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venerdì 9 ottobre 2020

Review Party: Una storia di magia di Chris Colfer

 


Buon pomeriggio, lettori!
Questa settimana pienissima di eventi sembrerebbe essersi conclusa, almeno, lo spero! Devo dire però che, anche se ho letto fino a sentirmi male, erano tutti libri bellissimi e sono davvero felice di averli letti. 
Oggi vi presento il nuovo libro per bambini di Chris Colfer, attore molto ben conosciuto per Glee (lo vedevate?) e autore di successo, sempre per Rizzoli, con La terra delle storie. 
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Titolo: Una storia di magia
Autore: Chris Colfer
Casa editrice: Rizzoli
Data di uscita: 15 settembre 2020
Pagine: 407
Prezzo: 17 euro 

Voto: 4/5

Trama: In una sezione segreta della biblioteca in cui lavora, Brystal trova un libro che le svela un mondo incredibile e una stupefacente verità: è una fata! Ma nel Regno del Sud alle donne è proibito leggere e la magia è illegale, così Brystal viene rinchiusa nel terribile Centro di correzione Altostivale. È solo grazie all'intervento della misteriosa Madame Tempofiero che riesce a scappare e a cominciare una nuova vita in un'accademia di magia! Quando però Madame Tempofiero è costretta a partire per risolvere un problema urgente, Brystal e i suoi compagni di classe si ritroveranno a combattere da soli contro l'oscurità che minaccia il destino del mondo e della magia stessa. Ma ci riusciranno?
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I libri di Chris Colfer mi hanno sempre attirato, per esempio è da anni che voglio recuperare La terra delle storie, così quando Nia di Cronache di lettrici accanite ha proposto questo evento sapevo che non potevo rifiutarmi!
Anche questo libro è per ragazzi, e per certi versi si nota, ma mi ha comunque colpito la profondità con cui l'autore ha affrontato diverse tematiche importanti per raccontarle ai bambini come la sofferenza, la disuguaglianza e la discriminazione. 
La protagonista infatti è una ragazza di quattordici anni chiamata Brystal, che vive nel Regno del Sud. In questo regno le donne non possono leggere e posso aspirare solamente ad essere mogli e madri. Brystal però ama i libri più di ogni altra cosa al mondo, e con un trucco riesce a farsi assumere come donna delle pulizie nella biblioteca della sua città. Qui scopre un luogo segreto dove si trovano i libri banditi, tra cui un libro, "Storia di magia", grazie al quale Brystal scopre di essere una fata, e da quel momento la sua vita non sarà più come prima. 
Messa in prigione e poi portata nel Centro di correzione Altostivale, viene salvata da Madame Tempofiero, una fata molto potente che ha intenzione di fondare una scuola di magia. 

Quando una persona soffre e viene discriminata tutta la vita sviluppa maggiore compassione ed empatia verso gli altri, e leggendo il libro di Chris Colfer so di aver letto qualcosa di estremamente personale e vero. 
Colfer ha più volte parlato dei casi di bullismo che ha subito, ed essendo apertamente omosessuale sono sicura che ancora oggi subisca discriminazioni di vari livelli, e si vede l'empatia che prova anche con gli altri personaggi. In quanto donna, Brystal soffre la sua condizione, perché viene tenuta ignorante in modo che non abbia voce in capitolo o potere decisionale. 
Anche gli altri personaggi a causa della loro condizione e della loro magia, hanno subito discriminazioni tutta la vita, ma il messaggio del libro è stupendo perché insegna ai ragazzi che non sono loro ad avere qualcosa di sbagliato e che soprattutto non devono farsi trasformare dall'odio e dalla rabbia, devono vivere con gioia e con la consapevolezza di essere migliori, in modo di poter combattere per poter salvare le altre persone e vincere. 
Ovviamente questo è un libro per bambini, quindi alla fine del libro le cose si risolvono potremmo dire "a tarallucci e vino", ma nonostante questo nel corso del libro non vengono esclusi momenti anche tragici che in effetti non mi aspettavo di leggere, e la rivelazione finale mi è piaciuta tantissimo, anche se allo stesso tempo mi ha resa un po' triste. 
In questo libro si affiancano momenti di maggior riflessione a momenti più divertenti, creando un buon equilibrio, anche se avrei preferito l'uso di alcuni nomi personali un po' meno ridicoli, ma ripeto, io lo leggo con occhi da adulta. 
In generale, ogni volta che leggo libri che raccontano di una scuola di magia ritorno bambina, perché non ho ancora abbandonato il sogno di poter avere una bacchetta magica e usare incantesimi, e se avessi un figlio o una figlia leggerei loro subito questo libro, per far capire loro l'importanza della compassione e dell'empatia, per insegnarli che devono sempre lottare per i loro sogni e non avere mai paura di essere diversi, perché la loro diversità li rende unici e bellissimi, e troveranno tante persone come loro con cui formare una famiglia e vivere per sempre felici e contenti. 

