 24 marco escono delle piccole chicche!
- Il primo volume di Heartstopper di Alice Oseman, fumetto lgbt che non vedo assolutamente l'ora di leggere, dicono sia di una dolcezza unica!
- La luce degli abissi di Frances Hardinge, un fantasy mitologico ambientato negli abissi marini. 
- Il sequel de La quinta stagione di N.K.Jemisin, Il portale degli obelischi.


30 MARZO 2020


Ultimo, ma non per importanza, Serpent and Dove di Shelby Mahurin per la Harper Collins, la storia di una strega e di un cacciatore di streghe costretti a sposarsi, insomma una enemies to lovers che non vedo l'ora di leggere. 

Voi cosa ne pensate di questi libri? C'è qualcuno che vi attira in modo particolare? Qualcuno che invece voi volete leggere ma non ho citato nel post? Fatemi sapere in un commento! 

venerdì 28 febbraio 2020

Recensione: Il paese di calce


Titolo: Il paese di calce
Autore: Bibi Tomasi
Casa editrice: Il Dito e la Luna
Anno edizione: 2018 
Pagine: 168

Prezzo di copertina: 14

Voto: 4/5


Il paese di calce, romanzo della scrittrice e femminista italiana Bibi Tomasi, trae spunto dalle vicende biografiche della stessa autrice per raccontare dell'amore di due ragazze, Dina e Delia, durante la Seconda Guerra Mondiale, tra l'autunno del 1944 e la primavera del 1945.
Dina infatti, nata a Bologna, segue in Sicilia l'amico Alfonso, un soldato siciliano disertore che la ragazza e la sua famiglia hanno aiutato a proteggere, per scappare dalla miseria della guerra. 
Arrivata in Sicilia, Dina si innamora della sorella minore di Alfonso, Delia, con cui inizia una relazione segreta già adombrata però dalla fragilità e dal pericolo. Il loro amore è infatti proibito e una volta che viene scoperto dalla famiglia di Delia le due ragazze saranno costretta a fuggire. 
In questo romanzo Bibi Tomasi non solo ci mostra l'orrore della guerra, una guerra che porta solo desolazione e morte, ma ci descrive impietosamente anche la cultura patriarcale e chiusa dell'isola, dove regnano i grandi poteri forti della mafia e della polizia. 
Il libro mi ha colpito molto positivamente, in poco più di cento pagine infatti l'autrice è stata in grado di raccontare perfettamente la storia d'amore che unisce le dure ragazze, ma anche la paura e la fuga finale, che ti lascia con il fiato sospeso. 
Lo stile è molto particolare, il libro infatti è scritto con un linguaggio che ricorda la poesia e le voci dei personaggi si fondono con la narrazione, creando una sorta di coralità che ricorda il teatro greco. 
I personaggi sono tutti ben caratterizzati e delineati, nonostante alcuni compaiano solo per poche pagine. Molto interessante è il personaggio della madre di Alfonso e Delia, una donna senza nome ma che, dopo la morte del marito in guerra, ha preso le redini della famiglia e cerca di riportare i figli sotto la sua ala e soprattutto al pensiero comune dell'isola, dove gli uomini sono superiori alla donna, che è nata per obbedire.
Dina con la sua mentalità e la sua orgogliosa libertà è un pesce fuor d'acqua nell'isola, perché ne scardina il pensiero corrente, e per questo non è vista di buon occhio dalla famiglia, che considera il suo arrivo una disgrazia.
Un'invenzione notevole è inoltre il coro di donne zitelle che vivono in paese e che accolgono Dina, aiutandola e proteggendola. Queste donne, al contrario della madre, capiscono il sentimento che lega le due ragazze e la considerano una realtà vecchia quanto il mondo, ma che deve essere tenuta segreta in casa e non sbandierata in giro. 
Nonostante abbia dovuto leggere questo libro per l'università, sono stata notevolmente colpita dall'opera, dal suo stile così poetico e dai temi così importanti che vengono affrontati brillantemente nonostante il poco spazio. 
Le voci delle autrici italiane, purtroppo, vengono sempre oscurate da quelle dei colleghi maschi, per non parlare poi se le autrici sono anche lesbiche; in questo caso il destino non può che essere quello della marginalità, marginalità che questo libro per la sua grandezza e per la sua bellezza non si merita. Non solo infatti l'autrice racconta una storia d'amore tra due donne, ma racconta una parte fondamentale e soprattutto vera della sua vita, una storia tragica che deve essere ricordata per evitare che in futuro essa venga ripetuta. 
Se siete donne, se siete femministi, se siete appassionati di racconti storici sulla Seconda guerra mondiale o cercate semplicemente un libro non molto lungo ma denso di temi importanti, questo è il libro che mi sentirei di consigliarvi. 