Vi ringrazio se avete letto la mia recensione!
Ringrazio anche la Rizzoli per la copia del libro e vi assicuro che dovete vederla dal vivo perché la copertina e il libro in se stesso sono spettacolari. 
Buona giornata!



giovedì 8 ottobre 2020

Review Party: Guida ai pizzi e alla pirateria per giovani gentildonne di Mackenzi Lee

 

Buonasera lettori!
Vi assicuro che faccio altro, oltre a leggere... beh, ok, in questa settimana sto davvero impazzendo, ma poi le acque si dovrebbero calmare. Sicuramente è colpa della Oscar Vault che fa uscire tanti libri così interessanti!
Mentre in questo articolo vi avevo parlato di Guida ai vizi e alle virtù per giovani gentiluomini, oggi trovate la recensione del secondo volume. Vi ricordo che poi il volume intero della Oscar contiene anche la novella Guida alla fortuna in amore per giovani gentiluomini con protagonisti Monty e Percy, e vi assicuro che non ve la volete perdere!
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Titolo: Guida ai vizi e alle virtù per giovani gentiluomini - Guida ai pizzi e alla pirateria per giovani gentildonne
Autore: Mackenzi Lee
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar fantastica
Data di uscita: 29 settembre 2020
Pagine: 864
Prezzo: 28 euro

Voto: 4.5/5

Trama: Felicity Montague ha due obiettivi nella vita: evitare il matrimonio con Callum Doyle e iscriversi alla facoltà di medicina, riservata agli uomini. Una speranza però c'è: l'eccentrico dottor Alexander Platt sta cercando assistenti. Felicity dovrebbe recarsi da lui in Germania, ma non ha i soldi per il viaggio. Fortunatamente una donna misteriosa si offre di pagarglielo, purché la porti con sé travestita da sua cameriera. Quali sono i veri motivi di tanta insolita generosità?
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Onestamente, non mi aspettavo di amare questo libro così tanto. 
Guida ai vizi e alle virtù per giovani gentiluomini mi era piaciuto moltissimo grazie al protagonista, Monty, simpatico e irriverente, mentre pensavo che un romanzo con protagonista sua sorella Felicity, che chi ha letto il primo romanzo ben conosce, non sarebbe stato interessante allo stesso modo... oh quanto mi sbagliavo!
Felicity è un personaggio bellissimo, forse anche più di Monty! È irriverente, sarcastica, forte, caparbia ed energica, ho adorato il suo punto di vista. 
La storia infatti incomincia quando lei si trova ad Edimburgo. Abbandonato suo padre e una vita di agi e comodità, Felicity cerca in tutti i modi di trovare un ospedale o qualche medico privato che acconsenta a farla studiare, in modo da ottenere la licenza medica. Ma, come è naturale per quel periodo storico, il suo sesso le impedisce di potersi dedicare alla sua passione. Sembrerebbe che il suo futuro sia ormai scritto, finché non le viene dato l'indirizzo del medico Alexander Platt, che Felicity stima moltissimo e di cui ha letto molti saggi. 
L'unico problema è che lui si trova a Stoccarda, lei in Gran Bretagna ed è senza soldi per il viaggio, e in più Alexander Platt si sta per sposare con Johanna Hoffmann, la sua ex migliore amica con cui ha litigato due anni prima. 
Decisa comunque a intraprendere questa avventura, la ragazza viene aiutata da Sim, un marinaio donna e musulmana, proveniente dalle coste della Barberia, che ha dei conti in sospeso con gli Hoffmann. Felicity è un po' restia, sa che Sim le sta nascondendo qualcosa e potrebbe compiere qualcosa di illecito, ma Platt è la sua ultima risorsa, e se non le darà lui un lavoro in ambito medico, sarà finita. 

Molti autrici e molti autori contemporanei cercano di creare personaggi femminili forti e coraggiosi, ma purtroppo non sempre il risultato è soddisfacente. Molte volte queste donne risultano essere molto irrealistiche, delle macchiette Mary Sue senza un briciolo di personalità, che basano la loro personalità principalmente sul loro femminismo, quando poi femministe non lo sono davvero. 
Felicity, al contrario, è un personaggio molto ben riuscito e non posso che fare i complimenti all'autrice, che scrive in modo davvero piacevole. 
Ho apprezzato il personaggio di Felicity per varie ragioni. Cresciuta in una famiglia che non la apprezzava, che non voleva appoggiare le sue ambizioni e per cui era semplicemente invisibile, Felicity trova la forza in se stessa per riuscire ad affrontare le difficoltà nella vita, anche se questo l'ha portata a non fidarsi degli altri e a chiudersi in un guscio. 
Nonostante questo, però, è un personaggio molto realistico perché dubita ancora molto di se stessa, sa di aver diritto di avere un posto nel mondo e di avere le capacità per studiare medicina, ma il mondo creato dagli uomini le infonde ancora molti dubbi, a volte le fa credere che forse sarebbe più semplice sposarsi con un brav'uomo, anche se non può e non lo amerà mai quanto ama la medicina. 
Felicity durante il corso del romanzo fa un percorso di crescita non indifferente, che mi è piaciuto moltissimo, soprattutto per come l'autrice pone le basi del suo femminismo, che è anche il femminismo in cui credo io. 
Felicity infatti inizialmente ritiene inferiori a lei le donne che amano i vestiti o i balli o fanno le civettuole, ma l'incontro con la sua ex-migliore amica Johanna le farà cambiare idea: Johanna è bella, raffinata, ama i bei vestiti ma è anche intelligente, curiosa e buona, una persona dolce che ama gli animali più di se stessa. 
Questo romanzo è stato un tripudio di personaggi femminili bellissimi, il trio Felicity/Johanna/Sim sarà per sempre l'amicizia femminile dei miei sogni. Tre personaggi femminili diversissimi tra di loro, ma tutti realistici e interessanti, che mostrano quanto è bella l'amicizia femminile.
Felicity infatti impara anche che chiedere aiuto non è sinonimo di debolezza, e che non deve rimanere per forza da sola. Felicity infatti, anche se non viene detto apertamente all'interno del romanzo (in effetti se fosse stata nominata sarebbe stato un fatto molto anacronistico), è aromantica, un'identità sessuale che rientra nello spettro dell'asessualità. Oltre a non provare interesse per il sesso, infatti, Felicity non sembra apprezzare nemmeno le relazioni romantiche. Non è quella donna che "non voglio un uomo perché sono una donna forte e indipendente", semplicemente non ne sente la necessità perché non prova attrazione romantica per nessuno, uomini o donne. 
Sono davvero felice di aver potuto leggere un libro con una protagonista femminista (un bel femminismo, oltre tutto!) e aromantica, giuro potrei piangere dalla gioia!
Johanna e Sim non sono poi meno belle o interessanti. 
Insomma se volete leggere personaggi femminili ben scritti, questo è il romanzo che fa per voi. 

Oltre al fatto che la storia mi è piaciuta di più rispetto a quella del primo, mi è piaciuto molto che anche se per poco, ci sono stati anche Percy e Monty e la loro straordinaria bellezza ad illuminare il racconto.
Anche Monty ha rinunciato allo status sociale di Lord per vivere in una catapecchia a Londra con Percy ed è davvero la cosa più dolce del mondo.
Per tutte le persone che possano pensare che sia la scelta di Felicity di studiare medicina sia la vita di Monty con Percy possano suonare irrealistiche vi assicuro che anche se troviamo nel '700 queste situazioni non erano impossibili! Ho studiato molto per la tesi l'omosessualità nella storia, e anche se siamo un po' in anticipo è nell'800 che si crea una cultura omosessuale, e sono molto contenta che l'autrice non usi mai quel termine, dato che fu inventato solo nel 1869.
Alla fine dell'opera comunque l'autrice stessa fa una nota per parlare del periodo storico e delle figure che hanno ispirato Felicity, Johanna e Sim, molto interessante!

Detto questo, la mia recensione è finita! Vi ringrazio molto di averlo letto e se avete apprezzato quello che ho scritto e voleste lasciare un commento ne sarei molto felice. 
Ringrazio Bea di Io resto qui a leggere per aver organizzato l'evento e la Mondadori per la copia del romanzo. 
Buona lettura!



mercoledì 7 ottobre 2020

Review Party: Heartstopper vol. 2 di Alice Oseman

 



Buonasera lettori!
Scusate l'ora così tarda, ma ho avuto degli imprevisti.
La seconda recensione di oggi è il secondo volume di Heartstopper di Alice Oseman, che racconta la dolcissima storia d'amore tra Nick e Charlie. 
Visto che è il secondo volume, farò degli spoiler del primo quindi se non lo avete ancora letto, su, via, in libreria o su Amazon ad ordinare questa graphic novel bellissima!
Intanto vi lascio alla mia recensione, buona lettura! 
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Titolo: Heartstopper. Vol.2
Autore: Alice Oseman
Traduttore: Francesco Matteuzzi 
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar Ink
Data di uscita: 6 ottobre 2020
Pagine: 384
Prezzo: 17 euro

Voto: 5/5

Trama: 
Nick e Charlie sono grandi amici. Nick sa che Charlie è gay, e Charlie è sicuro che Nick non lo sia. Ma l'amore percorre strade inaspettate, e Nick scoprirà parecchie cose sui suoi amici, sulla sua famiglia e su se stesso.
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Alla fine del primo volume avevamo lasciato Nick e Charlie in una situazione complicata: Charlie si è preso una cotta per Nick, una cotta terribile, ma ovviamente Nick è etero... ma siamo sicuri?
Ad una festa si scambiano un bacio, ma Nick se ne va, lasciando Charlie da solo. Charlie è disperato, pensa di aver rovinato tutto con il suo migliore amico, ma Nick è soltanto molto confuso, Charlie gli piace davvero ma è difficile capire cosa gli sta succedendo e tutta questa situazione per lui è super complicata...

Anche in questo volume Alice Oseman ha creato un piccolo capolavoro.
Nella loro semplicità e quasi infantilità, con questi disegni l'autrice ci racconta di un rapporto unico, di quelli che speri di trovare nella tua vita almeno una volta. Nick e Charlie sono innamorati, palesemente persi l'uno per l'altro, e vedere i piccoli gesti, i momenti imbarazzanti, i baci, le piccole tenerezze... quando li vedi insieme non puoi evitare di vomitare dei piccoli arcobaleni, ecco. A volte questa tenerezza può sembrare eccessiva, ma in un mondo dove succedono delle cose orribili, non è bello per una volta leggere qualcosa che vuole trasmettere amore e felicità?
Ovviamente Alice Oseman non esclude del tutto elementi negativi, Charlie e Nick non vivono in un mondo perfetto: continuano purtroppo ad esserci persone che giudicano e criticano Charlie per la sua sessualità, ma per fortuna al suo fianco c'è sempre Nick, che lo difende.