martedì 4 febbraio 2020

Recensione: Il viaggio degli eroi - Il Giuramento



Titolo: Il viaggio degli eroi #1 - Il Giuramento
Autore: Cristian Taiani 

Anno edizione: 2018
Pagine: 384 

Prezzo di copertina: 10 euro

[Ringrazio l'autore che mi ha inviato una copia e-book del libro per la mia recensione]


                                           Voto: 3.5/5 


Il viaggio degli eroi: il Giuramento è il primo libro di una saga fantasy ideata dallo scrittore italiano Cristian Taiani, classe 1983. 
Il romanzo narra le avventure di tre personaggi molto diversi fra di loro: Rhevi, una giovane mezzelfa che vive con il nonno e lavora come cameriera nella sua locanda; Talun, un giovane e potentissimo mago appena diplomatosi all'Accademia; e il guerriero Adalomonte, dall'oscuro passato di cui non ricorda nulla.
I tre si incontrano a Radigast, la capitale del Regno, e insieme intraprendono un lungo viaggio dopo aver giurato di aiutare un misterioso uomo chiamato Cortez a guarire da una ferita mortale.
Il viaggio li porta ad affrontare diversi pericoli, ma anche ad incontrare diversi amici; mentre le razze degli uomini, degli elfi e dei nani devono unirsi per combattere un'oscura minaccia che sta tornando, contrassegnata dal simbolo del lupo e del leone uniti insieme. 

Il viaggio degli eroi è un buon libro fantasy e si vede la passione dell'autore per questo genere, dal momento che nel libro per un occhio esperto si colgono gli omaggi fatti a diverse saghe fantasy. In particolare, però, ho apprezzato le ambientazioni del romanzo, che mi hanno subito appassionata e mi hanno trascinata in una vera e propria campagna di Dungeons & Dragons, il famoso gioco di ruolo. Si vede molto infatti come l'ispirazione del romanzo sia nata dopo una serata a giocare con gli amici, e da giocatrice io stessa ho apprezzato davvero molto questo fattore (inoltre il mio personaggio è proprio una mezzelfa, quindi mi sono sentita subito affine al personaggio di Rhevi!). 
Ho apprezzato davvero molto la storia, che mi ha tenuto con il fiato sospeso, e i numerosi colpi di scena inaspettati che si susseguono continuamente; inoltre mi è piaciuto molto lo stile dello scrittore: semplice e lineare, assolutamente non pesante o prolisso, ed è stato proprio una boccata d'aria fresca dopo aver letto Dio di illusioni di Donna Tartt. Ho apprezzato poi molto i personaggi, anche se avrei preferito ci fosse una maggiore analisi psicologica e una maggiore attenzione alla loro caratterizzazione, dal momento che non mi sembravano abbastanza approfonditi (ma questa è una mia passione, è per questo motivo che amo i romanzi russi psicologici come Delitto e Castigo).
L'unico difetto del libro è purtroppo dovuto al fatto che sia autopubblicato, dal momento che secondo me si sente la mancanza di un buon lavoro di editing (deformazione professionale, perdonatemi); ci sono infatti diversi refusi e soprattutto un uso molto abbondante delle virgole, che qualche volta causavano un po' di confusione dal momento che potevano benissimo essere sostituite con delle congiunzioni che avrebbero aiutato di più la lettura, mentre altre volte venivano usate proprio a sproposito. 
Nonostante questi difetti che da aspirante editor non ho potuto fare a meno di notare, voglio comunque consigliarvi appassionatamente di recuperare questo romanzo (e se avete Kindle Unlimited potete leggerlo gratis!), perché si vede che in questo libro c'è qualcosa che in molti altri libri manca: cuore, passione, valori che trasudano dalle pagine del romanzo e ti fanno appassionare all'avventura dei protagonisti e degli altri personaggi, che ti fanno amare e soffrire con loro, e non vedo assolutamente l'ora di recuperare il secondo libro, dal momento che voglio scoprire tutti i misteri che ancora necessitano una risposta. 