In questo volume, in particolare, Nick ha una posizione maggiormente di rilievo perché il volume esplora maggiormente il suo viaggio alla scoperta di se stesso. Ed è proprio in questa situazione che viene citata la bisessualità, una sessualità che viene citata di rado, e talvolta con connotazione negativa, quindi sono molto felice che sia stata inclusa qui. Alice Oseman è una delle scrittrici più inclusive della nostra generazione, nei suoi romanzi ci sono sempre personaggi queer e non cis, ed in questo volume si sbizzarisce!
Oltre alla presenza di Charlie, gay, e Nick, che sta esplorando la sua strada, viene presentata una coppia lesbica e una ragazza transessuale. 
Onestamente quanto è bello quando questi argomenti vengono inseriti nelle storie così tranquillamente, come è giusto che sia? 

Già come era successo con il primo volume, una volta concluso il secondo sono entrata in crisi di astinenza. Nick e Charlie sono bellissimi, sono entrati direttamente nel novero delle mie coppie preferite e leggerei storie su di loro per ore e ore. Non mi bastano mai!
Di solito non sono una persona romantica, ma con loro due faccio sempre un'eccezione. 
Alice Oseman mi piace davvero tanto, perché nelle sue storie riesce ad unire elementi positivi con elementi negativi, creando un connubio perfetto ed assolutamente realistico. 
Onestamente ho apprezzato davvero questo volume, e sono sicura che Nick sarà un esempio perfetto per i ragazzi che non riescono a capire i loro sentimenti e sono confusi e spaventati. 
Più persone dovrebbero leggere questa bellissima storia, e scoprire quanto sono dolci Nick e Charlie. 

p.s. Ma quanto è bella Nellie? Il cane più bello del mondo dei fumetti. 

Grazie di aver letto la mia recensione! Se vi è piaciuta mi raccomando lasciate un commento, e soprattutto andate a leggere le altre recensioni! 
Ringrazio Milena di Timeless Hopeful Reader che ha organizzato l'evento e la Mondadori per la copia che mi ha fornito per una recensione onesta e sincera, e giuro che non la maledirò se mi prometterà di far uscire presto il prossimo numero. 
Alla prossima! 

Review Party: Il gatto che voleva salvare i libri di Sosuke Natsukawa

 

Buon pomeriggio lettori!
Come sta andando la giornata? Come state?
Oggi sono felicissima di potervi farvi leggere due recensioni di due libri bellissimi.
La prima è quella dedicata a Il gatto che voleva salvare i libri di Sosuke Natsukawa, un romanzo giapponese davvero dolce, perfetto per gli appassionati di libri. 
Buona lettura!
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Titolo: Il gatto che voleva salvare i libri
Autore: Sosuke Natsukawa
Traduttore: Bruno Forzan
Casa editrice: Mondadori 
Collana: Narrative
Data di uscita: 6 ottobre 2020
Pagine: 180
Prezzo: 18 euro 

Voto: 5/5

Trama: La libreria Natsuki è un luogo speciale: un negozio polveroso e solitario, dove gli amanti della lettura possono trovare, tra le pagine dei grandi capolavori di tutto il mondo, un'oasi di pace, un rifugio lontano dal frastuono della quotidianità. Quando il proprietario, uomo colto e appassionato, muore improvvisamente, il nipote Rintaro, un ragazzino timido e introverso, eredita la libreria. Il nonno si è preso cura di lui dopo la morte di sua madre e, ora che è scomparso, Rintaro deve imparare a fare a meno della sua saggezza dolce e pacata. La libreria è sull'orlo del fallimento: un'eredità pesante per il ragazzo, anche perché i segnali dal mondo sono piuttosto scoraggianti: poca gente è davvero interessata alla lettura. Un giorno, mentre Rintaro si crogiola malinconico nel ricordo del nonno, entra in libreria un gatto parlante. Nonostante le iniziali perplessità del ragazzino, il gatto lo convince a partire per una missione molto speciale: salvare i libri dalla loro scomparsa. Inizia così la storia di un'amicizia magica: un'avventura che li porterà a percorrere quattro diversi labirinti per risolvere altrettante questioni esistenziali sull'importanza della lettura e sulla forza, infinita e imperscrutabile, dell'amore.
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Ho provato più volte ad approcciarmi alla letteratura giapponese, ma nonostante la passione che provo per la sua cultura, nessun libro mi è mai piaciuto veramente o è rimasto impresso nella mia memoria. 
Il gatto che voleva salvare i libri, invece, è un libro bellissimo e mi ha colpito molto, facendomi appassionare e affezionare tantissimo alla sua storia, nonostante le poche pagine di cui è composto. 
Il protagonista è un hikikomori, Natsuki Rintaro, che ha da poco perso suo nonno. Orfano dei genitori, Rintaro vive solo con il nonno e lo aiuta a gestire una piccola ma bellissima libreria di libri usati, un covo perfetto per gli appassionati che cercano i libri più sconosciuti o i grandi classici senza tempo, che però ormai gli editori più commerciali si rifiutano di produrre. 
Alla morte del nonno, Rintaro si chiude in negozio e non va più a scuola, pensando che, comunque, a nessuno sarebbe importato della sua assenza. 
È in quel momento che compare un bellissimo gatto dal pelo fulvo, chiamato Tora, in grado di parlare e che chiede aiuto a Rintaro perché solo lui può salvare dei libri che vengono tenuti prigionieri. 
Inizia in questo modo la visita di tre magici e irreali posti, chiamati labirinti, dove i libri vengono tenuti prigionieri o tagliati barbaramente o usati solo per vendere. Le persone infatti o per ingordigia di conoscenza o per risparmiare tempo o per avere più profitto si dimenticano di quanto amano e di quanto sono preziosi i libri, considerandoli più degli oggetti materiali che spirituali, perdendo in questo modo anche se stessi e la vera felicità.
L'intero romanzo, infatti, è un elogio della lettura e del potere che i libri hanno, essi infatti sono dotati di anima e arricchiscono le persone che li leggono. 

Da lettrice, ho amato leggere di un libro che parla in modo così bello della lettura e affronta i problemi che purtroppo esistono nella cultura attuale del consumismo, dove i libri sono diventati una merce di scambio e dove vengono prodotti in massa libri senza qualità ma che hanno il solo scopo di ingrossare il profitto delle case editrici; e di questo mondo dove ormai i libri hanno perso attrattiva e la maggior parte delle persone ha smesso di leggere. Un problema purtroppo molto attuale.  

Si vede quanta passione ha Rintaro per la lettura, ed essendo anche io una sorta di hikikomori che ama i libri e che per tutta la vita ha avuto paura di uscire dal suo guscio, mi sono riconosciuta moltissimo in questo protagonista. 
Poi onestamente, da gattara, leggere libri che parlano di libri è bellissimo, ma se c'è come personaggio anche un gatto, anche di più!

Questo romanzo meta-letterario, sicuramente appartenente al genere del realismo magico, si legge velocemente, grazie alla sua meravigliosa scrittura, e seppur breve riesce a raccontare una storia completa che chiunque ama i libri e attinge la propria felicità dalla lettura potrà comprendere. 
Il gatto che voleva salvare i libri però racconta anche di una crescita personale, mostra quanto è importante credere in se stessi e quanto è grande e fondamentale il valore dell'amicizia. 

Sono stata davvero felice di poter leggere questo romanzo e ringrazio la Mondadori per la copia che mi ha fornito. La mia opinione come al solito è onesta e sincera. 
Se vi è piaciuta la mia recensione e voleste lasciarmi un commento mi farebbe molto piacere. 
Alla prossima!

martedì 6 ottobre 2020

Review Party: L'ascesa di Senlin di Josiah Bancroft


Buonasera lettori!
Vi avevo anticipato che questa era una settimana di recensioni. 
Stamattina vi ho parlato di Alla ricerca del Principe Dracula di Kerri Maniscalco, adesso passiamo ad un libro molto particolare, anche se sempre edito dalla Oscar Vault. 
Nato come un romanzo self-published, L'ascesa di Senlin è un viaggio tortuoso che mi ha intrigato davvero tanto. 
Più sotto, la mia recensione!
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Titolo: L'ascesa di Senlin
Autore: Josiah Bancroft
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar fantastica
Data di uscita: 1 settembre 2020
Pagine: 408
Prezzo: 22 euro