Recensione: Macchine Mortali





Titolo: Macchine Mortali 
Autore: Philip Reeve 
Casa editrice: Mondadori 
Anno edizione: 2018 
Pagine: 366 
Prezzo di copertina: 17,50 

Voto: 2.5/5 


Macchine Mortali (Mortal Engines) è un romanzo fantascientifico per ragazzi pubblicato per la prima volta nel 2001 dallo scrittore britannico Philip Reeve ed è l’unico libro del “quartetto delle Macchine mortali” che è stato tradotto in Italia dalla casa editrice Arnoldo Mondadori, insieme al suo seguito: Freya dalle Lande di Ghiaccio.
Il libro è ambientato in un mondo post-apocalittico steampunk, devastato in epoche passate da una terribile guerra nucleare (la cosiddetta Guerra dei Sessanta Minuti). Per poter sopravvivere in un territorio ormai invivibile, l’inventore Nikolas Quirke aveva ideato “il darwinismo urbano”, una teoria che prevedeva che le città diventassero delle “città trazioniste”, cioè si mettessero in movimento su ruote diventando in pratica degli enormi veicoli e sopravvivessero mangiando gli stazionamenti più piccoli, acquisendo in questo modo le loro risorse.
Sono ormai passati molti anni da quel giorno e il pianeta è ormai tornato stabile, ma nonostante ciò il sistema delle città trazioniste continua ad essere dominante, combattuto però da diverse città che si sono spostate sulla terraferma, fondando una lega “anti-trazionista”, il cui compito è proprio quello di frenare lo spropositato consumo di risorse mondiali delle città nomadi.
Londra è una delle città trazioniste più importanti ed è llì che si svolge la maggior parte delle vicende del romanzo. Essa è divisa in una serie di livelli, che vanno dal livello più basso (dove vivono le persone più povere e gli schiavi) costantemente coperto dai fumi prodotti dai motori, a quello più alto, dove vivono le persone più abbienti della città e dove si erge la grandiosa cattedrale di St. Paul, unico monumento degli “antichi” rimasto nella città. 
La città è governata dal sindaco Magnus Crome, capo della gilda degli ingegneri. Esistono infatti all’interno della città quattro gilde: la gilda degli ingegneri, la più prestigiosa, responsabile della manutenzione delle macchine, la gilda degli storici, che conserva quello che è rimasto della “Vecchia Tecnologia” (di cui per la maggior parte si è persa la conoscenza), la gilda dei navigatori, responsabile del governo della città e la gilda dei commercianti, che gestisce l’economia di Londra.
La storia prende avvio con il personaggio di Tom Natsworthy, un giovane orfano e apprendista storico di terza classe, il quale assiste nel ventre della città al tentato omicidio di Thaddeus Valentine, amatissimo capo della gilda degli storici e braccio destro del sindaco Crome, per mano di una giovane ragazza sconosciuta, contrassegnata da un’orribile cicatrice che le deturpa il volto.
Il giovane insegue la ragazza per catturarla e scopre un terribile segreto: quella ragazza si chiama Hester Shaw e ha tentato di uccidere Valentine per vendetta; l’uomo infatti anni prima aveva ucciso sua madre e l’aveva ferita sfigurandole per sempre il volto.
Questa scoperta sconvolgente cambia la vita di Tom per sempre: egli infatti si ritrova insieme ad Hester catapultato nel mondo esterno, un posto terribile per un ragazzo che ha vissuto tutta la sua vita sul suolo artificiale di Londra e non ha mai toccato con i piedi la nuda terra; e soprattutto, inizialmente, per lui è impossibile credere che Thaddeus Valentine, suo eroe personale e una delle persone più amate di tutta Londra, sia una persona così malvagia.
Tom e Hester, abbandonati nel territorio esterno, vengono prima catturati per essere venduti come schiavi e poi salvati da Anna Fang, un’aviatrice che si scopre successivamente essere un importante membro della Lega Antri-Trazionista. Questa rivelazione sconvolge Tom che, come tutti gli abitanti delle città trazioniste, era vissuto per tutta la vita con la convinzione che gli anti-trazionisti fossero dei barbari e che l’unico modo possibile di vivere fosse in movimento. L’incontro con Hester e poi con Anna Fang è quindi un momento fondamentale nella vita di Tom, dato che da quel momento il giovane inizia a perdere tutte le certezze con cui è sempre vissuto.
I due protagonisti cercano quindi di ritornare a Londra per concludere il piano di vendetta di Hester, ma vengono inseguiti da un terribile predatore meccanico, Shrike, inviato dal sindaco Crome per ucciderli. I predatori meccanici erano un portato della vecchia tecnologia, uomini morti in battaglia fatti rinascere come cyborg, senza sentimenti e senza emozioni, pronti ad eseguire qualsiasi ordine.
Quello che succede a Londra ci viene intanto raccontato da un altro personaggio: Katherine Valentine, la figlia di Thaddeus, una ragazza dal cuore puro e di grande coraggio. Dopo l’attacco al padre, Katherine inizia a capire che c’è qualcosa che l’uomo e il sindaco le stanno tenendo nascosto, qualcosa di estremamente pericoloso di cui lei sente soltanto un nome: Medusa. 
La ragazza comincia così ad investigare su cosa sia Medusa e su chi sia la ragazza che ha tentato di uccidere il padre, arrivando a scoprire una rivelazione sconvolgente.