Voto: 4/5

Trama: La Torre di Babele è la più grande meraviglia del mondo conosciuto. Grande come una montagna, l'immensa Torre ospita innumerevoli Regni Circolari, alcuni pacifici, altri bellicosi, appoggiati l'uno sull'altro come gli strati di una torta. È un mondo popolato di geni e tiranni, aeronavi e motori a vapore, animali insoliti e macchine misteriose. Attirato dalla curiosità scientifica e dalle mirabolanti promesse di una guida turistica, Thomas Senlin, mite preside di una scuola di provincia, decide di visitarla. Anzi, gli sembra che, con i suoi lussuosi Bagni, sia proprio la meta ideale per la sua luna di miele con Marya. Solo che, appena arrivati, i due sposi si perdono tra la folla di abitanti, turisti e furfanti. Determinato a ritrovare la moglie, Senlin inizia una lunga ricerca tra bassifondi, sale da ballo e teatri di burlesque. Dovrà sopravvivere a tradimenti, assassini, e ai lunghi cannoni di una fortezza volante. Ma se vuole riavere Marya, sopravvivere non basterà: dovrà sapersi trasformare da uomo di lettere in uomo d'azione.
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L'ascesa di Senlin è un romanzo sbalorditivo, qualcosa che non mi ero mai immaginata prima. Naturalmente non è qualcosa di innovativo e sono evidenti i riferimenti culturali da cui prende spunto, sopratutto la Bibbia e la Divina Commedia, ma è un romanzo così ricco di sfaccettature e di generi letterari al suo interno, che non è possibile classificarlo. 
Il primo genere a cui l'assocerei è il romanzo di formazione. Il protagonista, Thomas Senlin, infatti durante il romanzo cresce e matura, trasformandosi da un noioso e insignificante preside di una scuola, a un uomo intraprendente e combattivo, che non è più così tanto ingenuo da fidarsi così facilmente degli altri. 
Ovviamente si trasforma in questo modo a causa della Torre di Babele, una delle più grandi costruzioni fatte dall'uomo, di cui non si conosce nemmeno la fine. Thomas ha sempre sentito tante storie favolose su questa torre, dell'intelligenza e raffinatezza dei suoi abitanti fino alla bellezza delle sue cerchie e ha raccontato queste storie meravigliose ai suoi allievi, ma la realtà non è mai come sembra. 
Arrivato con la neo-sposa, Marya, Thomas perde la moglie nella calca sottostante la torre e da questo momento inizia il suo calvario. Viene ingannato, derubato, e mortificato, ed impara una lezione fondamentale: la Torre toglie l'umanità delle persone. Nonostante questo, riuscirà comunque a trovare delle persone fidate nella Torre, che lo aiuteranno nel percorso per ritrovare la sua amata. 
La Torre di Babele è ovviamente un riferimento biblico, la torre mitologica che causò la nascita delle diverse lingue tra gli uomini, ma la sua conformazione ricorda maggiormente un Inferno dantesco al contrario. Per arrivare a Marya, Thomas dovrà superare ogni girone infernale che gli si presenta davanti: il Basamento, il Salotto e i Bagni, dove, come nell'Inferno di Dante, vivono i peggiori peccatori. 
La Torre infatti attira le persone, e se queste persone non erano già marce dentro, vengono trasformate da questo luogo fatto di giochi, divertimenti e vizi, dove perdono costantemente denaro e vengono fatti schiavi, o marchiati, ma da cui non riescono a scappare. 
Come un novello Orfeo che ha perso la sua Euridice, Thomas affronta ogni girone per trovare la sua sposa, imparando molto sulla Torre e il suo funzionamento, e capisce quanto abbia dato sua moglie e il suo amore per lei per scontato. 

Quando inizi a leggere il romanzo, la Torre sembra un paradiso, un luogo meraviglioso da visitare, come dice la guida turistica che Thomas si porta costantemente dietro, ma è tutta una finzione. È un posto che uccide, che distrugge, che divide. Thomas non è l'unico che infatti ha perso qualcuno, molte altre persone girano disperate per il Mercato, in attesa di trovare, anche dopo anni, la persona cara perduta. Più procedi nella lettura e più questo luogo si rivela folle e assurdo, dal Basamento, dove le persone girano su una giostra per bere un sorso di birra, al Salotto dove ogni persona, anche le autorità, sono attori di una recita. 
Ma qual è il senso di questa costruzione? Ha un senso o è solo follia? 
Leggere questo libro è come entrare in un trip, è qualcosa di completamente inaspettato ma bellissimo. 
In questa atmosfera onirica e steampunk, di cui non si comprendono i confini, vige solo la legge della Torre, che è la legge della violenza e della forza. Senlin, che è un animo gentile e sicuramente forte non è, dovrà invece cercare di vincere con qualcos'altro: furbizia e intelligenza. 
L'ascesa di Senlin è un romanzo fantastico dalle note steampunk, ambientato in un mondo di cui non conosciamo nulla, solo il nome, Ur, ma in cui domina la Torre, che ne è il centro gravitazionale. 

Sono rimasta completamente affascinata da questa storia e dopo il finale, sono molto curiosa di sapere come proseguirà. 
Grazie di aver letto la mia recensione e grazie alla Mondadori che mi ha fornito una copia del libro per una recensione onesta e sincera. 
Qui sotto trovate tutti i partecipanti all'evento, mi raccomando recuperate anche loro!




Review Party: Alla ricerca del Principe Dracula di Kerri Maniscalco

 


Buongiorno lettori!
Dopo l'approfondimento sui personaggi secondari, che potete trovare qui, oggi vi parlo direttamente di Alla ricerca del Principe Dracula, il secondo libro della serie Stalking Jack the Ripper con protagonisti l'intraprendente Audrey Rose Wadsworth e il misterioso Thomas Cresswell. 
Buona lettura!
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Titolo: Alla ricerca del Principe Dracula
Autore: Kerri Maniscalco
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar fantastica
Data di uscita: 15 settembre 2020
Pagine: 468
Prezzo: 20 euro

Voto: 3.5/5 

Trama: Dopo aver scoperto con orrore la vera identità di Jack lo Squartatore, Audrey Rose Wadsworth lascia la sua casa nella Londra vittoriana per iscriversi – unica donna – alla più prestigiosa accademia di Medicina legale d'Europa. Ma è davvero impossibile trovare pace nell'oscuro, inquietante castello rumeno che ospita la scuola, un tempo dimora del malvagio Vlad l'Impalatore, altrimenti noto come Principe Dracula. Strane morti si susseguono, tanto da far mormorare che il nobile assetato di sangue sia tornato dalla tomba. Così Audrey Rose e il suo arguto compagno, Thomas Cresswell, si trovano a dover decifrare gli enigmatici indizi che li porteranno all'oscuro assassino. Vivo o morto che sia.
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Se avete letto la mia recensione al primo volume (che potete trovare qui) sapete benissimo che Sulle tracce di Jack lo Squartatore non è uno di quei libri privi di difetti. Il problema principale che avevo riscontrato in quel volume, e che ritrovo, purtroppo, anche in Alla ricerca del Principe Dracula è la protagonista, i suoi comportamenti, la sua ipocrisia e il suo femminismo troppo ostentato. 
Se devo essere completamente onesta, in verità questo secondo volume è stato molto più piacevole del precedente, Audrey Rose migliora notevolmente: è più coraggiosa, più risoluta, ma risulta ancora essere un po' una macchietta senza personalità, quel personaggio un po' "Mary Sue" buttato lì come protagonista perfetta (quando in effetti perfetta non è). Thomas, invece, mi è piaciuto davvero molto! Perde l'antipatia e la saccenteria eccessiva che lo caratterizzavano nel primo volume, qui è molto più dolce, soprattutto con Audrey Rose, e ho amato vedere il suo lato più tenero. D'altra parte, però, in questo volume ha perso l'acume e l'intelligenza che lo caratterizzavano nel primo! Insomma, tutto non si può avere?
Questi romanzi, quindi, purtroppo non rientreranno mai tra le mie serie preferite, ma amo moltissimo il periodo storico in cui si svolgono e i miti e le figure storiche con cui si intrecciano. Mentre nel primo volume eravamo nella Londra vittoriana durante gli omicidi di Jack lo Squartatore, adesso siamo in Romania, teatro di nuovi scellerati omicidi. 
I protagonisti iniziano a frequentare un'accademia di scienze forensi situata nel Castello di Bran, che è stato dimora del sanguinario principe Vlad III, conosciuto anche come l'Impalatore, che ha dato origine al mito di Dracula, il vampiro. 
Gli omicidi, infatti, vengono fatti passare come se fossero stati commessi da uno strigoi, cioè un vampiro, dal momento che le vittime vengono ritrovate completamente senza sangue; mentre altre invece con un paletto nel cuore, proprio come se fossero vampiri. 
Questa ambientazione così gotica, con castelli ricchi di sculture inquietanti e passaggi segreti, e boschi dimora di creature sanguinarie, mi ha onestamente appassionato molto di più, è una storia ricca di misteri e nuovi personaggi davvero intriganti. 
Anche qui, non sono riuscita ad individuare il colpevole degli omicidi durante la lettura, ma onestamente non penso che questa volta sia stata del tutto colpa mia, onestamente tutta la spiegazione finale sull'omicida mi ha lasciato molto perplessa; non penso che l'autrice abbia dato tutti gli elementi per comprendere il finale e alla fine è risultato tutto molto frettoloso e senza senso, almeno secondo la mia modesta opinione. 
Quella parte mi ha completamente delusa. 
La cosa più bella del libro penso sia stata proprio l'ambientazione, la descrizione del castello mi è piaciuta tantissimo, soprattutto la descrizione degli ambienti segreti e delle trappole contenute al loro interno. 
Come al solito, l'autrice ha posto alla fine del libro un'avvertenza sui cambiamenti che ha dovuto fare e sulle incorrettezze storiche, che sono anche molto interessanti. Per esempio, non sapevo che, nel periodo in cui è ambientata la vicenda, la Transilvania si chiamava Transleitania e, soprattutto, non esisteva la Romania ma faceva parte delle Terre della Corona di Santo Stefano, sotto il dominio dell'impero austroungarico. 

Nonostante questa saga continui ad avere alti e bassi, sono molto curiosa di leggere il prossimo volume, ambientato in America, e di leggere delle avventure di Audrey Rose e Thomas, di cui ormai mi sono molto affezionata, soprattutto come coppia. 

Vi ringrazio ancora di aver letto la mia recensione, ringrazio la Mondadori per la copia del romanzo e vi raccomando di leggere tutti gli altri approfondimenti e le recensioni delle mie colleghe. 




venerdì 2 ottobre 2020

Recensione: Avatar. The Last Airbender - La promessa

 Buongiorno lettori!
Oggi è una giornata abbastanza brutta, piove ed il cielo è scuro, quindi anche il mio umore ne risente, ma è comunque una bella giornata se uno può restare in casa e leggere un bel libro con una tazza di the. 
Sono comunque molto felice perché ieri, il primo ottobre, è uscito finalmente in italiano il fumetto che continua la bellissima serie animata di Nickelodeon Avatar. The Last Airbender, un programma splendido che insegna così tanto sulla natura, l'amore e il rispetto. Solo perché è una serie animata, non è da sottovalutare!
Se avete visto la serie animata, vi consiglio di proseguire la lettura per scoprire cosa penso del fumetto, perché sicuramente ci saranno spoiler sul finale della serie, quindi mi raccomando! Se non l'avete vista, il mio consiglio è di chiudere questo blog e andare su Netflix per vedere le prime due stagioni, vi assicuro non ve ne pentirete!
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Titolo: La promessa. Avatar. The last airbender
Autore: Gene Luen Yang (storia), Gurihiru (disegni)
Casa editrice: Tunuè 
Collana: Tipitondi
Data di uscita:  1 ottobre 2020
Pagine: 240
Prezzo: 16,90 euro

Voto: 5/5

Trama: Tratto dalla famosa serie animata di Michael Dante DiMartino e Bryan Konietzko. Una storia di integrazione tra i quattro popoli dell’Aria, Acqua, Terra, Fuoco che compongono il mondo.