Il libro, in linea di massima, mi è piaciuto abbastanza, sebbene non fosse privo di difetti.
In primo luogo, ho trovato la narrazione abbastanza piatta: l’autore infatti utilizza una sintassi ed un linguaggio non particolarmente interessanti e arditi, ma che però raggiungono il loro scopo principale, cioè quello di intrattenere il lettore e di mantenerlo interessato alle avventure dei personaggi. Alla fine, infatti, sebbene non mi piacesse particolarmente come fosse scritto e trovassi i dialoghi abbastanza banali, ero davvero curiosa di sapere come sarebbe finito il libro. La scrittura non è quindi il punto forte dell’opera, ma in verità è probabile che una scrittura così semplice abbia come target delle persone più giovani, e che quindi io ormai sia troppo grande per apprezzare questo libro appieno.
La trama, però, è molto interessante e ben pensata e il worldbuilding è davvero incredibile e originale (nonostante a tratti forse abbastanza irreale), dato che non penso di aver mai letto da nessun’altra parte una storia del genere. 
Anche qui mi riservo però una piccola precisazione: avrei voluto che il mondo creato dall'autore fosse leggermente spiegato meglio, infatti a parte le cose essenziali (cioè che Londra ha un sindaco, ci sono quattro gilde e diversi livelli in cui gli abitanti vivono secondo il loro ceto economico) non sappiamo molto altro su come questa città sia organizzata e su come funzionino i meccanismi interni su cui si regge, e la stessa cosa succede con tutte le altre cose, come per esempio gli antefatti che hanno portato alla costruzione di quel mondo.
 In generale mi è sembrato che l’autore descrivesse il tutto in modo abbastanza superficiale, senza soffermarsi a spiegare eccessivamente e in profondità, cosa che effettivamente succede anche con la descrizione dei personaggi, i quali mi sono sembrati semplicemente abbozzati e i loro ideali, pensieri e emozioni semplicemente scritte su carta, non vissuti veramente.
In pratica mentre leggevo questo libro non riuscivo ad immedesimarmi nella storia, ma continuavo ad essere consapevole dell’autore che scriveva dietro la pagina, e per quanto alla fine abbia apprezzato la storia, questo è un difetto che purtroppo si è sentito sino alla fine. 
Per concludere, penso che questo libro sia un buon prodotto per ragazzi, senza infamia e senza lode, e ve lo consiglio se volete leggere una storia con una trama originale, futuristica e steampunk.


 LIBRO O FILM?