Le scelte nella vita sono spesso difficili, ancor più se riguardano le persone a noi care.

Si può infrangere una promessa? L'avatar Aang e il re del fuoco Zuko si alleano per aiutare il Re della Terra e riportare l'armonia nel mondo, sconfiggendo le colonie della Nazione del Fuoco. Presto però le tensioni si intensificano, perché la volontà di ripristinare l'armonia separando i regni dell'Acqua, dell'Aria, del Fuoco e della Terra è in realtà solo un'illusione, che avrebbe conseguenze ancora più terribili. Le scelte nella vita spesso sono difficili, ancor più se riguardano le persone a noi care.
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Wow. Leggere questo fumetto mi ha riportato, no meglio, catapultato così in profondità nel mondo di Avatar che posso piangere. Non ho parole per esprimere quanto questa serie sia importante per me e quanto io l'abbia amata, ma il fumetto è una degna continuazione, ti sembra proprio di star vedendo la serie dal momento che lo spirito di Avatar, i disegni, i personaggi... tutto viene mantenuto ed è tutto perfetto.
 
Il finale della serie tv aveva lasciato i personaggi "felici e contenti". 
Aang è riuscito a sconfiggere il signore del fuoco Ozai senza doverlo uccidere, ma togliendoli semplicemente il dominio del fuoco; Zuko è diventato il nuovo signore del fuoco e sembra aver trovato la felicità con suo zio e i suoi nuovi amici; Katara e Aang si sono messi finalmente insieme.
È tempo però di riportare l'equilibrio fra le quattro Nazioni, ma l'armonia, come ci mostra il fumetto, non è facile da ottenere o realizzare. 
Il signore del fuoco Zuko e il Re della Terra hanno instaurato un movimento per la restaurazione dell'armonia, che prevede l'eliminazione delle colonie della Nazione del fuoco sul territorio del Regno della terra, ma questa fragile pace crolla quando Zuko si rende conto che ormai i suoi cittadini in quelle colonie hanno instaurato una vita felice, sposando e diventando amici con i dominatori della terra, creando un territorio misto che appartiene ad entrambe le Nazioni. 
Aang inizialmente non comprende questa nuova condizione, legato ancora ad una concezione di Regni divisi l'uno dall'altro, con le proprie tradizioni, e quindi dà il suo supporto al re della Terra, anche se Katara comprende il disagio delle colonie e cerca di fargli capire cos'è la cosa giusta da fare. 
Zuko intanto, solo nel palazzo, sente su di sé la pressione di essere Signore del Fuoco e inizia a dialogare con suo padre, Ozai, che gli dà consigli su come essere re di una nazione. 
Il fumetto si intitola "La promessa" proprio perché Zuko, temendo di diventare come suo padre, aveva chiesto ad Aang di ucciderlo se avesse dimostrato la stessa follia e crudeltà. 
In questo fumetto infatti i personaggi sono in conflitto con se stessi, Aang non sa se mantenere la promessa e non sa come riportare la pace, mentre Zuko non riesce a reggere la pressione, vuole riportare la pace ma nello stesso momento non vuole andare contro il benessere della sua stessa gente. 
Nel frattempo, per stemperare questi temi più importanti, ci viene raccontata la storia di Toph, che essendo riuscita nella serie tv ad imparare a dominare il metallo, decide di aprire una scuola per dominatori del metallo, ma i suoi allievi, come li definisce lei, sono degli "smidollati" che non riescono neanche a spostare una monetina. 
Alla fine i protagonisti di questa storia sono proprio Aang e Zuko, mentre il resto dei personaggi viene un po' relegato sullo sfondo. 
Una delle poche cose che mi ha fatto storcere il naso è come viene mostrato il rapporto tra Zuko e la Gaang, perché dopo un anno di distanza l'amicizia e il rapporto di fiducia che avevano instaurato sembra sgretolarsi, e tutti sono pronti ad uccidere Zuko o a toglierli il trono al primo errore, senza neanche dargli la possibilità di spiegarsi. 

Avatar è sempre stato in prima linea nei temi più importanti: femminismo, razzismo, immigrazione... e questo fumetto non è da meno. Ti fa comprendere come, dopo un secolo di guerre e di risentimento, è difficile arrivare alla pace, e che soprattutto dopo un centinaio di anni in cui le persone di regni diversi sono convissute insieme, è impossibile far tornare le cose come erano prima. 

Vorrei che più persone avessero visto Avater e leggessero questo fumetto, perché è davvero ben fatto, non a caso dietro ci sono i creatori di Avatar Bryan Konietzko e Michael Dante DiMartino e spero tanto che la Tunuè decida di continuare a portare il resto dei fumetti in Italia, perché non sono ancora pronta ad abbandonare il mondo di Avatar. 

Grazie di aver letto la mia recensione, se vi è piaciuta lasciate un commento!
Come al solito ringrazio la Tunuè per la copia fornitami per una recensione onesta e sincera, mentre qui sotto vi lascio gli altri profili che partecipano all'evento.