Come forse sapete, il 13 dicembre scorso è uscito in Italia il film ispirato proprio a questo libro diretto da Christian Rivers, al suo debutto da regista, e con la sceneggiatura del famosissimo Peter Jackson, conosciuto ormai in tutto il mondo per la trilogia vincitrice di 17 premi Oscar Il Signore degli Anelli.
Prima di vedere il film ero sicura che questo sarebbe stato un buon prodotto, ritenevo infatti che il libro avesse un'alta dose di spettacolarità adatta proprio per un kolossal cinematografico. Alla fine infatti il film è scenicamente spettacolare ed è meraviglioso vedere come sono state rappresentate queste enormi città su ruote, gli effetti speciali poi sono stati ottimi, ma purtroppo questo non basta a salvare un film che è ricco di molti altri difetti, alcuni già presenti nel libro (come per esempio il mancato approfondimento di situazioni e personaggi).
In primo luogo non ho apprezzato particolarmente i cambiamenti fatti sulla trama del libro, tra cui per esempio il ruolo affidato al personaggio di Katherine Valentine, che mentre nel libro occupa un posto molto più importante, quasi da co-protagonista, nel film viene relegata ad un piano più secondario e spesso la sua storyline viene interrotta e quasi "dimenticata" tanto che ad un certo punto mi sono chiesta se gli sceneggiatori si fossero scordati della sua esistenza; oppure il cambiamento dato alla storia di Thaddeus Valentine, che, almeno secondo il mio parere, è molto più bella nel libro, in cui non viene rappresentato come un semplice cattivo, ma più come un antieroe, che ha sia attimi negativi che attimi davvero molto positivi e penso che questa complessità purtroppo nel film sia andata persa, e il personaggio (interpretato comunque magistralmente da Hugo Weaving) ha un ruolo più statico che non gli rende giustizia. 
Un'altra cosa che non ho particolarmente apprezzato è stata la scelta di rivelare subito fin dall'inizio cosa sia Medusa, particolare che i protagonisti all'inizio del libro invece non conoscono e che appunto viene rivelata al lettore più avanti. Penso sarebbe stato più bello avere un colpo di scena, mentre invece parlandone già all'inizio penso che anche chi non ha letto il libro avesse capito che Medusa avrebbe svolto un ruolo centrale all'interno del film. 
Ultima cosa di cui mi lamenterò è il finale: anche in questo caso ho trovato molto più spettacolare il finale del libro, che penso sarebbe stato in verità più adatto anche cinematograficamente di quello che hanno scelto di fare nel film, che secondo me perde davvero in questo caso nel confronto. 

I personaggi (a parte quello di Thaddeus Valentine, che secondo me nel film è stato quasi rovinato) sono comunque vicini alla descrizione del libro e la trama viene seguita in modo abbastanza fedele, nonostante ci siano stati dei momenti in cui in sala mi sono profondamente indignata per alcune decisioni prese dagli sceneggiatori (promemoria per me: mai leggere il libro poco prima del film).
Unica cosa: il personaggio di Hester nel libro viene rappresentato con una ferita molto più cruda di quella che invece viene mostrata nel film (in cui ammettiamolo, ha semplicemente un taglio). Nel libro si dice invece che questa cicatrice le deturpa il volto tanto che la bocca è sempre caratterizzata da una smorfia e quasi tutti i personaggi vedendola non fanno che rimarcare questa sua condizione. Credo sia stata anche qui un'occasione sprecata per evitare la solita protagonista con un difetto fisico ma comunque molto bella, ma sarebbe forse stata una scelta troppo audace che, con le loro buone ragioni, nel film hanno deciso di non affrontare.
In conclusione, il film non mi è piaciuto particolarmente, nonostante scenicamente renda davvero moltissimo al cinema, e se devo scegliere vi consiglierei, nel caso vorreste recuperare questa storia, di puntare sul libro. 


CURIOSITA'

Il titolo del romanzo rimanda ad un verso dell'Otello di Shakespeare: Atto III, scena iii, vv. 352-353: «And, O you mortal engines, whose rude throats / Th'immortal Jove's dread clamours counterfeit» (E voi, macchine di morte le cui aspre gole / contraffanno il fragore tremendo dell'immortale Giove).